Il cane muore e viene sepolto, ma dopo due giorni scava tra la terra e torna dai padroni di Simone Pierini

Per tutti Dik era morto. Lo avevano trovato senza vita sulla sua copertina. Nessuno aveva dubbi. Tranne lui stesso che dopo esser stato sepolto e salutato tra le lacrime ha trovato la forza di “resuscitare”, scavando con le zampette per tornare in superficie, ma soprattutto in vita. È l’incredibile storia di un cane in un villaggio di Novonikolsk, in Russia. Le due sorelle, proprietarie di Dik, non volevano crederci.

Quando sono state chiamate dal canile che lo ha accolto dopo la “resurrezione” sono esplose in un pianto misto tra gioia e terrore. Un errore di valutazione? O un miracolo? Al momento nessuno ha una risposta a quanto avvenuto e probabilmente non ce ne sarà mai una. La cosa certa è la forza di volontà di Dik che non ha voluto abbandonare il nostro mondo.

Sepolto, ha trovato energie dopo aver ripreso i sensi. Ha lottato per rivedere la luce del sole e il blu del cielo sopra di lui. Quando è spuntato in superficie dei passanti lo hanno notato, lo hanno soccorso e portato al canile. E oggi ha potuto riabbracciare le sue padrone, sperando che entrambe possano credere un po’ di più nella voglia di vivere del loro cagnolino.

Sabaudia, cinghiali attraversano a nuoto il lago di Caprolace

Il lago di Caprolace, è da sempre un luogo particolarmente amato ed apprezzato dagli appassionati di birdwatching che lo raggiungono per ammirare e fotografare gli uccelli che popolano questi piccolo lago costiero salmastro nel Parco Nazionale del Circeo. Qui da qualche anno si fermano i fenicotteri rosa durante le loro migrazioni e vengono avvistati cigni bianchi e neri. Può capitare però che a frequentare il lago non siano solo leggiadri uccelli. Ieri, per esempio, un ragazza che abita nella zona, tornando a casa si è imbattuta in uno spettacolo davvero particolare.

Giorgia Garland ha immortalato la scena con il suo smartphone. Dalle sponde del lago ha notato sbucare tre cinghiali che, per nulla intimoriti dall’acqua, hanno cominciato a correre nel bacino lacustre mostrando di gradire molto l’acqua e poi si sono addentrati nuotando fino alla riva opposta. Di solito questi grossi animali escono dalla vegetazione di notte quando possono girare indisturbati e invece ieri si sono concessi una nuotata diurna sul lago. Non era la prima volta che una famiglia di cinghiali veniva avvistata in acqua. Qualche estate fa mamma cinghiale era stata immortalata mentre attraversava a nuoto la foce del canale Caprolace seguita da sei cinghialetti., Fuori dall’elenco

Gemelline fanno a pugni nell’utero della mamma: l’ecografia diventa virale

Due gemelline omozigote giocano a fare la lotta nell’ utero, della mamma. L’ecografia arriva dalla Cina, ed è diventata virale, . Le piccole sono nate l’11 aprile a Yinchuan City, nella provincia cinese di Ningxia.

Sono state soprannominate “Ciliegia” e Fragola”, come i frutti preferiti dalla madre durante la gravidanza. Secondo il Daily Mail il padre ha raccontato di aver visto le figlie abbracciarsi: «Siamo stati così toccati – ha detto – Le bambine erano così piccole e sapevano come prendersi cura l’una dell’altra. Credo che vivranno l’un l’altro in armonia quando cresceranno».

Curiosità

Caltanissetta: I monaci dell’abbazia di Santo Spirito inventarono una preziosa ricetta… quella dell’amaro Averna, prodotta nell’omonima distilleria, che, tra l’altro, tre volte al mese, offre ai visitatori la possibilità di scoprire le alchemiche procedure di creazione di liquori, amari e rosoli.,

Curiosità

Giuseppina Bonaparte era molto affezionata ad un cane, un carlino di nome Fortuna, che usava per mandare a Napoleone messaggi privati.La sera dopo le nozze Napoleone si rifiutò di far dormire Fortuna nel loro letto. Il cane lo morse e Giuseppina gli disse: Se il carlino non entra nel nostro letto, non entro neanch’io. Da allora il cane dormì sempre con loro.

Incredibile in Nuova Zelanda, la foca schiaffeggia un uomo con un polpo

Mai si sarebbe sognato di ricevere uno schiaffone sul viso con i tentacoli di un polpo. E mai avrebbe immaginato di essere vittima di un attacco (seppur involontario) da parte di una foca.

Protagonista di questo episodio è stato Kyle Mulinder, al largo della costa di Kaikoura, in Nuova Zelanda. Dal suo kayak si stava godendo la scena che stava avvenendo a pelo d’acqua: la foca, infatti, stava lottando con il polpo. Sfortunatamente lo sportivo si è trovato proprio nel mezzo della caccia e i tentacoli del polpo sono andati a finire proprio sul suo viso. Con la foca che altro non ha fatto che spingere con forza l’animale contro di lui. La scena è diventata virale su youtube.

Incredibile in Nuova Zelanda, la foca schiaffeggia un uomo con un polpo

Mai si sarebbe sognato di ricevere uno schiaffone sul viso con i tentacoli di un polpo. E mai avrebbe immaginato di essere vittima di un attacco (seppur involontario) da parte di una foca.

