1961 laura boldrini

1961 – Laura Boldrini (59 anni fa): Terza donna a ricoprire lo scranno più alto di Montecitorio, è un esponente di primo piano della politica italiana e una strenua paladina dei diritti delle donne e dei rifugiati.

Marchigiana di Macerata, coniuga gli studi in legge alla Sapienza di Roma con lunghi viaggi in giro per il mondo. Dopo un’esperienza da giornalista e autrice per la RAI, nel 1989 inizia a lavorare con la FAO, l’organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, occupandosi di produzione video e radio.

Successivamente e per cinque anni, lavora presso il Programma alimentare mondiale (WFP) come portavoce per l’Italia, fino a quando riceve l’incarico di ambasciatrice dell’UNHCR, l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, per coordinare le attività di informazione in Sud Europa; carica che ricopre fino al 2012.

Candidata nel 2013 per Sinistra Ecologia Libertà, viene eletta e il 16 marzo diventa Presidente della Camera. Nelle elezioni 2018 torna alla Camera con Liberi e Uguali. In carriera ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il titolo di cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica italiana nel 2004, il Premio Consorte del Presidente della Repubblica nel 2006 e il Premio giornalistico alla carriera Addetto stampa dell’anno del Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti nel 2009.

1937 inagurati i studi di cinecittà

1937 – Inaugurati gli studi di Cinecittà (83 anni fa): Da strumento di propaganda e di “distrazione di massa” nato negli anni bui del regime, Cinecittà diventa in poco tempo la grande fabbrica di sogni made in Italy, capace di tenere testa ai mitici studios hollywoodiani. Oggi, oltre ad essere la più grande città del cinema in Europa, è la memoria storica di ottant’anni di settima arte.

Dall’inizio degli anni Trenta, il regime fascista intuisce le potenzialità del cinema come strumento di propaganda e adotta una serie di provvedimenti, che hanno l’effetto da un lato di scoraggiare le importazioni di film stranieri, dall’altro di alimentare una produzione locale. Il prodotto finale di questa strategia è la cosiddetta Legge Alfieri del 1939, che istituisce l’Ente Nazionale Industrie Cinematografiche (ENIC).

Nel frattempo, la fine dei vecchi studi Cines nel 1935, distrutti da un incendio, crea le condizioni per la costruzione di un nuovo e più vasto complesso, rispondente alle ambizioni “imperiali” dell’Italia mussoliniana. La zona in questione viene individuata in un terreno di 500mila metri quadrati, lungo la via Tuscolana, a 9 chilometri dal centro di Roma. Del progetto vengono incaricati l’architetto Gino Peressutti e l’ingegnere Carlo Roncoroni.

Partiti a gennaio del 1936, i lavori vengono ultimati in appena 15 mesi. Il 28 aprile del 1937 è il giorno dell’inaugurazione e a presiederla è Benito Mussolini. Il complesso che si trova davanti è qualcosa di completamente inedito in Europa e potrebbe fare invidia agli Americani: 73 edifici (tra cui 16 teatri di posa, dotati delle strumentazioni più all’avanguardia), 40mila mq di strade e piazze, tre piscine per le riprese sott’acqua, 35mila mq di giardini, 900 dipendenti fissi.

Una vera “città del cinema”, di nome e di fatto, dove trovano spazio l’Istituto Luce (memoria storica degli albori del cinema italiano) e il Centro Sperimentale di Cinematografia (tutt’oggi la più antica fucina italiana di attori e registi). Prima pellicola ad uscire dai nuovi studios è Scipione l’Africano (1937) di Carmine Gallone. La censura fascista non consente grande libertà di generi, per cui prevale in questa prima fase un cinema d’evasione, fatto di sentimenti passionali e di uomini forti e risoluti come Amedeo Nazzari e Massimo Girotti.

Il periodo d’oro per Cinecittà arriva negli anni Cinquanta con il filone peplum (termine che nell’antica Grecia indicava la tipica tunica femminile), ossia dei “film storici in costume” (legati al contesto biblico o all’Impero romano), che trovano qui la location ideale: da Quo vadis? a Ben Hur, passando per Gli ultimi giorni di Pompei. Negli stessi anni escono i primi capolavori firmati da Visconti, De Sica e Fellini, destinati a fare scuola nei decenni a venire.

Qui vengono girati oltre tremila film, di cui 47 ricevono l’ambito Premio Oscar. In questo arco di tempo il complesso di via Tuscolana conserva il suo primato europeo, tenendosi al passo con il progresso tecnologico; dal 2001, ad esempio, viene aperto uno spazio interamente dedicato al digitale, con attrezzature tra le più sofisticate in campo mondiale.

Il ruolo di memoria storica del cinema italiano e internazionale si conferma in questi anni, soprattutto attraverso il prezioso lavoro del centro per il restauro e recupero di pellicole, sia in bianco e nero che a colori.

OGGI È…

Festa della Liberazione: Oggi ricorre l’anniversario della liberazione d’Italia, chiamata anche Festa della Liberazione o anniversario della Resistenza. È una giornata dedicata alla memoria, in cui si festeggia la fine dell’occupazione nazifascista, avvenuta il 25 aprile 1945, a conclusione della Seconda guerra mondiale.

Fu scelta questa data perché il 25 aprile del 1945 furono liberate le città di Milano e Torino ed a seguire le altre città italiane dopo venti anni di dittatura fascista. La data rappresenta, simbolicamente, l’inizio di un percorso che sfocerà nel referendum del 2 giugno 1946 per scegliere la futura forma di governo (tra monarchia e repubblica), la formazione della Repubblica e la stesura della Costituzione italiana.

Fu dichiarato, per la prima volta, giorno festivo nel 1946, con validità solo per quell’anno. Nel 1949 fu promulgata una legge che rese il 25 aprile a tutti gli effetti un giorno festivo. Molte città italiane ricordano questa data organizzando manifestazioni, cortei ed eventi.

Accadde oggi

1945 – Milano e Torino liberate dall’occupazione nazifascista (74 anni fa): Un grido di libertà si levò per le strade, salutando la vittoria di migliaia di uomini e donne, padri e madri, giovani e vecchi, riuniti sotto la bandiera della Resistenza. La liberazione di Milano e Torino segnò da un lato la fine di due anni di sacrifici umani e devastazioni, dall’altro l’inizio di un cammino di democrazia suggellato dalla nascita della Repubblica nel 1946.

La repressione nazista in risposta alle azioni partigiane aveva fatto registrare le pagine più truci dalla primavera del 1944, in particolare dall’eccidio delle Fosse Ardeatine, toccando il culmine con la strage di Marzabotto (29 settembre). Nella memoria dei milanesi rimasero indelebili le numerose esecuzioni di ferrovieri e operai, consumate nell’estate dello stesso anno; su tutte quella del 10 agosto a piazzale Loreto con la fucilazione di 15 partigiani, i cui corpi vennero lasciati sul selciato per giorni.

A queste si erano aggiunte le distruzioni provocate dai bombardamenti alleati, uno dei quali, il 20 ottobre del ’44, colpì per sbaglio la scuola elementare “Francesco Crispi”, nel quartiere di Gorla, provocando la morte di 184 bambini e dei loro insegnanti. Il risentimento popolare, acuito dalla fame, era sul punto di esplodere e sempre più persone s’impegnavano in prima persona nella guerra contro l’occupante tedesco e contro la Repubblica di Salò formata dai fascisti.

Dopo il successo dell’offensiva alleata nella pianura padana, iniziata il 9 aprile, il giorno dopo il Partito Comunista diramò a tutte le organizzazioni locali l’ordine di scatenare l’attacco definitivo, con l’obiettivo di liberare i grandi centri prima dell’arrivo delle truppe alleate. La direttiva venne recepita dal CLNAI (Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia, che riuniva i gruppi partigiani di ogni colore politico), che il 16 aprile diede il via all’insurrezione generale.

La prima azione interessò la città di Bologna estendendosi poi a Modena, Reggio Emilia e Parma, dove gli alleati al loro arrivo trovarono la strada in parte spianata dai resistenti. Ricacciati i tedeschi al di là del Po, l’offensiva puntò sul capoluogo lombardo e su quello piemontese. In entrambe, dalle prime ore del 24 aprile, scattarono le operazioni di sabotaggio e di occupazione delle caserme.

La mattina del 25, via radio, Sandro Pertini (futuro Presidente della Repubblica, 1978-85) diede l’ordine a operai e lavoratori di occupare fabbriche, negozi e scuole, inscenando uno sciopero generale nel tentativo di difendere quei luoghi dagli attacchi nemici: dalla FIAT Mirafiori di Torino alla Innocenti di Milano, sventolavano bandiere rosse con la sigla CLNAI. Lo stesso comitato si riunì presso il collegio dei salesiani di via Copernico, a Milano, per adottare tre decreti che segnarono gli ultimi sviluppi del conflitto.

Con il primo decreto il CLNAI nazionale e i comitati regionali assunsero tutti i poteri, civili e militari. Con il secondo si nominarono le commissioni di giustizia per la funzione inquirente, i tribunali di guerra e le corti d’assise popolari per quella giudicante. Nell’ultimo si stabilì che «i membri del governo fascista e i gerarchi del fascismo colpevoli di aver contribuito alla soppressione delle garanzie costituzionali, di aver distrutto le libertà popolari, creato il regime fascista, compromesso e tradito le sorti del paese e di averlo condotto all’attuale catastrofe, sono puniti con la pena di morte e nei casi meno gravi con l’ergastolo».

Mentre per le strade venivano distribuiti volantini per annunciare la Liberazione, la radio milanese, che prima trasmetteva il notiziario fascista, annunciò alle 22.05 che l’Alto Milanese era stato liberato dai patrioti italiani. Nelle stesse ore Benito Mussolini insieme alla compagna Clara Petacci si lanciò in una fuga disperata verso la Svizzera, travestito da soldato tedesco. Catturati a Dongo, nel comasco, entrambi vennero giustiziati il 28 aprile e i loro, corpi esposti a piazzale Loreto (Milano), per tutta la giornata del 29 aprile.

Nella primavera dell’anno seguente, il governo provvisorio dichiarò “festa nazionale” il 25 aprile, soltanto per l’anno in corso. Con la legge n. 260 del maggio 1949, presentata da Alcide De Gasperi, divenne a tutti gli effetti un giorno festivo da dedicare al ricordo della lotta di Liberazione dal, nazifascismo.

Nati in questo giorno

1917 – Ella Fitzgerald (102 anni fa): La musica jazz ha prodotto alcune delle espressioni più mirabili grazie alla sua voce maestosa e alla capacità di improvvisare e riprodurre il suono di strumenti musicali, attraverso la tecnica dello scat.

Nata a Newport News, in Virginia, e scomparsa a Beverly Hills nel giugno del 1996, Ella Jane Fitzgerald si lasciò alle spalle un’infanzia di privazioni e vagabondaggio, debuttando verso la metà degli anni Trenta. Il decennio successivo la lanciò come solista in grado di eccellere in vari generi, dallo swing al gospel, dal blues al calypso.

Stimata da grandi musicisti, su tutti Louis Armstrong (con il quale incise tre dischi), nella maturità regalò alla storia del jazz interpretazioni di brani immortali come Summertime di Gershwin e “Dream a Little Dream of Me”.

Nati sportivi

1981 – Felipe Massa (38 anni fa): Nato a San Paolo (Brasile), è un ex pilota automobilistico di Formula Uno di origini italiane (il nonno è emigrato da Cerignola, in provincia di Foggia).

A nove anni corre già con i Kart e nel 2002 arriva in Formula Uno con la Sauber, con cui il miglior risultato è un quinto posto nel GP di Spagna. Nel 2006 passa alla Ferrari per affiancare il 7 volte campione del mondo Michael Schumacher, salendo più volte sul podio. La stagione 2008 è quella più importante perché arriva secondo nella classifica finale piloti, ad un punto dal campione del mondo, il britannico Lewis Hamilton.

Nei cinque campionati successivi è undicesimo, due volte sesto, settimo nel 2012 e ottavo nella stagione seguente. Alla guida della Williams conclude il Mondiale piloti al settimo posto nel 2014, al sesto nel 2015 e all’undicesimo l’anno dopo e nel 2017, quando si ritira dalla Formula Uno.

I DOODLE DI GOOGLE

L’artista Karel Appel: L’arte come ribellione, anarchia di colori e forme, fu alla base del movimento pittorico CoBrA, di cui l’olandese Karel Appel fu cofondatore insieme con altri artisti europei. Formatosi all’Accademia reale di Arti Visive ad Amsterdam, Appel diede la prima mostra a 25 anni, prendendo spunto da grandi maestri del primo Novecento come Picasso e Matisse, e strizzando l’occhio alle nuove avanguardie, in particolare l’Art Brut (basata sul concetto di arte spontanea, senza pretese culturali e fuori dalle norme estetiche convenzionali) del francese Jean Dubuffet.

La sua affermazione artistica avvenne nell’ambito del movimento CoBrA (nome formato con le iniziali delle città Copenaghen, Bruxelles e Amsterdam, da cui provenivano gli artisti che vi aderirono), in cui si fondeva l’intensità emotiva degli espressionisti tedeschi con l’astrazione tipica del Cubismo sintetico e del Bauhaus. L’impronta dello stile di Appel rivive nel doodle locale (visibile in Olanda), che Google ha pubblicato nel 2011, nel 90° anniversario della sua nascita.

I DOODLE DI GOOGLE

Eduard Slavoljub Penkala, l’inventore: Un inventore prolifico entrato nella storia del popolo croato. Nato in Slovacchia da una famiglia ebrea, per metà polacca, per l’altra olandese, Penkala studiò alle università di Vienna e Dresda, laureandosi in chimica organica.

Trasferitosi a Zagabria con la famiglia, qui registrò un numero cospicuo di brevetti (ottanta in totale), molti dei quali di utilità pratica: dalla “bottiglia d’acqua calda” (antesignana della più recente borsa d’acqua calda) a un sistema di freno per le automobili. L’invenzione di maggior successo fu la cosiddetta matita meccanica, brevettata nel 1906, poi divenuta “penna meccanica” e considerata il primo esempio di penna a inchiostro con serbatoio (stilografica).

Questo modello, che in seguito fu identificato con il cognome del suo inventore, venne prodotto in serie a Zagabria, dando impulso a una fiorente industria degli strumenti per scrivere. Nel 2012, in occasione del 141° anniversario della nascita di Penkala, Google gli ha dedicato un doodle locale (visibile in Croazia) dove viene rappresentata anche la sua invenzione.

EVENTI SPORTIVI

1920 – In Belgio inizia la VII edizione delle Olimpiadi (99 anni fa): L’Europa è appena uscita dal primo conflitto mondiale e la ricostruzione procede, quando 2.626 atleti di 29 nazioni (i paesi sconfitti nella guerra non sono stati invitati) convergono su Anversa, in Belgio, per confrontarsi in 154 competizioni di 22 sport. Riprende vita, anche con l’introduzione del giuramento olimpico, lo spirito di Olimpia.

I VII Giochi Olimpici terminano poi il 12 settembre. Gli USA con 95 medaglie, di cui 41 dorate, dominano il medagliere finale, seguiti dalla Svezia con 64. L’Italia (allora Regno d’Italia), i cui atleti per la prima volta utilizzano l’azzurro come colore delle divise di gara, conquista 23 medaglie: 13 ori, 5 argenti e 5 bronzi.

Tra gli olimpionici c’è un diciottenne di Milano, Ugo Frigerio, che s’iscrive all’ultimo momento alla gara dei 10 km di marcia per fare pratica e la vince a sorpresa, facendo poi il bis nei 3 km. Uno schermidore, Nedo Nadi, conquista 5 medaglie d’oro e Giorgio Zampori è il primo nel concorso generale individuale di ginnastica.

NATI… SPORTIVI

1957 – Andrea Agostinelli (62 anni fa): Nato ad Ancona è un allenatore di calcio ed ex centrocampista, tra le altre, di Lazio, Pistoiese, Atalanta, Avellino e Mantova. Da allenatore guida anche il Napoli (in serie B), Crotone, Salernitana, Portogruaro e Varese. In Albania diventa il tecnico, a fine dicembre 2015, del Partizani Tirana e, nel campionato successivo ma fine al 3 gennaio 2017, dello Skënderbeu. Nell’agosto 2018 va in Congo per allenare il Motema Pembe.

Coinvolto nel filone partenopeo dello scandalo “calcio scommesse” (in riferimento alla partita Portogruaro-Crotone), negli ultimi anni è commentatore tecnico in televisione delle partite del massimo campionato italiano.

NATI IN QUESTO GIORNO

1893 – Joan Miró (126 anni fa): Uno dei principali esponenti del surrealismo pittorico, con la continua ricerca dell’essenziale innovò il linguaggio artistico, influenzando le avanguardie europee e grandi maestri come Salvador Dalì.

Nato a Barcellona e morto a Palma di Maiorca nel dicembre del 1983, Joan Miró i Ferrà rimase sempre legato alla città natale e alla Catalogna in generale, molto presente con la propria gente e tradizioni nelle opere del pittore e scultore spagnolo. Il suo personalissimo stile cominciò a delinearsi durante i primi contatti con il “fauvismo” e le frequentazioni dei circoli artistici di Montparnasse, a Parigi, dove conobbe tra gli altri Picasso.

L’influenza del movimento dadaista ma ancor di più della poesia surrealista portò l’arte di Miró verso l’astrazione, riducendo la realtà all’essenziale attraverso il largo ricorso a simboli e ghirigori. «Assassinare l’arte convenzionale» fu la sua “mission” dichiarata, che lo fece salire alla ribalta negli anni Trenta, fino alla celebrità degli anni Cinquanta quando conquistò il premio per la grafica alla Biennale di Venezia (1954) e il Premio Internazionale Guggenheim (1958).

Oltre che per i dipinti, sparsi per i maggiori musei del mondo, è famoso per l’attività di ceramista (suoi il Muro della Luna e il Muro del Sole della sede parigina dell’UNESCO) e le numerose sculture di terracotta e bronzo, tra cui la celebre Dona i ocell (Donna e uccello) che svetta con 22 metri di altezza nel parco “Joan Miró” di Barcellona.

ACCADDE OGGI

1964 – Ferrero produce il primo vasetto di Nutella (55 anni fa): Nasce come dolce dei poveri nel pieno dei favolosi anni Sessanta. In poco tempo, mezzo mondo si accorge di non potere più farne a meno, scatenando un fenomeno sociale che non conosce declino. Dal cinema alla letteratura in tanti rendono omaggio alla Nutella, quale eccellenza del made in Italy e simbolo intergenerazionale di puro edonismo.

La storia di questo successo planetario inizia in una pasticceria di via Rattazzi, ad Alba, nel mezzo della Seconda guerra mondiale. Qui l’imprenditore cuneese Pietro Ferrero allestisce un laboratorio dolciario, dove sperimenta ricette innovative per l’epoca, facendo spesso di necessità virtù. Nello specifico, la pesante tassazione sull’importazione dei semi di cacao lo costringe a cercare un ingrediente da associare al cacao, facilmente reperibile e dal costo contenuto.

Di qui l’intuizione di utilizzare le nocciole, prodotto tipico delle Langhe, dalle quali riesce a ricavare una crema che commercializza con il nome di Giandujot, in omaggio alla nota maschera del carnevale piemontese. Venduta in blocchi da taglio, avvolti in carta stagnola, la speciale pasta incontra il favore della clientela, specialmente di quella meno abbiente come ad esempio i contadini, che per il suo valore energetico la reputano una colazione efficace per affrontare la giornata lavorativa.

In poco tempo la popolarità del Giandujot e le sempre più crescenti richieste delle altre pasticcerie spingono Ferrero ad abbandonare la semplice dimensione artigianale, dando vita nel 1946 a una vera e propria azienda che ancora oggi porta il suo nome. L’eredità di Pietro viene raccolta dal figlio Michele Ferrero che nel 1951 trasforma la ricetta del padre nella Supercrema, venduta in grandi barattoli. Dodici anni più tardi ne rivede la formula scoprendo quel gusto inconfondibile che resterà immutato per sempre.

Il nome “Supercrema” lo convince poco e per lanciare il nuovo prodotto studia un nome più accattivante. Partendo dall’elemento cardine, la nocciola, prende la traduzione inglese nut e la unisce con il suffisso -ella, che dà l’idea di una crema densa e vellutata, da gustare spalmata su una fetta di pane. Quest’ultima immagine viene integrata nel logo (tuttora invariato) sotto la scritta nutella, con la caratteristica “n” di colore nero e il resto della parola scritta in rosso.

Confezionato nei famosi bicchieri Kristal, il primo prodotto esce dalla fabbrica di Alba il 20 aprile del 1964. L’anno successivo conquista il mercato tedesco e prima della fine degli anni Sessanta attraversa l’oceano per approdare negli Stati Uniti d’America. L’indimenticabile spot di Carosello nel 1967, costruito sulla serie animata del “gigante amico”, spalanca alla nutella la quotidianità di milioni di bambini. Da quel momento la crema di cioccolato e nocciole ipoteca l’ora della merenda dei giovanissimi e non solo.

Nei successivi decenni si conferma come fenomeno di costume, entrando a pieno titolo nel dizionario italiano (nel 1995 il prestigioso Devoto-Oli la inserisce tra i suoi lemmi) e nella forma parlata come sinonimo di crema di cioccolato. Dotata come la Coca-Cola di un ingrediente segreto, la Nutella è il prodotto di punta della filiera di prodotti Ferrero, di cui rappresenta il 15 per cento delle vendite in tutto il mondo.

Le stime più recenti indicano una produzione annua di 2 milioni di quintali e a consumarne di più sarebbero i cittadini del Lussemburgo, con una media pro capite di un chilo all’anno; in Italia la media è di 800 grammi a testa.

I DOODLE DI GOOGLE

Antero de Quental: Poeta, filosofo e letterato, Antero de Quental è ricordato in Portogallo come un intellettuale a 360° e uno dei principali personaggi nel panorama culturale della seconda metà dell’Ottocento. Originario dell’Isola di São Miguel, nelle Azzorre, si avvicinò alla poesia in tenera età e grazie alle lezioni del poeta António Feliciano de Castilho fece sue le tematiche del Romanticismo letterario.

L’avvicinamento alle idee socialiste di Proudhon lo proiettò alla guida dei poeti “modernisti” nella celebre polemica (nota come Domanda Coimbra) contro i tradizionalisti rappresentati da Castilho. La sua produzione è composta in maggioranza da sonetti, raccolti nella sua principale raccolta Sonetos Completos.

Nel 2012, a due secoli dalla nascita di de Quental, Google gli ha dedicato un doodle locale (visibile in Portogallo). Sulla barba si legge un suo pensiero «A Poesia é a confissão sincera do pensamento mais íntimo de uma idade», che si può tradurre con “La poesia è la confessione sincera dei pensieri più intimi di un’epoca”.

Na ti sportivi

1991 – Luis Muriel (28 anni fa): Nato a Santo Tomás (Colombia), è un calciatore, attaccante della Nazionale colombiana e della Fiorentina, dove è arrivato il primo gennaio 2019, ceduto dal Siviglia in prestito con obbligo di riscatto a 14 milioni.

Luis Fernando Muriel Fruto, in Italia, ha giocato anche nel Lecce, squadra con la quale nel 2011 ha esordito in serie A. Dalla stagione 2012/13 ha indossato la maglia dell’Udinese, che già nel gennaio 2012 aveva acquistato il suo cartellino. Nel gennaio 2015 è andato in prestito ma con obbligo di riscatto alla Sampdoria.
Nel luglio 2017 si è trasferito al Siviglia.

Nati in questo giorno

1979 – Giusy Ferreri (40 anni fa): Cantautrice lanciata dalla prima edizione del popolare talent show X Factor, è apprezzata per la voce imponente.

Siciliana di Palermo, cresce ad Abbiategrasso, in provincia di Milano, e qui muove i primi passi nella musica con band emergenti, autoproducendosi il singolo Who is me. Scartata a “Sanremo Nuove Proposte” nel 2005, tre anni dopo supera i provini di “X Factor”, sfiorando la vittoria finale con il brano Non ti scordar mai di me, scritto da Rocco Casalino (autore di numerosi successi per artisti del calibro di Marco Mengoni, Emma e Alessandra Amoroso), che la lancia in testa alle classifiche e le regala quattro dischi di platino.

Il successo arride anche al primo album, “Gaetana”, che, trascinato dal famoso brano “Novembre”, vende oltre 350.000 copie e viene certificato quintuplo disco di platino. Impiegata come cassiera in un supermercato, nel 2009 lascia il lavoro pubblicando il secondo album “Fotografie”, che tra le cover include la fortunata Ma il cielo è sempre più blu.

Sale tre volte sul palco dell’Ariston: nel 2010 con Il mare immenso (disco d’oro) e nel 2014 con Ti porto a cena con me (che anticipa il quarto album “L’attesa”), classificandosi rispettivamente decima e nona; va peggio nel 2017 con il brano Fa talmente male, eliminato in semifinale.

Nel 2015 pubblica la prima raccolta, Hits, che contiene anche gli inediti “Volevo te” e Roma-Bangkok (in cui canta accanto alla rapper Baby K). Nel giugno 2018 canta con il giamaicano Sean Kingston il brano Amore e capoeira. Nel gennaio 2019 pubblica il singolo Le cose che canto.

Accadde oggi

1506 – Iniziano i lavori alla Basilica di San Pietro (513 anni fa): Mentre in seno alla cristianità cominciavano ad avvertirsi i primi segnali del protestantesimo, la Roma papale rispose avviando la costruzione di un nuovo grande tempio, completato in oltre un secolo. Destinato a diventare il cuore pulsante del cattolicesimo, i grandi maestri del Rinascimento e del Barocco ne fecero un prezioso scrigno di opere immortali.

Sul luogo di sepoltura dell’apostolo Pietro, primo pontefice della storia, sorgeva la basilica paleocristiana fatta erigere dall’imperatore Costantino nel 324, quale segno del clima di apertura al credo cristiano, inaugurato dall’Editto di Milano del 313. L’idea di sostituirla con un altro edificio di maggiori dimensioni fu avanzata inizialmente da papa Niccolò V, verso la metà del XV secolo.

La sua vasta opera di Renovatio dell’urbe, ossia di dare un’impronta monumentale alla città eterna, venne ripresa quasi mezzo secolo dopo da Giulio II, desideroso di tradurre in pratica il progetto della nuova basilica. Il primo passo fu la nomina del Bramante a sovrintendente generale delle fabbriche papali, cui vennero affidate diverse opere di trasformazione urbanistica della città.

Su richiesta di Giulio II l’architetto marchigiano, tra i maggiori esponenti del Rinascimento, fece abbattere l’antica basilica paleocristiana, per fare spazio alla nuova costruzione. Si giunse così alla posa della prima pietra, il 18 aprile 1506. Il disegno iniziale del Bramante prevedeva una pianta “a croce greca” con una grande volta centrale e quattro piccole cupole, poi riveduto dallo stesso artista in favore del sistema “a croce latina”.

La prematura morte degli architetti che si avvicendarono negli anni successivi (Raffaello e Antonio da Sangallo il Giovane), unita a vicende storiche drammatiche (come il Sacco di Roma del 1527) rallentarono moltissimo i lavori, che ebbero una svolta decisiva con l’assegnazione dell’incarico a Michelangelo Buonarroti, a quarant’anni di distanza dalla posa della prima pietra. Fu quest’ultimo a plasmare per sempre il profilo architettonico dell’edificio, disegnando l’imponente cupola, portata a termine dal suo discepolo Giacomo della Porta (tra il 1588 e il 1593).

Il completamento dell’opera si ebbe soltanto all’inizio del XVII secolo per mano di Carlo Maderno, che adottò definitivamente l’impianto a croce latina, prolungando la navata centrale fino all’attuale piazza San Pietro. Consacrata nel 1626, la basilica conobbe un ultimo e determinante intervento grazie all’impareggiabile genio di Lorenzo Bernini, che concepì lo spettacolare colonnato attorno alla piazza, lasciando la sua firma anche all’interno nel maestoso Baldacchino di San Pietro che sovrasta l’Altare Maggiore.

Custode delle più sublimi espressioni del Rinascimento italiano, su tutte la Pietà di Michelangelo, la Basilica di San Pietro in Vaticano è visitata in media da sette milioni di turisti all’anno, in assoluto secondo luogo della cristianità più visitato al mondo (il primo è Nostra Signora di Guadalupe a Città del Messico).

I DOODLE DI GOOGLE

Karen Blixen e la sua Africa: «Io conosco il canto dell’Africa, della giraffa e della luna nuova africana distesa sul suo dorso, degli aratri nei campi e delle facce sudate delle raccoglitrici di Caffè». Da questo monologo, reso celebre dal cinema, si evince il grande amore che la scrittrice e pittrice danese Karen Christentze Dinesen nutriva per l’Africa. Nota al pubblico con lo pseudonimo Karen Blixen, a ventotto anni si trasferì nel “continente nero” insieme al cugino, con l’idea di gestire una fattoria con annessa piantagione di caffè. I due si sposarono e misero in atto il loro progetto, che successivamente andò incontro al fallimento dopo la fine del matrimonio. Costretta a ritornare in Danimarca nel 1931, tre anni dopo diede alle stampe il suo romanzo capolavoro, “La mia Africa”, che nel 1985 fu trasposto in un film da Sydney Pollack (nel cast Meryl Streep e Robert Redford), vincitore di ben 7 Premi Oscar. Nel 2010, nel 125° anniversario della nascita di Blixen, Google ha pubblicato un doodle locale (visibile in Danimarca), che ritrae la scrittrice sullo sfondo di un tipico paesaggio africano.

Nati in questo giorno

1974 – Victoria Adams (45 anni fa): Cantante, stilista e modella britannica ma soprattutto uno dei personaggi più glamour delle cronache mondane del nuovo millennio.

Nata ad Harlow, nell’est dell’Inghilterra, Victoria Caroline Adams studia danza ed esordisce nel canto in piccole band, prima di prendere al volo, a 20 anni, l’occasione della vita: risponde ad un annuncio pubblicato dal giornale The Stage e nel 1994 entra a far parte delle Spice Girls.

Trascinata dal singolo Wannabe, la girl band, composta da Geri Halliwell, Melanie C, Melanie B ed Emma Bunton, spopola nelle classifiche di mezzo mondo, arrivando in quattro anni a vendere oltre 75 milioni di dischi. Il successo la consacra come Posh Spice, ossia la più trendy del gruppo, e la lancia come testimonial per diversi prodotti e come madrina di numerose iniziative.

Sposata dal 1999 al calciatore David Beckham, nel 2000 pubblica la sua autobiografia, “Learning to Fly”, che vende oltre 500.000 copie nel solo Regno Unito, e l’anno seguente ottiene un clamoroso flop con il primo album da solista. Nel 2005 debutta nella moda creando il marchio VB Rocks, seguito l’anno seguente da “DVB Style”, quest’ultimo lanciato insieme al marito.

Nel febbraio 2013 viene indicata tra le 100 donne più potenti del Regno Unito dal programma radiofonico “Woman’s Hour” della BBC Radio 4.

Eventi sportivi

1967 – Benvenuti campione mondiale di pesi medi (52 anni fa): Il diverso fuso orario induce la RAI a trasmettere l’evento sportivo in diretta radio anziché in TV. A seguire l’evento sportivo sono diversi milioni, oltre ai tifosi giunti al Madison Square Garden di New York con sei voli charter.

Nino Benvenuti esce vincitore dal match contro Emile Griffith, conquistando il titolo mondiale WBC e WBA dei pesi medi. Al ritorno in Italia il pugile è festeggiato da numerosissimi tifosi sia a Milano che a Trieste.

Nati sportivi

1987 – Mehdi Benatia (32 anni fa): Nato a Courcouronnes (Francia), è un calciatore marocchino (la madre è algerina), difensore dell’Al-Duhail(Qatar) dal gennaio 2019e della Nazionale marocch ina.
Nel luglio 2016 diventa difensore della Juventus, in prestito dal Bayern Monaco. Nel maggio 2017 il club bianconero riscatta il cartellino. A Torino aggiunge al suo palmarès due scudetti, due Coppe Italia e una Supercoppa italiana.

Cresciuto nelle giovanili dell’Olympique Marsiglia, in precedenza gioca in alcune squadre francesi e, dal 2010, è in Italia all’Udinese, dove in tre stagioni in serie A colleziona 80 presenze e segna 6 reti.

Nel luglio 2013 la Roma ne compra il cartellino, corrispondendo ai friulani 13,5 milioni di euro. In giallorosso totalizza 33 presenze con 5 gol. A fine agosto 2014, il Bayern l’acquista per 26 milioni più bonus ma due anni dopo lo cede in prestito alla Juventus. Con i tedeschi vince due campionati e una Coppa di Germania.

I DOODLE DI GOOGLE

La fotografia e Robert Doisneau: Bambini di strada che giocano, innamorati che si baciano, cani e gatti presi in situazioni insolite. Scene di vita quotidiana della periferia parigina rese immortali dall’obiettivo di Robert Doisneau, uno dei più apprezzati fotografi del XX secolo. Formatosi all’école Estienne di Chantilly e alla bottega dello scultore André Vigneau, ebbe il suo primo incarico alle officine della Renault, in qualità di fotografo industriale.

Alla fine della Seconda guerra mondiale, iniziò la collaborazione con l’agenzia Rapho (specializzata nella fotografia umanista), che durò per circa mezzo secolo. Risale al 1950 il suo scatto più famoso realizzato per la rivista americana Life: si tratta del “Bacio davanti all’hotel de Ville”, ripreso insieme ad altre foto nel doodle globale pubblicato da Google nel 2012, per salutare il 100° della nascita di Doisneau.

EVENTI SPORTIVI

1994 – L’Inter supera il Cagliari e va in finale (25 anni fa): Tra le 64 squadre che partecipano alla Coppa UEFA 1993/94, quattro sono italiane: Lazio, Inter, Cagliari e Juventus. In semifinale arrivano Cagliari (dopo aver eliminato Dinamo Bucarest, Trabzonspor, Malines e Juventus) e Inter che in uno scontro tutto italiano si giocano l’accesso alla finale.

All’andata sono i sardi a prevalere per 3 a 2, ma nel ritorno a Milano, il 14 aprile 1994, i nerazzurri s’impongono per 3 a 0, con le reti di Dennis Bergkamp, Nicola Berti e Wim Jonk.
La finale è Salisburgo-Inter; gli italiani vincono per 1 a 0 a Vienna e a Milano, conquistando così per la seconda volta la Coppa UEFA.

