NATI IN QUESTO GIORNO

1861 – Italo Svevo (157 anni fa): Il più europeo degli scrittori italiani a cavallo tra Ottocento e Novecento, interprete dell’alienazione dell’uomo moderno nella società, in linea con i coevi Pirandello, Joyce e Proust.

Nato a Trieste e morto a Motta di Livenza (in provincia di Treviso) nel 1928, il vero norme era Aron Hector Schmitz (figlio di un commerciante tedesco), italianizzato in Ettore Samigli. Scelse fin dal primo romanzo, Una vita, lo pseudonimo Italo Svevo per interpretare l’anima cosmopolita della sua città, crocevia di traffici e di scambi culturali tra i paesi della Mitteleuropa.

Le disavventure economiche della famiglia lo spinsero ad accettare a malincuore un lavoro in banca, scrivendo recensioni teatrali ed articoli per il quotidiano triestino L’Indipendente. Dopo “Una vita”, completò con “Senilità” (1898) e La coscienza di zeno (1923) una trilogia a sfondo autobiografico, i cui protagonisti sono “vinti”, sopraffatti dalla loro inettitudine a vivere e incapaci di inserirsi nel mondo che li circonda.

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