Protagonista di questo episodio è stato Kyle Mulinder, al largo della costa di Kaikoura, in Nuova Zelanda. Dal suo kayak si stava godendo la scena che stava avvenendo a pelo d’acqua: la foca, infatti, stava lottando con il polpo. Sfortunatamente lo sportivo si è trovato proprio nel mezzo della caccia e i tentacoli del polpo sono andati a finire proprio sul suo viso. Con la foca che altro non ha fatto che spingere con forza l’animale contro di lui. La scena è diventata virale su youtube.

Un adorabile bimbo

Un adorabile bimbo molto orgoglioso delle proprie radici ruba la scena durante la sua prima esibizione di ballo
Mantenere vive le nostre tradizioni e trasmetterle ai nostri figli. Ogni volta che insegnamo ai nostri piccoli qualcosa sulla nostra cultura, una parte della nostra storia continua a vivere. Molti genitori, tutt’oggi, educano i priopri figli secondo la tradizione, anche quando il luogo che sono abituati a chiamare casa cambia in modo significativo.
Martina Desjarlais sa bene cosa significhi mantenere viva la tradizione nonostante gli ostacoli. Questa madre di origini indigene canadesi vive a Camrose, nella città di Alberta in Canada. Ora sta educando i suoi figli a provare la stessa sensazione di orgoglio che prova lei per le proprie radici ed ha deciso di insegnare loro le sacre tradizioni della propria famiglia.

Di recente, ha cominciato ad insegnare a suo figlio Albert i balli tipici. Il piccolo bimbo è pieno di energie ed è molto spigliato, per questo motivo quando si è ritrovato di fronte a questa sfida l’ha affrontata con tutte le sue forze e, con grande piacere, la giovane mamma ha visto che il piccolo ci sa proprio fare.
Questo adorabile bambino è entusiasta della vita e lo si può vedere dal bagliore nei suoi occhi. La sua dolcezza, senza dubbio, ha catturato l’attenzione di molte persone, però è stato il suo talento sulla pista da ballo ad affascinare migliaia di utenti sul web.

Quando Martina ha insegnato a suo figlio le prime danze tradizionali, lui non ha perso nemmeno un istante per impararle. All’inizio Albert si esibiva solamente in famiglia e diventava ogni volta più bravo.
Dopodiché, anche per Albert è arrivato il giorno della sua prima esibizione in pubblico durante il Powwow, il raduno dei nativi del Nord America. Il piccolo si è posizionato di fronte al numeroso pubbblico con indosso gli abiti tradizionali pronto per la propria performance e, di fatto, non ha mostrato la minima agitazione di fronte a tutte quelle persone.
Anche le danze sono un modo per mantenere viva la cultura di un popolo. Le persone di tutto il mondo hanno un proprio modo di assimilare la musica ed i passi di danza che, spesso, rivelano qualcosa sui diversi stili di vita. Nell’insegnare al proprio figlio l’arte della danza tradizionale, Martina ha conservato una parte del proprio passato.

È commovente vedere bimbi piccoli come Albert essere così entusiasti di condividere la propria cultura. Tutti noi dovremmo essere orgogliosi delle nostre origini e della nostra storia.

Perché la connessione internet si chiama ADSL?

Il termine ADSL (acronimo dell’inglese Asymmetric Digital Subscriber Line) indica una classe di tecnologie di livello fisico utilizzate per l’accesso ad Internet ad alta velocità su doppino telefonico, mirate al mercato residenziale ed alle piccole-medie aziende.
All’interno della famiglia di tecnologie DSL, ADSL è caratterizzata dalla larghezza di banda asimmetrica: da 640 kb/s a diverse decine di Mb/s in download e da 128kb/s a 1 Mb/s in upload. Questa asimmetria si adatta al traffico generato dall’utenza residenziale, ma ha anche ragioni tecniche e commerciali.
Gli accessi ad internet ADSL o equivalenti vengono considerati “banda larga” (o broadband), e hanno ormai soppiantato quasi totalmente i modem tradizionali di tipo dial-up, che consentono velocità massime di 56 kb/s in download e 48 kb/s in upload (standard V.92), e le linee ISDN che arrivano fino a 128 kb/s (utilizzando doppio canale a 64 kb/s) simmetrici.
ADSL viene usato sul cosiddetto “ultimo miglio”, ovvero il tratto di doppino telefonico tra il domicilio dell’utente e la centrale telefonica.
In Italia la tecnologia ADSL è in uso dal 1º gennaio 2000, quando la Galactica lanciò a Milano «Power Internet» a 640K kb/s. Dal 26 gennaio 2000 anche Tin.it fece altrettanto per 25 città italian

Perché i fiori hanno molti significati simbolici?

Il cosiddetto linguaggio dei fiori, è conosciuto anche come florigrafia, fu un modo di comunicazione piuttosto sviluppato nell’Ottocento, per cui i fiori e gli allestimenti floreali venivano utilizzati per esprimere sensazioni che non sempre potevano essere pronunciate. Il linguaggio dei fiori giapponese è chiamato Hanakotoba.

L’attribuzione di un significato simbolico ai fiori e alle piante risale fin all’antichità.
Girasole era una fanciulla di nome Clizia che respinta da Apollo, dio del Sole, continua a desiderarlo e a seguire il suo carro che attraversa il cielo. Consumata dal dolore Clizia si trasforma in fiore. Narciso era un giovane di straordinaria bellezza condannato a invaghirsi della sua immagine; Iris “ammantata di mille colori” è la personificazione dell’arcobaleno e messaggera degli dei.