NATI… SPORTIVI

1990 – Arianna Fontana (29 anni fa): Alla sua quarta partecipazione olimpica è la portabandiera dell’Italia nella cerimonia di apertura di Pyeongchang 2018.
Nata a Polaggia di Berbenno (in provincia di Sondrio) è una pattinatrice di short track, che gareggia per le Fiamme Gialle. A soli 16 anni conquista la medaglia di bronzo ai XX Giochi Olimpici invernali di Torino 2006 nella staffetta 3000 metri, con Marta Capurso, Mara Zini, Katia Zini e Cecilia Maffei. Questa medaglia nei Giochi invernali è la centesima per l’Italia ed è quella vinta dall’azzurra più giovane.

Nelle successive Olimpiadi di Vancouver 2010 vince il bronzo nella prova individuale sui 500 m. In Russia, in occasione dei Giochi di Sochi 2014, nella stessa gara conquista l’argento, grazie alla squalifica di un’atleta scozzese. A Pyeongchang 2018, in Corea del Sud, aggiunge al suo palmarès olimpico (secondo tra le atlete italiane alle Olimpiadi invernali solo a quello di Stefania Belmondo) l’oro nei 500 metri, l’argento nella staffetta 3.000 metri e il bronzo nei 1000 metri.
Arianna vince anche decine di medaglie in occasione dei Mondiali, della Coppa del mondo e degli Europei.

NATI IN QUESTO GIORNO

1982 – Silvio Muccino (37 anni fa): Attore, regista e sceneggiatore italiano tra i più noti e dotati della nuova generazione.

Romano doc, è figlio d’arte (padre dirigente RAI e madre pittrice) e fratello d’arte (il fratello Gabriele è un regista affermato, la sorella Laura si occupa di casting). La passione per il cinema lo porta ad abbandonare l’Università e ad esordire come comparsa in “Paparazzi” di Neri Parenti.

Nel 1999 scrive a quattro mani con il fratello Come te nessuno mai, ottenendo una candidatura al Nastro d’Argento come “autore del miglior soggetto”. Dopo alcuni ruoli secondari in pellicole come “Un delitto impossibile” e “L’ultimo bacio”, si mette in mostra in “Ricordati di me”, conquistando il Premio Guglielmo Biraghi per i migliori giovani talenti.

Protagonista di commedie giovanili di successo quali “Che ne sarà di noi” e Il mio miglior nemico (accanto a Carlo Verdone), con le stesse si consacra come sceneggiatore ottenendo due candidature al David di Donatello nel 2004 e 2006.

Autore del romanzo Parlami d’amore, in collaborazione con Carla Evangelista, nel 2008 lo porta sul grande schermo come regista, sceneggiatore e protagonista. Della stessa Evangelista cura nel 2010 la trasposizione cinematografica del romanzo “Un altro mondo”.

ACCADDE OGGI

1900 – La prima esposizione universale del Novecento (119 anni fa): Una finestra sul secolo appena trascorso attraverso una panoramica delle principali invenzioni tecnologiche e istanze artistiche. Così Parigi, ritoccata dalla modernità nel suo fascino immortale, salutò l’arrivo del Novecento.

Nel pieno della seconda rivoluzione industriale (1870-1920), la Francia confermava la vocazione di laboratorio ideale per i nuovi ritrovati della tecnologia e per tutte le espressioni dell’ingegno umano. Prova n’è il fatto che di dodici “esposizioni universali”, ufficialmente riconosciute dal BIE (Bureau International des Expositions, in italiano “Ufficio Internazionale delle Esposizioni”), quattro si erano tenute nella location parigina, mentre all’acerrima rivale Londra n’erano toccate due soltanto.

L’EXPO d’inizio secolo premiò nuovamente la “città della Senna” e questa volta si trattava di un evento epocale, sia per la quantità e la qualità del patrimonio esposto, sia per il livello di modernità che la capitale si apprestava a raggiungere in vista del prestigioso appuntamento. Dieci anni dopo l’inaugurazione della celebre Torre Eiffel, altre opere erano in cantiere e promettevano una significativa trasformazione dell’assetto urbano.

Dalle stazioni ferroviarie di Gare de Lyon e Gare d’Orsay (oggi sede del Museo d’Orsay) ai padiglioni espositivi di Grand Palais e Petit Palais. Di maggiore impatto sui turisti e sulla qualità dei trasporti cittadini si rivelò la nuova metropolitana (tra le prime in Europa), che tagliava la città da est ad ovest. La linea venne completata in tempo per l’inaugurazione dell’Exposition Universelle del 14 aprile.

Una delle prime opere che stupì i visitatori fu la gigantesca ruota panoramica che con i suoi 100 metri d’altezza, detenne il record per quasi un secolo (sebbene fu demolita nel 1920). Tutta intorno Parigi appariva in uno spettacolo di luci che celebrava il trionfo dell’elettricità. Ecco spiegato il boom di presenze per l’EXPO, oltre cinquanta milioni di visite, che solo un’altra esposizione (Osaka 1970) fece registrare.

Dentro le aree espositive si poterono ammirare brevetti di portata tecnologica epocale. In primis il motore diesel alimentato da olio di arachidi, brevettato dal francese Rudolf Diesel, che solo trent’anni più tardi trovò applicazione nel settore automobilistico. Ma il maggiore riconoscimento venne assegnato alla prima scala mobile commerciale, realizzata dall’inventore americano Charles Seeberger per la Otis Elevator Company (società costruttrice del primo ascensore).

Non meno clamore suscitarono due invenzioni legate alla comunicazione e all’intrattenimento. Da un lato il cinematographe dei fratelli Lumiere, con il quale vennero proiettati alcuni cortometraggi su un grande schermo (16 m per 21 m). Dall’altro il Telegraphone dell’ingegnere danese Valdemar Poulsen, un registratore magnetico a filo, il cui funzionamento fu dimostrato registrando la voce dell’imperatore Francesco Giuseppe d’Austria; tutt’oggi è considerata la più antica registrazione audio magnetica esistente.

Nel settore dell’arredo e delle decorazioni si affacciò il nuovo gusto dell’Art Nouveau, con mobili moderni, arazzi e oggetti d’arte caratterizzati da linee curve e ornamenti di tipo vegetale o floreale. Principale fonte d’ispirazione furono le immagini orientali e più di tutte le stampe giapponesi. Di qui la tendenza si affermò nel campo delle arti figurative e in architettura.

Tra i manufatti artistici riscossero enorme successo piccole bambole di legno vestite secondo la tradizione contadina russa: fu l’esordio delle matryoshka, ideate dall’industriale e collezionista d’arte Savva Mamontov. Premiate a Parigi con la medaglia di bronzo, quale simbolo della tradizione russa, da quel momento cominciarono ad essere prodotte su larga scala ed esportate in tutto il mondo.

I DOODLE DI GOOGLE

Yuri Gagarin nello spazio: «Girando attorno alla Terra, nella navicella, ho visto quanto è bello il nostro pianeta. Il mondo dovrebbe permetterci di preservare ed aumentare questa bellezza, non di distruggerla!» Così commentò ai giornalisti Jurij Alekseevič Gagarin dopo la sua impresa senza precedenti: il primo volo umano nello spazio e il primo uomo ad orbitare intorno alla Terra. Scelto tra i venti migliori piloti dell’aeronautica russa, il suo lancio a bordo del razzo Vostok avvenne la mattina del 12 aprile 1961, dal Cosmodromo di Bajkonur (lo stesso dello Spuntik), nella steppa del Kazakistan. Dopo un volo spaziale di 88 minuti ritornò sulla Terra incolume, paracadutandosi dalla navicella. Accolto come un eroe nazionale, sette anni dopo morì in un tragico incidente aereo. Nel 2007, a 46 anni esatti dallo storico lancio, Google ha reso omaggio all’impresa di Gagarin con un doodle globale.

NATI… SPORTIVI

1979 – Diego Confalonieri (40 anni fa): Nato a Bresso (in provincia di Milano), è un ex schermidore della specialità della spada, ora allenatore.
Ha vinto il bronzo alle Olimpiadi di Pechino 2008 nella gara di spada a squadre. Nei Mondiali 2007, a San Pietroburgo, ha conquistato l’argento nella prova a squadre e il bronzo in quella individuale. In tre edizioni degli Europei (2003, 2006 e 2008) è arrivato terzo nella gara a squadre.

NATI IN QUESTO GIORNO

1959 – Aleandro Baldi (60 anni fa): Noto cantautore italiano, Aleandro Civai, in arte Baldi, nasce a Greve in Chianti, in provincia di Firenze. Non vedente dalla nascita, da bambino trascorre diversi anni in un istituto per ciechi, come egli stesso ha scritto nel libro autobiografico Il sole dentro.

La carriera artistica inizia nel 1986, quando viene scoperto dal produttore discografico Giancarlo Bigazzi. Partecipa, nella “Sezione giovani”, al Festival di Sanremo con la canzone “La nave va”, da lui stesso composta e arrangiata, e si classifica secondo. Con l’omonimo album di esordio Baldi inizia a conquistare i favori del pubblico e trionfa, sempre nella sezione giovanile, a “Un disco per l’estate”.

La consacrazione come uno dei migliori cantautori italiani arriva nel 1992 quando, in coppia con Francesca Alotta, vince la categoria “Nuove Proposte” della rassegna canora sanremese con Non amarmi: brano che rimarrà primo in classifica per dodici settimane.
Sempre nel 1992 vince anche “Un disco per l’estate” e il “Cantagiro”, imponendosi col brano Il Sole.

Nel 1994, tornato sul palco dell’Ariston tra i “Campioni”, con la canzone Passerà si piazza al primo posto della classifica finale, conseguendo quel successo a lungo cercato. Dopo diverse esibizioni e partecipazioni a rassegne canore, Baldi decide volontariamente di allontanarsi per un po’ dal clamore.

Intanto, nel 2000, la versione spagnola di “Non Amarmi”, interpretata da Jennifer Lopez e Marc Antony, vende 8 milioni di copie, dando all’artista toscano popolarità a livello internazionale. Un consenso che lo invoglia, nel 2002, a pubblicare la raccolta “Il meglio e il nuovo”. Nel 2005, inoltre, il quartetto “Il Divo” rivisita “Passerà” e scala tutte le classifiche del mondo con oltre 3 milioni di album venduti.

Nel 2007, decide di rimettersi in gioco con l’album “Liberamente tratto”, che sarà ispiratore anche di un nuovo tour nazionale. Due anni dopo riceve il Premio Mia Martini Speciale «per avere portato la musica italiana nel mondo».

ACCADDE OGGI

1961 – Bob Dylan debutta in pubblico (58 anni fa): Da un anonimo locale della Grande Mela alla ribalta mondiale, viaggiando tra folk, poesia, arte e impegno sociale. Si può riassumere così la scalata al successo del “menestrello di Duluth”, al secolo Bob Dylan.

Come spesso accade nelle storie dei “grandi”, il racconto comincia da una famiglia di umili origini. Quella di Robert Allen Zimmerman proveniva dalla Lituania, da dove era fuggita per scampare alla persecuzione antisemita, trovando dimora a Duluth (una cittadina del Minnesota). Qui il giovane Robert scopre la sua passione per il rock, nel mito di Little Richard ed Elvis Presley. Presto la sua sete di poesia e spiritualità lo porta a cambiare genere, trovando pieno appagamento nel folk.

Come lui stesso rivelerà più tardi, le “canzoni popolari” (anche dette folk) «sono colme di disperazione, di tristezza, di trionfo, di fede nel sovrannaturale, tutti sentimenti molto più profondi». È la musica che più si confà al suo animo inquieto e con quella sale per la prima volta su un palco, imbracciando la chitarra acustica. Tutto ciò accade a New York, dove si trasferisce nel 1961 inseguendo l’idolo Woody Guthrie.

Come tante giovani promesse subisce il fascino del Greenwich Village, quartiere simbolo della cultura bohémien americana che si ritrova nei tanti locali e pub mal frequentati della zona. In uno di questi, esattamente il Gerde’s Folk City, il 19enne Robert fa il suo debutto in pubblico. È la sera dell’11 aprile, quando il proprietario del locale, un italoamericano di nome Mike Porco, gli concede di fare da “apri concerto” per il bluesman John Lee Hooker.

Nessuno dei presenti sospetta minimamente che quel ragazzo esile e dalla voce gracchiante è destinato a diventare, di lì a qualche anno, un mito della musica. L’anno seguente segna un cambiamento decisivo nella sua vita: cambia nome al tribunale in Robert Dylan e pubblica il primo album con lo pseudonimo che lo accompagnerà per tutta la carriera: Bob Dylan. L’accoglienza del pubblico è freddina e le vendite si risolvono in un mezzo flop.

Tutt’altro copione gli riserva il secondo album, The Freewheelin’ Bob Dylan, edito nel maggio 1963. Con esso l’artista si accredita come interprete e soprattutto come autore presso famosi artisti come Joan Baez, che lo vuole accanto a sé nei concerti e per un periodo anche nella vita sentimentale. Sono gli anni del malcontento giovanile verso la politica aggressiva degli USA, che dal clima destabilizzante della guerra fredda porterà agli orrori del Vietnam. Dylan si fa portavoce di questo sentimento e la celebre Blowin’ in the Wind ne diventa il manifesto ideologico.

Dalla battaglia per i diritti civili al rifiuto della guerra, la sua musica influenza generazioni di giovani e di colleghi, sempre nel segno del’anticonformismo. Parallelamente i suoi dischi registrano vendite da record: circa 70 milioni di copie vendute in mezzo secolo di carriera, raccontata attraverso 34 album in studio, 13 live, 14 «best of», e un mix di generi che va dal country al rock, passando per la musica popolare inglese, scozzese ed irlandese.

Dicono molto di lui i numerosi riconoscimenti: 40 dischi di platino, altrettanti d’oro e sette d’argento; 11 Grammy; un Oscar e un Golden Globe per la colonna sonora del film Wonder Boys (2000). Stimato come un intellettuale a tutto tondo, in grado di anticipare le tendenze culturali di ogni epoca, Dylan è stato più volte tra i candidati al Nobel per la Letteratura.

Nel 2015 la rivista Rolling Stone lo celebra come il “più grande cantautore di tutti i tempi”, l’anno seguente arriva il massimo riconoscimento del Nobel per la letteratura, assegnatogli dall’Accademia svedese per il merito di «aver creato nuove espressioni poetiche nella grande tradizione della canzone americana».

EVENTI SPORTIVI

1908 – L’esordio della Nazionale di calcio tedesca (111 anni fa): I primi anni del XX secolo sono quelli iniziali per il calcio, che nel giro di pochi decenni si diffonde in tutto il mondo, diventando un fenomeno in grado di coinvolgere milioni di persone ed ingenti risorse finanziarie.

Le Nazionali di calcio sono addirittura collante di identità territoriale ed è quindi un evento la prima partita della Germania, che il 5 aprile 1908 scende in campo a Basilea per affrontare la Svizzera. La sconfitta per 3 a 5 non impedisce l’avvio di una storia calcistica di altissimo livello.

I tedeschi, infatti, vincono quattro Mondiali (1954, 1974, 1990 e 2014) in diciotto partecipazioni e tre Europei (1972, 1980 e 1996) su undici complessivi. Memorabili le partite contro l’Italia, prima fra tutte la partita del secolo, semifinale dei Mondiali 1970, giocata a Città del Messico il 17 giugno 1970 e terminata 4 a 3 per gli azzurri.

Il titolo continentale del 1996 e quello mondiale del 2014 sono gli unici conquistati dalla Germania unita, dopo la caduta del muro di Berlino.

NATI… SPORTIVI

1976 – Simone Inzaghi (43 anni fa): Nato a Piacenza, è un ex calciatore italiano, tecnico della Primavera della Lazio fino al 3 aprile 2016, quando ha sostituito l’esonerato Stefano Pioli sulla panchina della prima squadra, uscita sconfitta con un sonoro 4 a 1 dal derby con la Roma. È stato confermato anche per le stagioni successive. Ha conquistato la Supercoppa italiana 2017.

Cresciuto nelle giovanili della città natale, qui ha debuttato in serie A nel campionato 1998/99, concluso al settimo posto della classifica marcatori con 15 reti. Dopo questo exploit, nell’estate del 1999, è stato ceduto alla Lazio per 30 miliardi di lire.

Nella capitale è rimasto fino al ritiro nel 2010 (non confermandosi ad alti livelli realizzativi: 28 reti in 133 presenze in A, ma meglio nelle Coppe europee con 20 reti in 43 presenze), salvo due brevi parentesi alla Sampdoria (da gennaio a giugno 2005) e all’Atalanta nel campionato 2007/08.

Con i biancocelesti ha vinto uno scudetto (nel 1999/00), tre Coppe Italia, due Supercoppe italiane e una Supercoppa europea.

In Nazionale ha totalizzato tre presenze, la prima delle quali con Dino Zoff commissario tecnico che il 29 marzo 2000 l’ha fatto esordire al 60°, schierandolo in attacco in coppia con il fratello Filippo, ancor più celebre attaccante e, da giugno 2018 a gennaio 2019, allenatore del Bologna.

Nati in questo giorno

1916 – Gregory Peck (103 anni fa): Tra i divi assoluti di Hollywood, è stato uno degli attori di maggior fascino nella storia del cinema mondiale.

Nato a La Jolla, nella California meridionale, e scomparso a Los Angeles nel giugno 2003, Eldred Gregory Peck da giovane abbandonò gli studi universitari per dedicarsi alla carriera cinematografica. A 28 anni ottenne il primo contratto, nel film “Tamara, figlia della steppa” del 1944, e al secondo film, Le chiavi del paradiso, era già popolare grazie alla prima nomination agli Oscar.

A farne una star fu il regista Alfred Hitchcock che in Io ti salverò (1945) lo affiancò alla bellissima Ingrid Bergman, creando una delle coppie più riuscite del grande schermo. In questo periodo lavorò con i registi più in voga, sfiorando per tre volte l’ambita statuetta con “Il cucciolo”, “Barriera invisibile” e “Cielo di fuoco”.

Entrò nel mito la sua interpretazione dello squattrinato giornalista che, tra le strade di Roma, s’innamora di una giovane principessa, interpretata da Audrey Hepburn, in Vacanze romane (1953) di William Wyler. Dieci anni più tardi vinse l’Oscar come “migliore attore protagonista”, per il film Il buio oltre la siepe.

Seguirono poi pellicole poco fortunate, prima che l’attore decidesse di dedicarsi a miniserie e ad alcuni film per la TV. L’ultima sua perla è del 1991: “Cape Fear – Il promontorio della paura”, rifacimento di Martin Scorsese dell’omonimo film nel quale l’attore statunitense aveva recitato nel 1961.

Accadde oggi

1998 – Inaugurato il ponte sospeso più lungo del mondo (21 anni fa): Una sfida contro le forze della natura e un nuovo corso dato all’ingegneria delle costruzioni. Con il Ponte di Akashi Kaikyō il Giappone creò uno snodo di collegamento cruciale per le quattro principali isole dell’arcipelago, ottenendo con esso un primato mondiale, tuttora imbattuto.

I primi significativi esempi di ponti sospesi si ebbero a partire dal XIX secolo, con gli Stati Uniti nel ruolo di pionieri. Nel 1883 venne realizzato il Ponte di Brooklyn, prima grande struttura in acciaio e al momento della sua inaugurazione il ponte sospeso più lungo al mondo. Primato che gli USA conservarono per lungo tempo con i successivi Golden Gate Bridge (1937) e il Ponte di Verrazzano (1964), scalzati nel 1981 dall’inglese Humber Bridge.

I collegamenti interni tra le principali isole dell’arcipelago nipponico rappresentarono una priorità nei governi degli anni del boom economico (1953-1972). Nel caso dello stretto di Akashi, che divide l’isola di Honshū (la più grande del Giappone, che comprende la capitale Tokyo) dall’isola di Awaji (formata da piccoli villaggi di pescatori), si profilò una vera e propria emergenza dopo il tragico incidente dell’11 maggio 1955: la collisione di due traghetti, per via della fitta nebbia, provocò la morte di 168 persone, tra cui decine di bambini in gita scolastica.

L’episodio indignò l’opinione pubblica che richiese a gran voce la costruzione di un ponte. Un obiettivo impossibile per la tecnologia di allora, che richiese circa trent’anni di ricerche per arrivare a un’opera fattibile. Verso la fine degli anni Ottanta le premesse c’erano tutte per passare dalla teoria alla pratica ma restavano forti ostacoli legati alle caratteristiche climatiche e geologiche dell’area. Oltre ad essere denominato la “cintura dei tifoni”, con venti che raggiungono i 290 km/h, lo stretto di Akashi è ad alto rischio sismico.

Come se non bastasse, l’intenso traffico marittimo (circa mille navi al giorno) imponeva una soluzione che non limitasse lo spazio di navigazione. Per gli ingegneri del Sol levante si presentava una sfida senza precedenti nella storia delle costruzioni: tenere in piedi una struttura lunga circa 4 km e realizzarla nella maniera più resistente e leggera possibile. Il vero banco di prova venne superato con la realizzazione delle fondamenta, resa complicata dal fondale profondo e instabile del tratto marino.

L’ostacolo fu aggirato posizionando sul fondale due anelli d’acciaio, destinati a fare da base ai cilindri che dovevano reggere il ponte. L’operazione spettacolare, seguita con il fiato sospeso dai progettisti, andò secondo i piani, partendo da un ristrettissimo margine d’errore di 2 centimetri. Dopo dieci anni di lavori, che impegnarono 2 milioni di operai, il Ponte di Akashi Kaikyō venne inaugurato ufficialmente il 5 aprile del 1998.

In quel frangente, si accertò il raggiungimento di tre primati mondiali nella storia dei ponti sospesi: il più lungo con 3.911 metri di lunghezza; il più alto grazie ai 280 m di altezza; il più costoso per via dei 4,3 miliardi di dollari investiti nella sua realizzazione. Vanto dell’ingegneria giapponese, con le sue sei corsie stradali (tre per ogni senso di marcia) rappresenta oggi una cruciale via di comunicazione con il centro economico del Paese, favorendo nello stesso tempo l’economia turistica dell’isola di Awaji., Nell’elenco, 49 elementi

I DOODLE DI GOOGLE

Vaclav Ctvrtek: Praghese di nascita, Václav Cafourek, più popolare con lo pseudonimo di Václav Ctvrtek, è stato uno degli scrittori per bambini più amato in terra ceca. Lasciato il posto di impiegato per dedicarsi ad articoli e racconti destinati ai giovanissimi, ha visto cambiare la sua vita quando è stato assunto dalla Tv pubblica per portare sullo schermo le sue fiabe.

Il suo personaggio più famoso resta il ladro Rumcajs, una sorta di Robin Hood cecoslovacco, amante della natura e della giustizia. L’ometto con la barba, in compagnia dell’inseparabile figlio Cipísek, è il protagonista del doodle locale (visibile in Repubblica Ceca) pubblicato da Google nel 2011, per il centenario della nascita dello scrittore.

Eventi sportivi

1968 – In 80.000 esultano per la Coppa all’AEK Atene (51 anni fa): La seconda edizione della Coppa delle Coppe di pallacanestro maschile, organizzata dalla FIBA Europe, è stata vinta dall’AEK Atene che, dopo aver piegato in semifinale l’Ignis Varese (seconda nel campionato italiano e detentrice del trofeo), ha sconfitto lo Slavia Praga per 89 a 82.

La finale, ospitata nello Stadio Panatinaiko di Atene, è stata seguita da 80.000 spettatori, primato ancora imbattuto per un incontro di basket!

Nati sportivi

1973 – Loris Capirossi (46 anni fa): Nato a Castel San Pietro Terme (in provincia di Bologna), è stato un pilota motociclistico. In carriera ha vinto tre titoli mondiali: nella classe 125 nel 1990 (a soli 17 anni) e nel 1991, e nella classe 250 nel 1998.

Capirex (è il suo soprannome) ha disputato 328 Gran Premi, vincendone 29 e salendo 99 volte sul podio. Ha corso, dal 1990 al 2011, per Yamaha Rainey, Aprilia, Honda, Ducati, Suzuki e Pramac Racing. Dal 2014 è opinionista di Sky Sport.

Nati oggi

1951 – Francesco De Gregori (68 anni fa): Nel novero dei cantautori più valenti del panorama musicale italiano, in oltre quarant’anni di carriera ha cantato un pezzo d’«Italia che lavora… che si dispera… che si innamora».

Romano doc, trascorre l’infanzia a Pescara ed a 15 anni prende in mano la chitarra, ispirandosi soprattutto al grande Fabrizio De André, di cui più tardi dirà: «Se non avessi conosciuto le canzoni di Fabrizio, non avrei mai cominciato a scrivere le mie». Il fratello Luigi, anche lui musicista, lo spinge ad esibirsi al locale capitolino “Folkstudio”, dove incontra numerosi artisti come lui alle prime, tra cui Venditti e Giorgio Lo Cascio.

Dopo aver inciso con lo stesso Venditti l’album “Theorius Campus” del 1972, l’anno seguente sforna la prima opera da solista, “Alice non lo sa”, e ottiene una certa visibilità. Con il terzo LP fa centro: nel 1975 esce Rimmel, uno dei dischi più venduti del decennio, trascinato dall’omonimo singolo e da Pablo (scritta con Dalla), Buonanotte fiorellino e Pezzi di vetro…

Tra la fine degli anni Settanta e gli anni Ottanta vive una stagione d’oro con brani immortali, quali “Generale”, La donna cannone, “Raggio di sole”, “La leva calcistica della classe ’68” e “Viva l’Italia”. Gli anni Novanta e Duemila lo vedono confermarsi come artista di primo piano e proseguire l’intensa collaborazione con Lucio Dalla, con il quale rinverdisce i fasti del loro primo live, “Banana Republic” (1979), pubblicando nel 2010 l’album dal vivo “Work in progress”.

Nel febbraio 2014 viene premiato con il LA Italia – Excellence Award al Chinese Theatre di Hollywood.

Accadde oggi

1975 – Fondata la Microsoft (44 anni fa): «Nel futuro vedo un computer su ogni scrivania e uno in ogni casa». Così il giovane Bill Gates s’immaginava il domani nel momento in cui dava vita alla sua “gallina dalle uova d’oro”, con la quale ingaggiò una sfida a distanza a colpi di tecnologia con il grande rivale Steve Jobs.

Legati da lunga amicizia fin dagli anni del college, Gates e Paul Allen erano sempre più convinti delle infinite possibilità di business che offriva il mercato dei personal computer, e l’uscita nel 1974 del primo kit per Microcomputer Altair 8800 diede loro la spinta decisiva. I due si trasferirono ad Albuquerque (Nuovo Messico) e qui diedero vita alla società Microsoft Company, per produrre software.

Come prodotto di lancio, venne proposto alla Micro Instrumentation and Telemetry Systems (MITS) un linguaggio di programmazione per l’Altair 8800, adattando il BASIC ideato da John George Kemeny e Thomas Eugene Kurtz. In otto settimane i due informatici misero a punto la nuova versione: nacque l’Altair Basic, il primo linguaggio di programmazione scritto per un personal computer.

Il software, ceduto in licenza alla MITS, venne in seguito implementato per renderlo compatibile con altri sistemi e venderlo ad altri distributori. La cosa andò in porto solo dopo aver vinto una battaglia legale contro la MITS, che si era opposta alla vendita. Il via libera al Microsoft Basic fece impennare le entrate dell’azienda, passando da un fatturato di 16.005 dollari del 1979, ai 2.390.145 dollari del 1980.

Nello stesso anno Gates gettò le basi per un successo epocale. Per 50mila dollari acquistò il sistema operativo Q-Dos, da cui tirò fuori un nuovo software destinato a dominare la scena per oltre dieci anni: l’MS-DOS (acronimo di “MicroSoft – Disk Operating System”) conquistò da subito la IBM che lo scelse per il suo PC e da qui divenne il più diffuso in tutto il mondo.

Dopo aver spostato la sede centrale a Redmond (Washington), con gli anni Novanta Microsoft lanciò l’interfaccia per MD-DOS, cui lavorava da tempo: Windows 3.0 fu la prima versione di Windows di successo, che portò la compagnia di Gates a competere con i PC Apple Macintosh e Commodore Amiga. L’uscita di Windows 98 segnò l’inizio di una conquista senza precedenti del mercato dei personal computer, che suscitò critiche e accuse di abuso di posizione dominante nei confronti di Microsoft.

Il XXI secolo, in particolare verso la fine del primo decennio, vide l’ascesa di Apple con dispositivi multimediali, come gli iPhone, che operarono una rivoluzione tecnologica, costringendo la società di Gates (che dal 2008 conservò soltanto la carica di presidente onorario) a rincorrere continuamente. Nel 2012, con la sola vendita degli iPhone, il fatturato dell’azienda guidata da Jobs ha superato quello della Microsoft, che ha i suoi punti di forza in Windows e nella console per videogiochi XBox.

Il 2013 ha segnato l’ingresso di Microsoft nel settore della telefonia cellulare, grazie all’accordo stipulato con la Nokia, in base al quale sono stati acquisiti (per una cifra intorno a 7 miliardi di dollari) i marchi Lumia, Asha e PureView.

I DOODLE DI GOOGLE

VLT – Very Large Telescope: Realizzato nel 1999, il Very Large Telescope (in italiano “telescopio molto grande”) è tra i telescopi più potenti al mondo. Finanziato dall’European Southern Observatory (principale organismo astronomico europeo) al costo di 500 milioni di dollari, sorge sul monte cileno Cerro Paranal, nel deserto di Atacama, a oltre 2.660 metri sul livello del mare.

Comprende quattro grandi telescopi ottici fissi e quattro piccoli mobili, ognuno identificato con il nome di una stella o di un pianeta nella lingua Mapuche. La sua strumentazione all’avanguardia consente di riprodurre immagini ad altissima definizione e, attraverso un sistema laser, di misurare distanze infinitesime.

A tredici anni dalla sua costruzione, Google gli ha dedicato nel 2012 un doodle locale (visibile in Cile), che riproduce sotto forma di costellazioni il logo del motore di ricerca.

EVENTI SPORTIVI

1966 – Milano campione d’Europa nel basket (53 anni fa): La nona edizione della Coppa dei Campioni di pallacanestro maschile è la prima vinta da una squadra italiana. Il primo aprile del 1966, nel PalaDozza di Bologna, la Pallacanestro Olimpia Milano batte per 77 a 72 i cecoslovacchi dello Slavia Praga, conquistando il titolo di club Campione d’Europa. Questo risultato sarà nuovamente raggiunto dalla gloriosa società meneghina solo nel 1987 e nel 1988, battendo in entrambe le occasioni il Maccabi di Tel Aviv.

NATI… SPORTIVI

1954 – Giancarlo Antognoni (65 anni fa): Nato a Marsciano (in provincia di Perugia), è un ex calciatore, campione del mondo con la Nazionale italiana nel 1982.

Negli anni Settanta e Ottanta, è stato un centrocampista (uno dei famosi numeri “10” della storia del calcio italiano), bandiera e capitano della Fiorentina, con la quale ha vinto la Coppa Italia 1974/75.

Con i viola ha giocato l’intera sua carriera professionistica, dal 1972 al 1987 con 341 presenze in serie A (record per un calciatore del capoluogo toscano) e 61 reti, salvo chiudere in Svizzera, dal 1987 al 1989, nel Losanna.
Un altro primato “fiorentino” sono le 73 presenze in azzurro (con 7 gol).

NATI IN QUESTO GIORNO

1965 – Simona Ventura (54 anni fa): È la Simona nazionale della televisione italiana, amata e chiacchierata ma senza dubbio una delle presentatrici più popolari di sempre del piccolo schermo.

Nata a Bentivoglio, in provincia di Bologna, lo sport è il suo primo amore, che la spinge a iscriversi all’ISEF di Torino e a prendere parte a gare di sci. Il fascino non le manca e con esso conquista la fascia di Miss Muretto ad Alassio nel 1986, giungendo quarta due anni dopo al concorso “Miss Universo”, come rappresentante dell’Italia.

Il battesimo televisivo avviene come concorrente ma come professionista compare a 23 anni accanto a Magalli, nel ruolo di valletta, nel programma “Domani sposi” su RAI Uno. L’antipa passione per lo sport le apre le porte del giornalismo sportivo, approdando a Telemontecarlo (oggi LA7), dove segue i Mondiali di calcio del 1990 e gli Europei del ’92.

Dopo aver condotto “Domenica In” insieme a Pippo Baudo, nel 1993 passa a Mediaset, dove la sua popolarità decolla definitivamente grazie a programmi cult quali Mai dire gol, Scherzi a parte, Festivalbar e soprattutto Le iene. Il terzo millennio saluta il ritorno in RAI, sul secondo canale, e la piena consacrazione con la conduzione di Quelli che… il calcio (2001-2011) e del reality show L’isola dei famosi (2003-2011), il cui successo la proietta sul palco dell’Ariston nel 2004.

Vincitrice di quattro Telegatti e tre Premi TV come “personaggio femminile dell’anno”, nel 2011 lascia la TV pubblica (tra mille polemiche e controversie) e sbarca sul satellite con Sky, per cui figura come giurata nel talent show X Factor e conduce “Cielo che gol!”, chiuso per gli scarsi ascolti. Tra le performance sul grande schermo, si ricordano in particolare quelle nelle commedie “Fratelli coltelli” e “La fidanzata di papà”.

Accadde oggi1976, 1976

1976 – Jobs e Wozniak fondano la Apple (43 anni fa): Metti due Steve appassionati di informatica in un garage della California, con pochi dollari in tasca e pochi componenti da assemblare: il risultato è l’inizio di un’avventura imprenditoriale senza precedenti, che in pochi anni mette in discussione il primato di grandi multinazionali dell’elettronica. Dopo la mela di Newton entra nella storia la “mela morsicata”.

Verso la metà degli anni Settanta la “Silicon Valley” è già una realtà nella Contea di Santa Clara (California settentrionale). Qui fanno il bello e il cattivo tempo, nella produzione di microchip e altri componenti legati all’informatica, aziende rinomate come la Hewlett-Packard (attiva dal 1939), l’Intel e la Xerox. È qui che si formano e hanno le prime esperienze professionali le nuove leve dell’elettronica.