Nel Medioevo e nel Rinascimento ai fiori si attriburono spesso significati morali. Tuttavia è con l’Ottocento che l’interesse per il linguaggio dei fiori assume il massimo sviluppo, legato alla comunicazione dei sentimenti, tanto che si diffuse un’editoria specializzata nella stampa dei flower books, elegantemente illustrati con incisioni e litografie.
Tale linguaggio fu introdotto da Mary Wortley Montagu, moglie dell’ambasciatore inglese a Costantinopoli, dopo il suo soggiorno nella capitale turca negli anni 1716-1718. Nelle sue lettere, pubblicate nel 1763, ella riferiva dell’usanza – chiamata selam – di attribuire significati simbolici a ogni sorta di oggetti, e in particolare ai fiori, ai frutti e alle piante.

Un artista decora una foresta con fantastiche sculture realizzate con rami intrecciati di salici.

Un’artista decora la foresta con fantastiche sculture realizzate con rami intrecciati di salice

I boschi e le foreste, con tutti i loro abitanti reali o immaginari, sono da sempre una continua fonte di ispirazione per favole, leggende e storie fantastiche. Però, oltre a questo, la natura ha saputo ispirare un’artista conosciuta con il nome di “Anna & the Willow“, la quale ha realizzato delle meravigliose opere d’arte che si mimetizzano completamente con l’ambiente naturale.
Anna è una scultrice britannica che è riuscita a dare un tocco contemporaneo ad una tecnica molto antica che prevede l’intreccio di rametti di salice. Questa donna è in grado di realizzare delle meravigliose sculture ispirate alla natura.
Questa scultura interamente realizzata da Anna, rappresenta una donna o una ninfa che tende un arco, si intitola “The Huntress Of Skipton Castle Woods” (La cacciatrice di Skipton Castle Woods) e misura 3 metri di altezza. Per la sua creazione, inizialmente, Anna ha disegnato una bozza a mano, dopodiché ha creato una struttura in acciaio che poi ha avvolto con più strati di vimini.

La passione di Anna è nata circa 10 anni fa, quando ha frequentato un corso di scultura in vimini durante alcuni fine settimana. Da lì, si è avvicinata ai materiali naturali i quali le hanno aperto un mondo nuovo che l’ha portata a imparare e sperimentare sempre più tecniche per la lavorazione del vimini. Oggi, lavora con sei varietà di salice inglese coltivato nello Yorkshire e nel Somerset.

L’artista, oltre a realizzare queste grandi opere da esterno che si fondono completamente con la natura circostante e che sembrano uscite direttamente dal mondo delle favole, crea dei meravigliosi cesti di vimini e altri piccoli oggetti. Inoltre, la donna tiene dei corsi per insegnare la tecnica della lavorazione del salice nel proprio laboratorio immerso nella natura che si trova nel North Yorkshire, in Inghilterra.
Quasi tutte le sculture da esterno di Anna sono a grandezza naturale; cavalli e cervi sono realizzati con proporzioni reali, sembrano emergere dall’ambiente naturale in cui si trovano e creano un’atmosfera magica.

Curiosità

Perché era famosa Alessandria d’Egitto ?
Alessandria d’Egitto fu la prima delle città omonime fondate da Alessandro Magno, che ne pose le fondazioni tra il 332 e il 331 a.C. Si narra di come Alessandro Magno tracciasse al suolo la pianta della città servendosi – in mancanza di altro – di grano. L’episodio venne interpretato come segno di un futuro di ricchezza e allude al ruolo della città nell’esportazione del grano egiziano.
Per tutta l’antichità rimase il principale porto del Mediterraneo e il punto d’arrivo delle merci di tutto il mondo ma anche un prestigioso centro culturale, dando vita alla stagione dell’alessandrinismo, grazie alle istituzioni del “Mouseion” e della celebre Biblioteca di Alessandria.
La Biblioteca reale di Alessandria fu la più grande e ricca biblioteca del mondo antico ed uno dei principali poli culturali ellenistici.Si suppone che al tempo di Filadelfo i rotoli conservati fossero circa 490.000 (quando non bastò più lo spazio, venne costruita una seconda struttura, la Biblioteca del Serapeo). Inoltre ad Alessandria sorgeva anche il celebre Faro di Alessandria, iniziato da Tolomeo I e completato da Tolomeo II che aveva un’altezza stimata in ben 135 m e poteva essere visto a 50 km di distanza. Le sue gigantesche proporzioni ne fecero una delle Sette meraviglie del mondo e dal suo nome deriva il termine che designa questo tipo di installazioni.

Curiosità

Un cucciolo “sciocco” viene abbandonato da 5 proprietari. Poi il veterinario lo guarda da vicino e scopre il triste errore

I primi sette mesi di vita di questo cucciolo sono stati molto confusi.

Il piccolo è passato da una casa all’altra per ben 5 volte, in pratica, in meno di un anno ha avuto 5 proprietari differenti.

Ogni volta che sembrava avere trovato una casa sicura, lo mandavano via. Nessuna famiglia voleva tenersi questo cane di nome Ivor. “È strano“, “Non obbedisce“, dicevano tutti.

Verso la fine del 2017, Ivor era rimasto per la sesta volta senza casa e venne riportato al rifugio per animali RSPCA.

Tutti coloro che avevano tenuto Ivor a casa per un periodo, dicevano che era un cane con un carattere molto difficile e che abbaiava spesso.

Ma presto avrebbero scoperto una volta per tutte lo sconfortante motivo per cui nessuno lo voleva.