Frequentando le stesse conferenze della HP a Palo Alto nasce l’amicizia tra Steve Jobs, che in quel periodo si occupa di videogames per Atari, e Steve Wozniak, grande appassionato di elettronica che aveva messo a punto una radio amatoriale e un computer a transistor. Quest’ultimo ha in mente da tempo un progetto: progettare un computer tutto suo. Dal momento che quelli in commercio hanno prezzi inaccessibili per le sue tasche, si accontenta di buttare giù degli appunti che incontrano l’entusiasmo di Jobs.

È lui a convincere l’amico a costruire la macchina, impegnandosi personalmente a trovare un compratore. La disponibilità arriva da un negoziante di apparecchiature elettroniche che si offre di comprarne 50 esemplari al prezzo di 500 dollari ciascuno, chiedendo di averli già assemblati. La richiesta costringe i due Steve a racimolare i fondi necessari all’acquisto dei componenti da assemblare e a creare un vero e proprio laboratorio nel garage dei genitori di Jobs, a Cupertino.

È qui che insieme a un vecchio amico, Ronald Wayne, il 1° aprile del 1976 fondano la società Apple Inc.. Il nome pare sia legato alla passione di Jobs, fruttariano convinto, per il popolare frutto, già reso famoso dai Beatles come simbolo della loro casa discografica. Da quel garage esce l’Apple I, che in sostanza è una scheda madre assemblata, che per funzionare necessita di alimentatore, tastiera e display. Rapportato ai giorni nostri sembra una cosa bizzarra, in realtà in quegli anni il computer è appannaggio degli hobbisti dell’elettronica, esperti di assemblaggio e con una certa disponibilità economica.

Occorrono infatti 666,66 dollari per acquistare un Apple I, messo in commercio nel luglio del 1976 e in numero di 200 esemplari in tutto. L’anno seguente viene lanciata la versione “II” che ottiene un considerevole riscontro di vendite, facendo guadagnare alla società i fondi necessari per i progetti futuri.
In questa fase viene adottato como logo ufficiale la “mela morsicata” in versione multicolore, mantenuta fino al 1998 quando subentrerà quella “grigia”, tuttora in uso.

Gli anni Ottanta segnano l’ingresso in borsa di Apple, con conseguente ritorno milionario per la proprietà, ma è un benessere che dura poco. L’Apple III si rivela un flop e stessa sorte tocca nel 1983 al progetto Lisa, da cui Jobs viene tenuto fuori per i rapporti sempre più tesi che ha con gli altri soci, al punto di rischiare più volte l’allontanamento dalla società che lui stesso ha fondato. La crisi viene temporaneamente superata con il lancio del primo Macintosh, presentato dallo stesso Jobs in grande stile, il 24 gennaio del 1984.

Vuoi per il prezzo, vuoi per alcuni difetti di funzionamento, il Mac 128 non sfonda e l’anno dopo i due Steve abbandonano la Apple, lasciando il ruolo di CEO a John Sculley. Gli anni Novanta fanno calare il buio sull’azienda di Cupertino, che viene schiacciata dalla spietata concorrenza di Microsoft Windows. Il ritorno di Jobs, nel 1997, inverte la tendenza e quattro anni dopo matura il primo di una serie di progetti rivoluzionari: esce l’iPod che cambia il modo di ascoltare la musica e insieme il mercato delle case, discografiche.

Il resto è storia recente con i successi strepitosi di iPad e iPhone che nel 2012, nonostante la prematura scomparsa di Jobs (5 ottobre 2011), consegnano alla Apple il primato di società con maggiore capitalizzazione di mercato di sempre, scalzando i rivali di sempre della Microsoft. Il 2013, che vede l’uscita del potente pc Mac Pro insieme ai nuovi modelli di iPhone “5S” e “5C”, segna un fatturato di 170 miliardi di, dollari.

Accadde oggi

1889 – Inaugurata la Torre Eiffel (130 anni fa): Concepita per esaltare il progresso scientifico e tecnologico e destinata a vita breve, la Torre Eiffel finì col diventare l’elemento cardine dello skyline di Parigi e insieme il simbolo incontrastato della “grandeur” francese. Per i suoi concittadini è la dame de fer, la “signora di ferro”.

Il definitivo tramonto dell’Impero e l’avvento della Terza Repubblica (1879-85) segnarono in Francia l’inizio di una stagione di riforme istituzionali e sociali (dal rafforzamento del sistema parlamentare al riconoscimento delle libertà di stampa e sindacale), destinata a plasmare la futura identità dello Stato e a farne un modello di democrazia universale. Ciò si tradusse anche in un risveglio del sentimento nazionale che toccò l’apice con l’adozione della Marsigliese come inno ufficiale (1880).

Sul piano scientifico Parigi divenne un banco di prova per le importanti scoperte di quegli anni e per tutti gli sviluppi tecnologici e sociali prodotti dalla seconda rivoluzione industriale (1870-1920). Dall’utilizzo dell’elettricità all’introduzione dell’acciaio, dal perfezionamento dei sistemi di trasporto (quali tram e metropolitane) alla scoperta di nuove forme di comunicazione come il telefono (brevettato dallo scozzese Bell nel 1876).

Un primato che la capitale transalpina contendeva in quel periodo a Londra e che le venne riconosciuto ufficialmente quando si prese la decisione di organizzare lì l’Esposizione universale del 1889. Un evento di prestigio che tra l’altro veniva a coincidere con una scadenza di enorme valenza storica: il centenario della Rivoluzione francese. Per questo il comitato organizzatore si predispose a fare le cose in grande.

Con un budget a disposizione di 41 milioni di franchi (una parte fondi statali, la restante frutto di prestiti bancari e del ricavato di una lotteria), si progettarono una serie di interventi urbanistici e di grandi opere tese da un lato a celebrare la gloriosa storia della nazione, dall’altro a incarnare le idee di progresso e modernità. Entrambi gli aspetti proiettarono la mente a qualcosa che era avvenuto recentemente negli Stati Uniti d’America.

Il 28 ottobre del 1886, su un isolotto della baia di New York, era stata inaugurata la Statua della Libertà, un simbolo di autodeterminazione e di tecnica moderna che nascondeva un’anima “francese”: lo scheletro in metallo che reggeva l’imponente struttura era stata realizzato dall’architetto francese Gustave Eiffel. A lui fu dato l’incarico di erigere una torre nell’area compresa tra il Pont d’Iéna e i giardini di Campo di Marte, dove avrebbe avuto luogo l’Expo.

I lavori iniziarono nel 1887 impegnando 50 ingegneri e circa duecento operai, suddivisi tra il montaggio di 18.030 pezzi in ferro e la costruzione della torre. Due anni più tardi, l’opera venne completata con più di un mese di anticipo rispetto all’apertura dell’Expo, per essere inaugurata in pompa magna il 31 marzo. Un tempo record conseguito a dispetto delle forti critiche che erano venute dal mondo letterario e artistico locale. Poeti del calibro di Rimbaud e Verlaine definirono il progetto un «inutile e volgare affronto all’armonia architettonica di Parigi», arrivando a firmare una petizione per bloccarne i lavori.

L’entusiasmo e i numeri dei primi visitatori (circa due milioni) accorsi durante l’Esposizione universale dettero torto ai contestatori. La gente venne rapita dalla linea elastica e avveniristica della torre, tinta di rosso veneziano, che con i suoi 324 metri di altezza (antenna compresa) conquistò il primato di edificio più alto del mondo, conservandolo fino al 1930 (superata dal Trump Building di Manhattan). Ciononostante le intenzioni delle autorità francesi erano di smantellarla dopo due anni e solo a conclusione dei preziosi esperimenti di radiotelegrafia, di cui fu protagonista, si decise di tenerla definitivamente.

Ritinteggiata diversamente nel corso degli anni (dal giallo al beige all’attuale “marrone, Eiffel”), la Torre Eiffel è oggi il monumento a pagamento più visitato al mondo, con una media di oltre 6 milioni di ingressi all’anno. Per visitare i tre piani aperti al pubblico (l’ultimo a 276 metri di altezza) occorre salire 1.665 gradini o in alternativa utilizzare i cinque ascensori a disposizione. Tra i punti di maggior attrattiva: il ristorante Altitude 95 (cifra che indica l’altezza sul livello del mare) e il punto panoramico del terzo livello che offre una splendida vista su Parigi.

Delle diverse copie sparse per il mondo, l’esemplare più noto è la Tokyo Tower, in Giappone, realizzata nel 1958 e alta 333 metri., Nell’elenco, 49, elementi

Nati sportivi

1986 – Sergio Ramos (33 anni fa): Nato a Camas (Spagna), è un calciatore, difensore destro o centrale, dal 2005 al Real Madrid (il trasferimento dal Siviglia è costato 25 milioni di euro).

Con Los Blancos ha vinto quattro scudetti, due Coppe, tre Supercoppe spagnole, quattro Champions League (2013/14, 2015/16, 2016/17 e 2017/18), tre Supercoppe UEFA e quattro Coppe del mondo per club (2014, 2016, 2017 e 2018). Con la Nazionale ha vinto il titolo di campione del mondo nel 2010 ed europeo nel 2008 e nel 2012.

Nati in questo giorno

1964 – Tracy Chapman (55 anni fa): È una delle cantautrici folk più popolari dagli anni Ottanta in poi, apprezzata per la voce carezzevole e lo stile raffinato dei testi.

Nata a Cleveland, in Ohio, sin da piccola la chitarra diventa la sua inseparabile compagna. Studia antropologia, con approfondimento delle culture africane. Inizia la carriera musicale cantando nei locali fino al 1988, anno in cui pubblica il disco “Tracy Chapman” che vende oltre dieci milioni di copie solo in America.

Il secondo album, “Crossroads” non riscontra molto successo, mentre il terzo, “New beginning” (1996), ottiene ottimi riscontri. Vincitrice di quattro Grammy Award, ha tra i suoi brani più noti The promise, “Fast Car” e “Talkin’ ‘bout a Revolution”.

Molto attiva per il sociale, partecipa nel 1998 al grande concerto “One Love – All Star tribute” in onore di Bob Marley. Personalità schiva e allergica alle logiche che regolano il mercato musicale, resta da sempre fedele al proprio stile e alla terra natìa.

Accadde oggi

1876 – A Trieste inaugurato il primo trasporto pubblico (143 anni fa): Ancor prima che le automobili conquistassero la strada, nella Trieste “asburgica” ci si pose il problema di come far viaggiare in maniera più rapida persone e merci, all’interno del perimetro cittadino. Quella linea urbana passò alla storia come il primo esempio di servizio di trasporto pubblico italiano.

Nella seconda metà dell’Ottocento, mentre l’Italia unita era impegnata a costruire il nuovo assetto statale, Trieste viveva un periodo di splendore con gli Asburgo, che qui avevano stabilito il porto dell’Impero. Alla vitalità economica, legata agli intensi traffici marittimi, corrispondeva una crescita architettonica che diede un’impronta definitiva alla città. Tra i monumenti più noti portati a termine in quella fase, lo splendido Castello di Miramare (1856-60), voluto dall’imperatore Massimiliano I.

L’aumento del volume di scambi commerciali e la nascita di nuove fabbriche resero necessari il miglioramento e la velocizzazione degli spostamenti, sia dei lavoratori che delle merci. La questione fu sollevata alle autorità comunali dalla borghesia imprenditoriale, che nello specifico chiedeva un collegamento più rapido dal capolinea della linea ferroviaria Vienna-Trieste alle fabbriche della periferia e ai magazzini del Borgo Teresiano.

Si realizzò inizialmente un servizio di carrozze a cavalli, che si dimostrò non all’altezza delle aspettative dell’utenza e caratterizzato da costi accessibili a una fascia ristretta della popolazione. Archiviato il flop, venne incaricata una società internazionale con sede a Bruxelles, che aveva aperto una filiale locale con il nome Società Triestina Tramway (Stt). Quest’ultima disegnò una linea tranviaria a cavalli molto più moderna e funzionale e vicina all’immagine classica del tram.

Il servizio partì ufficialmente il 30 marzo del 1876 sulla tratta via Battisti–rotonda del Boschetto, con corse dalle prime ore del mattino fino alle 22 e a una frequenza di una ogni quindici minuti. Per allargare il bacino di utenza furono istituite due classi di viaggio: la prima, più comoda, costava dieci soldi; la seconda solo cinque, prezzo alla portata dei ceti sociali più bassi.

Sebbene in quegli anni fosse fuori dai confini del Regno d’Italia, in seguito si riconobbe a Trieste il primato di aver creato il primo servizio di trasporto pubblico. Grandi città come Milano, Roma e Bologna dovettero aspettare qualche anno prima di mettersi al pari. Nei decenni seguenti Trieste continuò a investire sul potenziamento dei collegamenti urbani, risultando tra le prime città in Europa a dotarsi di una linea elettrificata e di carrozze sempre più confortevoli.

Oggi è

L’ultimo giorno con l’ora solare: Nella notte tra oggi e domani, si passa all’ora legale. Infatti, in tutta l’Unione Europea, questa viene adottata tra l’ultima domenica di marzo e l’ultima domenica di ottobre. Ufficialmente alle due si sposta la lancetta delle ore in avanti, alle tre. In pratica… dormiremo un’ora in meno!
Negli Stati Uniti, invece, l’ora legale è già partita (parte la seconda domenica di marzo) per poi terminare la prima domenica di novembre.

I DOODLE DI GOOGLE

Vincent van Gogh: Delle oltre 800 tele e mille disegni che ci ha lasciato, Vincent van Gogh, in vita, riuscì a venderne soltanto uno. Tutti gli altri, eccezion fatta per quelli donati ai pochi amici artisti, restarono al fratello Theo per poi passare al Museo Van Gogh di Amsterdam, il più importante dedicato alle opere del pittore postimpressionista.

Il suo animo inquieto fu per lui croce e delizia, causa di continue sofferenze e fonte ispiratrice della sua sublime pittura, fatta di emozioni e impeti spirituali resi con i colori e le forme dello stile impressionista. Per questo dipingere fu per lui più una necessità interiore che un’attività professionale.

Nel 2005, alla vigilia del 152° anniversario della sua nascita, Google ha dedicato a van Gogh un doodle globale, modellato sul celebre dipinto “Notte Stellata”, conservato al Museum of Modern Art di New York.

Eventi sportivi

2009 – Sesto titolo europeo per Bergamo (10 anni fa): Le ragazze del Volley Bergamo hanno vinto per la sesta volta la “CEV Champions League di pallavolo femminile 2008-2009”, confermando il predominio dei club italiani che dal 2005 vincono il massimo torneo continentale (nel 2006 e nel 2008 con le vittorie del Sirio Perugia).

Nella final-four di Perugia, in semifinale (il regolamento prevede che due squadre della stessa nazione non possano incontrarsi in finale) è stato un derby tutto italiano: le padrone di casa, campionesse europee in carica, contro le “bergamasche”, quest’ultime si sono qualificate per la finale con il punteggio di 3 a 1.

Nella partita con il titolo in palio, hanno sconfitto per 3 a 2 la Dinamo Mosca. Serena Ortolani è l’MVP (il giocatore di maggior valore) della final-four.
Nel 2010, cinquantesima edizione del torneo, Bergamo si confermerà campione europeo, allungando così la leadership continentale dei club italiani di pallavolo femminile.

Nati sportivi

1976 – Jennifer Capriati (43 anni fa): Nata a New York, è un’ex tennista, di origini italiane (padre brindisino), il cui talento è esploso in giovanissima età: a 14 anni è già testa di serie nel torneo di Wimbledon e a 16 conquista la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Barcellona ’92.

Dal 1991 al 2004, non senza qualche breve interruzione e problemi di tossicodipendenza, conquista tre volte la FED Cup con la Nazionale, quattordici titoli WTA nel singolare (dei quali tre del Grande Slam: due Austrialian Open e un Roland Garros) e uno nel doppio. Successi che la portano a raggiungere la vetta della classifica WTA nell’ottobre 2001.

Nati in questo giorno

1939 – Terence Hill (80 anni fa): Prima tirava cazzotti con l’inseparabile Bud Spencer, oggi investiga tra una preghiera e una cavalcata nel bosco, confermandosi uno degli attori più amati dal pubblico di tutte le età.

Nato a Venezia, da padre italiano e madre tedesca, Mario Girotti (la reale identità) trascorre l’infanzia in Germania, scampando ai bombardamenti degli Alleati. Portato dalla madre sul set a 12 anni, debutta in “Vacanze con il gangster” di Dino Risi, recitando in seguito in alcune commedie, tra cui “Lazzarella” accanto a Domenico Modugno.

A esaltarne il talento di attore è il grande Luchino Visconti che, nel 1963, gli offre una parte nel suo capolavoro Il Gattopardo, tratto dall’omonimo romanzo di Tomasi di Lampedusa. Quattro anni dopo il caso vuole che il protagonista di “Dio perdona… io no” si rompa un piede e ad affiancare Carlo Pedersoli viene chiamato Girotti. Nasce in quel momento una delle coppie più popolari del cinema italiano, da quel momento nota con i nomi d’arte di Bud Spencer e Terence Hill (ispirato all’autore latino Terenzio e alle iniziali della madre Hildegard Thieme).

In vent’anni, tra sorrisi e scazzottate, entrano nel cuore di milioni di spettatori come eroi in lotta contro i cattivi di turno, passando dal “neo-spaghetti western” Lo chiamavano Trinità al film d’azione “Nati con la camicia”. Un trionfo suggellato dal David di Donatello alla carriera assegnato a entrambi nel 2010.

La tragica perdita del figlio nel 1990 lo getta in una profonda depressione, da cui si tira fuori nel nuovo millennio, inaugurando la fortunata saga del prete-investigatore in Don Matteo, che in undici stagioni consolida il rapporto con Nino Frassica, dentro e fuori dal set. Dal 2011 al 2015 è protagonista delle prime tre stagioni della serie TV Un passo dal cielo.

Accadde oggi

1795 – Primo concerto di Beethoven (224 anni fa): «O voi che pensate o dite ch’io sono acrimonioso, pazzo e misantropo, quale ingiustizia mi fate!» L’ultimo accorato messaggio lasciato da Beethoven nel suo testamento spirituale dà l’idea del clima di incomprensione che circondò la sua esistenza. Dai dolori familiari all’ingeneroso paragone con Mozart, passando per la precoce sordità, innumerevoli furono gli ostacoli che dovette superare per affermarsi come genio precursore del Romanticismo musicale ed entrare nell’Olimpo dei grandi della lirica.

Se sul piano politico si registrava l’inarrestabile declino del Sacro Romano Impero sotto i colpi della conquista napoleonica, l’ultimo ventennio del XVIII secolo segnò per l’Austria una stagione aurea dal punto di vista musicale. Il cosiddetto “classicismo viennese”, inaugurato da Haydn e portato alla massima espressione da Wolfgang Amadeus Mozart, sembrava destinato a trovare un altro valido interprete in un giovane di Bonn che a 14 anni era già noto a corte per le sue doti di organista.

Sulle possibilità che Ludwig van Beethoven replicasse la parabola di Mozart, quale enfant prodige della lirica, il padre Johann puntava molto, più per ragioni di tornaconto economico che per affetto paterno. Così non fu anche per via dei metodi autoritari, e spesso brutali, del genitore e dei maestri che questi aveva scelto per il figlio, che comunque con il suo lavoro di organista manteneva la famiglia.

Fondamentale per la maturazione della nuova sensibilità artistica, di cui in seguito si fece portavoce, fu l’amicizia con la famiglia von Breuning, che frequentò in qualità di insegnante di pianoforte. Qui iniziò a leggere scrittori e poeti del passato e contemporanei, avvicinandosi alla cultura del tempo in cui erano già presenti alcuni aspetti tipici del Romanticismo. Ancor più decisivo si rivelò l’incontro nel 1792 con Franz Joseph Haydn, che gli aprì le porte dell’alta società viennese.

Nella capitale dell’impero austriaco, tempio della lirica mondiale, entrò in contatto con le principali correnti culturali e ascoltò le lezioni di maestri dell’epoca mozartiana quali Johann Schenk, Johann Georg Albrechtsberger e Antonio Salieri. In questo periodo pubblicò le sue prime opere: tre Trii per piano, violino e violoncello e alcune Sonate per pianoforte.

Fino a questo momento le sue esibizioni erano avvenute in forma privata a corte e presso residenze nobiliari, tuttavia i tempi erano maturi per esibirsi finalmente in pubblico. Il grande giorno arrivò il 29 marzo del 1795 e in un palcoscenico d’eccezione, il massimo che si potesse chiedere a quel tempo: l’Hoftheater, teatro di corte voluto dall’imperatrice Maria Teresa d’Austria d’Asburgo e dove erano state rappresentate per la prima volta tre delle più celebri opere di Mozart (Il ratto dal serraglio, Le nozze di Figaro e Così fan tutte).

L’evento venne organizzato da Haydn in favore delle vedove dei caduti nel conflitto con la Francia. Per l’occasione Beethoven, diretto dal celebre Antonio Salieri (passato alla storia per la presunta rivalità con Mozart), eseguì al piano il Concerto in si bemolle, scritto tra il 1787 e il 1789, in cui erano evidenti i richiami mozartiani e lo stile classico.

Sebbene quel concerto non riflettesse le peculiarità tipiche della sua produzione divenuta più nota, gli procurò il consenso della raffinata aristocrazia viennese che cominciò a contenderselo nelle occasioni ufficiali. Al contempo, Beethoven fece valere presto la sua autonomia compositiva, rompendo con la tradizione del compositore stipendiato da un padrone, che ne condizionava l’ispirazione per soddisfare le esigenze della sua corte. In sostanza nasceva con lui il musicista moderno.

Tutto ciò, unito alla sua capacità di innovare senza rinnegare la tradizione classica e all’apertura agli ideali romantici ripresi dalle letture di Goethe e Schiller, gli valse l’ostilità dei critici più conservatori che lo ponevano in antitesi negativa rispetto a Mozart. Quest’isolamento, accentuato dal suo carattere difficile e dalla cattiva sorte (scoprì di essere sordo a soli 30 anni), lo condannò a una vita di sofferenza interiore.

La sordità non gli impedì di dare alla luce capolavori immortali della musica classica come la Nona Sinfonia in Re minore Op. 125, che comprende tra gli altri l’Inno alla gioia (adottato come inno ufficiale dell’Unione Europea), e di diventare un modello per generazioni di, compositori.

Accadde oggi

1959 – La Cina mette fine all’indipendenza del Tibet (60 anni fa): Il popolo tibetano ha vissuto per secoli in autonomia sul tetto del mondo, tra spiritualità e lavoro della terra. Un clima di libertà e di quiete infrantosi contro le mire espansionistiche della più grande repubblica socialista di sempre, che con la forza continua a tenere prigioniero quel popolo.

Dal punto di vista politico rimane invariata nei secoli la forma di teocrazia che vede al vertice della piramide buddista il Dalai Lama (espressione formata dalla parola mongola dalai, che significa “oceano”, e dalla tibetana lama, traducibile con “maestro spirituale”, da qui la traduzione più usata di “oceano di saggezza”). Alla sua morte, il Panchen Lama, il Reting Rinpoce e altri monaci qualificati si mettono alla ricerca della sua reincarnazione, guidati da presagi e sogni.

Riacquistata l’indipendenza nel 1911 dalla dinastia mancese, il Tibet ritorna dopo la Seconda guerra mondiale nelle mire della Cina, che nel frattempo ha visto cadere il secolare impero sotto la spinta rivoluzionaria socialista e instaurarsi la Repubblica popolare dal 1° ottobre del 1949. Il neo presidente cinese Mao Tse-tung annuncia la volontà di riacquisire al patrimonio della madrepatria alcuni territori, tra cui l’altopiano asiatico.

Lo scoppio della Guerra di Corea a giugno del ’50 dà il pretesto al governo cinese per dare il via all’occupazione, approfittando del fatto che l’opinione pubblica è distratta dalle vicende coreane. L’invasione avviene il 7 ottobre di quell’anno, con 40mila soldati che superano facilmente la debole resistenza di 8mila tibetani male armati. Al nuovo Dalai Lama, Tenzin Gyatso, viene fatto credere, ingannevolmente, che si porterà avanti una colonizzazione pacifica.

Cambiato il nome in Xizang, le autorità di Pechino trasformano il Tibet in una colonia, spingendo migliaia di suoi cittadini a insediarsi lì e imponendo pesanti provvedimenti, tra cui la redistribuzione delle terre e una pesante tassazione sui monasteri. Parallelamente viene condotta una capillare opera di persecuzione nei confronti del clero buddista, allo scopo di annientarne il culto sotto lo sguardo indifferente dell’opinione pubblica internazionale. Ad eccezione dell’India, il resto del mondo considera l’invasione un affare interno alla Repubblica popolare socialista.

Esasperata dalle misure punitive e dagli arresti di massa, la popolazione locale finisce per ribellarsi, sostenuta sotto banco dalla CIA. L’epilogo è drammatico: il 28 marzo del 1959 l’esercito cinese reprime nel sangue la ribellione e decreta la fine dell’indipendenza del Tibet, costringendo all’esilio il Dalai Lama. Il bollettino finale parla da solo: 80mila vittime (tra cui donne bambini) e 300mila profughi, accolti in maggioranza dalla vicina India.

Nei decenni a seguire si verificano frequenti iniziative di protesta dei monaci buddisti, molti dei quali arrivano all’estremo gesto di darsi fuoco in strada, per protestare contro l’occupazione cinese. Negli stessi anni, Tenzin Gyatso, riconosciuto capo del governo tibetano in esilio, è impegnato a portare nei diversi paesi il messaggio buddista e a sensibilizzare l’opinione pubblica sulle condizioni dei suoi connazionali rifugiati. Per la sua protesta non violenta, nel 1989, gli viene assegnato il Nobel per la Pace.

Nel tentativo di riscrivere la storia in maniera propagandistica, la Cina annuncia nel 2009 che il 28 marzo sarà celebrato come “Giorno dell’emancipazione degli schiavi”, rivendicando il merito di aver liberato i tibetani dalla schiavitù teocratica, rappresentata dal Dalai Lama. La decisione scatena indignazione e proteste soprattutto tra i monaci buddisti, in centinaia messi agli arresti dall’esercito occupante.

Nati sportivi

1990 – Luca Marrone (29 anni fa): Nato a Torino, è un calciatore, centrocampista il cui cartellino è di proprietà della Juventus. Si forma calcisticamente nelle giovanili della società bianconera, dai pulcini alla primavera (con cui vince due volte il Torneo di Viareggio).

Fa il suo esordio in serie A il 23 agosto 2009, a 19 anni, allo Stadio Olimpico di Torino in Juventus-Chievo (1-0). Nella stagione 2010/11 gioca in serie B in prestito al Siena, dove con 18 presenze partecipa alla promozione in serie A dei senesi.

Tornato a Torino, contribuisce, con tre presenze nel campionato 2011/12 e dieci in quello 2012/13, alla conquista di due scudetti. Nella stagione 2013/14 indossa la maglia neroverde del Sassuolo, collezionando 15 presenze.

Un infortunio lo tiene lontano dai campi di gioco in quella successiva. Poi arrivano cinque trasferimenti in prestito: nel luglio 2015 al Carpi, nel gennaio 2016 all’Hellas Verona, a fine agosto 2016 in Belgio allo S. V. Zulte Waregem, un anno dopo al Bari e per la stagione 2018/19, ma con obbligo di riscatto, di nuovo all’Hellas Verona.

Nati in questo giorno

1986 – Lady Gaga (33 anni fa): Artista pop tra le più amate del pianeta, all’indubbio talento artistico accompagna uno stile eccentrico che la distingue dai suoi colleghi.

Nata a New York da famiglia di origini italiane (i parenti del padre erano di Naso, nel messinese), Stefani Joanne Angelina Germanotta intraprende la carriera di cantante nel mito della musica anni 80 e in particolare di Madonna (di cui da alcuni viene considerata l’erede) e dei Queen, in onore dei quali sceglie come nome d’arte Lady Gaga (richiamo al popolare brano “Radio Ga Ga”).

Dallo strepitoso esordio del 2008 con l’album The Fame, trascinato dalle hit “Just Dance”, “Poker Face”, “Bad Romance” e “Paparazzi”, non sbaglia un colpo e in appena cinque anni vende oltre 35 milioni di dischi e più di 100 milioni di singoli nel mondo, vincendo 5 Grammy Award e altri prestigiosi riconoscimenti.

Indicata dalla rivista TIME tra le 100 icone della moda di tutti i tempi, è impegnata nel sociale, contro la discriminazione degli omosessuali e contro l’HIV e l’AIDS, alla cui ricerca destina i ricavi della linea di rossetti Viva Glam, ideata in collaborazione con Cyndi Lauper e con la MAC Cosmetics.

Nati in questo giorno

1980 – Cesare Cremonini (39 anni fa): Protagonista di primo piano del pop italiano, prima come leader dei Lùnapop e da un decennio come solista.

Bolognese doc, dimostra da piccolo una precoce abilità per il pianoforte, su cui prova a suonare la musica dei Queen e del suo idolo Freddy Mercury. A loro e ad altre band britanniche, quali Beatles, Oasis e Radiohead, guarda con la band “Senza filtro” fondata nel 1996 con altri compagni di classe.

L’incontro con il produttore Walter Mameli li trasforma in “Lùnapop”, band che irrompe sulla scena nel 1999 e in tre anni vive un successo stratosferico con un solo album, …Squérez, da cui sono tratti i singoli 50 Special (disco di platino), “Un giorno migliore” (disco d’oro) e “Qualcosa di grande”.

Con l’album “Bagus” nel 2002 inaugura la carriera da solista, portando con sé l’ex bassista del gruppo Ballo, e i numeri gli danno ragione: 4 dischi d’oro e brani da alta classifica come “Latin Lover” e “Vieni a vedere perché”.

Nei dieci anni successivi si rafforza il consenso presso pubblico e critica, testimoniato da altri dischi di platino e d’oro, fino al prestigioso Nastro d’argento nel 2013 per la “miglior canzone originale”, Amor mio, scritta per il film “Padroni di casa”. Nel 2014 ottiene l’ennesimo disco di platino con Logico, lanciato dall’omonimo singolo. A fine novembre 2017 arriva il sesto album in studio, Possibili scenari, anticipato qualche settimana prima dal singolo Poetica. Nell’estate 2018 tiene una tournée in quattro stadi italiani.

ACCADDE OGGI

1899 – Prima comunicazione radiotelegrafica internazionale (120 anni fa): «Fin dal 1895 io ebbi la forte intuizione che le trasmissioni radiotelegrafiche sarebbero state possibili attraverso le grandi distanze». La professione di fede nella scienza e nelle proprie capacità intuitive, espressa da Guglielmo Marconi, fu ampiamente ripagata dagli straordinari risultati che riuscì a ottenere con i suoi esperimenti. Nel giro di un lustro diede al mondo il più potente e veloce mezzo di comunicazione a distanza.

Le nuove frontiere spalancate dal fisico tedesco Heinrich Rudolf Hertz, scopritore delle onde elettromagnetiche (che in suo onore vennero identificate per un periodo come “onde hertziane”), avevano portato il giovane Marconi a compiere esperimenti sulla trasmissione telegrafica senza fili, tra le colline bolognesi della sua terra natia. Il primo traguardo era arrivato il 2 luglio del 1897, con il riconoscimento del brevetto “Perfezionamenti nella trasmissione degli impulsi e dei segnali elettrici e negli apparecchi relativi”.

Accolto trionfalmente in Inghilterra, qui fondò una sua società, dapprima con il nome “The Wireless Telegraph and Signal Company Limited”, poi mutato in “Marconi Wireless Telegraph Company Limited”. L’obiettivo del fisico italiano era dimostrare la possibilità di trasmettere a grandi distanze, contrariamente alla maggior parte dei suoi colleghi, i quali ritenevano impossibile che le onde seguissero la curvatura terrestre e che quindi si perdessero nell’etere.

Raccogliendo con la sua compagnia i fondi necessari, impiantò le prime stazioni sperimentali fisse ad Alum Bay, sull’isola di Wight, e a Bournemouth, sulla Manica, beneficiando del forte clima di fiducia che lo circondava nella società britannica. Con il cosiddetto “cervo volante” (sistema ad antenna ricevente mobile, collocata su un aquilone) ottenne i primi risultati significativi nell’inverno del 1898, mettendo in contatto la stazione di South Foreland (vicino Dover) e il battello “East Goodwin”.

Restava un ostacolo da superare legato ai problemi di interferenza nella trasmissione e ricezione dei segnali. Per questo, Marconi richiese un secondo brevetto di “Telegrafia accordata o sintonizzata e multipla su una sola antenna di nuovo tipo”, che ottenne soltanto nel 1900 scatenando le rivendicazioni di altri fisici come Braun e Lodge, che stavano lavorando sullo stesso problema. La questione si risolse acquisendo il brevetto di Lodge.

Reso più efficiente il trasmettitore sulla base dei suddetti studi, tentò il collegamento radiotelegrafico attraverso il canale della Manica, su una distanza di oltre cinquantuno chilometri. L’esperimento andò in porto il 27 marzo del 1899, tra South Foreland e la stazione francese di Wimereux, presso Boulogne-sur-Mer. Fu salutato come la prima comunicazione radiotelegrafica internazionale, stabilita tra due diversi Stati.

Gli echi del suo successo giunsero fino all’altra sponda dell’Atlantico e nell’autunno dello stesso anno il governo americano lo invitò per effettuare alcune dimostrazioni. Marconi raccolse l’invito e due anni dopo realizzò una stazione radiotelegrafica a Poldhu (in Cornovaglia) molto più potente di quelle precedenti. Dopo una lunga attesa, la mattina del 12 dicembre 1901, da qui fu trasmesso un segnale convenuto (la lettera “S” dell’alfabeto Morse), che lo stesso fisico italiano, in compagnia dell’assistente inglese Kem, ricevette dalla stazione di Saint John, sull’isola di Terranova.

Da quel momento la comunicazione radio divenne un prezioso strumento per la navigazione, entrando in uso più tardi nel traffico aereo prima militare e poi civile, fino alla commercializzazione come mass medium iniziata negli anni Venti del XX secolo. Nel 1909 Marconi, insieme con il collega tedesco Braun, ricevette il Nobel per la fisica «in riconoscimento del loro contributo allo sviluppo della telegrafia senza fili». Nel 1928, in Italia, fu nominato presidente del Consiglio nazionale delle ricerche e, insignito del titolo di “marchese” dal re Vittorio Emanuele, III.

EVENTI SPORTIVI

2006 – Treviso Volley è campione d’Europa (13 anni fa): Nella finale della Champions League 2005-2006, organizzata dalla CEV e giunta alla 47ª edizione, il Treviso ha battuto il Salonicco per 3 a 1, conquistando così il quarto titolo continentale.

Al terzo posto si è piazzata la squadra russa del Lokomotiv Belgorod, che ha sconfitto, nella finalina tutta russa, la Dinamo Mosca per 3 a 1. Il miglior giocatore (MVP) e miglior servizio della Final Four, disputatasi a Roma, è stato Alessandro Fei. Il premio di miglior palleggiatore è stato invece assegnato a Valerio Vermiglio.

ACCADDE OGGI

2001 – Debutta la prima band virtuale (18 anni fa): 2D è un ex ragazzino stupido, abile tastierista, che entra in coma perché un folle sfonda con l’auto il negozio di strumenti musicali dove lavora. Quel folle si chiama Murdoc, suona il basso e gli propone di metter su una band. Il progetto si completa con il batterista Russel, cacciato da una scuola perché indemoniato, e la piccola giapponesina Noodle, sbucata da un pacco insieme alla sua chitarra elettrica.

Individui originali ma come ve ne sono tantissimi nel panorama musicale. Tutto normale, quindi, se non fosse che i quattro sono in realtà personaggi immaginari, creati dalla fervida fantasia del fumettista Jamie Hewlett. La paternità dell’idea, però, spetta in primis a Damon Albarn, leader del gruppo rock Blur. È lui ad avere l’improvvisa folgorazione della “cartoon band” nel 1998, guardando una sera il canale televisivo MTV, e a proporla a Hewlett, suo convivente.

Albarn chiama in causa due colleghi musicisti, Del tha Funkee Homosapien e Dan the Automator, con cui aveva collaborato in passato. Sotto il nome “Gorilla” i tre incidono Ghost Train, brano poi inserito come lato-b del singolo Rock the House (terzo estratto dal primo album). Qui si anticipano le sonorità del futuro complesso, riconducibili per lo più al genere alternative rock.

Cambiato il nome in Gorillaz, i tre pubblicano nel 2000 il primo singolo Tomorrow Comes Today, che incontra ampio consenso tra il pubblico britannico, grazie anche all’alone di mistero che circonda il gruppo di cui non si conoscono ancora i componenti. La strategia vincente di suspense adottata dai produttori si sviluppa attraverso successivi indizi sull’identità dei musicisti, di cui, sul sito ufficiale, vengono fatte circolare biografie inventate e la rappresentazione virtuale dello studio di registrazione (Kong Studios).

Preceduto dal secondo singolo Clint Eastwood che spopola per mesi in tutte le radio, il 26 marzo 2001 esce nei negozi il loro album di debutto Gorillaz, edito dalla Parlophone. Quindici tracce che spaziano dall’hip hop al dub, dal funk al latino-americano, cariche di ironia sul mestiere di artista musicale e di situazioni surreali. Mentre le vendite aumentano a vista d’occhio, i fan rimangono attoniti nello scoprire che i loro beniamini sono dei personaggi animati e si mettono subito a caccia dei veri artefici delle performance musicali.

I Gorillaz diventano il fenomeno mediatico d’inizio millennio e il successo del loro album va oltre ogni rosea aspettativa: più di 10 milioni di copie vendute in tutto il mondo, che valgono una menzione nel Guinnes dei primati come “band virtuale di maggior successo”. Per Albarn e i numerosi artisti, che di volta in volta lo affiancano, è la vittoria di una sfida rivoluzionaria e di un marchio che può riservare interessanti scenari per il futuro.

Quattro anni più tardi esce la seconda opera Demon Days, che fa incetta di dischi di platino negli Stati Uniti e in Europa, vincendo inoltre un Grammy Award nel 2006 come “Miglior Collaborazione Vocale Pop”. Ne seguono altri due, Plastic Beach e The Fall (entrambi nel 2010), e nel 2011 un “best of” dei singoli più acclamati. In questa fase entra in gioco un quinto membro: Cyborg Noodle.

NATI IN QUESTO GIORNO

1948 – Steven Tyler (71 anni fa): Leader della rockband Aerosmith, è tra i maggiori cantanti della storia del rock, noto come il “demone urlante” per la peculiarità della sua voce e le movenze da ballerino, in cui prende a modello il grande Mick Jagger.

Nato a Yonkers, nello stato di New York, da padre italiano (originario di Crotone) e madre russa, Steven Victor Tallarico, il vero nome, muove i primi passi al Trow Rico Lodge, un ristoro musicale in New Hampshire di proprietà della famiglia.

A quattordici anni, dopo aver iniziato a suonare la batteria, entra nella band del padre, i Vic Tallarico Orchestra. Passato con “The Strangers”, ottiene il primo ingaggio e un discreto successo, fino a che il gruppo si scioglie.

Nel 1970 con Joe Perry e Tom Hamilton fonda gli “Aerosmith” e con loro comincia a scalare le classifiche, prendendo ispirazione dalla musica dei Rolling Stones e facendo centro nel 1975 e nel 1976 con gli album “Toys in the Attic” e “Rocks”. L’apice lo toccano con Get a Grip, il maggior successo commerciale del gruppo con oltre 20 milioni di copie vendute nel mondo.

Autore nel 1998 di “I Don’t Want Miss a Thing”, colonna sonora del film Armageddon (in cui recita la figlia Liv Tyler), nel 2004 duetta con Carlos Santana nel brano “Just feel better”. S’intitola “Walk This Way: The Autobiography of Aerosmith” la sua autobiografia, pubblicata nel 2003.

NATI… SPORTIVI

1977 – Morgan De Sanctis (42 anni fa): Nato a Guardiagrele (in provincia di Chieti), è un ex calciatore, di ruolo portiere. Cresciuto nelle giovanili del Pescara, passa poi alla Juventus (dal 1997 al 1999) con cui esordisce in serie A (tre le presenze).
Un’altra società bianconera è, però, il suo effettivo trampolino di lancio: l’Udinese con cui, dal 1999 al 2007, totalizza 194 presenze, subendo 237 reti.

Dopo una breve esperienza all’estero (2007/08 al Siviglia, solo otto presenze, l’anno successivo in Turchia al Galatasaray con 31 presenze), nel 2009 si trasferisce al Napoli, dove nel campionato 2010/11 stabilisce il nuovo primato di imbattibilità casalinga con 799 minuti. Con i partenopei conquista la Coppa italia 2011/12. Dal campionato 2013/14 per tre anni è l’estremo difensore della Roma e del Monaco nella stagione 2016/17.

Con la Nazionale scende in campo a 28 anni, collezionando sei presenze ma partecipando, come secondo portiere, alla fase finale dell’Europeo 2012, dove gli azzurri arrivano secondi.

I DOODLE DI GOOGLE

Juan Gris: C’è stato un solo artista che ha avuto l’onore e il merito di suscitare ammirazione, unita a invidia, in un grande maestro del ‘900 qual è Pablo Picasso. Si tratta del madrileno Juan Gris considerato, insieme al suo illustre ammiratore e a Geroges Braque, l’inventore del cubismo.

In realtà, i tre presero strade diverse declinando a modo proprio la cosiddetta “arte dei cubi” (come la definì la prima volta Matisse in senso spregiativo, dando involontariamente nome alla nuova corrente pittorica). Gris portò alla massima espressione il cubismo sintetico, più classicheggiante e aperto alle combinazioni di colori armoniosi e luminosi.

Chitarre e violini sono motivi ricorrenti nelle sue opere più note e ad esse si richiama il doodle globale che Google ha pubblicato nel 2012, a 125 anni dalla nascita del pittore.

NATI… SPORTIVI1986, 1986

1986 – Andrea Dovizioso (33 anni fa): Nato a Forlimpopoli (in provincia di Forlì-Cesena), è un pilota motociclistico italiano, campione del mondo della classe 125 nel 2004.

L’anno dopo è passato alla 250 sempre con la Honda (secondo posto nel 2006 e nel 2007). Dal 2008 gareggia nella classe MotoGP, nel 2012 in sella ad una Yamaha e, dall’anno seguente, ad una Ducati. In undici stagioni si è classificato due volte secondo (2017 e 2018), una volta terzo (2011), quarto (2012), sesto (2009), settimo (2015) e ottavo (2013), quattro volte quinto (2008, 2010, 2014 e 2016).

NATI IN QUESTO GIORNO 1945

1945 – Franco Battiato (74 anni fa): Massimo interprete dell’avanguardia della musica italiana, è uno degli artisti più colti ed innovativi, impegnato su più fronti dalla filosofia alla pittura, passando per il cinema.

Nato a Riposto, in provincia di Catania, si affaccia sulla scena musicale verso la fine degli anni Sessanta, non riscuotendo grandi numeri nelle vendite. Dopo un decennio di sperimentazioni colte tra rock progressivo e new wave, all’undicesimo album avviene la svolta: con La voce del padrone del 1981 vende oltre un milione di copie ed entra nella storia del pop italiano con brani immortali come “Bandiera bianca”, “Cuccurucucù” e soprattutto Centro di gravità permanente.

Dopo il primo successo al Teatro Regio di Parma nel 1987, prosegue sul doppio binario della musica leggera alternata ora all’opera lirica, ora al genere etnico, riflettendo nei testi i suoi interessi per l’esoterismo e le filosofie orientali.

Nel 2003 gira il film “Perdutoamor” e nel 2004 esordisce come presentatore di un programma culturale Bitte, keine réclame (“Per favore, niente pubblicità”), sul canale satellitare Rai Doc. Nel 2011 partecipa al Festival di Sanremo, in coppia con Luca Madonia, con il brano “L’alieno” che si classifica quinto. L’anno dopo accetta l’incarico di assessore al Turismo e allo Spettacolo per la regione Sicilia, lasciato dopo quattro mesi.

Nel 2014 gira il documentario Attraversando il Bardo, dedicato al tema della morte nelle diverse tradizioni spirituali d’Oriente e d’Occidente.

ACCADDE OGGI

1857 – Installato il primo ascensore per persone (162 anni fa): Gli antichi dicevano che «il mondo è fatto a scale, c’è chi scende e c’è chi sale» e fino a due secoli fa nessuno poteva contestarlo. Poi qualcuno trasformò una cabina di ferro in un mezzo di trasporto sicuro e veloce. E la quotidianità domestica e lavorativa non fu più la stessa.

Nella Roma dei gladiatori (III secolo a.C.) non esisteva l’ascensore ma un congegno rudimentale che ne può essere considerato il più antico progenitore. Una pedana, azionata a mano o da animali da soma, trasportava i lottatori dai sotterranei all’arena. Quasi due millenni più tardi nelle fastose residenze reali del Seicento, come Versailles, era frequente imbattersi nella “chaise volante”, letteralmente “sedia volante”, ossia una sorta di poltrona mobile che, attraverso nascondigli e passaggi segreti, permetteva alle amanti di Luigi XV di svignarsela senza dare nell’occhio.

La necessità di dotarsi di impianti di sollevamento per persone emerse con forza nella prima metà dell’Ottocento, quando furono introdotti i primi esempi nelle miniere e nelle fabbriche. Il congegno sfruttava l’energia idraulica per sollevare, mediante un cavo, la cabina o gabbia bilanciata a sua volta da un contrappeso. Era un sistema tutt’altro che sicuro e gli incidenti mortali erano frequenti.

L’idea di applicarli all’uso abitativo fu ripresa negli Stati Uniti d’America, dove il boom edilizio, che a fine secolo avrebbe portato alla realizzazione dei primi grattacieli, si manifestava in quel periodo attraverso costruzioni con sempre più piani. Ad intercettare in anticipo queste istanze fu un industriale del Vermont, Elisha Graves Otis, che aveva iniziato come titolare di una segheria e in seguito come produttore di giocattoli.

Trasferitosi a Yonkers, alla periferia di New York, per dirigere una fabbrica, qui si era posto il problema di come spostare alcuni materiali ai piani superiori del capannone. Lavorando insieme ai figli sulle pedane di sollevamento allora in uso, riuscì nel 1852 a mettere a punto un sistema frenante a paracadute che garantiva maggiore sicurezza di quelli precedenti.

Due anni dopo ne dimostrò il funzionamento al Crystal Palace di New York, tra lo stupore dei presenti che rimasero attoniti alla vista di Otis sospeso in alto su una piattaforma; all’ordine di tranciare il cavo la gente chiuse gli occhi, temendo l’irreparabile, ma un attimo dopo si accorse che la piattaforma si era spostata in basso solo di qualche centimetro, grazie al nuovo freno di emergenza. L’episodio fece la fortuna dell’imprenditore che iniziò a vendere i suoi modelli su tutto il territorio nazionale, raccogliendo qualche consenso anche all’estero.

Il grande giorno che lo fece entrare nella storia arrivò il 23 marzo del 1857, con l’inaugurazione del primo ascensore per persone installato ai grandi magazzini E.V. Haughwout and Company, in quello che è oggi il SoHo, il quartiere degli artisti di Manhattan. Dello strepitoso successo che investì la Otis Elevator Company, da lui fondata nel 1853 e oggi maggior produttore al mondo di sistemi di trasporto verticale, Otis riuscì a godersi solo i primi assaggi, a causa di una difterite che in pochi anni lo condusse a morte.

Quel marchio nei decenni successivi entrò nei più prestigiosi edifici d’Europa e d’America, dalla Torre Eiffel all’Empire State Building, passando per il Cremlino e il Duomo di Milano. La maggior parte dei grattacieli della Grande Mela vennero dotati di ascensori Otis e tra questi anche le Torri Gemelle, distrutte dal tragico attentato terroristico dell’11 Settembre 2001.

I DOODLE DI GOOGLE

Sabiha Gökçen: Nella storia dell’aviazione mondiale c’è un volto femminile che rappresenta l’orgoglio di un popolo intero. Sabiha Gökçen, per i suoi connazionali, non rappresenta soltanto la prima aviatrice turca ma anche la prima donna pilota da combattimento del mondo.

La sua è una storia romantica che incrocia la nascita del mito di Mustafa Kemal Atatürk, fondatore della Repubblica turca e oggi considerato eroe nazionale. L’incontro con quest’ultimo le cambiò per sempre la vita: Atatürk l’adottò quando ancora era bambina, consentendole di studiare in un collegio (cosa che non poteva permettersi la sua famiglia di umili origini). Sempre lui le diede il nuovo cognome di Gökçen, traducibile con “appartenente al cielo”, proiettandola verso un destino già scritto che iniziò a compiersi pochi mesi più tardi.

Nel 1936 entrò a far parte dell’Accademia aeronautica turca e l’anno dopo prese parte alle prime operazioni militari. Scomparsa nel 2001, Google l’ha ricordata otto anni dopo, nel 96° anniversario della nascita, con un doodle locale (visibile in Turchia).

Nati Oggi 22 marzo 2019

1921 – Nino Manfredi (98 anni fa): Artisti come lui hanno dato lustro al cinema italiano, e non solo, nobilitando il genere della “commedia”, di cui è stato uno dei principali interpreti con Sordi, Gassman e Tognazzi.

Nato a Castro dei Volsci, in provincia di Frosinone, e morto a Roma nel giugno 2004, Saturnino Manfredi, in arte Nino, rimase sempre legato alle sue origini ciociare, recitando spesso in dialetto a teatro e sul grande schermo. La versatilità recitativa, altrettanto abile nei tempi comici e in quelli drammatici, si forgiò nella lunga gavetta a teatro, sua prima passione, dove alternò la rivista ai drammi shakespeariani, recitando per grandi registi quali Giorgio Strehler ed Eduardo De Filippo.

Apprezzato in TV dopo “Canzonissima”, il battesimo con il cinema avvenne dapprima come doppiatore e poi come attore, diventando un protagonista della commedia all’italiana a partire dal film L’audace colpo dei soliti ignoti (1959) di Nanni Loy. Seguirono interpretazioni magistrali in “L’impiegato”, “Made in italy”, “Nell’anno del Signore”.

Memorabili le performance drammatiche in Per grazia ricevuta, che gli valse come regista un “Premio per la migliore opera prima” al Festival di Cannes del 1971, “Pane e cioccolata”, “In nome del Papa Re” e “Café Express”, che lo portarono a vincere 9 David di Donatello e 5 Nastri d’Argento. Commovente la straordinaria interpretazione di Geppetto nella serie televisiva “Le avventure di Pinocchio” (1972) di Luigi Comencini.

Autore di popolari canzoni, alcune entrate nel repertorio classico romano, lasciò un’ultima toccante testimonianza nella pellicola spagnola “La fine di un mistero”, prima di spegnersi il 4 giugno del 2004, lo stesso giorno della dipartita di due illustri colleghi: Alberto Sordi e Massimo Troisi.

Accadde Oggi 22 marzo 2019

1963 – Esce il primo album dei Beatles (56 anni fa): L’era del rock era già un fatto compiuto grazie a mostri sacri come Elvis, Jerry Lee Lewis e Little Richard. Eppure di lì a poco il mondo conobbe una rivoluzione musicale e culturale senza precedenti, destinata a durare sette anni: la Beatlesmania!

Mentre il rock delle origini parlava esclusivamente americano e sembrava già nella sua fase di declino (coinciso con la lunga assenza di Elvis, impegnato con il servizio militare), nella vecchia Inghilterra i tempi erano maturi per un cambio della guardia sulla scena musicale. A colpi di rock, beat e pop, numerosi artisti del Regno Unito (per lo più inglesi) avrebbero dettato legge nel mercato discografico europeo e americano, dando vita alla cosiddetta British invasion.

La prima fase di questa nuova stagione si verificò tra il 1964 e il 1967, quando s’imposero sulla scena grandi rock band come The Rolling Stones, The Who ma soprattutto quattro ragazzotti di Liverpool, la cui storia ebbe inizio nella chiesetta di Saint Peter, nei sobborghi della città. Qui il sedicenne John Lennon, chitarrista dei Quarrymen, incontrò il quindicenne Paul McCartney, che fu ammesso nella band come bassista.

Il successivo ingresso nel 1958 del chitarrista George Harrison, amico di McCartney, e, due anni dopo, del batterista Pete Best segnò l’inizio di un tour per i locali di Liverpool, dove si esibirono con il nome di Johnny and the Moondogs e successivamente, dopo l’ingresso del bassista Stuart “Stu” Sutcliffe, come Long John & The Silver Beetles e The Beat Brothers. Il primo grande palcoscenico arrivò nel 1960 con il concerto di Amburgo, dove debuttarono come The Beatles, in cui veniva storpiato “beetle” (“scarafaggio”), sottolineando con il termine “beat” (“battere”, “picchiare”) che la loro musica rock colpiva duro.

L’eco della loro musica arrivò alle orecchie dei produttori della Parlophone Records (parte del gruppo Emi), in particolare di George Martin che rimase conquistato dalle note di brani come Love Me Do e Ask Me Why. Dopo l’addio di Best, sostituito da Richard Parkin Starkey, in arte Ringo Starr, si arrivò all’incisione dell’album d’esordio, registrato in una sola giornata (quindici ore) nei mitici Abbey Road Studios.

Intitolato Please, please me, dall’omonimo singolo uscito l’anno precedente e balzato ai vertici delle classifiche, l’album uscì il 22 marzo del 1963 con in copertina l’immagine dei “Fab four” (i “favolosi quattro”, il loro soprannome più celebre), ritratti nella tromba delle scale degli “studios”. Quattordici i brani contenuti che, da I Saw Her Standing There a Twist and Shout, portavano una carica esplosiva nel sound e nei testi.

In meno di un anno fu subito “Beatlesmania” nelle scelte musicali e nei costumi dei giovani, con molti che imitavano la tipica capigliatura a caschetto dei “quattro”. Vendite e riconoscimenti non tardarono ad arrivare e due anni dopo si ritrovarono, poco più che ventenni, insigniti del titolo di Baronetti dell’Ordine dell’Impero Britannico, per gentile concessione della regina Elisabetta II.

A L M A N A C C O « domenica 17 marzo » ACCADDE OGGI 1861 – Vittorio Emanuele II proclamato Re d’Italia (158 anni fa): «Il Re Vittorio Emanuele II assume per sé e suoi successori il titolo di Re d’Italia. Ordiniamo che la presente, munita del sigillo dello Stato, sia inserita nella raccolta degli Atti del Governo, mandando a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come Legge dello Stato». Recita così l’articolo unico della Legge 17 marzo 1861, atto di nascita del Regno d’Italia. L’idea romantica del “Bel Paese” unito in una sola nazione, vagheggiata da Dante sei secoli prima, era ormai una realtà. Due Guerre d’indipendenza (1848-49 e aprile-luglio 1859) e la mitica spedizione dei Mille (maggio-ottobre 1860) condotta da Giuseppe Garibaldi avevano portato all’unificazione di gran parte della penisola; restavano fuori i territori delle odierne regioni Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige e Lazio insieme alla provincia di Mantova, quest’ultima ancora sotto il controllo degli Austriaci. L’ultimo atto dell’impresa, guidata dalla dinastia Sabauda e dal genio politico di Camillo Benso Conte di Cavour, era stata l’annessione del Regno delle Due Sicilie, completata ad ottobre del 1860 al caro prezzo di numerose perdite umane tra i due eserciti e tra la popolazione civile. Nello scenario di entusiasmo e speranza contrapposti al conflitto sociale e alle condizioni di estrema povertà che dividevano il Paese, si arrivò alle elezioni del 27 gennaio e del 3 febbraio 1861, il cui risultato disegnò il primo parlamento dell’Italia unita. I deputati, che per via del “suffragio a base censitaria” erano rappresentativi di una parte limitata della società (per lo più nobili, esponenti della borghesia delle professioni e appartenenti agli ordini cavallereschi), ebbero come primo e fondamentale incarico l’approvazione della legge istitutiva del nuovo Stato. Il testo definitivo (presentato come disegno di legge ministeriale n. 4671 del Regno di Sardegna) venne approvato al Senato il 26 febbraio, con due soli voti contrari, e all’unanimità alla Camera il 14 marzo. L’iter legislativo era stato interessato da un acceso dibattito in particolare tra i sostenitori di un ruolo più centrale del Parlamento e quelli più fedeli alla monarchia sabauda. I primi, rispetto alla versione definitiva della legge, proponevano un testo diverso d’ispirazione parlamentare, in cui tra i tanti aspetti si ometteva il numero ordinale nella dicitura del nuovo Re, per dare un messaggio di discontinuità ed evitare che l’Unità fosse avvertita come l’ennesima conquista della dinastia sabauda. L’intervento di Cavour sanò le divisioni, facendo passare la linea “governativa”. Il 17 marzo la legge venne promulgata con la firma di Vittorio Emanuele II e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale. Fu salutato come l’atto di nascita del Regno d’Italia, che aveva come capitale Torino e sotto la cui giurisdizione erano compresi Piemonte, Lombardia, Granducato di Toscana, ducati di Parma e Modena, Regno delle Due Sicilie, Sardegna e parte dei possedimenti pontifici. La notizia portò in strada migliaia di cittadini, anche a Trieste e a Roma dove i manifestanti sfidarono rispettivamente la repressione austriaca e papale. In quei giorni le strade erano tappezzate di tricolori con al centro lo stemma di casa Savoia bordato d’azzurro, versione adottata nella bandiera ufficiale del Regno dal 14 marzo di quell’anno. La scelta della moneta nazionale venne rimandata all’estate del 1862, quando fu adottata ufficialmente la Lira. Con 22 milioni di abitanti e una superficie di 259.320 km², il nuovo Stato entrava di fatto nella schiera della maggiori nazioni d’Europa. Tuttavia l’instabilità politica e sociale e le gravi carenze economiche non permettevano di annoverarla tra le grandi potenze. Gestire questo clima e realizzare nel contempo l’unificazione amministrativa, sociale ed economica non era impresa facile. Certo è che la strategia adottata dai primi governi della cosiddetta destra storica (erede del pensiero di Cavour) si dimostrò infelice. In pratica si avviò un processo di “piemontesizzazione”, estendendo il sistema legislativo sabaudo agli altri territori, senza tenere conto delle enormi differenze che esistevano tra l’uno e l’altro. Una rigida politica fiscale e di accentramento decisionale finì per scavare un solco ancora più profondo fra le aree cittadine più industrializzate e le zone rurali più arcaiche. In politica estera, tenne sempre banco il completamento dell’impresa unitaria, portata a termine con la Terza guerra d’indipendenza (1866), che consentì al Regno d’Italia di annettersi il Veneto, il Friuli e la provincia di Mantova, e con la Breccia di Porta Pia (20 settembre 1870) che sottrasse Roma al Papa. Cinque mesi dopo quest’ultimo episodio, la capitale (che dal ’64 era stata spostata da Torino a Firenze) venne istituita in via definitiva a Roma.NATI IN QUESTO GIORNO1951 – Kurt Russell (68 anni fa): Protagonista del cinema d’azione ed horror targato Hollywood tra gli anni Settanta e Ottanta. Nato a Springfield, nel Massachusetts, già all’età di dieci anni firma un contratto con la Disney come comparsa in alcune serie televisive. Dal 1970 al 1973 segue le orme del padre dedicandosi al baseball, che lascia per un grave infortunio alla spalla. Scartato per la parte di Ian Solo in Guerre Stellari (1977), a partire da questo momento diventa popolare con action movie come “1997: Fuga da New York” e Grosso guaio a Chinatown, conquistando nel 1983 la prima nomination al Golden Globe come “miglior attore non protagonista” nel drammatico “Silkwood”. Celebre anche l’interpretazione del protagonista nell’horror La cosa di John Carpenter. Dopo un periodo di declino si rilancia con film di successo quali Stargate (1994), “Vanilla Sky” (2001) e “Grindhouse – A prova di morte” (2007). Nel 2015 partecipa al settimo episodio della saga Fast & Furious e all’horror/western The Hateful Eight di Quentin Tarantino, premiato l’anno seguente con l’Oscar per la “migliore colonna sonora”, consegnato ad Ennio Morricone. Nel 2017 è nel cast del film Guardiani della Galassia Vol. 2, mentre l’anno dopo interpreta Babbo Natale in Qualcuno salvi il Natale, film disponibile su Netflix.

E’ il 76° giorno dell’anno, 11ª settimana. Alla fine del 2019 mancano 289 giorni.
SANTI DEL GIORNO
San Patrizio (Vescovo)
Sant’Agricola di Chalon sur Saone (Vescovo)
Santa Gertrude di Nivelles

San Patrizio è il protettore dei minatori.
IL SOLE
Il Sole sorge alle 06:18 e tramonta alle 18:18. Il culmine è alle 12:18. Durata del giorno 12 ore.
LA LUNA
La Luna prima tramonta alle 04:05 (azimuth 298°) e poi sorge alle 13:56 (azimuth 63°). Fase Lunare: Gibbosa Crescente. Visibile al: 82%. Età della Luna: 10,66 giorni. La prossima luna piena ci sarà il 21 marzo.NATI IN QUESTO GIORNO
1951
1951

1951 – Kurt Russell (68 anni fa): Protagonista del cinema d’azione ed horror targato Hollywood tra gli anni Settanta e Ottanta.

Nato a Springfield, nel Massachusetts, già all’età di dieci anni firma un contratto con la Disney come comparsa in alcune serie televisive. Dal 1970 al 1973 segue le orme del padre dedicandosi al baseball, che lascia per un grave infortunio alla spalla.

Scartato per la parte di Ian Solo in Guerre Stellari (1977), a partire da questo momento diventa popolare con action movie come “1997: Fuga da New York” e Grosso guaio a Chinatown, conquistando nel 1983 la prima nomination al Golden Globe come “miglior attore non protagonista” nel drammatico “Silkwood”. Celebre anche l’interpretazione del protagonista nell’horror La cosa di John Carpenter.

Dopo un periodo di declino si rilancia con film di successo quali Stargate (1994), “Vanilla Sky” (2001) e “Grindhouse – A prova di morte” (2007). Nel 2015 partecipa al settimo episodio della saga Fast & Furious e all’horror/western The Hateful Eight di Quentin Tarantino, premiato l’anno seguente con l’Oscar per la “migliore colonna sonora”, consegnato ad Ennio Morricone. Nel 2017 è nel cast del film Guardiani della Galassia Vol. 2, mentre l’anno dopo interpreta Babbo Natale in Qualcuno salvi il Natale, film disponibile su Netflix.

non selezionato, ACCADDE OGGI

1861 – Vittorio Emanuele II proclamato Re d’Italia (158 anni fa): «Il Re Vittorio Emanuele II assume per sé e suoi successori il titolo di Re d’Italia. Ordiniamo che la presente, munita del sigillo dello Stato, sia inserita nella raccolta degli Atti del Governo, mandando a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come Legge dello Stato». Recita così l’articolo unico della Legge 17 marzo 1861, atto di nascita del Regno d’Italia.

L’idea romantica del “Bel Paese” unito in una sola nazione, vagheggiata da Dante sei secoli prima, era ormai una realtà. Due Guerre d’indipendenza (1848-49 e aprile-luglio 1859) e la mitica spedizione dei Mille (maggio-ottobre 1860) condotta da Giuseppe Garibaldi avevano portato all’unificazione di gran parte della penisola; restavano fuori i territori delle odierne regioni Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige e Lazio insieme alla provincia di Mantova, quest’ultima ancora sotto il controllo degli Austriaci.

L’ultimo atto dell’impresa, guidata dalla dinastia Sabauda e dal genio politico di Camillo Benso Conte di Cavour, era stata l’annessione del Regno delle Due Sicilie, completata ad ottobre del 1860 al caro prezzo di numerose perdite umane tra i due eserciti e tra la popolazione civile. Nello scenario di entusiasmo e speranza contrapposti al conflitto sociale e alle condizioni di estrema povertà che dividevano il Paese, si arrivò alle elezioni del 27 gennaio e del 3 febbraio 1861, il cui risultato disegnò il primo parlamento dell’Italia unita.

I deputati, che per via del “suffragio a base censitaria” erano rappresentativi di una parte limitata della società (per lo più nobili, esponenti della borghesia delle professioni e appartenenti agli ordini cavallereschi), ebbero come primo e fondamentale incarico l’approvazione della legge istitutiva del nuovo Stato. Il testo definitivo (presentato come disegno di legge ministeriale n. 4671 del Regno di Sardegna) venne approvato al Senato il 26 febbraio, con due soli voti contrari, e all’unanimità alla Camera il 14 marzo.

L’iter legislativo era stato interessato da un acceso dibattito in particolare tra i sostenitori di un ruolo più centrale del Parlamento e quelli più fedeli alla monarchia sabauda. I primi, rispetto alla versione definitiva della legge, proponevano un testo diverso d’ispirazione parlamentare, in cui tra i tanti aspetti si ometteva il numero ordinale nella dicitura del nuovo Re, per dare un messaggio di discontinuità ed evitare che l’Unità fosse avvertita come l’ennesima conquista della dinastia sabauda. L’intervento di Cavour sanò le divisioni, facendo passare la linea “governativa”.

Il 17 marzo la legge venne promulgata con la firma di Vittorio Emanuele II e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale. Fu salutato come l’atto di nascita del Regno d’Italia, che aveva come capitale Torino e sotto la cui giurisdizione erano compresi Piemonte, Lombardia, Granducato di Toscana, ducati di Parma e Modena, Regno delle Due Sicilie, Sardegna e parte dei possedimenti pontifici.

La notizia portò in strada migliaia di cittadini, anche a Trieste e a Roma dove i manifestanti sfidarono rispettivamente la repressione austriaca e papale. In quei giorni le strade erano tappezzate di tricolori con al centro lo stemma di casa Savoia bordato d’azzurro, versione adottata nella bandiera ufficiale del Regno dal 14 marzo di quell’anno. La scelta della moneta nazionale venne rimandata all’estate del 1862, quando fu adottata ufficialmente la Lira.

Con 22 milioni di abitanti e una superficie di 259.320 km², il nuovo Stato entrava di fatto nella schiera della maggiori nazioni d’Europa. Tuttavia l’instabilità politica e sociale e le gravi carenze economiche non permettevano di annoverarla tra le grandi potenze. Gestire questo clima e realizzare nel contempo l’unificazione amministrativa, sociale ed economica non era impresa facile.

Certo è che la strategia adottata dai primi governi della cosiddetta destra storica (erede del pensiero di Cavour) si, dimostrò infelice. In pratica si avviò un processo di “piemontesizzazione”, estendendo il sistema legislativo sabaudo agli altri territori, senza tenere conto delle enormi differenze che esistevano tra l’uno e l’altro. Una rigida politica fiscale e di accentramento decisionale finì per scavare un solco ancora più profondo fra le aree cittadine più industrializzate e le zone rurali più arcaiche.

In politica estera, tenne sempre banco il completamento dell’impresa unitaria, portata a termine con la Terza guerra d’indipendenza (1866), che consentì al Regno d’Italia di annettersi il Veneto, il Friuli e la provincia di Mantova, e con la Breccia di Porta Pia (20 settembre 1870) che sottrasse Roma al Papa. Cinque mesi dopo quest’ultimo episodio, la capitale (che dal ’64 era stata spostata da Torino a Firenze) venne istituita in via definitiva a, Roma.

NATI… SPORTIVI

1939 – Giovanni Trapattoni (80 anni fa): Nato a Cusano Milanino (in provincia di Milano), è stato un calciatore e allenatore. Giovanni Luciano Giuseppe Trapattoni (così all’anagrafe) ha giocato nel centrocampo di Milan, dal 1957 al 1971, e Varese, nella stagione 1971/72.

Con i rossoneri (274 le presenze in serie A con 3 reti) ha vinto 2 scudetti (1961/62 e 1967/68), 1 Coppa Italia, 2 Coppe dei Campioni, 1 Coppa delle Coppe e 1 Coppa Intercontinentale. In Nazionale ha totalizzato 17 presenze con 1 rete.

La sua carriera da allenatore è ancor più ricca di successi, tanto che il Trap è uno dei tre tecnici al mondo (con l’austriaco Ernst Happel ed il portoghese José Mourinho) ad aver conquistato un campionato in 4 differenti paesi, con un totale di 10 titoli nazionali in Italia, Germania, Portogallo ed Austria.