Erano diverse le famiglie che, dopo poco, avevano riportato Ivor in un rifugio per animali, il cucciolo, purtroppo, nonostante la sua breve vita aveva già trascorso moltissimo tempo in questi centri di adozione.

Però, quando per la sesta volta è stato abbandonato da un’ennesima famiglia che non riusciva a capirlo, al personale del RSPCA è venuto il sospetto che ci fosse sotto qualcosa di più.

I veterinari che davano una mano nel centro gli fecero una prova dell’udito e capirono subito perché i suoi proprietari si erano sentiti tanto frustrati: Ivor non sentiva assolutamente nulla.

Nessuno dei precedenti proprietari si era reso conto del fatto che Ivor fosse completamente sordo ed il personale del rifugio ha così deciso che la cosa migliore da fare sarebbe stata quella di insegnargli la “lingua dei segni”.

Ivor è riuscito ad impararla molto rapidamente. I volontari in un primo momento gli hanno insegnato ad avvicinarsi, poi, gli hanno piano piano insegnato altri comandi.

Una volta riuscito ad imparare tutto questo, era di nuovo pronto per essere adottato. E fu proprio allora che comparve una ragazza che sarebbe diventata la sua nuova ed affettuosa proprietaria: Ellie Bromilow.

Tra i due è stato amore a prima vista e subito la ragazza ha convinto la propria famiglia ad adottare Ivor.

I volontari dell’RSPCA avevano insegnato a Ivor come seguire un comando con i gesti ed Ellie era più che pronta per impararli a sua volta. Ellie voleva far scoprire ad Ivor tutto ciò che si era perso nelle altre case in cui aveva vissuto.

“Aveva imparato ordini come ‘siediti’ e ‘vieni’, però adesso capisce anche quando gli si dice ‘sdraiati’, ‘tranquillo’ e ‘girati”, racconta Ellie a Metro.

Ivor è risultato essere un cane molto intelligente, il quale aveva solamente bisogno di imparare le cose a proprio modo.

Per via del suo problema di udito, gli altri suoi sensi sono più acuti.

Gli piace usare il suo fine senso dell’olfatto per trovare il cibo che la sua padroncina gli nasconde per casa.

“Mentre altri cani non si accorgono di certe cose, i miei occhi sono allenati per osservare. Anche quando dormo vedo tutto, sento le vibrazioni della porta ed i passi e possono sentire il profumo di un prosciutto a chilometri di distanza”, scrivono sulla pagina Facebook di Ivor.

Una cosa in cui Ivor è un vero esperto: dormire!

Gli piace salire sul letto e riposare in tranquillità dopo una giornata piena di avventure. Non è fantastico?

Però quando non sta dormendo o passeggiando con la sua proprietaria, gli piace parlare con lei, perché si tratta di un qualcosa che non aveva mai potuto fare prima.

Adesso “ascolta” e vede tutto.

“Parliamo con lui tutto il tempo”.

Vivere con un cane sordo richiede qualcosa in più ad un proprietario, qualcosa che indubbiamente Ellie ha.

Auguriamo il meglio ad Ivor e ad Ellie, ci rende felici sapere alla fine Ivor è riuscito a trovare una casa nella quale lo capiscono e lo amano.

Curiosità

Sondrio: Sondrio e la Valtellina sono la patria della bresaola e del bitto (formaggio tipico prodotto negli alpeggi). Il primo è un salume ormai impostosi nelle tavole di tutta Italia, dal gusto sapido e intenso. Il bitto, invece, è un formaggio tipico prodotto negli alpeggi. In origine era prodotto nel Morbegnese, oggi è prodotto in tutta la Valtellina e anche nell’Alta Val Brembana. Il formaggio prende il nome dalle valli del torrente Bitto, che nei pressi di Morbegno si getta nell’Adda., disattivato

CURIOSITÀ SUI COMUNI

Varese: Varese è la città giardino, ricca di parchi e ville signorili che qui furono edificate nel 1700. Ce ne sono circa un centinaio, fra le quali Villa Menafoglio, Villa Recalcati, Villa Della Porta Bozzolo a Casalzuigno, Villa Cicogna a Bisuschio, Villa Cagnola a Gazzada ed il famigerato Palazzo Estense.
Il Palazzo Estense, residenza di Francesco III d’Este, Duca di Modena e signore di Varese dal 1765 al 1780, vanta uno dei giardini più belli d’Italia, nato ad imitazione di quelli viennesi di Schoenbrunn., disattivato, Nell’elenco, 55 elementi

Curiosando

Trovano un messaggio d’amore in una bottiglia: ma il lieto fine non c’è
Una coppia ha trovato una lettera contenuta in una bottiglia e ha cercato l’autore: grazie ai social network i due sono riusciti a scoprire chi l’aveva scritta

Mentre erano intenti a pulire la loro barca una coppia di australiani, KateChallengere DanielMcNally, ha rinvenuto un mare una letterad’amoreall’interno di una bottiglia nell’arcipelago di Whitsundays. I due si sono subito messi in moto per scoprire a chi fosse diretta e grazie ai social network sono riusciti a rintracciare l’autore del messaggio. Kate e Daniel hanno così conosciuto un marinaio cinese che in questo modo aveva cercato di scrivere alla fidanzata.