Ha allenato Milan, Juventus, Bayern Monaco, Cagliari, Fiorentina, Benfica, Stoccarda e Salisburgo. In Italia ha vinto 7 scudetti (6 con la Juve e 1 con l’Inter) e 7 trofei internazionali, tra i quali la Coppa dei Campioni 1984/85.

Commissario tecnico della Nazionale italiana dal 2000 al 2004, ha guidato quella irlandese dal 2008 al 2013.

EVENTI SPORTIVI

2012 – Sei Nazioni 2012, Italia quinta (7 anni fa): All’Olimpico di Roma, davanti a più di 70.000 spettatori, l’Italia ha sconfitto la Scozia per 13 a 6, nell’incontro di rugby valido per la quinta ed ultima giornata del Torneo Sei Nazioni 2012.

La prima vittoria ha evitato agli azzurri l’ultimo posto in classifica e l’assegnazione simbolica del cosiddetto “Wooden Spoon” (Cucchiaio di legno), riservato all’ultima in classifica; quest’anno andato proprio agli scozzesi che, avendo perso tutte le cinque partite, hanno “vinto” anche il “Whitewash” (Imbiancata o Andata in bianco). Il prestigioso torneo rugbistico è stato vinto dal Galles, seconda l’Inghilterra.

EVENTI SPORTIVI

2012 – Sei Nazioni 2012, Italia quinta (7 anni fa): All’Olimpico di Roma, davanti a più di 70.000 spettatori, l’Italia ha sconfitto la Scozia per 13 a 6, nell’incontro di rugby valido per la quinta ed ultima giornata del Torneo Sei Nazioni 2012.

La prima vittoria ha evitato agli azzurri l’ultimo posto in classifica e l’assegnazione simbolica del cosiddetto “Wooden Spoon” (Cucchiaio di legno), riservato all’ultima in classifica; quest’anno andato proprio agli scozzesi che, avendo perso tutte le cinque partite, hanno “vinto” anche il “Whitewash” (Imbiancata o Andata in bianco). Il prestigioso torneo rugbistico è stato vinto dal Galles, seconda l’Inghilterra.

I DOODLE DI GOOGLE

Unità d’Italia: Il primo atto del parlamento unitario fu l’approvazione della legge istitutiva del nuovo Regno d’Italia, in cui confluivano il Regno sabaudo, il Regno delle due Sicilie, il Granducato di Toscana, i ducati di Parma e Modena e parte dello Stato Pontificio, ad esclusione di Roma che venne acquisita dieci anni più tardi.

Lo stesso provvedimento conferì a Vittorio Emanuele II e ai suoi successori (l’ultimo fu Umberto II nel 1946) il titolo di “Re d’Italia”. Anche dopo la fine della monarchia e l’avvento della Repubblica, il 17 marzo fu conservato come giornata dell’Unità nazionale, le cui celebrazioni esaltavano la grande impresa risorgimentale attraverso i principali protagonisti, da Vittorio Emanuele a Garibaldi.

Ultima tappa storica è stato il 150° anniversario dell’Unità, festeggiato nel 2011 e celebrato da Google con un doodle locale (visibile in Italia).

Almanacco del giorno

E il 74° giorno dell’anno
Rimangono 292 giorni
Il sole sorge alle 06:22
Tramonta alle 18:16
La giornata dura 11 ore e 54
minuti
Onomastici e santi del
giorno
Santa Matilde di Germania
(Regina)
San Lazzaro di Milano (Vescovo)
San Leobino di Chartres
(Vescovo
Santa Paolina (Religiosa)
31 Accadde oggi1489 La regina di Cipro,
Caterina Cornaro, vende il SUO
regno alla Repubblica di Venezia
1492- La regina Isabella I di
Castiglia ordina ai suoi 150.000
Sudditi ebrei di convertirsi al
cristianesimo o venire espulsi
1647 – Guerra dei trent’anni:
Baviera, Colonia, Francia e Svezia
firmano la Tregua di Ulma
1757-John Byng ammiraglio
inglese, fu fucilato sul cassero
della HMS Monarch a Portsmouth
dopo una corte marziale istruita
per la sua mancata difesadi
Minorca durante l’omonima
battaglia nella guerra dei sette
anni.

1994 – Presentato il nuovo sistema operativo Linux (25 anni fa): Il sistema operativo Linux nasce come frutto della collaborazione di più menti che decidono di mettere da parte il proprio tornaconto personale e offrire al mondo uno strumento gratuito e migliorabile con il concorso di tutti gli utenti.

La storia ha inizio nell’estremo nord Europa, all’Università di Helsinki. Qui, il ventenne Linus Torvalds studia Informatica e nell’ambito dei suoi studi utilizza spesso il sistema operativo Minix, sviluppato da Andrew Tanenbaum all’ateneo di Amsterdam. Accortosi della poca praticità del sistema e della sua scarsa compatibilità con l’architettura i386 a 32 bit (molto diffusa in quegli anni) decide di ingegnarsi e realizzarne un altro su modello dell’Unix, il sistema operativo commerciale più utilizzato nelle reti di allora.

L’obiettivo da cui è animato è di portata rivoluzionaria: programmare un software libero da qualsiasi speculazione economica, presente e futura. Nel settembre del 1991 vede la luce un kernel Unix, il nucleo del nuovo sistema operativo, che Torvalds pubblica sul web allo scopo di coinvolgere altri sviluppatori nel suo perfezionamento. Alla cartella del progetto viene dato il nome di Freax, poi mutato in Linux dal gestore del sito Ari Lemmke, modificando l’ultima lettera del nome dell’ideatore in modo da richiamare la “x” di Unix.

Accade quindi che attraverso i suggerimenti della rete si passa dalla versione beta 0.01 ad altre più aggiornate, che vedono aumentare considerevolmente il numero degli utenti che utilizzano il Linux. Alla versione 0.12 Torvalds decide che è arrivato il momento di preservare il proprio lavoro dalle mire speculative di altri. Per questo associa a Linux la licenza GPL (General Public Licenze, “licenza pubblica generica”), al fine di permettere a chiunque di modificare e ridistribuire il software, con l’obbligo di rilasciarlo con la stessa licenza: in parole povere niente business, tutto avviene in forma gratuita.

È uno spartiacque fondamentale nella storia dei sistemi operativi, che lancia una sfida ambiziosa ai colossi Microsoft ed Apple. La scelta fa schizzare la popolarità del progetto che all’inizio del 1994 è pronto per una prima versione stabile. Il 14 marzo Torvalds presenta all’Università di Helsinki Linux 1.0, un kernel composto da 176.250 linee di codice.

Due anni dopo viene bandito un concorso per scegliere il logo ufficiale del software, da cui esce vincitore il pinguino disegnato da Larry Ewing. Denominato Tux, secondo alcuni come abbreviazione di Torvalds Unix, per altri deriva da tuxedo che nell’inglese americano indica lo “smoking” (che sembra richiamare la tipica livrea dei pinguini). Il pinguino entra nella memoria di milioni di utenti, divenendo un’icona per la comunità open source nel suo complesso.

Negli anni Linux entra negli appetiti delle grandi compagnie e di singoli cacciatori d’affari, che cercano in ogni modo di persuadere il suo ideatore a venderne i diritti. Nonostante la popolarità acquisita, al punto che Time lo inserisce tra i grandi uomini che negli ultimi sessant’anni hanno cambiato il mondo in meglio, Torvalds resiste alle sirene del business e lascia libero il software.

Di Linux attualmente non circola un’unica versione ma innumerevoli distribuzioni, curate da comunità di sviluppatori o società che ne diversificano il pacchetto. Una delle più note distribuzioni è Android, sistema operativo per dispositivi mobili (per lo più touch screen), acquistato da Google nel 2005. Torvalds continua a lavorare allo sviluppo del kernel Linux, sostenuto finanziariamente dalla fondazione non-profit creata nel 2007., Nell’elenco, 51 elementi

CNNATI IN QUESTOGIORNO

1820 – Vittorio Emanuele II (199 anni fa): Principale artefice dell’impresa unitaria iniziata dal padre, fu il primo Re dell’Italia unita e il sovrano della dinastia sabauda più celebrato dalle cronache storiche.

Nato a Torino, primogenito del re di Sardegna Carlo Alberto, venne subito avviato alla disciplina militare, passando da fuciliere a generale e nel 1846 a luogotenente generale. Medaglia d’oro durante la Prima guerra di indipendenza (1848-1849), salì al trono sabaudo dopo l’abdicazione del padre.

Dopo aver sciolto il Parlamento (contrario agli accordi di pace con l’Austria) pubblicò il Proclama di Moncalieri (per spingere gli elettori ad una maggioranza favorevole alla ratifica del trattato di pace con l’Impero austriaco) e si occupò del risanamento dei conti dello Stato, del rinnovo dell’esercito e di rilanciare il commercio con la Gran Bretagna.

L’ascesa al governo del conte di Cavour segnò una ripresa del progetto unitario, prima con la partecipazione alla guerra di Crimea (per farsi alleati Regno Unito e Francia) e poi con la Seconda guerra d’indipendenza (aprile-luglio 1859) che portò all’annessione della Lombardia.

Il successo dell’impresa dei Mille, condotta da Garibaldi, riunì sotto la sua corona gran parte della penisola: il 17 marzo 1861 venne proclamato Re del nuovo Regno d’Italia, con capitale Torino e comprensivo di Piemonte, Lombardia, Granducato di Toscana, ducati di Parma e Modena, Regno delle Due Sicilie, Sardegna e parte dei possedimenti pontifici.

Completata l’opera con la Terza guerra d’indipendenza (1866, con l’annessione di Veneto, Friuli e provincia di Mantova) e la Breccia di Porta Pia (20 settembre 1870), spostò la capitale a Roma, dove scomparve nel gennaio del 1878, lasciando il trono al figlio Umberto I.

NATL. SPORTIVI
1936-Fritz Dennerlein (83 anni fa):
Nato a Portici (in provincia di Napoli)
e morto a Napoli in un incidente
stradale nel 1992, è stato un
pallanuotista, nuotatore e allenatore
di pallanuoto.

I DOODLE DI GOOGLE
|Pi Day: Detto anche costante di
Archimede, “pi greco” (versione
|letterale del simbolo 7 dell’alfabeto
greco) è la costante matematica
|più popolare tra gli studentie
ricercatori. che la ritrovano sja in
matemnatica sia in fisica, Introdotto
nel 1706 dal matematico inglese
William Jones, a renderlo famoso
fu lo svizzero Eulero, genio

Almanacco del giorno 13 marzo 2019

« mercoledì 13 marzo »
E’ il 72° giorno dell’anno, 11ª settimana. Alla fine del 2019 mancano 293 giorni.
IL SOLE
Il Sole sorge alle 06:24 e tramonta alle 18:14. Il culmine è alle 12:19. Durata del giorno 11 ore e 49 minuti.
LA LUNA
La Luna prima tramonta alle 00:03 (azimuth 293°) e poi sorge alle 10:11 (azimuth 65°). Fase Lunare: Primo Quarto. Visibile al: 38%. Età della Luna: 6,22 giorni. La prossima luna piena ci sarà il 21 marzo.ACCADDE OGGI
1988 – Inaugurato il tunnel sottomarino più lungo al mondo (31 anni fa): Quando se ne ipotizzò la costruzione il Giappone era ancora sotto choc per le perdite umane e i disastri dei due attacchi atomici. La sua entrata in funzione diede al paese del Sol Levante un altro prestigioso primato nella storia del progresso ferroviario.

Sul piano del trasporto su rotaia, il Giappone figurava tra le nazioni che avevano investito maggiormente dopo la Seconda guerra mondiale. Nel 1964 fu inaugurata qui la prima linea ferroviaria dedicata esclusivamente all’alta velocità, denominata Shinkansen, che entrò in funzione con il treno Shinkansen Serie 0 (dalla peculiare forma a proiettile), a quel tempo il più veloce al mondo (poteva raggiungere i 210 km/h).

Già dal periodo Taisho (1912-1925) ci si era posto il problema di realizzare un collegamento stabile tra le due maggiori isole dell’arcipelago nipponico, Honshu e Hokkaido, separate da uno stretto tratto di mare. Tuttavia, solo a partire dal 1946 si effettuarono i rilievi geologici della zona, in base ai quali si approntò una prima bozza della linea ferroviaria. Lasciato nel cassetto per un decennio, lo studio dell’opera fu ripreso in maniera più decisa verso la metà degli anni Cinquanta, in seguito al tragico affondamento di cinque navi passeggeri provocato da un tifone.

Il boom economico del ventennio ’60-’70 creò il clima adatto per l’inizio effettivo dei lavori che avvenne nel settembre del 1971, con l’obiettivo di collegarla alla linea dell’alta velocità. Le condizioni geologiche particolari del fondale marino, formato da rocce vulcaniche, complicarono le attività di scavo, dando luogo a frequenti incidenti in cui persero la vita 34 operai. Completato il tunnel pilota nel 1983, cinque anni dopo l’opera, costata complessivamente 3,6 miliardi di dollari, venne portata a termine.

Integrato nella linea ferroviaria Kaikyo (che collega le prefetture di Hokkaidō e Aomori), il tunnel prese il nome di Seikan, nato dalla combinazione dei caratteri kanji (caratteri di origine cinese usati nella scrittura giapponese) delle prime lettere di Aomori e Hakodate, le due principali città collegate attraverso lo stretto.

All’inaugurazione del 13 marzo 1988 venne certificato lo storico primato di “più lungo tunnel sottomarino del mondo”: lungo 53,85 chilometri di cui 23,3 chilometri sotto il fondo marino. A questo se ne aggiunsero altri due. Il primo relativo al “più profondo tunnel ferroviario operativo nel mondo”, in virtù dei 140 m al di sotto del fondale marino (240 m sotto il livello del mare) che fa segnare il livello dei binari. L’altro è legato alle due stazioni ricavate all’interno della galleria, le prime al mondo realizzate sotto il mare: la Tappi-Kaitei e la Yoshioka-Kaitei. Entrambe furono progettate come vie di fuga in caso di incendio o altro, dotate di moderni sistemi di sicurezza e soccorso. La prima funge ancora oggi da museo sulla storia del Seikan.

Il primato relativo alla lunghezza rimase inalterato anche dopo l’apertura del Tunnel della Manica nel 1994, anche se quest’ultimo poteva vantare un tracciato sottomarino più lungo (39 km contro i 23 del Seikan). Inaugurato il 1º giugno 2016 e aperto al traffico viaggiatori il successivo 11 dicembre, il Gotthard Base Tunnel (Galleria di base del San Gottardo), in Svizzera, è diventato il più lungo tunnel ferroviario del mondo con doppio binario in due canne con i suoi 57,104 km.

NATI IN QUESTO GIORNO

1960 – Luciano Ligabue (59 anni fa): Artista poliedrico, impegnato nella letteratura e nel cinema, è l’altra faccia del rock italiano, di cui è un assoluto protagonista da quasi un ventennio.

Emiliano di Correggio, in provincia di Reggio Emilia, nella sua terra muove i primi passi con la chitarra, prendendo ispirazione nei testi ed esibendosi in un gruppo locale, gli “Orazero”. Lanciato da Pierangelo Bertoli, nel 1990 pubblica il primo LP, “Ligabue”, da cui trae il singolo Balliamo sul mondo?, che vince il “Festivalbar Giovani”.

Il 1995 è l’anno della svolta Buon compleanno, Elvis che ottiene 70 settimane di permanenza in classifica degli album più venduti. Da qui escono alcuni dei più noti cavalli di battaglia, su tutti Certe notti, che ottiene il premio Tenco per la miglior canzone dell’anno.

Nel frattempo si fa apprezzare come regista, grazie al successo del film Radiofreccia, che gli vale due David di Donatello per il “miglior regista esordiente” e la “migliore colonna sonora” e tre Nastri d’Argento. Uno dei brani scritti per il film, “Ho perso le parole”, vince il Premio Italiano della Musica nella categoria “Miglior canzone del 1998”.

Continua con la pubblicazione di album e con i concerti in tutta Italia che registrano il sold-out. Da “Fuori come va?” (2002) a “Nome e cognome” (2005), fino al trionfo del megaconcerto all’aeroporto “Campovolo” di Reggio Emilia, dove festeggia i 15 anni di attività davanti a circa 180.000 spettatori.

Presente nel 2012 al “Concerto per l’Emilia”, per raccogliere fondi in favore delle popolazioni colpite dal sisma, due anni più tardi sale sul palco dell’Ariston per omaggiare Fabrizio De André, interpretando “Creuza de mà”, e lanciare il singolo “Per sempre”, il terzo tratto dall’album “Mondovisione” del 2013.
Nel gennaio 2018 arriva nelle sale Made in Italy, film scritto e diretto da Ligabue e interpretato da Stefano Accorsi e Kasia Smutniak.

1960 – Luciano Ligabue (59 anni fa): Artista poliedrico, impegnato nella letteratura e nel cinema, è l’altra faccia del rock italiano, di cui è un assoluto protagonista da quasi un ventennio.

Emiliano di Correggio, in provincia di Reggio Emilia, nella sua terra muove i primi passi con la chitarra, prendendo ispirazione nei testi ed esibendosi in un gruppo locale, gli “Orazero”. Lanciato da Pierangelo Bertoli, nel 1990 pubblica il primo LP, “Ligabue”, da cui trae il singolo Balliamo sul mondo?, che vince il “Festivalbar Giovani”.

Il 1995 è l’anno della svolta Buon compleanno, Elvis che ottiene 70 settimane di permanenza in classifica degli album più venduti. Da qui escono alcuni dei più noti cavalli di battaglia, su tutti Certe notti, che ottiene il premio Tenco per la miglior canzone dell’anno.

Nel frattempo si fa apprezzare come regista, grazie al successo del film Radiofreccia, che gli vale due David di Donatello per il “miglior regista esordiente” e la “migliore colonna sonora” e tre Nastri d’Argento. Uno dei brani scritti per il film, “Ho perso le parole”, vince il Premio Italiano della Musica nella categoria “Miglior canzone del 1998”.

Continua con la pubblicazione di album e con i concerti in tutta Italia che registrano il sold-out. Da “Fuori come va?” (2002) a “Nome e cognome” (2005), fino al trionfo del megaconcerto all’aeroporto “Campovolo” di Reggio Emilia, dove festeggia i 15 anni di attività davanti a circa 180.000 spettatori.

Presente nel 2012 al “Concerto per l’Emilia”, per raccogliere fondi in favore delle popolazioni colpite dal sisma, due anni più tardi sale sul palco dell’Ariston per omaggiare Fabrizio De André, interpretando “Creuza de mà”, e lanciare il singolo “Per sempre”, il terzo tratto dall’album “Mondovisione” del 2013.
Nel gennaio 2018 arriva nelle sale Made in Italy, film scritto e diretto da Ligabue e interpretato da Stefano Accorsi e Kasia Smutniak.

I DOODLE DI GOOGLE

Anniversario Einstein: L’energia massima ricavabile da un corpo è equivalente alla massa del corpo moltiplicata per il quadrato della velocità della luce. Tradotto in un’equazione matematica: E = mc². È la formula più celebre della fisica che viene identificata in tutt’uno con il suo ideatore, Albert Einstein, che la introdusse nell’ambito della teoria della relatività ristretta.

Con essa lo scienziato tedesco rivoluzionò la fisica del Novecento, aprendo nuovi orizzonti nei metodi d’indagine scientifica. Einstein fu insignito del Premio Nobel per la Fisica nel 1921 per i «contributi alla fisica teorica, in particolare per la scoperta della legge dell’effetto fotoelettrico». Altrettanto noto per il suo convinto pacifismo e la sua fede nelle capacità umane di raggiungere la conoscenza, è stimato come uno dei maggiori pensatori del XX secolo e il suo nome è comunemente inteso come sinonimo di sconfinata intelligenza.

La sua chioma scapigliata e i folti baffi sono ripresi, assieme alla celebre formula, nel doodle globale pubblicato da Google nel 2003, a 124 anni dalla nascita dello scienziato.

Mohammed Abdel Wahab: In piazza Bab El-Shaariyah (in Egitto, a Il Cairo) domina la statua di un signore stempiato, in abito elegante e con sguardo riflessivo. Quel signore è Mohammed Abdel Wahab che i suoi connazionali stimano come uno dei “quattro grandi” della musica araba.

Recitò in diversi film, ma i più lo ricordano soprattutto come compositore e abile suonatore dell’oud, strumento a corde tipico del mondo arabo, simile al mandolino. Dal rock al walzer, contaminò la tradizione classica locale con i principali generi occidentali. Tra i suoi brani più celebri, l’inno nazionale della Libia (ripristinato dopo la caduta del regime di Gheddafi) e quello della Tunisia.

Nel 2012 è ricorso il 110° anniversario della sua nascita e Google ha pubblicato per l’occasione un doodle locale (visibile in Egitto, Libia e in altri paesi di lingua araba), dove sono disegnati un oud e un paio di occhiali come quelli portati da Wahab., Nell’elenco, 49 elementi

Lunedì 11 marzo 2019 almanacco del giorno

« lunedì 11 marzo »
E’ il 70° giorno dell’anno, 11ª settimana. Alla fine del 2019 mancano 295 giorni.
IL SOLE
Il Sole sorge alle 06:28 e tramonta alle 18:12. Il culmine è alle 12:20. Durata del giorno 11 ore e 43 minuti. ACCADDE OGGI
2011 – Disastro di Fukushima (8 anni fa): Un’immane catastrofe si scatena dal profondo del mare e mette in ginocchio il popolo nipponico. Il rischio di contaminazione atomica getta un’ombra pesante sul futuro della terza potenza economica del mondo e mette in discussione le scelte energetiche di tutti i Paesi.

Sono le 14:46 di venerdì 11 marzo in Giappone, quando la terra inizia a tremare per tre lunghissimi minuti, sei nelle zone più prossime all’epicentro individuato a 24 km di profondità negli abissi dell’Oceano Pacifico. I sismografi consegnano il primo valore del sisma: 9.0 della scala Richter, una magnitudo inedita in quell’area che pure ha conosciuto in passato eventi tellurici distruttivi.

I grattacieli di Tokyo iniziano a ondeggiare pericolosamente, con la gente che si riversa sulle strade urlando e con il terrore disegnato sui volti. Il fatto che l’epicentro sia lontano, in fondo all’oceano, fa sì che interi villaggi e città non siano rasi al suolo dalla prima terrificante “frustata” e dalle successive (di entità tra 7.0 e 7.4). Il peggio però deve ancora venire, soprattutto per le zone costiere nord-orientali.

Dall’epicentro si forma un’onda anomala, che supera presto i 10 metri e in pochi minuti travolge le coste di Fukushima, Miyagi, Tohoku, Ibanaki, Sendai e Iwate. L’allerta consente a migliaia di persone di mettersi in salvo ma altrettante non trovano scampo di fronte alla furia dell’acqua.

Una nave e due treni passeggeri vengono letteralmente inghiottiti (un convoglio viene rinvenuto due giorni dopo con 70 sopravvissuti) dallo tsunami che distrugge porti e ponti, penetrando nell’entroterra per oltre 5 km. Altra scena drammatica a Fujinuma, dove il crollo della diga libera un fiume d’acqua a valle che cancella l’intera città di Sukagawa.

Nelle stesse ore, dopo la brutta esperienza del maremoto in Indonesia del 2004, vengono subito allertate tutte le coste del Pacifico. Sugli schermi della BBC e delle principali emittenti nazionali scorrono le prime immagini del disastro, che fanno in parte intuire la portata apocalittica dell’evento. Le comunicazioni sono KO: chiusi aeroporti e ferrovie, mezzo paese è senza corrente elettrica e collegamenti telefonici.

Non c’è tempo però per piangere le vittime perché un altro incubo si sta materializzando nelle zone degli impianti nucleari di Onagawa (in preda alle fiamme) e di Fukushima, dove si registrano pericolosi cedimenti provocati dalla rottura di una diga. Nel timore di fuoriuscita di vapori radioattivi, le autorità dispongono lo sgombero dei centri abitati limitrofi, anche se si tende a tranquillizzare sulla tenuta delle centrali.

A distanza di giorni in realtà emerge un quadro alquanto inquietante: nei reattori 1, 2 e 3 di Fukushima si è verificata la fusione del nocciolo, per via del black out nel processo di raffreddamento. L’incubo nucleare si materializza nell’opinione pubblica nipponica, che non ha certo dimenticato gli orrori di Hiroshima e Nagasaki, al termine del Secondo conflitto mondiale.

Trascorre quasi un anno prima che il pericolo rientri del tutto, con il governo che stima un periodo di 40 anni per portare a termine le operazioni di smantellamento della centrale, iniziate a novembre 2013. Nel frattempo, i governi di altre nazioni s’interrogano sull’opportunità o meno di investire sull’energia nucleare, sui relativi rischi e costi ambientali, con conclusioni differenti.

Il bilancio ufficiale delle vittime è spaventoso: 15.703 morti accertati e 4.647 dispersi, mentre i feriti sono 5.314. Incalcolabili i danni materiali alle infrastrutture e agli edifici unitamente a quelli ambientali, per i quali il governo giapponese chiederà aiuto alla comunità internazionale.
Uno studio postumo evidenzia gli effetti straordinari del terremoto sull’asse terrestre e sulle coste del Giappone, queste ultime spostatesi di 4 metri verso Est, con evidenti ripercussioni sul fondale marino.

NATI IN QUESTO GIORNO
1544 – Torquato Tasso (475 anni fa): Massimo esponente della corrente letteraria del Manierismo e figura tipica del poeta cortigiano, fu uno dei maggiori autori del Cinquecento.

Nato a Sorrento, in provincia di Napoli, e morto a Roma nel 1595, non visse un’infanzia serena, a causa delle ritorsioni politiche subite dal padre e per via della separazione forzata dalla madre. Esperienze che influirono non poco sulla sua indole tormentata e afflitta da mania di persecuzione.

Dal punto di vista poetico rifletté appieno il clima del tempo, segnato dallo spirito della controriforma del Concilio di Trento e da un ritorno a un raffinato formalismo fine a se stesso e privo di stimoli culturali. A tale contesto si richiamano le sue opere, dal romanzo cavalleresco “Rinaldo” alle “Rime”, fino al capolavoro della Gerusalemme liberata.

NATI… SPORTIVI
1978 – Didier Drogba (41 anni fa): Nato ad Abidjan (Costa d’Avorio), è un calciatore, anche con passaporto francese, che dal luglio 2014 per un anno è ritornato al Chelsea, dopo esserci stato dal 2004 al 2012. Primo calciatore africano a segnare 100 reti (in 226 presenze) in Premier League, con i blues ha conquistato la Champions League 2011/12, 4 scudetti e 4 Coppe d’Inghilterra.

Didier Yves Drogba Tébily è stato nominato “Calciatore africano dell’anno” nel 2006 e nel 2009. Ha giocato anche nell’Olimpique Marsiglia e dal giugno 2012 nello Shanghai Shenhua, che però ha lasciato nel gennaio 2013 per i turchi del Galatasaray (vinto lo scudetto 2012/13). Dal luglio 2015 si è trasferito in Canada, con un contratto di diciotto mesi a circa tre milioni di euro, per giocare nell’Impact de Montréal. Nell’aprile 2017 è diventato un calciatore, azionista e presidente del club statunitense Phoenix Rising. Il 21 novembre 2018 si è ritirato dall’attività agonistica.
Ha concluso l’esperienza in Nazionale, totalizzando 105 presenze e diventandone il capocannoniere assoluto con 65 gol. Ha partecipato ai Mondiali 2006, 2010 e 2014, mentre nella Coppa d’Africa si è classificato due volte al secondo posto (2006 e 2012).

Almanacco del giorno 8 marzo 2019

« venerdì 8 marzo »
E’ il 67° giorno dell’anno, 10ª settimana. Alla fine del 2019 mancano 298 giorni.
SANTI DEL GIORNO
San Giovanni di Dio (Religioso)
San Litifredo di Pavia (Vescovo)
San Ponzio di Cartagine (Diacono)
San Probino di Como (Vescovo)
San Senano (Abate)
San Teofilatto di Nicomedia (Vescovo)
San Veremondo (Abate)
Sant’Unfrido di Therouanne (Vescovo)
Santi Apollonio e Filemone (Martiri)

San Giovanni di Dio è il protettore di malati, infermieri, medici, cardiopatici, librai, rilegatori di libri e ospedali.
IL SOLE
Il Sole sorge alle 06:33 e tramonta alle 18:08. Il culmine è alle 12:20. Durata del giorno 11 ore e 35 minuti.
LA LUNA La Festa della Donna: La giornata internazionale della donna, il Woman’s Day o, più comunemente, la festa della donna ricade l’otto marzo e commemora un evento tragico accaduto nel 1908, quando a New York, 129 operaie di una fabbrica tessile scioperarono per ottenere condizioni di lavoro dignitose. Lo sciopero si protrasse fino a quando il proprietario della fabbrica chiuse le porte per evitare che le donne uscissero in strada a protestare. Un incendio doloso scoppiò nella struttura e le donne morirono.

In America, per molti anni, l’8 marzo (giorno della tragedia) si è commemorato l’evento, con il tempo anche in Italia si è diffuso l’uso della commemorazione, associandolo al simbolo del riscatto femminile.

Alcuni credono, invece, che la festa commemori la repressione della polizia di una manifestazione di operaie tessili avvenuta a New York nel 1857, altri credono che si faccia confusione con l’incendio della fabbrica Triangle avvenuto nel 1911, quando morirono 146 lavoratori (per la maggior parte giovani donne).

Ad ogni modo, oggi la commemorazione ha assunto toni meno profondi e più festosi. A questo giorno è dedicata la pianta di stagione: la mimosa!

1817 – Fondata la Borsa di New York (202 anni fa): La borsa di New York, l’ombelico degli affari finanziari del pianeta, ha una storia legata a filo doppio con la strada su cui si affaccia. Si cominciò a vendere e comprare ogni cosa in un piccolo bar, per finire con operazioni miliardarie in grado di condizionare i mercati di tutti paesi.

All’inizio del XIX secolo le borse valori erano già un aspetto cardine della società europea, dov’erano comparse per la prima volta verso la metà del XVI secolo. La decana in senso assoluto era stata inaugurata ad Anversa nel 1531, mutuando il nome “borsa” dalle riunioni nella residenza dei mercanti Van der Burse (famiglia veneta, il cui cognome originario era Della Borsa e che avevano “tre borse” incise nello stemma) a Bruges, dove si determinava il valore delle merci.

Guardando al contesto europeo, dal 1792 nella “Grande mela” mercanti e agenti di cambio, riuniti in un’associazione, si davano appuntamento al Tontine Coffee Bar, un noto locale all’angolo tra Water Street e Wall Street, per vendere e comprare ogni tipo di merce. La celebre via, a quei tempi, non aveva ancora assunto il marcato profilo finanziario che la contraddistingue ai giorni nostri. Per i newyorchesi era semplicemente la “strada del muro”, ossia della cortina di cemento innalzata dagli Olandesi per difendere il confine settentrionale di New Amsterdam (antico nome di New York) dagli indiani.

Via via che aumentavano le contrattazioni il bar diventava sempre più inadatto a supportare quel tipo di attività; per cui si rese indispensabile l’individuazione di una sede più ampia, unitamente a una migliore organizzazione dell’associazione. Si giunse così alla data fatidica dell’8 marzo 1817, con l’approvazione dell’atto costitutivo del “New York Stock & Board Exchange” (ridotto nel 1863 a NY Stock Exchange) che dava vita alla prima borsa statunitense. Alla presidenza fu designato Anthony Stockolm che rimase in carica appena un anno.

Fatta eccezione per il “panico del 1873” (crisi internazionale provocata dal calo della domanda di argento, verificatosi nel corso della guerra franco-prussiana), il giro di affari di Wall Street segnò una crescita costante, registrando importanti novità come quella introdotta nel 1884 da Charles Dow, Edward Jones e Charles Bergstresser. I tre, reporter esperti di finanza, fondarono la Dow Jones and Company, attraverso cui pubblicavano un bollettino di notizie sull’andamento della Borsa, divenuto celebre più tardi con il nome di Wall Street Journal. La società acquisì nel tempo un’autorevolezza tale al punto da essere annoverata tra i principali indici del mercato azionario americano (tuttora il Dow Jones misura l’andamento di trenta titoli).

A cavallo tra i due secoli si registrò un vero boom nel traffico azionario, quintuplicatosi tra il 1896 e il 1901. Il folto esercito di operatori finanziari, suddivisi in brokers (“intermediari”), dealers (“autonomi”), specialist (“specializzati”), necessitava più che mai di una sede ufficiale di prestigio. Fu bandito un concorso tra gli otto migliori urbanisti della città, dal quale uscì vincitore George Browne Post con il progetto di un edificio in stile neoclassico, dotato di una facciata a sei colonne con capitelli corinzi e un frontone scolpito con alcune figure legate alle attività umane (dall’agricoltura alle scienze, dalle invenzioni all’industria mineraria), per dare l’idea che in quel luogo si contrattava ogni aspetto dello scibile umano.

L’imponente struttura, costata 4 milioni di dollari, venne inaugurata il 22 aprile del 1903. Da quel momento divenne il tempio del mercato finanziario globale e identificato con il nome stesso della strada. Nel corso del XX secolo è da qui che si materializzarono le peggiori crisi economiche della storia, a partire da quella del ’29 che, tra recessione e disoccupazione dilagante, mise in ginocchio l’intero Occidente. Oggi a Wall Street, tra azioni, obbligazioni e titoli di Stato, c’è un volume d’affari giornaliero di 169 miliardi di dollari (stima 2013).

NATI IN QUESTO GIORNO

1949 – Antonello Venditti (70 anni fa): Con trenta milioni di album venduti, è un cantautore tra i più prolifici a livello nazionale e le sue canzoni hanno accompagnato una generazione.

Romano doc, a 14 anni dimostra la sua abilità di cantautore, scrivendo “Sora Rosa” (dedicata alla nonna) e “Roma Capoccia”. All’inizio degli anni Settanta nasce l’amicizia con Francesco De Gregori, con cui nel 1972 pubblica il primo album, “Theorius Campus”.

La sua vena creativa è inarrestabile e lo porta a pubblicare un album all’anno per diverso tempo. Primo cantautore italiano a “cantare” di politica (“Compagno di scuola”), di droga e di sesso (“Lilly”), il 1975 segna l’inizio del successo. Negli anni Ottanta e inizio Novanta arrivano brani romantici e sentimentali, che entrano nel repertorio classico della canzone italiana: da “Notte prima degli esami” a “Ricordati di me”, da Ci vorrebbe un amico ad “Alta marea”.