Il messaggio contenuto nella lettera era molto dolce e pieno d’amore: “Sono un marinaio in navigazione nell’Oceano Indiano. La mia fidanzata mi manca molto. Soffro a lasciarla indietro. Posso solo scrivere i miei profondi sentimenti per lei e sigillarli in una bottiglia galleggiante. Il mio solo desiderio è di tornare a casa e vivere una vita bella e felice con Jing, una vita lunga in armonia. Lo so che la bottiglia è nel mare profondo e non sognerei mai che qualcuno la trovi e legga la mia lettera. Quello che faccio è per avere pace e conforto nel mio cuore”.

Ma queste belle parole non sono mai arrivate a destinazione e, come confermato dai coniugi australiani, il lieto fine non c’è stato. Il marinaio cinese ha fatto sapere alla coppia che lui e la fidanzata si sono lasciati e lei si è sposatacon un altro uomo.

CURIOSITÀ SUI COMUNI

L’Aquila: Con l’autorizzazione dell’Imperatore Federico II, la città nacque quando 99 castelli (castrum), cioè villaggi, dell’Abruzzo si federarono; il nome era un riferimento alla posizione sopraelevata sulle montagne e allo stemma imperiale. I 99 castelli originari sono ricordati dalle 99 cannelle della famosa fontana. Le cannelle sbucano da mascheroni allegorici di teste virili, muliebri e zoomorfe che si dipanano sotto la facciata dalla caratteristica bicromia bianco e rosa., disattivato

CURIOSITÀ SUI COMUNI

Trapani: Trapani si adagia su un lembo di terra a forma di falce (da qui deriva il toponimo greco Drepanon, anticamente usato). Ma come è nata la città? Si contrappongono due miti. Quello della falce caduta di mano a Persefone mentre ricercava la figlia rapita dal dio degli inferi o quello delle falce persa da Saturno mentre lottava con Crono. A chiunque sia caduto questo enigmatico attrezzo, giunto sulla terra esso ha, quindi, dato vita alla città!,

I 10 castelli più belli della Scozia

I 10 castelli più belli della Scozia.
Terra magica e fiabesca, la Scozia vanta più di 3000 castelli. Ne abbiamo selezionati 10 che vi incanteranno per la loro maestosa bellezza. Castello di Dunnottar Scozia, terra di fiabe e leggende, l’immaginazione corre a briglie sciolte. Protagonisti assoluti sono i castelli, meraviglie architettoniche disseminate a profusione sul territorio: se ne contano oltre 3.000. Erette a scopi difensivi o residenziali dalla monarchia, da nobili o da facoltosi proprietari terrieri, queste imponenti fortezze resistono allo scorrere del tempo e affascinano per la loro immutata bellezza. Ecco dieci castelli che vi daranno la sensazione di diventare re o regina per un giorno. Eilean Donan Questo castello misterioso risale al XIII secolo e incanta per il suo paesaggio da fiaba: troneggia su un’isola delle Highlands, attorniato da imponenti colline e da tre laghi. Avvolto dalla bruma, crea un’atmosfera magica e quasi soprannaturale. La fortezza venne eretta nel 1220 da Alessandro II per proteggere le terre circostanti dai Vichinghi che assediavano il Nord della Scozia. Ricostruito diverse volte, rimase abbandonato per 200 anni. Tuttavia dal 1932 ad oggi ha ospitato quattro generazioni della famiglia MacRae. Il castello si presta a gite di un giorno e c’è anche chi decide di fermarsi a pernottare in strutture che offrono vedute meravigliose sulle Highlands. La fama del castello è aumentata grazie ai film che qui sono stati girati, come Highlander-L’ultimo degli immortali, Agente 007-Il mondo non basta, Un amore di testimone, Elizabeth-The Golden Age. Castello di Edimburgo Il castello di Edimburgo è senza dubbio la più famosa tra le fortezze della Scozia. Situato su una roccia di origine vulcanica, regala un panorama meraviglioso. Icona di fama mondiale, domina lo skyline della città e vanta una storia lunga e complessa. Simbolo nazionale per eccellenza, ospita eventi importanti come l’Edinburgh International Festival e il Military Tattoo. La parte più antica, la St. Margaret’s Chapel, risale al XII secolo. Da vedere i gioielli della Corona, la Pietra del Destino e il Cannone Mons Meg. Da non perdere lo sparo dal Cannone dell’Orologio. Castello di Stirling Si tratta di uno dei castelli più importanti della Scozia, sia dal punto di vista storico che architettonico. Proprio qui il famoso eroe William Wallace, immortalato dal film Braveheart, vinse la battaglia per l’indipendenza scozzese. Inoltre qui sono stati incoronati molti re scozzesi, tra cui Maria Regina di Scozia nel 1542. Nel castello c’è un parco interattivo che permette di scoprire di più sulla storia del Medioevo. Castello di Dunnottar Questa incantevole fortezza è arroccata su un promontorio roccioso nella costa nord-est della Scozia. Il precipizio di 50 metri sul mare dona forti emozioni e un panorama sublime. Qui, nel XVII secolo, i gioielli della corona scozzese furono nascosti per otto mesi prima che Oliver Cromwell se ne impadronisse. Dai bastioni del castello si possono avvistare pulcinelle di mare o delfini. Castello di Craigievar Facciata rosa e torrette a punta: sicuri che non l’abbia progettato Walt Disney? Si pensa infatti che il re dell’animazione si sia ispirato a questa splendida dimora per il design del suo logo. E il Craigievar Castle, con la sua architettura suggestiva, sembra davvero un castello delle fiabe. È uno dei castelli meglio conservati della Scozia e visitarlo non è un’esperienza come tutte le altre: significa prendere la macchina del tempo per un balzo indietro di qualche secolo. Tutto negli interni, dai mobili alle suppellettili, è rimasto fermo al 1626. Immerso nella campagna scozzese, è interamente visitabile fino alle torri più alte. Floors Castle Con la sua sagoma inconfondibile domina il paesaggio delle Lowlands scozzesi. Si trova nell’area degli Scottish Borders, vicino Kelso, a un’ora di macchina da Edimburgo e Newcastle. L’edificio è il più grande castello abitato della Scozia. Venne costruito nel, 1721 per ospitare il primo duca di Roxburghe ed è a tutt’oggi di proprietà della famiglia. Cupole, merli e torrette regalano al Floor Castle un effetto scenografico. Il castello, immerso nel verde, custodisce opere d’arte come porcellane e splendidi arazzi. Una passeggiata nei dintorni porta a scoprire meravigliosi giardini del castello, mentre lungo il corso del fiume Tweed si trovano boschi di querce popolati da gufi, picchi e scoiattoli. Castello di Dunrobin Si trova sulla costa nord vicino Dornoch ed è la dimora più settentrionale della Scozia. Con le sue 189 stanze è il castello più grande delle Highlands. Edificato all’inizio del XIV secolo, ha ospitato i conti e in seguito i baroni di Sutherland. La fortezza colpisce per il suo meraviglioso design in stile francese. Per la sua architettura e le sue guglie coniche, sembra uscito da un libro di fiabe. Castello di Culzean Si trova nella contea dell’Ayrshire ed è una delle dimore più frequentate dai turisti. Il castello troneggia su una suggestiva scogliera ed è circondato dalla natura lussureggiante del Parco di Culzean. Costruito in stile Georgiano neoclassico, risale al XVIII secolo e all’interno ospita una vasta collezione di dipinti e mobili d’epoca. Castello di Balmoral 1582 è una delle residenze private della famiglia reale britannica. Tuttavia quando la famiglia reale non è in sede, i turisti possono visitare i meravigliosi interni come la bellissima sala da ballo o passeggiare nei rigogliosi giardini. Castello di Fyvie In origine roccaforte reale, il Fyvie Castle si convertì in semplice castello nel XIII secolo. In seguito è passato nelle mani di ben cinque famiglie, ognuna delle quali l’ha arricchito con una torre che ha aumentato il fascino dell’edificio. Gli interni con mobili d’epoca riflettono lo sfarzo del periodo edoardiano, culminante nell’ampia scalinata, una delle più affascinanti testimonianze architettoniche del tempo. Situato vicino Turrif in Aberdeenshir, il castello ospita una ricca collezione di, ritratti.

Artisti creano dipinti controllando la crescita dell’erba.

, Artisti creano dipinti controllando la crescita dell’erba

Anche se avete il pollice verde, probabilmente non avete mai prestato troppa attenzione a studiare la crescita dell’erba. Sicuramente non lo avete fatto quanto gli artisti Heather Ackroyd e Dan Harvey, che hanno imparato a controllare il modo in cui l’erba cresce, per creare le proprie opere proprio con essa.

Il trucco, apparentemente, è la quantità di luce che colpisce l’erba: i due artisti iniziano coprendo una grande tela con colla a base di acqua, e incollando semi germogliati su di essa. Poi coprono le finestre del loro studio, facendone una camera oscura, e proiettano sulla tela il negativo di una fotografia. A questo punto, la fotosintesi fa il suo lavoro, e l’erba cresce maggiormente nelle zone dove è più colpita dalla luce, creando così in alcune settimane una stampa vivente della fotografia.

Ackroyd e Harvey lavorano su questa tecnica da oltre dieci anni. “Dove la luce colpisce più intensamente l’erba, si produce più clorofilla, più pigmenti verdi, e dove non c’è luce l’erba cresce lo stesso, ma è pallida e gialla. Così hai l’equivalente della fotografia in bianco e nero, ma con toni di verde e giallo”, spiega Harvey.

Se innaffiate regolarmente e mantenute in condizioni di poca luce, le opere possono durare per un tempo illimitato, anche se il contrasto diminuisce nel tempo, proprio come nelle fotografie vintage.
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CURIOSITÀ SUI COMUNI

Savona: Savona come Barcellona! Infatti, i Liguri hanno lasciato traccia linguistica di sé nelle desinenze dei toponimi che finiscono in -ona, come Narbona, Barcellona e Savona. Non è ancora chiaro se quest’antica popolazione fosse appartenente al ceppo indoeuropeo (strettamente imparentato con i Celti) o pre-indoeuropeo (e semmai ibridatosi in un secondo momento con i Celti); quel che è certo è che furono un’importante civilizzazione che si diffuse in Francia meridionale, Catalogna e Italia del nord., disattivato

CURIOSITÀ SUI COMUNI

Bologna: Bologna la dotta. Lo Studium fu fondato nel 1088 ed è considerato la più antica università del mondo, frequentata da Copernico, Thomas Becket, Paracelso, Albrecht Duerer, Erasmo da Rotterdam, Dante e Petrarca. L’Alma Mater Studiorum, com’è chiamata l’istituzione, si costituì attorno alle importanti figure di giuristi noti come glossatori della scuola di Bologna, che attraverso lo studio del Corpus Iuris Civilis di Giustiniano, diedero un forte impulso modernizzatore allo stato e a quella branca del sapere che oggi, con termine moderno, chiameremmo filosofia politica., disattivato

Perché fu inventata la televisione e da chi?