Il cavallo di battaglia più popolare lo compone in occasione del secondo scudetto della Roma: Grazie Roma, eseguita la prima volta davanti a 250.000 spettatori, diviene l’inno di chiusura di ogni incontro di calcio della squadra allo stadio Olimpico.

Il 2013 lo vede duettare con Max Pezzali nell’album “Max 20” ed interpretare se stesso in un cameo nel film La grande bellezza di Paolo Sorrentino.
Nell’autunno del 2018 esce la raccolta Sotto il segno dei pesci – 40° Anniversary edition.

NATI… SPORTIVI

1981 – Timo Boll (38 anni fa): Nato a Erbach (Germania) è un giocatore di tennistavolo. A livello di club gioca nella squadra tedesca del Borussia Düsseldorf, campione d’Europa.

Unico giocatore europeo in grado di competere con campioni cinesi, nel 2005 vince la Coppa del Mondo di Liegi (Belgio), battendo Wang Liqin nei quarti di finale, Ma Lin in semifinale e Wang Hao nella finale.

Alle Olimpiadi, nella gara a squadre, conquista l’argento a Pechino 2008 e il bronzo a Londra 2012 e a Rio 2016. Il suo medagliere ai Mondiali contiene 5 argenti e 2 bronzi, molto più ricco quello degli Europei con 16 ori, 4 argenti e 3 bronzi.

EVENTI SPORTIVI

2009 – Europei indoor 2009 (10 anni fa): Dal 6 all’8 marzo si sono svolti a Torino i XXX Campionati Europei di atletica leggera indoor 2009. La Russia ha dominato con 18 medaglie (di cui 10 ori). L’Italia ha conquistato 2 ori, 2 argenti e 2 bronzi.

I trionfi azzurri sono stati nella staffetta 4×400 (con Jacopo Marin, Matteo Galvan, Domenico Rao, Claudio Licciardello) e nel salto triplo Fabrizio Donato, che con 17,59 metri ha stabilito il record italiano indoor (migliorato poi nel 2011 saltando 17,73 metri).

I DOODLE DI GOOGLE, Nell’elenco, 49 elementi

Festa della Donna: L’8 marzo come “Giornata internazionale della donna” fu istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, nel dicembre del 1977. Si scelse questa data, perché nella storia si erano verificati numerosi eventi con protagoniste le donne. Il primo risale al 1908, quando a New York migliaia di operaie marciarono sotto lo slogan “pane e rose”, per rivendicare pari dignità sul lavoro, diritto al voto e abolizione del lavoro minorile. Nove anni dopo, sempre l’8 marzo, si tenne a San Pietroburgo una manifestazione simile, stavolta per chiedere la fine della guerra e la caduta dello zarismo. Altri episodi verificatisi in date e luoghi diversi (come il tragico rogo di una fabbrica di Manhattan in cui persero la vita 129 lavoratrici) vennero successivamente inclusi nel patrimonio storico di questa celebrazione. Google ha dato ampio spazio alle celebrazioni dell’8 marzo, pubblicando tre doodle locali: nel 2009 (visibile nelle ex repubbliche socialiste dell’URSS), nel 2011 e 2012 (in Europa e in numerosi paesi di altri continenti). Tra i simboli richiamati nei loghi, il “cerchio con la croce” (universalmente associato alla donna, in astronomia identifica il pianeta Venere) e i fiori tradizionali della festa, quali le mimose (utilizzata per la prima volta da due attiviste italiane nel 1946) e i tulipani (tipico fiore del socialismo rus so

NATI IN QUESTO GIORNO

1475 – Michelangelo Buonarroti (544 anni fa): Tra i grandi maestri del Rinascimento, portano la sua firma alcuni tra gli esempi più alti dell’arte italiana: dal David al “ciclo di affreschi nella Cappella Sistina”.

Nato a Caprese Michelangelo, in provincia di Arezzo e morto a Roma nel febbraio del 1564, artista inquieto e geniale, operò come scultore, pittore, architetto e poeta, alla costante ricerca dell’ideale di bellezza e di armonia. Formatosi alla bottega di Domenico Ghirlandaio, se ne distaccò per ottenere una maggiore libertà creativa, approfondendo lo studio della scultura quattrocentesca fiorentina.

Dopo un soggiorno a Firenze, si trasferì a Roma, dove sfornò il primo capolavoro, l’unico che ne reca la firma: la Pietà Vaticana. Tornato nel capoluogo toscano, qui nel 1504 produsse la sua massima prova scultorea: da un blocco di marmo, modificato e fragile in alcuni punti, trasse fuori il David, destinato a diventare l’ideale perfetto di bellezza maschile nell’arte. Nello stesso periodo realizzò anche il “Tondo Doni” e il “Tondo Pitti”.

Richiamato a Roma da papa Giulio II della Rovere per affrescare la volta della Cappella Sistina, qui con il Giudizio Universale diede vita agli ideali artistici del Rinascimento. La sua arte fu da esempio per le generazioni future ispirando la scuola manieristica, che faceva arte “alla maniera” del Buonarroti.

Nella scultura fu il primo ad evitare il colore; non coloriva né decorava alcune parti delle statue, preferendo il “morbido fulgore” della pietra ed il chiaroscuro. Per quanto riguarda la pittura, l’artista considerava migliore quella che più si avvicina alla scultura, ossia, con il maggiore grado di plasticità possibile.

NATI… SPORTIVI

1947 – Dick Fosbury (72 anni fa): Nato a Portland (Oregon, USA), è un ex olimpionico nel salto in alto a Città del Messico 1968, dove ha anche stabilito il nuovo record olimpico con la misura di 224 cm.

Richard Douglas Fosbury ha innovato la specialità del salto in alto, utilizzando il superamento dell’asticella, rovesciando il corpo all’indietro e cadendo sulla schiena. Questo salto dorsale è diventato la tecnica standard, soppiantando lo scavalcamento ventrale, ed è conosciuto come il Fosbury Flop.

EVENTI SPORTIVI

1902 – Nasce il Real Madrid (117 anni fa): Il Real Madrid Club de Fútbol, noto come Real Madrid, è una società della capitale spagnola fondata il 6 marzo 1902, senza la parola “Real”, che è stata aggiunta solo nel 1920, allorché Re Alfonso XIII di Spagna l’ha assegnata (contestualmente all’uso della corona sullo stemma societario). Altri club Real sono: il Saragozza, la Sociedad e il Valladolid.

Il Real Madrid è composto dalla celebre sezione di calcio (sempre in Primera División della Liga, come Barcellona e Athletic Bilbao) e da una di pallacanestro. La proprietà appartiene ai soci che ogni quattro anni eleggono il presidente.

Nel calcio ha il primato dei titoli nazionali conquistati (33) ed è il secondo club a livello europeo, vantando altresì il record assoluto di vittorie in Coppa dei Campioni/Champions League.
Nel 2012 è stato individuato come il club più ricco del mondo, con circa 480 milioni di euro di entrate. Grazie a tali disponibilità economiche sono tantissimi i campioni che sono diventati merengues (soprannome dei giocatori madridisti, derivante dal colore della maglia che evoca quello della meringa).

Non ultimi gli acquisti più onerosi del calcio mondiale: il portoghese Cristiano Ronaldo nel 2009, per 96 milioni di euro dal Manchester United, e il gallese Gareth Bale nel settembre 2013, per 100 milioni di euro dal Tottenham.

I DOODLE DI GOOGLE

Will Eisner: Impermeabile e cappello blu, sul viso una maschera dello stesso colore. È Spirit, detective mascherato dietro cui si nasconde il criminologo Denny Colt, creduto morto per mano dello scienziato criminale Dr. Cobra.

Pubblicato dal 1940 al 1952 sui supplementi domenicali a colori dei quotidiani statunitensi, The Spirit è il fumetto più popolare di Will Eisner, pioniere della fumettistica mondiale e modello per gli autori contemporanei. Il suo stile narrativo, anticipatore del genere thriller e noir del fumetto, ha ispirato finanche registi del calibro di Orson Welles.

Google gli ha reso omaggio nel 2010, in occasione del 93° della nascita, con un doodle locale (visibile negli USA e in diversi paesi dell’est Europa, dell’Asia e dell’Oceania) ispirato proprio al supereroe mascherato.

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1983 – Primo cellulare in commercio (36 anni fa): Stretto e lungo, tutt’altro che maneggevole e per giunta molto costoso. Si presentava così il DynaTAC 8000x, il primo cellulare a debuttare nei negozi. Paragonato ai moderni smartphone fa un certo effetto… eppure cominciò da qui l’era della telefonia mobile!

In principio fu la Bell System (nata dalla storica compagnia di Alexander Graham Bell, riconosciuto, insieme con l’italiano Meucci, come l’inventore del telefono) a tentare la strada della telefonia wireless, con risultati scarsi e limitati solo all’utilizzo nelle autovetture, in particolare delle forze dell’ordine. La sfida di farne il nuovo strumento di comunicazione tra le persone fu raccolta da John Mitchell, vicepresidente della Motorola.

Fu lui, all’inizio degli anni Settanta, a incaricare del progetto Martin Cooper, esperto ingegnere della compagnia elettronica di Chicago. Il primo straordinario traguardo venne raggiunto il 3 aprile del 1973, con Cooper che effettuò la prima chiamata senza fili, contattando dalla Sesta Strada di New York City l’ufficio del suo rivale Joe Engel, anch’egli impegnato su un progetto simile per la Bell. L’esperimento fu possibile grazie anche alla decisione della Agenzia federale americana sulle telecomunicazioni, di liberare le frequenze necessarie.

Trascorsero dieci anni, e ben 100 milioni di dollari di investimenti, perché quella scoperta si trasformasse in un prodotto commerciale. Nel 1983 Motorola inaugurò la sua prima linea di cellulari, identificata con la sigla DynaTac (una sigla che stava per Dynamic Adaptive Total Area Coverage). Il modello di lancio, l’8000x, comparve nelle vetrine dei negozi il 6 marzo di quell’anno, disponibile nei colori bianco e nero. Per realizzarlo la società statunitense aveva sborsato un milione di dollari.

Alto circa 25 cm e dal peso di 800 grammi, con la sua forma rettangolare, stretta e lunga, e con l’altrettanto lunga antenna di gomma, dava più l’idea di un walkie-talkie che di un telefono portatile e costava non poca fatica portarselo dietro. La tastiera si componeva di dodici bottoni standard, con numerazione da 0 a 9 più l’asterisco (*) e il cancelletto (#), e di ulteriori nove tasti con funzioni speciali, tra cui “recall”, “volume” e “clear”.

Alla poca maneggevolezza e alla scarsa durata della batteria (reggeva al massimo un’ora di chiamate) si univa il prezzo esorbitante, accessibile soltanto ai più benestanti: 4.000 dollari (equivalenti oggi a 9.000 dollari e 6.500 euro circa). Ciononostante, le prenotazioni per acquistarlo superarono di gran lunga gli esemplari in commercio, spingendo gli ingegneri a lavorare già a un secondo modello.

Un aspetto tra gli altri, che si cercò di migliorare nei DynaTac successivi, riguardava la batteria. Da un lato si arrivò a ridurre i tempi di ricarica, dalle iniziali 10 ore a un’ora soltanto, grazie all’introduzione di un caricabatterie da tavolo. Dall’altro si lavorò sulle dimensioni che incidevano non poco sul peso complessivo del telefono, soprannominato per questo «il mattone» (in inglese “the brick”).

La tecnologia del telefono senza fili salì gradualmente alla ribalta e in pochi anni vide aumentare in maniera esponenziale il numero degli utenti, fino al boom tra la fine degli anni Novanta e l’inizio del 2000, che interessò anche l’Italia. Numeri alla mano si può concludere che sia stata una delle rivoluzioni tecnologiche più rapide e più influenti della storia. Se i primi cellulari cambiarono le comunicazioni telefoniche tra le persone, i più recenti smartphone, dotati di innumerevoli funzioni, hanno rivoluzionato le modalità di utilizzo del cellulare, registrando il collegamento a internet come opzione più utilizzata rispetto alle chiamate.

NATI… SPORTIVI

1976 – Valerio Vermiglio (43 anni fa): Nato a Messina, è un pallavolista, di ruolo palleggiatore. Debutta in Serie A nel 1994 con la Sisley Treviso e in Nazionale il 28 maggio 1999. Gioca a Treviso, Salerno, Falconara, Padova, Parma, Macerata e, in Russia, Zenit Kazan e Volejbol’nyj Klub Fakel. A stagione 2014/15 iniziata, dal Piacenza si trasferisce in Iran.

Nella stagione 2016/17 prima è in Argentina, poi torna in Italia per tesserarsi con la società di Santa Croce sull’Arno, che milita in serie A2.

Conquista 6 scudetti (di cui 1 russo), 5 Coppe Italia e 3 Champions League (quella del 2011/12 con lo Zenit). In Nazionale totalizza 308 presenze, vincendo l’argento alle Olimpiadi di Atene 2004 e l’oro agli Europei del 2003 e 2005.

NATI IN QUESTO GIORNO

1904 – Glenn Miller (115 anni fa): Storico trombonista e compositore del genere jazz, che rese popolare dagli anni Venti ai Quaranta, attraverso uno stile vellutato ed orecchiabile anche per i profani della “musica nera”.

Nato a Clarinda, nell’Iowa, suonò in diversi gruppi, prima di fondare nel 1938 la mitica Glenn Miller Orchestra, con cui spopolò negli USA a colpi di swing, grazie a brani come “In the Mood”, “String of Pearls” e “Moonlight Serenade”.

Il massimo successo fu raggiunto con Chattanooga Choo Choo, che vendette oltre un milione di copie in tre mesi, conquistando nel 1942 quello che viene considerato il primo Disco d’oro della storia. Fu una trovata della casa discografica RCA, che per festeggiare l’evento dipinse d’oro una copia del disco, che consegnò all’artista nel corso di una trasmissione. Da quel momento si decise di adottarlo come riconoscimento per coloro che avessero superato il milione di copie, introducendo anche il “disco di platino” (10 milioni di copie) e il “disco d’argento” (500.000).

Dichiarato disperso nel dicembre del 1944, mentre sorvolava la Manica in direzione di Parigi, il suo corpo non fu mai recuperato.

ACCADDE OGGI

1961 – L’Aeronautica istituisce le Frecce Tricolori (58 anni fa): Oltre un secolo di storia italiana nei cieli rivive ogni volta che la pattuglia acrobatica entra in azione. Su queste macchine volanti c’è spazio solo per i migliori, scelti per imprimere una “firma” verde-bianco-rossa nell’orizzonte di diverse città del mondo.

La tradizione acrobatica dell’aeronautica militare iniziò negli anni Trenta con la prima scuola di Campoformido, diretta dal colonnello Rino Corso Fougier, comandante del 1º Stormo. Alla guida di cinque Fiat C.R.20 i piloti si esibivano in una figura non dissimile dalla “bomba” d’epoca recente. Nonostante i buoni risultati che cominciavano a intravedersi, lo scoppio della Seconda guerra mondiale segnò una brusca frenata per questo tipo di attività, fino al forzato scioglimento della pattuglia.

Il clima di austerità dell’immediato Dopoguerra, legato in particolare al numero ridotto di velivoli disponibili, impedì la ricostituzione di una squadra ufficiale. All’inizio degli anni Cinquanta ciò favorì la nascita di diversi stormi che guadagnarono la ribalta internazionale, partecipando a numerose manifestazioni di forte richiamo. A fare da apripista fu il 51° stormo, seguito qualche anno dopo dal “Cavallino Rampante” e dal “Guizzo”, più tardi divenuto popolare con il nome “Getti tonanti”, fino alla comparsa nel 1957 di “Diavoli Rossi” e “Lanceri Neri”.

Sul piano delle macchine si passò dai P-51D Mustang agli F-84F Thunderstreak, entrambi made in USA. A cavallo degli anni Sessanta, in vista anche del grande appuntamento con il Centenario dell’Unità d’Italia, si pensò alla formazione di un’unica pattuglia acrobatica, da affidare all’eccellenza dei piloti. In questo clima, il 1° marzo, si arrivò all’istituzione del 313° Gruppo di Addestramento Acrobatico PAN “Frecce tricolori”, il cui quartier generale venne individuato nell’aeroporto di Rivolto (nel comune di Codroipo, provincia di Udine).

Il gruppo, composto inizialmente da pochi elementi, volò con gli F-86E Sabre fino al 1963. Successivamente si arrivò a nove unità più il solista e alla possibilità di utilizzare fumi colorati, mentre dai cacciabombardieri Fiat G.91PAN si passò agli “italianissimi” MB-339PAN, tutt’oggi in dotazione. Gli stessi vennero modificati nel tempo fino a renderli estremamente leggeri e adatti a supportare le traiettorie più spericolate.

Il disegno attuale di questi modelli presenta sulla fiancata una banda tricolore su sfondo blu, e nello scarico posteriore un tubicino dal quale fuoriesce il fumo colorato, composto di olio di vaselina. Le figure eseguite dalla pattuglia variano da un’altezza superiore ai 2.000 metri a passaggi a bassa quota. Il pezzo forte delle loro performance li vede, con la formazione al completo, disegnare in cielo un tricolore lungo 5 km. Eseguito per la prima volta a Pratica di Mare, particolarmente suggestiva è stata la riproposizione in chiusura delle celebrazioni per il 150° dell’Unità.

In ogni manovra non c’è margine d’errore, per questo si selezionano i migliori piloti tra quelli che hanno più di 1.000 ore di volo. Ciononostante, in 16 hanno perso la vita per incidenti verificatisi durante la fase di addestramento o nelle manifestazioni ufficiali. Un giallo tuttora irrisolto resta il disastro di Ramstein, di cui rimasero vittime tre piloti e 67 spettatori. L’episodio destò molti sospetti nell’opinione pubblica, legati al fatto che due dei piloti avrebbero dovuto deporre al processo sulla Strage di Ustica.

I DOODLE DI GOOGLE

Biblioteca Nazionale Spagnola: Su iniziativa di Filippo V, primo sovrano spagnolo della dinastia Borbone, nel 1712 venne istituita la Biblioteca reale di Spagna che dal 1836 iniziò a chiamarsi Biblioteca Nacional de España, passando sotto il controllo della pubblica amministrazione.

Ospitata insieme al Museo Arqueológico Nacional in uno splendido edificio neoclassico al numero 20 del Paseo de Recoletos (uno dei boulevard principali di Madrid), la biblioteca conserva un patrimonio inestimabile, quantificabile in circa 17 milioni di documenti, tra cui 89.278 libri antichi e oltre 2 milioni di volumi moderni (dal 1831).

Per celebrare il 300° anniversario della sua istituzione, nel 2012 Google ha pubblicato un doodle locale (visibile in Spagna), dov’è rappresentato l’ingresso monumentale della biblioteca.

ACCADDE OGGI

1455 – La Bibbia di Gutenberg inaugura l’età del libro (564 anni fa): Prima di questa data il libro era qualcosa di raro e accessibile solo a pochi. Grazie all’ingegno di un tipografo tedesco divenne il principale strumento di diffusione della cultura, ampliando l’accesso al sapere e segnando la nascita dell’uomo moderno, prima ancora della scoperta di Colombo.

Figlio di un incisore della zecca di Magonza, Johannes Gutenberg lavorava come orafo e incisore nella sua città, che fu costretto a lasciare per la feroce contesa tra nobiltà e classi artigiane, trasferendosi a Strasburgo. Qui si occupò del conio delle monete e, aspetto più influente sulle sue attività future, della lavorazione dei metalli. Quest’ultima esperienza fu la base di partenza per l’ideazione di un nuovo sistema di riproduzione dei libri.

Per secoli la copia dei testi era stata affidata al certosino lavoro degli amanuensi di professione, che copiavano parola per parola realizzando veri e propri capolavori destinati ad un pubblico elitario. Tuttavia, nella loro attività erano frequenti errori ed omissioni, involontari o dettati dalla censura del tempo.

All’inizio del XV secolo venne introdotta una tecnica basata su una matrice di legno, sulla quale era impressa un’intera pagina. Questo sistema si rivelò presto scomodo e anti economico dal momento che la matrice risultava dopo poco inutilizzabile.

Forte della sua esperienza con i metalli, Gutenberg, tornato a Magonza, mise a punto una lega di piombo e metallo da cui fu possibile ricavare singoli caratteri, riutilizzabili ogni volta. Bastava solamente cambiarne la disposizione sotto la pressa e si otteneva un diverso risultato sul foglio. La cosiddetta stampa a caratteri mobili fu utilizzata inizialmente per indulgenze, calendari e grammatiche. Ma la vera sfida fu riuscire a riprodurre un’opera complessa e voluminosa come la Bibbia.

Per tuffarsi in quest’impresa fu indispensabile il sostegno economico del banchiere Johann Fust che divenne suo socio in affari. L’operazione ebbe inizio nel 1452 prendendo come riferimento la cosiddetta Vulgata di San Girolamo, versione in latino del V secolo. I due volumi, comprendenti Antico e Nuovo Testamento, furono stampati su carta di stracci (in fibra di pergamena), in seguito anche su canapa italiana.

Molti aspetti riflettevano la tradizione dei manoscritti: l’assenza di frontespizio, l’uso di capilettera realizzati a mano da artisti e la disposizione del testo in ogni pagina su due colonne di 42 righe ciascuna, da cui il nome Bibbia delle 42 linee con cui tale versione divenne popolare.

Alla prima copia, data alla luce il 23 febbraio, ne seguirono altre 200 circa che fecero la fortuna del sistema a caratteri mobili. Di questo successo Gutenberg ne fu toccato marginalmente, dal momento che il suo nome non compariva su nessun testo. Per ragioni economiche, infatti, aveva dovuto cedere i diritti sulla sua invenzione a Fust, il solo che riuscì a trarne profitto. Solo attraverso le testimonianze dell’epoca fu possibile successivamente riconoscere i meriti del tipografo tedesco.

Su modello della Bibbia del 1455 furono riprodotte numerose opere, denominate incunaboli, fino a tutto il 1500. La prima tipografia italiana a realizzare incunaboli nacque a Subiaco nel 1465, dove tra i primi esemplari uscì il «De civitate Dei» di Sant’Agostino (una copia è oggi conservata alla Biblioteca di Storia Patria di Napoli). Nei secoli a seguire le tecniche di stampa si affinarono sempre più elevando il libro a sublime forma d’arte.

La Bibbia di Gutenberg, di cui oggi rimangono poche decine di esemplari sparsi in tutta Europa, è considerato il primo libro stampato del mondo occidentale, da cui prese piede quel processo storico che rivoluzionò i concetti di cultura e istruzione.

NATI IN QUESTO GIORNO

1965 – Vito Schifani (54 anni fa): Nato a Palermo e morto a Capaci nel 1992, agente di Polizia della scorta di Giovanni Falcone, rimasto ucciso nella strage di Capaci.

Schifani guidava la prima delle tre auto che accompagnavano Falcone dall’aeroporto di Punta Raisi (il magistrato era di ritorno da Roma) a Palermo. L’esplosione, avvenuta sull’Autostrada A29, all’altezza dello svincolo per Capaci, investì direttamente la sua auto, uccidendo sul colpo Schifani e gli altri due agenti e, dopo ore di agonia, il giudice Falcone e la moglie.

Il 23 maggio 1992 Schifani, 27enne, lasciò la moglie Rosaria e un figlio di 4 mesi. Dopo il riconoscimento della Medaglia d’oro al valor civile, nel 2007 gli è stato intitolato lo Stadio delle Palme di Palermo, ricordando la sua natura di atleta e di specialista nei 400 metri.

Nel 2012 è andato in onda su La7 il film “Vi perdono ma inginocchiatevi”, sulla vita dei tre poliziotti uccisi e dei loro familiari fino alla strage di Capaci. Il ruolo di Schifani è stato interpretato da Vito Di Bella.

NATI… SPORTIVI

1989 – Arianna Barbieri (30 anni fa): Nata a Camposampiero (in provincia di Padova), è una nuotatrice, specializzata nel dorso. In occasione degli Europei di nuoto di Debrecen (Ungheria), nel maggio 2012, ha vinto 3 medaglie d’argento nei 50 e nei 100 dorso e nella staffetta 4×100 mista.

Primatista italiana nei 100 metri dorso e nella staffetta 4×100 mista, ha partecipato alle Olimpiadi di Londra 2012, dov’è arrivata in semifinale dei 100 m dorso, classificandosi al 13° posto con il tempo di 1’00″27. In batteria, con un tempo inferiore di due centesimi, ha stabilito il record nazionale.

EVENTI SPORTIVI

1992 – Le Olimpiadi di Albertville (27 anni fa): Con la cerimonia di chiusura chiudono i battenti i XVI Giochi Olimpici invernali di Albertville (Francia). La Germania, con 26 medaglie, guida il medagliere finale. Ottimo bottino per l’Italia: 4 ori, 6 argenti e 4 bronzi.

I campioni olimpici azzurri sono: Stefania Belmondo, nella 30 km di sci di fondo (ma anche medaglia d’argento nell’inseguimento 15 km e di bronzo nella staffetta 4×5 km); Alberto Tomba nello sci alpino (primo nello slalom gigante e secondo in quello speciale); Deborah Compagnoni, oro nel Super G, e Josef Polig, a sorpresa primo nella combinata, seguito al secondo posto dal connazionale Gianfranco Martin.

I DOODLE DI GOOGLE

Hyo-seok Lee: Conosciuto con lo pseudonimo di Gasan, Lee Hyo-seok è stato uno dei principali scrittori coreani d’inizio ‘900, nel periodo in cui la penisola coreana era ancora unita sotto il protettorato del Giappone. Formatosi attraverso le letture di Cechov e Thomas Mann, ha scritto oltre 70 opere, in cui prevalgono le sue idee politiche d’impronta socialista e la sua attenzione alla dimensione erotica. Alla sua opera più nota, Quando fiorisce il grano saraceno, è ispirato il doodle locale (visibile in Corea del Sud), pubblicato nel 2012, a 105 anni dalla nascita dello scrittore. Nel disegno sono ritratti i due protagonisti calati nello scenario di Pyeongchang, città natale di Hyo e famosa per la produzione di grano saraceno.

EVENTI SPORTIVI

1998 – Nagano 1998 (21 anni fa): In Giappone si concludono i Giochi Olimpici invernali di Nagano 1998. Dal 7 febbraio 2.176 atleti, provenienti da 72 nazioni, si sono confrontati in 72 competizioni di 14 sport. Il medagliere finale attesta che la Germania, con 29 medaglie, ha superato le favorite Norvegia (25) e Russia (18). L’Italia ha vinto 2 ori, 6 argenti e 2 bronzi.

Con la vittoria nello slalom gigante, Deborah Compagnoni è la prima atleta dello sci alpino a vincere una medaglia d’oro in tre edizioni diverse dei Giochi. L’altro oro è arrivato dal bob a 2 con Günther Huber e Antonio Tartaglia.

NATI… SPORTIVI

1949 – Niki Lauda (70 anni fa): Nato a Vienna, è stato un pilota automobilistico di Formula 1 e, dopo il ritiro, uomo d’affari e fondatore delle compagnie aeree Lauda Air e Niki, oltre che dirigente sportivo. Nel campionato mondiale di Formula Uno, dove ha corso 171 Gran Premi (25 le vittorie), ha vinto tre volte il titolo piloti: nel 1975 e 1977 con la Ferrari e nel 1984 con la McLaren.

Lauda, considerato tra i migliori piloti di Formula Uno di sempre, ha corso per le scuderie March, BRM, Ferrari, Brabham e McLaren. Il primo agosto 1976, durante il Gran Premio di Germania, ha subito un grave incidente, riportando gravi ustioni che gli hanno alterato i tratti somatici.

NATI IN QUESTO GIORNO

1975 – Drew Barrymore (44 anni fa): Con un padre attore di western e un padrino e una madrina del calibro di Steven Spielberg e Sophia Loren, si è trovata spalancate le porte di Hollywood!

Californiana di Culver City, a 10 km da Los Angeles, Drew Blyth Barrymore prende prestissimo confidenza con il set, recitando in diverse pellicole di fantascienza, su tutti E.T. l’extra-terrestre (1982), capolavoro firmato da Spielberg. Quest’ultimo la scuote da un’adolescenza segnata dall’abuso di alcool e droghe, da cui Drew si riscatta prestando il suo volto a commedie romantiche di successo, come “Tutti dicono I Love You” (1996) e “Scrivimi una canzone” (2007).

Tra i film più noti in cui compare, “Charlie’s Angels” (2000), “Donnie Darko” (2001), “50 volte il primo bacio” (2002) e “Stanno tutti bene” (remake del 2009 dell’omonimo film diretto da Tornatore).

Accadde Oggi

1931 – Varo dell’Amerigo Vespucci (88 anni fa): La gloriosa esistenza di uno dei più bei velieri di sempre cominciò tra le acque su cui si affaccia l’antica colonia romana di Stabia, nel tratto meridionale del golfo di Napoli. Sintesi di tradizione e modernità, è oggi un simbolo dell’eccellenza italiana.

Verso la fine degli anni Venti si rese necessario sostituire la nave scuola della Classe Flavio Gioia, prossima alla “pensione” e destinata ad essere riconvertita in asilo infantile per gli orfani dei marinai (nel porto di Venezia). Pertanto, nel 1930 l’ingegnere Francesco Rotundi, tenente colonnello del Genio Navale e Direttore dei cantieri navali di Castellammare di Stabia, venne incaricato di progettare due unità navali da utilizzare per l’addestramento degli allievi.

Rotundi si ispirò ai disegni del collega Sabatelli utilizzati per la costruzione del Monarca, celebre veliero della Real Marina del Regno delle Due Sicilie, acquisito alla flotta della Marina piemontese con il nuovo nome di “Re Galantuomo”. Dal Regio Cantiere stabiese uscirono due imbarcazioni gemelle, cui furono dati i nomi dei due più illustri navigatori della storia italiana: Cristoforo Colombo e Amerigo Vespucci.

Il varo di quest’ultima ebbe luogo in una piovosa domenica di febbraio, alle 10.30 del mattino. Con i suoi 2.800 mq di superficie e 101 metri di lunghezza, rappresentava un gioiello di tecnologia per quei tempi. All’insegna del motto «Per la Patria e per il Re», iniziò il suo primo viaggio alla volta di Genova dove, il 15 ottobre dello stesso anno, fu consegnata la “bandiera di combattimento” al primo comandante Augusto Radicati di Marmorito.

Dopo la fine della Seconda guerra mondiale, la Vespucci rimase l’unica imbarcazione utilizzata per le crociere addestrative, per via della perdita della Cristoforo Colombo, che l’Italia dovette consegnare all’Unione Sovietica, quale risarcimento dei danni di guerra. Da quel momento fu assunto un nuovo motto «Saldi nella furia dei venti e degli eventi», sostituito nel 1978 con quello definitivo, di leonardiana memoria, «Non chi comincia ma quel che persevera», più adatto a incarnare lo spirito di addestramento dei futuri ufficiali della Marina Militare.

Col passare del tempo aumentò il suo prestigio diventando la nave militare più anziana ancora in attività e presenziando a importanti cerimonie nazionali, tra cui le Olimpiadi di Roma del 1960 (in occasione delle quali ebbe l’onore di trasportare la torcia olimpica dal Pireo a Siracusa) e il 150° dell’Unità d’Italia. Gli interventi di ammodernamento delle apparecchiature apportati successivamente, non ne intaccarono lo stretto legame con la tradizione, evidente sia nell’aspetto sia nella gestione (le manovre eseguite rigorosamente a mano) e nei materiali utilizzati.

Fornita di un equipaggio che con gli allievi raggiunge le 470 unità, la Vespucci è ancora oggi un’istituzione nella marineria internazionale; a dispetto del codice di navigazione, non c’è “gigante del mare” che non le riconosca la precedenza, omaggiandola con tre colpi di sirena. Per l’Italia svolge un ruolo fondamentale di rappresentanza all’estero della sua arte, cultura e ingegneria., Nell’elenco, 48 elementi

I DOODLE DI GOOGLE

Shackleton e l’Antartide: Pochi esploratori possono vantare l’impresa compiuta dal britannico, di origine irlandese, Ernest Henry Shackleton, passato alla storia più per il suo coraggio che per le conquiste geografiche. Arruolatosi a 16 anni nella marina mercantile britannica, nel 1900 intraprese la carriera di esploratore con l’ambizione di ottenerne fama e ricchezza.

L’occasione arrivò con la spedizione dell’Endurance che si proponeva l’attraversamento dell’Antartide, partendo dal mare di Weddell. La situazione precipitò quando la nave rimase incastrata nei ghiacci finendo alla deriva e costringendo l’equipaggio ad abbandonarla. Sfidando condizioni meteorologiche impossibili, Shackleton riuscì, a bordo di una scialuppa, a raggiungere la Georgia del Sud e a mettere in salvo tutti i suoi uomini.

Questa incredibile impresa è stato ricordata da Google con un doodle locale (visibile nel Regno Unito), pubblicato nel 2011, a 137 anni dalla nascita dell’esploratore.

EVENTI SPORTIVI

1976 – Olimpiadi invernali 1976 (43 anni fa): I XII Giochi Olimpici invernali, svoltisi a Innsbruck (Austria), si concludono con l’ormai consueto predominio sovietico. L’URSS, infatti, primeggia con 27 medaglie (di cui 13 ori), conquistate nelle 37 competizioni previste dal programma, alle quali hanno partecipato 1.123 atleti di 37 paesi.

Sono quattro le medaglie vinte dagli azzurri, tutte nello sci alpino. Nella gara di slalom speciale, oro per Piero Gros e argento per Gustav Thöni (giunto quarto nello slalom gigante), punte della “valanga azzurra”.

Nella discesa libera, vinta dall’austriaco Franz Klammer (considerato il più forte discesista di tutti i tempi), si piazza al terzo posto l’azzurro Herbert Plank. Nello slalom speciale femminile, Claudia Giordani si classifica al secondo posto.

NATI… SPORTIVI

1984 – Carlo Molfetta (35 anni fa): Nato a Mesagne (in provincia di Brindisi) è un ex campione olimpico di taekwondo alle Olimpiadi di Londra 2012 nella categoria +80 kg, quando ha battuto in finale Anthony Obame, atleta del Gabon.

Capitano della Nazionale italiana di taekwondo, ha vinto medaglie anche nelle competizioni mondiali, europee e nazionali. Nel settembre 2016 si è ritirato dalle competizioni e nel marzo 2017 è diventato team manager della Nazionale.

NATI IN QUESTO GIORNO

1898 – Totò (121 anni fa): Gli aggettivi per il principe della risata si sprecano ed è impossibile riassumere in poche parole la preziosa eredità che ha lasciato nel mondo dell’arte, del costume e del linguaggio.

Antonio De Curtis (il cui nome completo era Antonio Focas Flavio Angelo Ducas Comneno di Bisanzio De Curtis Gagliardi), in arte Totò, nacque nel cuore di Napoli (rione Sanità) dalla relazione clandestina tra Anna Clemente e il marchese Giuseppe De Curtis.

Fin da piccolo manifestò una particolare attitudine alla recitazione, ispirandosi ai tipi umani osservati nel mondo reale. Verso la metà degli anni Venti si avvicina al Varieté, sfoggiando il suo innato talento, esaltato dal suo profilo asimmetrico che si era ritrovato in seguito a un pugno involontario ricevuto durante gli anni del collegio. Con l’avanspettacolo e la Rivista degli anni Trenta raggiunse la celebrità, aprendosi la strada al cinema.

In trent’anni interpretò circa 97 film, conquistando un primato (tuttora imbattuto) di oltre 270 milioni di spettatori. Una storia inaugurata dall’esordio di “Fermo con le mani!” (1937), passata attraverso capolavori di comicità, quali Totò, Peppino e la… malafemmina (1956) e “Totò, Fabrizi e i giovani d’oggi” (1960), e conclusa dal filone drammatico, cui appartiene il pasoliniano Uccellacci e uccellini (1966).

Morì a Roma, il 15 aprile 1967, stroncato da una serie improvvisa di tre infarti. Una folla oceanica ne accolse il feretro a Napoli in occasione dei funerali.

ACCADDE OGGI

2005 – Nasce YouTube (14 anni fa): Con lo slogan «Brodcast yourself», “trasmetti te stesso”, fa il suo esordio sul web YouTube, uno dei primi siti di video sharing che in pochi anni arriva a meritarsi la fama di TV del terzo millennio.

Come per altre imprese legate al web, tutto ha inizio in un garage di San Francisco. È qui il quartier generale di tre dipendenti di PayPal, impegnati nella messa a punto di un nuovo sito che consenta di caricare velocemente un video, prodotto con la propria videocamera digitale, e condividerlo con tutto il mondo. La tecnologia Adobe Flash viene incontro alle attese di Chad Hurley, Jawed Karim e Steve Chen che acquistano il dominio http://www.youtube.com e martedì, 15 febbraio del 2005, lo mettono online.

Due mesi più tardi appare il primo video. A rompere il ghiaccio è lo stesso Karim con un clip caricato il 23 aprile, dal titolo “Me at the zoo”, che lo ritrae davanti a una gabbia di elefanti al giardino zoologico di San Diego. Così prende il via quella “rivoluzione digitale” che in poco tempo, grazie al passaparola sul web, vede il traffico del portale aumentare in maniera esponenziale.

Nella mente di milioni di persone scatta un meccanismo destinato a fare la fortuna del sito: si fa un video e la prima cosa che si pensa è di pubblicarlo al più presto su YouTube. Dalle scene di vita quotidiana si passa alle riprese di fatti di cronaca, eventi, concerti di musica, etc. che fanno di normali utenti dei videoreporter in erba, in grado di arrivare sulla notizia prima di giornali e TV.

Per questi ultimi YouTube appare nell’immediato un concorrente scomodo, passando poi col diventare un serbatoio inesauribile di testimonianze e curiosità. Ciò avviene ad esempio nell’occasione di terremoti e cataclismi o di fenomeni che si verificano in aree complesse, dov’è più forte la censura dell’informazione; memorabili in tal senso restano le immagini delle proteste in Birmania, in Tibet e in Iran, che i TG internazionali ritrasmettono prendendole dal web.

Un altro aspetto che concorre alla sua popolarità è che personaggi noti e artisti decidono di crearsi un canale YouTube personale, comunicando da qui con il proprio pubblico. Il primo a comprenderne le potenzialità è Barack Obama che il 24 gennaio 2009 pubblica sul suo canale personale il primo messaggio da Presidente degli Stati Uniti d’America.

In altri casi, sconosciuti artisti, come Susan Boyle, si ritrovano famosi grazie al passaparola su YouTube. Un sistema che non viene snobbato nemmeno dagli artisti già affermati che scelgono di presentare qui, in anteprima, i videoclip dei loro ultimi singoli.

Il salto di qualità sul piano economico avviene con l’acquisizione da parte di Google nel 2006, all’esorbitante cifra di 1,65 miliardi di dollari. Nello stesso anno YouTube comincia ad affrontare in maniera più incisiva quello che costituirà il suo perenne cruccio: la violazione di copyright. A dispetto dello slogan del portale, che invita a postare video realizzati in prima persona, in molti caricano spezzoni o intere parti di programmi, film e cartoni animati, violando la normativa sul diritto d’autore.

Il 2007 segna l’attivazione delle versioni in altre lingue, tra cui l’italiano. Secondo le stime più recenti, YouTube supera i tre miliardi di visualizzazioni al giorno, il che lo rende il terzo sito più visitato al mondo dopo Google e Facebook. Il primo video a superare il miliardo di visualizzazioni è Gangam Style del rapper coreano PSY (dicembre 2012), attualmente il più visto in assoluto con oltre 4 miliardi e ottocentosedici milioni di visualizzazioni è Despacito di Luis Fonsi (aggiornamento 13 febbraio 2018).

EVENTI SPORTIVI

2006 – Iniziano le Olimpiadi di Torino (13 anni fa): Fino al 26 febbraio, Torino ed altre otto località piemontesi sono al centro dell’attenzione mediatica planetaria e degli appassionati di tutto il mondo per i XX Giochi Olimpici invernali.

Uno dei momenti principali della cerimonia di apertura (avvenuta allo Stadio Olimpico di Torino) è quando il presidente della Repubblica Italiana Carlo Azeglio Ciampi, con la tradizionale formula di rito, dichiara ufficialmente “aperta, a Torino, la celebrazione dei XX Giochi Olimpici invernali”.

La diffusione televisiva della cerimonia sarà la trasmissione più vista del 2006, con ben 1,8 miliardi di contatti. Il giuramento olimpico è pronunciato dallo sciatore alpino Giorgio Rocca (a nome degli atleti) e da Fabio Bianchetti (a nome dei giudici). L’ultimo tedoforo, con il compito di accendere il braciere olimpico, è la fondista Stefania Belmondo, l’atleta italiana che ha vinto il maggior numero di medaglie olimpiche (10). Conclude la cerimonia il maestro Luciano Pavarotti (è la sua ultima esibizione in pubblico!).

I numeri sono importanti, a testimoniare la diffusione degli sport invernali: 2.508 atleti provenienti da 80 paesi per 84 competizioni in 13 sport (nel 1956 a Cortina d’Ampezzo erano 821 da 32 nazioni per 24 gare).

NATI… SPORTIVI

1950 – Mark Spitz (69 anni fa): Nato a Modesto (in California, USA), è stato un nuotatore. Alle Olimpiadi di Città del Messico 1968 ha vinto solo due medaglie d’oro in due staffette. Nelle successive di Monaco 1972 ha vinto sette medaglie d’oro, stabilendo altrettanti primati mondiali.

Questo record di medaglie d’oro vinte in un’Olimpiade ha resistito fino a Pechino 2008, quando il connazionale Michael Phelps ne ha vinte otto. Mark Spitz, il cui nome negli anni Settanta è stato legato ad una linea di costumi, dopo l’exploit olimpico si è ritirato dall’attività agonistica, pur avendo solo ventidue anni.

NATI IN QUESTO GIORNO

1962 – Piero Pelù (57 anni fa): È il Diablo del rock italiano, che con la potente voce da baritono lo vede protagonista da oltre trent’anni, sia come solista che come frontman dei Litfiba.

Toscano di Firenze, si accosta al mondo delle 7 note nel mito del rock anni ’70, in particolare i “Black Sabbath”, e del punk inglese. Il 1980 è l’anno della svolta: incontra Antonio Aiazzi, Federico “Ghigo” Renzulli, Gianni Maroccolo e Francesco Calamai e fonda i Liftiba, unendo le sonorità del “new wave” al tema del rifiuto del totalitarismo.

Gli anni Novanta consacrano il gruppo con album come “El diablo”, “Terremoto” e Spirito, spaziando dall’hard rock al pop-rock elettronico e vendendo tre milioni di dischi. Dopo la separazione nel 1999, vive un decennio da solista, pubblicando il libro autobiografico “Perfetto difettoso”.

Tornato in gruppo nel 2009, quattro anni dopo partecipa come coach al talent show The Voice of Italy. Nello stesso anno, a novembre, esce l’album “Identikit”, anticipato dal singolo “Mille uragani”. Nel 2015 firma, per Rizzoli, la sua autobiografia Identikit di un ribelle, l’anno seguente riceve il Premio De André alla carriera e pubblica Eutòpia, quattordicesimo album della band.

Accadde oggi …

1863 – Crane brevetta il primo sistema antincendio (156 anni fa): Il nome del brevetto, fire extinguisher (in italiano “estintore”), potrebbe trarre in inganno e far pensare all’apparecchio portatile, inventato all’inizio dell’Ottocento dal capitano inglese George William Manby.

In realtà, il fire extinguisher brevettato il 10 febbraio del 1863 da Alanson Crane, inventore originario della Virginia, altro non era che il primo sistema antincendio per edifici. Strutturato in una rete di tubazioni e rubinetti, poteva gettare acqua nei locali dei diversi piani garantendo un rapido spegnimento del rogo.

NATI IN QUESTO GIORNO

1920 – Federico Fellini (99 anni fa): Nell’olimpo dei migliori registi di sempre, al punto che l’aggettivo felliniano ovunque rievoca scene immortali che hanno fatto la storia della settima arte.

Nato a Rimini e morto a Roma nel 1993, dimostrò il suo sconfinato estro inizialmente come vignettista del quindicinale Marc’Aurelio, la principale rivista satirica italiana, e poi come autore alla radio. Il battesimo con il set avvenne come sceneggiatore, dapprima di diversi film di Aldo Fabrizi, successivamente di due manifesti del neorealismo, “Roma città aperta” e “Paisà” (per i quali ebbe due nomination all’Oscar), firmati da Roberto Rossellini.

Dopo il debutto alla regia con Luci del varietà (1950), impose la sua poetica visione del cinema, proiettando la cara realtà di provincia in un universo onirico e indefinito. Da “I vitelloni” (Nastro d’argento come “miglior regista”) del 1953 ad Amarcord (premio Oscar come “miglior film”) del 1973, passando per la La dolce vita e 8½, suo capolavoro assoluto.

Oltre a cinque premi Oscar (l’ultimo alla carriera nel 1993, poco prima di morire), conquistò la Palma d’oro al Festival di Cannes e nel 1985 il Leone d’oro alla carriera alla Mostra del Cinema di Venezia.

ACCADDE OGGI

1752 – Iniziano i lavori alla Reggia di Caserta (267 anni fa): «Deliciae regis felicitas populi». Così era inciso sulla medaglia sotterrata da re Carlo insieme alla prima pietra del nuovo palazzo reale. Un’opera destinata a diventare il simbolo di una città e Patrimonio dell’Umanità.

Avendo unito le due corone di Napoli e Sicilia, Carlo di Borbone pensò che un regno così vasto meritasse una residenza ufficiale degna di competere, per maestosità e sfarzo, con le più importanti regge europee, in particolare con Versailles e con il Castello di Schönbrunn (a Vienna). La zona più adatta fu individuata nella pianura di Terra di Lavoro, sia per la morfologia del territorio che consentiva modifiche e ampliamenti in corso d’opera, sia per la collocazione periferica che metteva il palazzo al riparo da qualsiasi attacco.

Del progetto fu incaricato l’architetto napoletano Luigi Vanvitelli, figlio del famoso pittore olandese Gaspare van Wittel (italianizzato in Vanvitelli), iniziatore della corrente pittorica del vedutismo. A quei tempi, era già noto per i suoi interventi nella riprogettazione del porto di Ancona e per esser stato nominato architetto della Basilica di San Pietro in Vaticano (carica che mantenne per tutta la vita).

Ispirato dalle idee di grandi maestri del barocco come Gian Lorenzo Bernini e Francesco Borromini, Vanvitelli mise a punto il disegno dell’immensa fabbrica borbonica e giovedì 20 gennaio del 1752, si arrivò all’inaugurazione dei lavori. Accanto all’architetto, armato di cazzuola e martelletto, re Carlo di Borbone e la regina Maria Amalia di Sassonia diedero inizio alla cerimonia, sotterrando la prima pietra insieme a monete d’oro e d’argento.

Passò quasi un secolo prima che venisse portata a termine, a causa dei ritardi legati sia alla morte del Vanvitelli nel 1773 (cui subentrò il figlio Carlo che riscontrò notevoli difficoltà a rispettare fedelmente il progetto paterno), sia per la salita di Carlo al trono di Spagna nel 1759, che vide i suoi successori seguire con scarso interesse l’opera.

Al suo completamento, nel 1845, la struttura si mostrò in tutto il suo splendore: un edifico di 47.000 m² di superficie, circondato da uno sterminato parco, che univa il gusto rinascimentale del giardino italiano alle nuove tendenze sperimentate da André Le Nôtre a Versailles. Tra i lussuosi arredi interni, meritano una menzione particolare la Cappella Palatina, curata da Vanvitelli finanche nelle decorazioni, e il Teatro di Corte, sublime esempio di architettura teatrale settecentesca.

Quando nel 1861 la residenza fu acquisita al patrimonio del Regno d’Italia, tra gli oggetti inventariati il bidet destò particolare sorpresa tra i funzionari sabaudi, che gli stessi descrissero come «oggetto per uso sconosciuto a forma di chitarra». In anni recenti, la Reggia di Caserta (dal 1997 sotto l’egida UNESCO) è stata utilizzata come set cinematografico per riprese di film noti, tra cui i primi due episodi della saga Star Wars e Mission Impossible 3.

NATI… SPORTIVI

1987 – Marco Simoncelli (32 anni fa): Nato a Cattolica (in provincia di Rimini) e morto nel 2011, è stato un pilota motociclistico, deceduto a soli 24 anni sul circuito di Sepang, durante il Gran Premio della Malesia.

Ha corso per le scuderie Gilera, Aprilia ed Honda. Nel 2002 ha esordito nella classe 125, dal 2006 è passato alla 250 e dal 2010 alla MotoGP. Ha vinto 14 Gran Premi sui 151 disputati e nel 2008 ha vinto il Mondiale della classe 250.

Un bruttissimo incidente mortale, il 23 ottobre 2011, l’ha fermato per sempre, suscitando eccezionali manifestazioni di affetto. In più di 25.000 hanno partecipato ai funerali di SuperSic (come l’hanno soprannominato i suoi fan), trasmessi anche in diretta televisiva. Il Milan, la squadra di cui è stato tifoso, in suo onore, è sceso in campo con il lutto al braccio.

EVENTI SPORTIVI

2008 – Coppa d’Africa 2008 (11 anni fa): Prende il via in quattro città del Ghana la fase finale della ventiseiesima edizione della Coppa delle Nazioni Africane di calcio, organizzata dalla CAF (Confédération Africaine de Football).

Sono 16 le Nazionali qualificate ma in finale, il 10 febbraio, arriveranno il Camerun di Samuel Eto’o, capocannoniere del torneo con 5 reti, e l’Egitto. Sarà, però, un gol dell’egiziano Aboutreika a consegnare all’Egitto il titolo continentale.

I DOODLE DI GOOGLE

Federico Fellini: Nel pantheon dei registi che hanno fatto la storia del cinema italiano, Federico Fellini occupa un posto di primo piano. La sua inesauribile verve immaginifica, esaltata dal bianco e nero e capace di far convivere realtà e sogno, ha portato sul tetto del mondo la piccola, grande, umanità della placida provincia riminese, sua terra natia; Amarcord, premiato con l’Oscar nel 1973, n’è la prova più evidente.

Più delle “statuette” di Hollywood (quattro per il miglior film straniero, una alla carriera nel 1993), possono testimoniare del suo mirabile estro di cineasta i grandi attori che hanno sfilato davanti alla sua cinepresa: da Marcello Mastroianni ad Alberto Sordi, passando per Giulietta Masina, inseparabile compagna sul set e nella vita.

Nel 2012 Fellini avrebbe compiuto 92 anni e Google ha voluto ricordare l’anniversario con un doodle locale (visibile in Italia) rigorosamente in “bianco e nero”.

NATI IN QUESTO GIORNO

1962 – Jim Carrey (57 anni fa): Il suo volto è una maschera naturale in grado di adattarsi ai diversi generi cinematografici, dalla commedia al fantastico.

Canadese di Newmarket (nell’Ontario), James Eugene Redmond Carrey fa sfoggio già negli anni del liceo delle doti di cabarettista. Abbandonati, a 16 anni, gli studi per la carriera di comico, debuttando prima in TV e nel 1983 al cinema.

La popolarità arriva dieci anni più tardi con l’esilarante Ace Ventura – L’acchiappanimali, cui seguono altre pellicole comiche di successo, quali The Mask – Da zero a mito (1994) e Una settimana da Dio (2003).

Parimenti apprezzate le performance in film drammatici come The Truman Show (1998), Man on the Moon (1999) e Se mi lasci ti cancello (2004), con i primi due che gli regalano altrettanti Golden Globe come “miglior attore protagonista” e il terzo premiato agli Oscar per la sceneggiatura.

Nel 2009 recita nel film d’animazione virtuale A Christmas Carol, prodotto dalla Walt Disney Pictures e tratto dal famoso libro di Charles Dickens interpretando ben sette personaggi grazie alla tecnica del “motion capture”. Nel 2014 recita il sequel di Scemo & + scemo.

ACCADDE OGGI

1929 – Debutta Braccio di ferro (90 anni fa): Il marinaio più famoso dei fumetti apparve per la prima volta nella striscia Thimble Theatre, ideata dal disegnatore statunitense Elzie Crisler Segar e pubblicata sul quotidiano King Features. Braccio di ferro (Popeye nella versione originale) fece subito breccia nei cuori di piccoli e grandi lettori, diventando negli anni uno dei personaggi immaginari più popolari di sempre.

Guercio, dotato di due poderosi avambracci tatuati entrambi con un’ancora e accompagnato dall’inseparabile pipa, il nuovo eroe dei fumetti non ha una grande cultura ma un cuore generoso. Ogniqualvolta c’è un amico in difficoltà, in special modo l’amata Olivia (magrissima e dalla voce stridula), fa appello alla sua forza fisica che si centuplica grazie a un energetico molto originale: gli spinaci!

Alla sua prima apparizione, in realtà, la serie esisteva già da dieci anni e il protagonista era Dante Bertolio (Castor Oyl), fratello maggiore di Olivia, un ometto di piccola statura ma alquanto autoritario e saccente nei modi. Costui, inizialmente, si mette in società con Braccio di ferro aprendo un’agenzia investigativa, salvo poi separarsi e lasciare il ruolo di protagonista al marinaio, il cui nome, anni dopo, sostituì quello originario della striscia.

L’enorme successo portò la serie, all’inizio degli anni Trenta, ad arricchirsi di nuovi personaggi. Tra questi l’inseparabile amico Poldo Sbaffini (scroccone e ghiottissimo di hamburger), il rivale Bluto (noto anche come Bruto, marinaio attaccabrighe dalla barba nera che insidia Olivia), il figlio adottivo Pisellino (che riceve via posta in un pacco) e il padre Braccio di legno.

Rispetto alla versione italiana più addolcita, il Braccio di ferro originale si presentava spesso come una feroce satira verso la politica e i potenti, mentre i personaggi si esprimevano con un linguaggio più rozzo e con accento sguaiato. Per queste ragioni finì nel mirino della censura, in particolare per le posizioni “abortiste” dell’autore.

Nel 1933 arrivò il debutto al cinema nel corto animato “Betty Boop Meets Popeye the Sailor”, che lo vedeva affiancato alla celebre Betty, una delle prime eroine sexy dei cartoon. Di qui il personaggio di Segar continuò a esistere parallelamente sia sulla carta stampata – grazie a disegnatori famosi come Bud Sagendorf (assistente di Segar), Bobby London e Hy Eisman – sia sul piccolo che sul grande schermo. Oltre a numerose serie di cartoni animati, nel 1980 ispirò un film diretto da Robert Altman con protagonista un giovanissimo Robin Williams.

NATI… SPORTIVI

1942 – Cassius Clay (77 anni fa): Negli anni Sessanta e Settanta è un’icona del pugilato e dello sport, poi celebrato anche con documentari e film, tra i quali Alì di Michael Mann, con protagonista Will Smith.

Nato a Louisville (in Kentucky) come Cassius Marcellus Clay Jr, è un ex pugile statunitense, vincitore dell’oro alle Olimpiadi di Roma nel 1960, nella categoria dei pesi mediomassimi.
Da pugile professionista detiene il titolo mondiale dei pesi massimi dal 1964 al 1967, dal 1974 al 1978 e per un ultimo breve periodo nel 1978.

Dopo la sua conversione all’Islam cambia il nome in Muhammad Ali e si rifiuta di combattere nella Guerra del Vietnam. Appesi i guantoni al chiodo, s’impegna in azioni umanitarie, nonostante da anni sia affetto dalla Sindrome di Parkinson.
Muore il 3 giugno 2016 a Scottsdale, in Arizona.

EVENTI SPORTIVI

1999 – La Fiorentina regina del girone di andata (20 anni fa): La Fiorentina, allenata da Giovanni Trapattoni, si laurea (per la quinta volta nella sua storia) campione d’inverno del campionato di serie A 1998/99. I viola, grazie alla vittoria sul Cagliari per 4 a 2, confermano la leadership del torneo (nelle prime 20 giornate saranno primi da soli per 16 volte).

Nonostante i 21 gol del vice capocannoniere del torneo, l’argentino Gabriel Batistuta, la Fiorentina concluderà la stagione al terzo posto con 56 punti. Lo scudetto sarà vinto dal Milan di Zaccheroni con 70 punti, uno in più della Lazio di Eriksson.

I DOODLE DI GOOGLE, Nell’elenco, 47 elementi

Martin Luther King Day: «I have a dream». Iniziava così lo storico discorso che Martin Luther King tenne nel 1963 davanti al Lincoln Memorial di Washington, dopo aver capeggiato un’oceanica marcia di protesta per i diritti civili. Il suo sogno di un’America che garantisse uguali libertà e stessi diritti a tutti i cittadini, senza distinzione di etnia, divenne, tra gli anni Cinquanta e Sessanta, il sogno di una generazione.

Per tramandare la sua eredità di lotta non violenta per l’uguaglianza e la libertà, venne proposta l’istituzione di una giornata in suo onore che, dopo un difficile cammino, venne ufficialmente riconosciuta come festività nazionale dal presidente Ronald Reagan, nel 1983. Fissata per il terzo lunedì di gennaio (data che si avvicina a quella del compleanno di King, ossia il 15), la ricorrenza venne celebrata per la prima volta in tutti gli Stati Uniti nel 1993.

Dieci anni dopo Google ha omaggiato per la prima volta l’evento con un doodle locale (visibile negli Usa) e, dal 2006, ripete puntualmente l’iniziativa.

EVENTI SPORTIVI

1914 – Fondata la Reggina (105 anni fa): Alcuni appassionati di calcio di Reggio Calabria fondano l'”Unione Sportiva Reggio Calabria”, che nei successivi tre decenni subisce vari cambi di denominazione, disputando campionati a livello interregionale.

Il campionato 1965/66 vede gli amaranto calcare, per la prima volta, i campi della serie B. Dopo un’altalena tra la cadetteria e la serie C (anche C1 e C2) e diversi problemi economici, la società nel 1986 assume l’attuale denominazione di Reggina Calcio.

Nella stagione 1999/2000 si avvera il sogno di generazioni di tifosi reggini: la serie A. L’esordio è a Torino il 25 agosto 1999 contro la Juventus, partita terminata 1-1. Dopo nove campionati nella massima serie, la Reggina milita in serie B dal 2009/10 al 2013/14, quando retrocede in Lega Pro. Un anno dopo, notevoli problemi finanziari portano la società al fallimento, pur mantenendo l’iscrizione alla FIGC ma solo per il settore giovanile.

L’Associazione Sportiva Dilettantistica Reggio Calabria è la nuova società che disputa il campionato 2015/16 di serie D, ma la stagione seguente, dopo una serie di passaggi giudiziari, è la Urbs Sportiva Reggina 1914 a partecipare al campionato di Lega Pro e, dalla stagione 2017/18, a quello di serie C.

NATI… SPORTIVI

1974 – Jens Nowotny (45 anni fa): Nato a Malsch (Germania), è un ex calciatore. Dal 1996 al 2006 ha giocato come difensore nel Bayer Leverkusen, totalizzando 231 presenze in Bundesliga e 34 in Champions League (tra cui la finale del 2002).

In Nazionale ha totalizzato 48 presenze, con una rete, e ha vinto il bronzo nei Mondiali di Germania 2006, giocando però soltanto i 90 minuti della finale per il 3° posto contro il Portogallo.

NATI IN QUESTO GIORNO

1971 – Mary J. Blige (48 anni fa): Newyorchese doc, è considerata la regina del soul e del R&B contemporanei, con all’attivo oltre 50 milioni di album venduti nel mondo e nove Grammy Awards.

Dopo un’infanzia difficile e un’adolescenza consumata tra alcool e droga, all’inizio degli anni Novanta s’impone sulla scena con il primo album What’s the 411?, prodotto dal noto rap Puff Daddy.

Autrice del singolo Be Without You (2005), diventata la canzone R&B di maggior successo nella storia della musica, vanta duetti con numerose star della musica, da Stevie Wonder a Whitney Houston, da George Michael a Sting, dagli U2 ad Aretha Franklin (per la quale ha anche scritto dei brani).

Tra gli italiani: Tiziano Ferro (nel singolo “Each Tear”) e Andrea Bocelli con cui si esibisce ai Grammy Awards, nel 2010, per raccogliere fondi a favore di Haiti.
Nell’aprile 2017 pubblica Strength of a Woman, suo tredicesimo album in studio.

I DOODLE DI GOOGLE

Niccolò Stenone: Il vescovo danese Niels Stensen, più noto nella forma italianizzata di Niccolò Stenone, è considerato il padre della geologia e della stratigrafia. I suoi studi hanno fornito un contributo fondamentale alla classificazione dei fossili, utilizzando come criterio le modalità in cui gli stessi sono contenuti all’interno di rocce più grandi. Sepolto nella Basilica di San Lorenzo a Firenze, Stenone è stato beatificato nel 1988 da Giovanni Paolo II.
In occasione del 374° anniversario della sua nascita, nel 2012, Google gli ha dedicato un doodle che ritrae un pezzo di territorio di Mountain View (che ospita il quartier generale di Google) suddiviso in strati colorati e al cui interno sono riconoscibili i resti di fossili terrestri e marini.

ACCADDE OGGI

1922 – Primo test dell’insulina (97 anni fa): A undici anni Leonard Thompson si trovò nella duplice parte di protagonista e testimone di un nuovo corso della medicina. Su di lui l’equipe di ricercatori dell’Università di Toronto testò per la prima volta l’insulina, salvando il piccolo diabetico da morte sicura. Una scoperta destinata a salvare le vite di milioni di pazienti.

Il primo a diagnosticare il diabete, classificandone le due forme principali (mellito di tipo 1 e mellito di tipo 2) fu Avicenna (intorno all’anno 1000 d.C), da molti considerato “il padre della medicina moderna”.

Da allora e per quasi un millennio, per questa malattia, provocata dalla scarsa presenza o totale assenza di insulina (ormone prodotto dal pancreas, la cui funzione fondamentale è di regolare il livello di glucosio nel sangue), non fu possibile trovare dei rimedi, con la conseguenza che chi ne era affetto giungeva a morte in tempi brevi.

A cambiare la storia furono due ricercatori canadesi, Charles Best e Fredrick Banting (nella foto), i cui esperimenti nel 1921 portarono, per la prima volta, ad isolare e produrre insulina, ricavandola dal pancreas del maiale e di altri animali. La prima occasione per testarne l’effetto nei casi di diabete si presentò l’anno successivo.

All’ospedale dell’Università di Toronto, venne ricoverato Leonard Thompson, un ragazzino di undici anni, in preda a una crisi glicemica in stato avanzato. La prima iniezione di insulina non ebbe l’effetto sperato provocando una reazione allergica, per cui l’equipe incaricò il giovane ricercatore James Collip di lavorare tutta la notte alla raffinazione e a un diverso dosaggio della sostanza pancreatica.

Il secondo test e quelli successivi arrestarono la crisi e salvarono la vita al piccolo paziente. La terapia fu ripetuta ad agosto dello stesso anno su Elizabeth Hughes, coetanea di Leonard, con identici risultati. In poco tempo la nuova cura antidiabete conquistò la ribalta in tutta la comunità scientifica, proiettando Banting e Best alla vittoria del Nobel per la Medicina, nel 1923; un riconoscimento che i due, con grande onestà intellettuale, scelsero di condividere con Collip.

Da quel momento il diabete smise di essere una malattia incurabile, offrendo una speranza di vita migliore alle innumerevoli persone che ne sono affette. Solo in Italia, secondo recenti stime, ne soffrono oltre 3 milioni di persone.

Eventi sportivi

1997 – Ronaldo vince il Pallone d’oro (22 anni fa): Il brasiliano Ronaldo con 222 voti ha vinto la 42ª edizione del premio calcistico “Pallone d’oro”. Nel corso del 1996 aveva giocato prima nel Barcellona e poi nell’Inter.

Molto distanziati nella classifica finale l’attaccante del Real Madrid Predrag Mijatović, secondo con 72 voti, e il centrocampista della Juventus Zinédine Zidane, terzo con 63. Nel 2002 Ronaldo conquisterà il suo secondo Pallone d’oro.

Nati sportivi

1974 – Armin Zöggeler (45 anni fa): Nato a Merano (in provincia di Bolzano) è un ex campione olimpico e mondiale di slittino, meritatamente nella storia di questa disciplina invernale.

Ha partecipato a sei Olimpiadi invernali (in quelle di Torino 2006 è stato il portabandiera nella cerimonia di chiusura), vincendo due ori, un argento e tre bronzi.
Negli sport invernali detiene il record italiano delle gare vinte in Coppa del Mondo, superando anche il mitico sciatore Alberto Tomba.

È soprannominato il Cannibale, anche per i successi nei campionati europei e mondiali: 10 ori, 11 argenti e 13 bronzi. Dal 14 ottobre 2014 si è ritirato dall’attività agonistica, diventando poi direttore tecnico della Nazionale italiana.

Nati in questo giorno

1809 – Louis Braille (210 anni fa): Nel buio, cui fu condannato per tutta l’esistenza da uno sfortunato incidente, trovò la “luce” per donare a milioni di non vedenti la possibilità di comunicare con il mondo.

Nato a Coupvray, in Francia, e morto a Parigi nel 1852, quando aveva tre anni si infortunò all’occhio sinistro nell’officina del padre e l’infezione si estese, con il tempo, anche all’occhio destro, portandolo alla cecità.

Una borsa di studio lo fece entrare alla Institution des Jeunes Aveugles (Istituto per giovani ciechi), dove apprese i metodi punitivi di Valentin Haüy, efficaci solo per la lettura. L’intuizione giusta arrivò nel 1821, quando un militare, tale Charles Barbier de la Serre, mostrò a Braille un sistema usato dall’esercito per trasmettere messaggi in rilievo, basato su dodici punti.

Da quest’ultimo prese forma il celebre metodo Braille, basato su sei punti e che permetteva ai non vedenti di leggere e scrivere, in seguito utilizzato anche per la matematica e la musica. Nel 2009, per il bicentenario della sua nascita, l’Italia ed il Belgio hanno dedicato all’inventore una moneta commemorativa da due Euro.

ACCADDE OGGI

2010 – Inaugurato il grattacielo più alto del mondo (9 anni fa): Con una spettacolare cerimonia, in stile hollywoodiano, viene inaugurato a Dubai il Burj Khalifa, il grattacielo più alto del mondo. Nel corso della manifestazione viene svelata la sua altezza: 828 metri, un primato senza confronti nella storia delle costruzioni, che in questa data viene registrato ufficialmente.

Il progetto di quest’opera faraonica matura negli anni del boom edilizio che investe la capitale degli Emirati Arabi Uniti, all’inizio del secondo millennio. Allo scopo di incentivare il settore turistico, il governo alimenta la costruzione di grattacieli e strutture alberghiere e d’interesse culturale, dalle forme sempre più avveniristiche.

In questo quadro matura la scelta di vincere la sfida del secolo: battere in altezza qualsiasi altra costruzione esistente. In quel momento il record è detenuto dal KVLY-TV mast, antenna radiotelevisiva di Blanchard (nel North Dakota), seguita dalla CN Tower di Toronto (Canada). La prima tocca quota 628 m e fa sembrare quasi un “nano” il celebre Empire State Building di New York (443 m).

Dell’ambizioso progetto viene incaricato lo studio Skidmore, Owings, & Merrill di Chicago, che ha già disegnato la Freedom Tower a New York. Il nuovo edificio, di proprietà della società immobiliare Emaar Properties, dovrà sorgere al centro di un’area di 2 km², a ridosso del distretto finanziario principale di Dubai. I lavori, affidati a un’associazione di imprese, partono ufficialmente il 21 settembre 2004.

L’opera, composta di tre elementi con un nucleo centrale, è studiata per ricordare, osservandola dall’alto, l’Hymenocallis, genere di piante molto amato a Dubai. Prima ancora che sia terminata, la nuova torre conquista il primato oltrepassando la soglia dei 630 m con il solo tetto. La realizzazione di guglia e antenna mette in cassaforte il record, riuscendo nell’impresa impossibile di sfondare il muro degli 800 metri.