L’idea di trasmettere a distanza immagini trasformate in segnale elettrico fu nel 1842 di un inventore scozzese, Alexander Bain. Ma bisogna dire che alla realizzazione della televisione si è arrivati attraverso una serie di piccoli passi, tutti egualmente significativi. La prima data da citare è il 1876: in quell’anno, il fisico tedesco Eugen Goldstein scoprì che in un tubo a vuoto (cioè un tubo di vetro svuotato dall’aria, nel quale le due estremità erano a un diverso potenziale elettrico) scorreva un flusso di radiazioni che andava dal polo negativo (“catodo”) a quello positivo (“anodo”). Quelle radiazioni , che nel punto di arrivo generavano un fenomeno di fluorescenza, furono chiamate da Goldstein “raggi catodici”. Poi, nel 1888, il tedesco Heinrich Hertz scoprì le radioonde. Nel 1894 l’italiano Guglielmo Marconi scoprì che un lungo filo verticale collegato a un ricevitore di radioonde rendeva i segnali
molto più forti e chiari: era stata inventata l’antenna. Nel 1906 il fisico americano Reginald Fessenden realizzò la prima trasmissione radio a modulazione di ampiezza, e nel 1919 Edwin Armstrong costruì un più efficente ricevitore che negli anni Venti permise di dare il via alle trasmissioni radio pubbliche. Nel frattempo, era stato scoperto che un fascio di raggi catodici modulato da un campo magnetico poteva “dipingere” un’immagine su uno schermo. Nel 1923 l’inglese John Baird realizzò il primo impianto televisivo: sei anni dopo la BBC iniziò le trasmissioni. La prima telecamera vera e propria venne inventata nel 1934, mentre la prima trasmissione a colori venne realizzata nel 1953, negli Stati Uniti.

Curiosita

Nelle antiche Olimpiadi, per assicurare il perfetto allineamento dei concorrenti nelle gare di corsa, si tendeva sulla linea di partenza una cordicella, a circa un metro da terra, che veniva fatta passare in appositi fori di due statue di Ercole ai lati della pista, e che gli atleti strappavano al momento dello scatto.

Curiosità

Senza dubbio è a causa del suo gusto particolare, più intenso e aromatico rispetto ai caffè preparati con altre tecniche (per esempio con filtri).

Il metodo espresso per la preparazione del caffè si contraddistingue dagli altri metodi soprattutto per l’utilizzo di un’elevata pressione dell’acqua e per una sua temperatura che non raggiunge il punto di ebollizione. Inoltre la macinatura del caffè tostato particolarmente fine offre una resistenza all’acqua di percolazione tale che permette l’estrazione di sostanze lipofile e idrosolubili che regalano alla bevanda in tazza caratteristiche uniche in termini di crema, aroma, corpo e retrogusto. Di fondamentale importanza è la freschezza della miscela tostata, in termini pratici, la massima fragranza dell’espresso si ottiene all’apertura della confezione sigillata del produttore, col passare dei giorni, l’esposizione dei chicchi all’aria ambiente, tende ad irrancidire le sostanze oleose contenute, con conseguente minore produzione di crema ed alterazione del gusto.

Il caffè espresso, ad oggi noto in tutto il mondo, è nato a Milano nei primi del ‘900, in seguito all’invenzione della macchina per produrlo, brevettata dall’ing. Luigi Bezzera nel 1901.
Il brevetto venne acquistato da Desiderio Pavoni che nel 1905 fondò la ditta La Pavoni e iniziò la produzione in serie (una al giorno), in una piccola officina di via Parini a Milano.

perché fu importante l’invenzione della radio

Da un punto di vista sociologico la radio è uno dei mezzi di comunicazione di massa tra i più diffusi e apprezzati.

L’invenzione della radio è frutto di una serie di esperimenti tenuti alla fine dell’Ottocento che dimostravano la possibilità di trasmettere informazioni tramite le onde elettromagnetiche.
Il primo a riuscirci fu Nikola Tesla nel 1893 in una conferenza pubblica a St.Louis, Missouri.
Guglielmo Marconi nel 1895, a soli ventun’anni, riuscì a trasmettere un segnale in codice Morse a circa due chilometri di distanza dalla villa di famiglia a Pontecchio (Bologna).
Marconi continuò a perfezionare l’invenzione, che fu ribattezzata il “telegrafo senza fili”, non esitando ad uscire anche dai confini italiani: il 12 dicembre 1901 lo scienziato riuscì a trasmettere il primo segnale radiotelegrafico transoceanico, da Poldhu in Cornovaglia (Regno Unito) a St. John’s in Terranova (Canada).
L’invenzione di Marconi aveva però un limite: la difficoltà di trasmettere i suoni, che avrebbe agevolato la diffusione a livello di massa del nuovo strumento.

Il primo, che riuscì nell’intento fu il canadese Reginald Fessenden. Il 23 dicembre 1900 Fessenden riesce a trasmettere a circa un chilometro e mezzo di distanza, un breve messaggio vocale: “Uno, due, tre, quattro, nevica lì dove siete voi signor Thiesen? Se sì, volete telegrafarmi?”. Era nata la radio. L’enorme eco, ben pubblicizzata, delle trasmissioni di Marconi è stata tale che, ancora oggi, l’inventore del mezzo radiofonico molto spesso viene considerato Marconi e non Fessenden.

Il 24 dicembre 1906 Fessenden trasmette il primo programma radiofonico della storia: parole e musica vennero udite nel raggio di 25 km dalla stazione trasmittente situata a Brant Rock sulla costa del Massachusetts. La radio era pronta per entrare nelle case di tutto il mondo.