Completata ad ottobre 2009, viene battezzata inizialmente come Burj Khalifa. Quasi a ridosso dell’inaugurazione, si cambia idea e viene intitolata allo sceicco Khalifa bin Zayed Al Nahayan (dal 2004 presidente degli Emirati Arabi Uniti), come riconoscimento per aver rilanciato l’economia locale. Nella cerimonia d’inaugurazione, la struttura si svela in tutta la sua grandiosità, esaltata dal gioco di luci e fontane zampillanti che si estendono per 275 metri.

Al Burj Khalifa, che oggi ospita uffici, alberghi e 700 abitazioni private, vengono attribuiti altri record, tra cui: l’edificio con più piani (163); gli ascensori più alti e veloci al mondo.

EVENTI SPORTIVI

1860 – La prima partita ufficiale di calcio (158 anni fa): Sul campo di Sandygate Road di Sheffield (Inghilterra), si è giocata la prima partita ufficiale di calcio. Sono scesi in campo, per un’amichevole dal sapore particolare, trattandosi di un derby, lo Sheffield FC e l’Hallam FC, e non poteva essere altrimenti trattandosi dei primi due club calcistici al mondo.

Lo Sheffield FC è stato fondato nel 1857 (nella stagione 2017/18 sarà nell’ottava serie del calcio inglese) e l’Hallam FC nel settembre del 1860 (nel 2017/18 sarà al nono livello).
L’incontro è terminato con il risultato di 2 a 0 a favore dello Sheffield FC, che vincerà per 2 a 1 la partita del 150° anniversario, rinviata al 2 maggio 2011, a causa delle abbondanti nevicate natalizie.

NATI IN QUESTO GIORNO

1893 – Mao Tse-tung (125 anni fa): Rivoluzionario e politico cinese, è stato uno dei principali protagonisti della storia del Novecento.

Nato a Shaoshan e morto a Pechino nel 1976, guidò il Partito Comunista Cinese dal 1943 fino alla morte, portandolo al governo del Paese e facendo dello stesso il partito unico di governo della Repubblica Popolare Cinese.

Soprannominato “Quattro volte grande” (Grande Maestro, Grande Capo, Grande Comandante Supremo, Grande Timoniere), fu il fautore del maoismo in Cina (una sorta di marxismo-leninismo), nel nome del quale strinse un’alleanza con l’Unione Sovietica e lanciò la “Rivoluzione Culturale”.

Nel periodo di Mao fu creata una Cina unificata e libera dalla dominazione straniera e fu attuato l’uso sistematico della repressione e dei lavori forzati. Inoltre ci fu lo sterminio di milioni di contadini nella riforma agraria del 1951, la carestia del 1958-1961 e la violenza della Rivoluzione Culturale che causò la morte di molti cinesi.

ACCADDE OGGI

2004 – L’Indonesia è sconvolta dallo tsunami (14 anni fa): Sumatra è la terza isola più grande dell’arcipelago indonesiano (la sesta più estesa del pianeta) ed è una delle principali mete turistiche dell’Oceano Indiano. Come accade solitamente nelle festività natalizie, le sue spiagge e le strutture alberghiere a ridosso della costa sono gremite di turisti.

Verso le 8, ora locale (le 2 di notte in Italia), la terra è scossa da un tremendo terremoto di magnitudo 9.0 della scala Richter, il cui epicentro viene localizzato al largo della costa di Sumatra, nel golfo del Bengala. L’evento sismico sprigiona un’energia di proporzioni inaudite che, spingendo dagli abissi marini verso l’alto, origina un maremoto.

Onde alte fino a 15 metri, ribattezzate dai media tsunami (termine giapponese traducibile come «onda del porto», che entra nel gergo comune a partire da questo momento) raggiungono a velocità sostenuta (800 km/h) le coste dell’Indonesia e dei vicini stati che affacciano sul golfo (Thailandia, Birmania, Bangladesh, India, Sri Lanka e Maldive), fino alle lontane coste della Somalia e del Kenya (a più di 4mila chilometri dall’epicentro del sisma).

L’impatto è spaventoso: corpi, barche, auto e abitazioni vengono risucchiati da una marea torbida che sommerge per diversi chilometri l’entroterra, prima di ritirarsi completamente e scoprendo per alcuni minuti il fondale marino. Gli effetti disastrosi del maremoto si verificano in un arco di tempo lunghissimo, tra i quindici minuti e le dieci ore successive al sisma.

Ciononostante, la mancata diffusione dell’allarme in TV e attraverso i canali istituzionali fa sì che migliaia di bagnanti e residenti vengano sorpresi dallo tsunami, a ore di distanza dalle prime ondate. Una stima approssimativa delle perdite umane risulta impossibile; tuttavia il responsabile delle operazioni di soccorso dell’Unione Europea, Guido Bertolaso, parla di oltre 100mila vittime. Via via i numeri della tragedia si fanno più drammatici fino al bilancio definitivo: 230mila morti accertati, 22mila dispersi, tra 3 e 5 milioni gli sfollati.

Dieci giorni dopo, mentre l’Europa si ferma per tre minuti a commemorare le vittime del maremoto, l’Organizzazione mondiale della Sanità lancia l’allarme sulla catastrofe sanitaria che rischiano le popolazioni colpite, puntando l’attenzione soprattutto sui bambini, facili prede del mercato internazionale degli organi e della pedofilia.

Questo appello unito alle immagini di devastazione e disperazione che arrivano dal sud est asiatico, mobilitano la macchina internazionale degli aiuti. Diversi governi mettono a disposizione ingenti risorse per l’emergenza, cui si aggiungono i fondi raccolti tra i cittadini con campagne mediatiche, spettacoli e concerti ad hoc.
L’Italia risulta uno dei primi contributori, con 225 milioni di euro raccolti tra finanziamenti governativi e singole donazioni tramite sms.

Studi postumi portano a considerare il maremoto del 2004, uno dei più catastrofici disastri naturali dell’epoca moderna, originato dal terzo sisma più potente della storia della sismologia (da quando la registrazione avviene con rigore scientifico).

Secondo gli studiosi, l’energia sprigionata dal terremoto del golfo del Bengala è pari a 52mila megatoni, valore superiore di un milione e mezzo di volte a quello rilevato in seguito allo scoppio delle due atomiche a Hiroshima e Nagasaki. L’evento sismico che lo ha generato viene identificato come subduzione, ossia lo scontro delle placche della litosfera terrestre che porta l’una a posizionarsi sotto l’altra.

Negli anni a seguire, grazie alla forte mobilitazione internazionale, la ricostruzione procede positivamente, sia sotto il profilo delle infrastrutture che del tessuto sociale. Emergono storie dall’insperato lieto fine. Come quella della giovanissima Mary che nel 2011 riabbraccia i suoi genitori dopo che questi per sette anni l’avevano creduta morta.

EVENTI SPORTIVI

2003 – Pallone d’oro 2003 (15 anni fa): Pavel Nedvěd ha vinto la 48ª edizione del “Pallone d’oro”. Il giocatore ceco della Juventus è seguito in classifica, stilata sulla base dei voti espressi da 52 giurati, da Thierry Henry dell’Arsenal e da Paolo Maldini del Milan.

Tra i 26 atleti presenti nella graduatoria finale ben sette sono italiani e undici hanno giocato in società italiane.

NATI… SPORTIVI

1979 – Eleonora Lo Bianco (39 anni fa): Dal 1998 ha collezionato 548 presenze in Nazionale, nel ruolo di palleggiatrice, conquistando l’oro ai Mondiali 2002 e, dal 2001 al 2009, due ori e due argenti agli Europei.

Nata a Borgamanero, in provincia di Novara, è una pallavolista del Volleyball Casalmaggiore nella stagione 2017/18, dopo la quale rimane senza contratto. Gioca pure a Bergamo (dove vince due scudetti, tre Coppe Italia e tre Champions League), Busto Arsizio, Ravenna, Jesi e in due squadre turche.

NATI IN QUESTO GIORNO

1966 – Alex Baroni (52 anni fa): Una voce potente e romantica entrata nel cuore di tanti, nonostante la breve esistenza stroncata da uno spaventoso incidente in moto.

Nato a Milano e morto a Roma nel 2002, dopo la laurea in chimica, insegna in una scuola e, come seconda attività, canta nei locali milanesi. Divenuto presto corista di artisti famosi (su tutti Eros Ramazzotti e Ivana Spagna), nel 1994 incide il primo disco “Fuorimetrica” (prodotto dallo stesso Ramazzotti, che duetta con lui in una canzone).

Nel 1996 partecipa al Festival di Sanremo come corista e lavora nell’orchestra RAI, mentre l’anno seguente gareggia sul palco dell’Ariston, nella categoria “giovani”, con il brano Cambiare, conquistando il premio come “Miglior voce del Festival” e il “Premio Volare”.

Il 1997 è un anno d’oro anche perché esce il primo album Alex Baroni, che va a ruba, e collabora alla versione italiana della colonna sonora del film Disney “Hercules”. Il successo lo accompagna nel 1998, quando pubblica il suo primo disco estero, Onde, distribuito in vari paesi europei.

Si cimenta come paroliere collaborando ad alcuni album di Giorgia, alla quale si lega anche sentimentalmente. Nel 1999 dà alle stampe l’ultimo disco, “Pavimento liquido”, che spopola nelle discoteche e in radio. Il nuovo millennio lo vede collaborare con star internazionali del calibro di Simon Le Bon, George Michael e Boy George. La morte gli impedisce di portare a termine il progetto di riunire gli Spandau Ballet.

ACCADDE OGGI

1947 – La Costituzione italiana è approvata (71 anni fa): Montecitorio, lunedì 22 dicembre 1947. L’aula della Camera è gremita in ogni scranno per il grande appuntamento con la storia: all’ordine del giorno c’è la votazione della Costituzione della Repubblica italiana, cui hanno lavorato per oltre un anno tutte le forze politiche.

D’altronde i 556 deputati (tra di loro 21 donne) sono stati votati il 25 giugno 1946 per formare quell’Assemblea Costituente (la prima in Italia eletta a suffragio universale), il cui principale compito era di redigere la nuova carta costituzionale. Il tutto a cento anni di distanza dall’adozione dello Statuto Albertino, che era diventato il testo fondamentale del Regno d’Italia nel 1861 ma che, dopo la sconfitta della monarchia al referendum del ’46, non era più conciliabile con il mutato assetto repubblicano.

All’apertura dei lavori, prende la parola Meuccio Ruini, presidente della Commissione per la Costituzione, di cui fanno parte 75 membri incaricati di stendere il progetto generale del prezioso documento. Nelle sue parole emerge il momento difficile che attraversa la Nazione, colpita da una grave crisi economica e sociale, di fronte alla quale le istituzioni sono chiamate a dare un segnale di solidità e di lungimiranza per le future generazioni.

Questo segnale, per Ruini, è nella libera Costituzione che l’Italia sta per darsi, da lui definita «inno di speranza e di fede» e in grado di porre un argine invalicabile agli errori e ai soprusi del recente passato. Si arriva al fatidico momento del voto e la procedura adottata è a scrutinio segreto. Un’ora dopo il Presidente dell’Assemblea Costituente, Umberto Terracini, dà lettura dell’esito della votazione: presenti 515; maggioranza 258; voti favorevoli 453; voti contrari 62. La Costituzione è approvata!

Tra gli applausi dei presenti levatisi in piedi, si alza il coro unanime «Viva la Repubblica!». Firmata cinque giorni dopo, in una cerimonia solenne a Palazzo Giustiniani dal Capo dello Stato (carica provvisoria in attesa di assumere il titolo di Presidente della Repubblica) Enrico De Nicola, dal Presidente del Consiglio Alcide De Gasperi e dallo stesso Terracini, entrerà in vigore dal 1° gennaio del 1948.

La legge fondamentale dello Stato italiano è composta da 139 articoli (cinque dei quali saranno abrogati con la legge costituzionale del 2001) divisi in quattro sezioni: Principi fondamentali (articoli 1-12); Diritti e doveri dei cittadini (articoli 13-54); Ordinamento della Repubblica (articoli 55-139); Disposizioni transitorie e finali (articoli I-XVIII).

È imperniata su una concezione antiautoritaria dello Stato, che si traduce nell’assegnare un ruolo centrale al Parlamento rispetto al potere esecutivo. Aspetto quest’ultimo che rimanda a un’altra peculiarità: è una costituzione “rigida”, con riferimento sia al fatto che è modificabile soltanto con una maggioranza qualificata di ciascuna camera; sia all’eventualità che leggi in contrasto con essa vengano poste al vaglio della Corte Costituzionale.

La discussione parlamentare sul testo, passata attraverso 170 sedute, è stata tutt’altro che agevole e su ogni singolo articolo si sono scontrate le diverse sensibilità politiche. A partire dal 1° articolo su cui si sono trovati tutti concordi che dovesse indicare il tipo di democrazia adottato: la versione finale «L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro» è nata come sintesi tra la «Repubblica democratica dei lavoratori» di Palmiro Togliatti e della sinistra e la «Repubblica fondata sui diritti della libertà e sui diritti del lavoro» dei repubblicani di Ugo La Malfa.

Del testo approvato nel 1947 si conservano tre originali, uno dei quali presso l’archivio storico della Presidenza della Repubblica.

I DOODLE DI GOOGLE

The Lunatic Express: L’Uganda Railways, meglio nota con il soprannome ”The Lunatic Express”, è una storica linea ferroviaria che, attraversando le zone interne dell’Uganda e del Kenya, metteva in collegamento il Lago Vittoria (la città di Kisumu) con il porto di Mombasa sull’Oceano Indiano.

Ribattezzata dagli africani “serpente di ferro”, l’appellativo di linea lunatica si deve alla stampa inglese con riferimento alla “follia” del progetto che prevedeva la realizzazione di oltre mille chilometri di binari a cavallo dell’equatore. Costruita durante la colonizzazione inglese dell’Africa e inaugurata nel 1901 (dopo dieci anni di lavori in cui persero la vita più di 2mila operai), la nuova ferrovia influì sul successivo sviluppo dell’area velocizzando gli spostamenti nel commercio del caffè e del tè.

A centodieci anni dal completamento della “Lunatic Express” – per alcuni tratti oggi ancora in uso – Google ha pubblicato un doodle locale nel 2011 (visibile in Uganda e Kenya).

NATI… SPORTIVI

1966 – Alberto Tomba (52 anni fa): Nato a Bologna, è un ex campione e protagonista (anche mediatico) dello sci alpino dal 1986 al 1998, in particolare nello slalom speciale e gigante.

Con cinquanta vittorie nelle gare del Circo bianco, Tomba è terzo nella classifica di tutti i tempi della Coppa del mondo (al secondo posto c’è Hermann Maier, al primo Ingemar Stenmark).

Ha vinto la Coppa del mondo di sci alpino nel 1995. Nei Giochi Olimpici invernali, nel gigante ha conquistato due ori, nello slalom un oro e due argenti.

NATI IN QUESTO GIORNO

1861 – Italo Svevo (157 anni fa): Il più europeo degli scrittori italiani a cavallo tra Ottocento e Novecento, interprete dell’alienazione dell’uomo moderno nella società, in linea con i coevi Pirandello, Joyce e Proust.

Nato a Trieste e morto a Motta di Livenza (in provincia di Treviso) nel 1928, il vero norme era Aron Hector Schmitz (figlio di un commerciante tedesco), italianizzato in Ettore Samigli. Scelse fin dal primo romanzo, Una vita, lo pseudonimo Italo Svevo per interpretare l’anima cosmopolita della sua città, crocevia di traffici e di scambi culturali tra i paesi della Mitteleuropa.

Le disavventure economiche della famiglia lo spinsero ad accettare a malincuore un lavoro in banca, scrivendo recensioni teatrali ed articoli per il quotidiano triestino L’Indipendente. Dopo “Una vita”, completò con “Senilità” (1898) e La coscienza di zeno (1923) una trilogia a sfondo autobiografico, i cui protagonisti sono “vinti”, sopraffatti dalla loro inettitudine a vivere e incapaci di inserirsi nel mondo che li circonda.

ACCADDE OGGI

1974 – In vendita il primo pc di successo (44 anni fa): La MITS, azienda americana attiva nel settore dell’elettronica, lanciò sul mercato l’Altair 8800. Era il 19 dicembre del 1974: una data storica che inaugurò l’era dei computer per casa e fece dell’ideatore del progetto, Ed Roberts, il padre del personal computer.

Agli inizi degli anni Settanta era sempre più avvertita l’esigenza di calcolatori che fossero facilmente trasportabili e avessero un costo più accessibile. Istanze cui aveva mostrato particolare attenzione l’ingegnere Edward Roberts (più conosciuto con il diminutivo Ed), che a ventinove anni aveva fondato la MITS (Micro Instrumentation and Telemetry Systems), specializzandosi nella costruzione di kit elettronici per razzimodellismo.

Le scarse vendite lo spinsero a tuffarsi nel settore delle calcolatrici elettroniche, dove riscontrò immediato successo con il primo modello MITS 816 da tavolo. Tre anni dopo arrivò la crisi dovuta alla feroce concorrenza delle grandi società, che convinse Roberts a cambiare nuovamente strada.

L’intuizione giusta arrivò dopo l’uscita del microprocessore Intel 8080 che il giovane ingegnere acquistò in gran numero, allo scopo di farne il cuore del rivoluzionario progetto che aveva in mente. L’idea era di dar vita a un macchina per appassionati di elettronica, che fosse acquistabile già montata o suddivisa in vari componenti da assemblare con facilità, grazie a un libretto di istruzioni.

Un aspetto che ne rendeva agevole la trasportabilità e che unito al prezzo contenuto (397 dollari in kit, 495 per la versione assemblata) prometteva di farne un prodotto di più largo consumo. Mancava soltanto il nome e a sceglierlo fu la figlia di Roberts, che optò per Altair, nome di una stella citata in un episodio del telefilm Star Trek, che aveva visto di recente.

Il boom commerciale dell’Altair 8800 non fu immediato, anche perché il nuovo computer non sembrava in apparenza così semplice da utilizzare: privo di tastiera e video, si presentava come una scatola di metallo, sul cui pannello frontale comparivano una serie di interruttori (attraverso cui riceveva gli input) e di led luminosi (per indicare gli output), e che non consentiva in alcun modo di salvare i dati (mancava il disco fisso).

Decisiva fu la sua uscita sulla copertina della nota rivista Popular Electronics, che in pochi mesi fece impennare le vendite. La copertina fu notata anche da due giovani studenti di informatica, Paul Allen e Bill Gates che proposero alla MITS di realizzare un software per l’Altair, che ne avrebbe migliorato le funzionalità.

Si arrivò così a un’altra fondamentale rivoluzione nel campo dell’informatica: con Altair Basic, Allen e Gates crearono il primo linguaggio di programmazione scritto per un personal computer. Più tardi i due – dopo aver vinto una battaglia legale con la stessa MITS – decisero di rivendere in proprio il software, fondando la società Microsoft che, grazie al Basic, si ritagliò in poco tempo un ruolo da protagonista nell’industria informatica.

EVENTI SPORTIVI

1899 – Nasce il Milan (119 anni fa): L’interesse per il calcio spinge alcuni inglesi ed italiani, riuniti a Milano in una fiaschetteria, a fondare il Milan Foot-Ball and Cricket Club, che nel 1945 diventerà Associazione Calcio Milan.

Già nel 1901 arriverà il primo scudetto e la sua storia ultracentenaria sarà costellata di tantissimi successi nazionali ed internazionali. Nel 2017, per titoli vinti in Italia, è al secondo posto, come l’Inter e dietro la Juventus, con 18 scudetti, 5 Coppe Italia e 7 Supercoppe italiane.

A livello mondiale, inoltre, la società rossonera è al terzo posto, con gli argentini del Boca Juniors, grazie ai 18 titoli internazionali conquistati; classifica guidata con 24 trofei internazionali dal Real Madrid, seguito con 20 successi dalla non certo celebre squadra egiziana dell’Al-Ahly Sporting Club.

Quella rossonera è anche una delle due squadre ad aver terminato al primo posto un campionato di serie A (nel 1991/92) senza subire sconfitte (l’altra è la Juventus, nel campionato 2011/12).

I DOODLE DI GOOGLE

Un secolo di volo: Il 16 dicembre 2003 Google ha pubblicato un doodle globale per festeggiare il centenario di uno straordinario evento: la conquista del cielo da parte dell’uomo! Infatti il 17 dicembre 1903 i fratelli Wilbur e Orville Wright compirono il primo volo della storia, facendo planare il loro Flyer 1 sulla spiaggia di Kitty Hawk (North Carolina).

L’avventura dei Wright ebbe inizio nell’agosto del 1896, quando i due iniziarono i primi studi sul volo colpiti dall’incidente mortale del tedesco Lilienthal con il suo aliante. Dai primi tentativi con l’aliante si arrivò al volo motorizzato con la progettazione del Flyer 1. Uno storico modello di quest’ultimo è conservato allo National Air and Space Museum di Washington.

NATI… SPORTIVI

1952 – Francesco Graziani (66 anni fa): Nato a Subiaco (in provincia di Roma), è un allenatore di calcio, dirigente sportivo ed ex calciatore italiano. Negli anni Settanta e Ottanta è stato un attaccante di Torino, Fiorentina, Roma e Udinese.

Nel capoluogo sabaudo ha vinto lo storico scudetto del 75/76 e nella stagione successiva è stato il capocannoniere della serie A. Con 122 gol totali si trova al 7º posto della classifica dei marcatori del club torinese, dietro a Valentino Mazzola (123). In maglia giallorossa ha conquistato due Coppe Italia (83/84 e 85/86). Nella classifica all time dei marcatori del massimo campionato italiano, a fine dicembre 2018, è 40° con 130 reti in 353 presenze.

In Nazionale ha totalizzato 64 presenze, andando a segno 23 volte e diventando campione del mondo nel 1982. Conclusa l’attività agonistica, ha avuto poche esperienze come allenatore, tra queste quella alla guida del Cervia per il reality show “Campioni”. Successivamente è rimasto sotto contratto con Mediaset, partecipando a numerose trasmissioni non solo sportive. È altresì opinionista e conduttore in emittenti radiotelevisive private, anche regionali.

NATI IN QUESTO GIORNO

1770 – Ludwig van Beethoven (248 anni fa): Secondo solo a Mozart nella schiera dei più grandi compositori di tutti i tempi, dopo di lui la musica non fu più la stessa.

Nato a Bonn, ad ovest della Germania, e morto a Vienna nel 1827, ebbe un’infanzia assai infelice, per via dell’atteggiamento autoritario del padre che cercò con metodi brutali di sfruttare, per tornaconto personale, le capacità musicali del figlio.

Costretto, giovanissimo, a mantenere la sua famiglia, per via dell’alcolismo del genitore, riuscì ad accreditarsi come organista di corte. Decisivo l’incontro con Franz Joseph Haydn che lo avvicinò ai temi del celebre classicismo viennese e gli organizzò il primo concerto ufficiale all’Hoftheater (29 marzo 1795).

Nonostante i problemi di sordità, nei primi decenni dell’Ottocento scrisse le sue opere più famose, dalla “Terza Sinfonia” alla “Nona Sinfonia in Re minore Op. 125” (che comprende l’Inno alla gioia, adottato come inno ufficiale dell’Unione Europea), anticipando le istanze del “Romanticismo musicale”.

ACCADDE OGGI

1773 – Boston tea party (245 anni fa): Il Boston Tea party, noto anche come distruzione del tè, è considerato uno degli atti di ribellione più famosi della storia moderna e un episodio cruciale nel cammino verso la Rivoluzione americana, che scoppiò due anni dopo.

Accadde tutto in una notte, quella di giovedì 16 dicembre 1773. Sessanta componenti dei Sons of Liberty (in italiano “figli della libertà”, nome della società segreta che si batteva per l’indipendenza delle colonie americane dall’Impero britannico), travestiti da pellerossa, assaltarono tre navi della Compagnia delle Indie Orientali cariche di tè, attraccate nel porto di Boston (capitale del Massachusetts).

Impossessatisi dell’intero carico, svuotarono le oltre 300 ceste di tè in mare (circa 5 tonnellate, per un valore di 10.000 dollari dell’epoca). Un raid simbolico per protestare contro il British Parliament’s Tea Act, una legge ideata per favorire il monopolio della Compagnia delle Indie Orientali attraverso l’eliminazione della tassazione sul tè. Ciò rendeva più competitivi i prezzi della Compagnia rispetto a quelli dei contrabbandieri americani-olandesi.

Il provvedimento fu solo l’ultimo atto di una politica fiscale avvertita come penalizzante dai coloni americani, rispetto alla rappresentanza che veniva loro riconosciuta nel parlamento inglese. In tal senso entrò nella memoria collettiva la frase di John Hancock – uno dei leaders storici della protesta – «no taxation without representation» (letteralmente: “niente tasse senza rappresentanza”).

Di fronte all’ennesima prepotenza i Sons of Liberty, guidati da Samuel Adams (tra i padri fondatori degli Stati Uniti d’America), si organizzarono in diversi incontri segreti per concordare azioni di boicottaggio, che raggiunsero il culmine nel raid del 16 dicembre. La reazione di Londra fu durissima e si tradusse nelle famigerate Leggi intollerabili: stabilivano tra l’altro la messa al bando del porto di Boston e una forte restrizione all’autonomia del Massachusetts.

La controreazione portò nel 1774 alla decisione del congresso continentale, riunito a Filadelfia, di boicottare sistematicamente tutte le merci inglesi. I successivi tentativi concilianti di Londra furono vani e nella primavera del 1775 scoppiò la lunga Guerra d’indipendenza americana, che si concluse nel 1783 con il Trattato di Parigi.

Considerato nei decenni successivi come episodio marginale dell’impresa rivoluzionaria (essendo in contrasto con il principio cardine della difesa della proprietà), il Boston Tea Party fu rivalutato (e ricordato con questo nome) a partire dal 1830, anno in cui venne pubblicata la biografia di George Robert Twelves Hewes, uno degli ultimi protagonisti della celebre protesta ancora in vita.

All’episodio della distruzione del tè è oggi dedicata una rievocazione in costume d’epoca che si tiene nel giorno dell’anniversario.
Il nome è stato ripreso in parte dal “Tea Party”, movimento della destra conservatrice e libertaria nato negli Usa nel 2009, che ha tra i suoi obiettivi una forte riduzione della pressione fiscale e un’economia interamente sottratta al controllo dello Stato.

EVENTI SPORTIVI

1947 – Inaugurato lo stadio del Real Madrid (71 anni fa): Da un progetto dell’architetto José María Castell, è stato inaugurato a Madrid il futuro stadio dei “Blancos”, con il nome di “Nuovo Stadio Chamartin”. Il 4 gennaio 1955 sarà ribattezzato “Santiago Bernabéu”, in onore del grande presidente del club dal 1945 al 1978.

Diventerà, in seguito, una delle più importanti e storiche strutture calcistiche d’Europa, non solo per l’imponenza e la bellezza dell’impianto, ma anche per la sua invidiabile organizzazione: infatti sarà facilmente raggiungibile con mezzi pubblici e saranno presenti all’interno della costruzione il museo ufficiale del Real Madrid, oltre a numerosi ristoranti e alla sede di Real Madrid Channel.

NATI… SPORTIVI

1985 – Juan Camilo Zúñiga (33 anni fa): Per giornalisti e tifosi partenopei per due anni è un oggetto misterioso, non essendo più sceso in campo con la maglia azzurra, pur partecipando a competizioni internazionali con la Nazionale colombiana (Mondiali e Coppa America).

Nato a Chigorodó (Colombia), è un ex calciatore, dal 2009 difensore o centrocampista del Napoli, con cui conquista le Coppe Italia 2011/12 e 2013/14. In Italia gioca anche a Siena.

Le presenze, tra campionato e coppe, sono 40 nella stagione 2012/13, ma solo 8 e 10 nelle due successive. L’11 maggio 2014 torna in campo, dopo sei mesi dall’intervento al ginocchio e poco più dal prolungamento del contratto milionario fino al 2018. Non è mai convocato in quella 2015/16, probabilmente in attesa del mercato di gennaio, dopo il quale infatti colleziona, fino a giugno 2016, 9 presenze con la maglia del Bologna.

Sempre in prestito dal Napoli, dal mese seguente è in Premier League con il Watford, alle dipendenze dell’ex allenatore del Napoli Mazzarri. Scende in campo 21 volte, segnando pure una rete, ma a fine stagione il club inglese non lo riscatta. Tornato al club partenopeo, Zuniga è messo fuori rosa. Ceduto fine gennaio 2018 all’Atlético Nacional, in Colombia, ma bloccato da problemi fisici, non colleziona presenze e all’inizio del successivo mese di luglio annuncia il ritiro.

NATI IN QUESTO GIORNO

1915 – Ave Ninchi (103 anni fa): Tra gli anni Quaranta e Sessanta è stata una grande protagonista del cinema italiano, in particolare della commedia accanto a mostri sacri come Totò e Aldo Fabrizi.

Nata ad Ancona e scomparsa a Trieste, nel 1997, in famiglia respirò fin da piccola “aria di teatro”, entrando a vent’anni all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica di Roma. Dopo aver esordito con Fabrizi in “Circo equestre Za-bum” (1944), accrebbe la sua popolarità con la proverbiale simpatia e capacità di rubare la scena a colleghi più blasonati.

Memorabili le performance con il principe della risata, da “Totò cerca moglie” (1950) a “Totò cerca pace” (1954), passando per il capolavoro Guardie e ladri (1951). Allo stesso tempo, si fece onore nel genere drammatico, con “Vivere in pace” (che le valse il Nastro d’Argento) e “L’onorevole Angelina” (accanto alla grande Anna Magnani).

Sul piccolo schermo fu presente in varie trasmissioni di successo, su tutti A tavola alle 7 che la vide dispensare consigli culinari e ricette.

ACCADDE OGGI

1995 – Fine della guerra in Jugoslavia (23 anni fa): Con gli accordi di Dayton (formalizzati a Parigi il 14 dicembre del 1995) fu messa la parola fine alle sanguinose guerre civili jugoslave, decretando la dissoluzione della Jugoslavia e la nascita degli stati indipendenti di Slovenia, Croazia, Bosnia ed Erzegovina, Serbia e Montenegro (queste ultime due unite nella Federazione jugoslava, fino alla definitiva separazione nel 2006).

Nello specifico, l’intesa di Dayton stabilì l’intangibilità delle frontiere tra i diversi paesi e la creazione di due entità interne allo stato di Bosnia ed Erzegovina (la Federazione Croato-Musulmana e la Repubblica Serba), riunite sotto una presidenza collegiale e ciascuna dotata di un parlamento locale.

Ai colloqui di pace furono convocati i rappresentanti delle nuove repubbliche jugoslave – Slobodan Milošević (presidente della Serbia), Franjo Tuđman (presidente della Croazia), Alija Izetbegović (presidente della Bosnia ed Erzegovina) – sotto la mediazione di Richard Holbrooke (Vice Segretario di Stato americano), Carl Bildt (inviato speciale dell’Unione Europea) e Igor Ivanov (viceministro degli esteri della Federazione Russa).

Dopo quarantasette anni finiva così la storia della più grande nazione della penisola balcanica e di quella più multietnica d’Europa, nata alla fine della Seconda guerra mondiale su iniziativa del maresciallo Tito, che ne fece una dittatura di stampo comunista. La fine della guerra fredda e la caduta dei regimi comunisti avevano messo in crisi l’unità slava, favorendo l’ascesa di leadership nazionaliste che miravano all’autonomia politica delle singole repubbliche federate.

Le prime a raggiungerla furono Croazia e Slovenia nel 1991. L’anno dopo ci provò anche la Bosnia Erzegovina con un referendum, che aveva finito con lo spaccare il paese in due: da una parte le comunità musulmana e croata, dall’altra i serbo bosniaci. Il conflitto che ne derivò in tutta la penisola provocò oltre 250mila vittime e milioni di sfollati, segnalandosi per crimini efferati paragonabili a quelli compiuti dalla ferocia nazista.

La pagina più terribile fu scritta con il genocidio perpetrato nella città di Srebrenica, dove vennero aperti campi di concentramento per non-serbi (cui vennero limitati i diritti civili) e furono distrutti i luoghi di culto musulmani. Non meno cruento fu l’assedio della città di Sarajevo, in cui morirono 10mila persone. L’intervento della Nato fu risolutivo per la fine delle ostilità e l’apertura dei colloqui di pace concretizzatisi a Dayton.

Ciononostante lo scenario balcanico rimase precario, al punto che un anno dopo scoppiò un violento conflitto in Kosovo, provincia della Serbia cui il presidente Milosevic aveva revocato lo status di autonomia, conclusosi nel 1999 con il riconoscimento dell’autonomia kosovara (trasformata in indipendenza nel febbraio 2008) e l’arresto dello stesso Milosevic per crimini contro l’umanità.

EVENTI SPORTIVI

1953 – Prima telecronaca in Italia (65 anni fa): L’amichevole di calcio tra Italia e Cecoslovacchia, nello stadio “Luigi Ferraris” di Genova, si è conclusa con una netta vittoria degli azzurri: 3 a 0. Una partita che passerà alla storia per un motivo non strettamente sportivo. Il secondo tempo dell’incontro è stato trasmesso in televisione su scala nazionale dalla RAI, che solo dal 3 gennaio 1954 comincerà a trasmettere con una programmazione regolare.

Questa telecronaca costituisce l’inizio della diffusione del calcio attraverso la televisione. Una storia che, di pari passo con l’avanzare della tecnologia (la diretta, il colore, il satellite, il digitale, ecc.), sarà lunga e ricca di soddisfazioni per le due “parti”.

Fino ad arrivare nel nuovo millennio, quando tutto il mondo calcistico (e non solo) si reggerà grazie ai miliardi di euro versati dai network televisivi ed ovviamente alla passione degli sportivi, che sempre più numerosi seguiranno il calcio dallo schermo televisivo, sempre meno piccolo.

NATI… SPORTIVI

1946 – Pierino Prati (72 anni fa): Nato a Cinisello Balsamo (in provincia di Milano) è un ex allenatore di calcio, già centravanti negli anni Sessanta e Settanta, di Milan, Roma e Fiorentina. A fine novembre 2017, con i 100 gol segnati in serie A è 81° nella classifica dei marcatori di sempre.

Con i rossoneri ha vinto uno scudetto, due edizioni della Coppa Italia, una Coppa dei Campioni, due volte la Coppa delle Coppe e una Coppa Intercontinentale. In Nazionale ha totalizzato 14 presenze e 7 reti; è stato campione europeo nel 1968 e vice campione del mondo nel 1970.