Perché al telefono si dice “pronto”?

Probabilmente perché una volta per chiamare qualcuno, bisognava prima passare per il centralino.
L’abbonato si metteva in contatto con le centraliniste, che tentavano di prendere la linea e poi avvertivano l’abbonato quando il collegamento era pronto.
Con quel “pronto” si diceva ad esso che si era pronti per parlare con l’ altra persona.

Il tono brusco con cui “pronto” è pronunciato potrebbe invece essere in relazione col fatto che i primi utenti del telefono furono militari, poliziotti e pompieri: il primo collegamento telefonico a Milano avvenne proprio fra il Municipio e la caserma dei pompieri.

Alloro, curiosità e storia

Alloro, curiosità e storia

Secondo la mitologia classica, la pianta di alloro arrivò sulla terra come conseguenza di un amore non corrisposto. Protagonista è Apollo, dio del sole, innamorato di Dafne che però non ricambiava la passione tentando di scappare. Quando stava ormai per essere raggiunta, la bellissima giovane chiese aiuto a Gea, la dea della terra, che la trasformò proprio in un albero di alloro per salvarla dalle “grinfie” del dio. Da quel giorno l’albero di alloro divenne sacro ad Apollo (che è infatti spesso raffigurato con una corona di alloro) e le sue foglie intrecciate insieme si utilizzarono per incoronare vincitori ed eroi ma anche sportivi, letterati, religiosi.

Fin dall’antichità, l’alloro è simbolo di gloria, di pace e di protezione. Veniva utilizzato anche durante le cerimonie religiose e nei riti magici in quanto si riteneva una pianta utile a proteggere dalla negatività e a purificare. Si portavano ad esempio le foglie di questa pianta sempre con sé al pari di un talismano magico o si bruciava la polvere da esse ricavata al pari di un incenso.

Come già detto le corone d’alloro, all’epoca romana, cingevano la testa di chi tornava vittorioso dalla guerra o si distingueva per talenti in campo letterario ma anche nelle case comuni, ad esempio all’ingresso, si potevano appendere ghirlande intrecciate con foglie di alloro per favorire la fortuna e proteggere gli abitanti.

CURIOSITÀ SUI COMUNI

Reggio Calabria: Reggio è una delle città più antiche! Fu fondata circa 2000 anni prima di Cristo da Aschenez, nipote di Noè e che ha dato il nome alla stirpe ebraica degli ashkenaziti (ovvero gli ebrei mitteleuropei, mentre quelli spagnoli si chiamano sefarditi). In seguito fu abitata dagli Enotri e dagli Itali (essi stessi nati da una costola dei primi) ed infine ribattezzata Rhegion dai greci che vi si insediarono nel 730 a.C. La città fu la prima polis greca in Italia!, disattivato

CURIOSITÀ SUI COMUNI

Crotone: Kroton, fondata dai Greci nel 710 a.C., divenne una delle città più importanti della Magna Grecia grazie alla vittoria riportata nel 560 a.C. sull’altra colonia di Sybaris. Nel secondo secolo iniziò il suo declino che coincise con l’ascesa di Roma. L’eroe eponimo (ovvero che ha portato alla fondazione della città e da cui ne è derivato il nome) era il figlio di Eaco: Kroton, che fu ucciso per errore da Ercole che, là dove riposavano le spoglie, fece sorgere una città in sua memoria., disattivato

Albero di Natale a testa in giù? La moda arriva dagli Usa ma la tradizione è Europea, intestazione I I =perche

L’albero di Natale, insieme a Babbo Natale, sono indubbiamente i simboli che più rappresentano il periodo natalizio.Di Saranno i tempi rivoluzionari, la voglia di trovare sempre qualcosa di nuovo da mettere sul mercato, ma indubbiamente, almeno dal punto di vista naturale, non è facile immaginare un albero a testa e ornamenti diversi, quest’anno è stato rivoluzionato da una moda che arriva direttamente dagli usa: l’albero di Natale a testa in giù.

curiosità

Impara a fare dolci e torte a forma di numeri

Oggi giorno, abbondano sul web le ricette per realizzare delle torte e dei dessert per tutti i gusti, ma non dobbiamo dimenticare che oltre al sapore, anche l’aspetto ha molta importanza e per questo di seguito puoi trovare le indicazioni per fare dei deliziosi dolci a forma di numeri, ideali per ogni occasione.
Non è necessario avere degli strumenti particolari e non servono nemmeno troppi sforzi per preparare queste torte, l’unica cosa di cui avrai bisogno sarà solamente un po’ di pazienza e la voglia di elaborare un’opera culinaria spettacolare che sorprenderà adulti e bambini.

Numero 1

Prepara una torta di forma quadrata 9×9.

Dividi la torta in tre parti uguali e taglia l’angolo in basso a destra. Prendi il pezzo di sinistra e posizionalo in orizzontale sotto al pezzo centrale, dopodiché, prendi il pezzo in alto a destra e posizionalo sopra al pezzo centrale con il lato tagliato verso sinistra e fai lo stesso con l’ultimo pezzo rimasto.

Numero 2

Prepara una torta rotonda da 23 cm di diametro ed un’altra di forma quadrata.

Taglia il centro della torta rotonda utilizzando un bicchiere o una forma abbastanza grande e rimuovilo, poi taglia il quarto in basso a sinistra. Ora, capovolgi il quarto e, infine, taglia un rettangolo della seconda torta e posizionalo sotto in orizzontale.

Numero 3

Prepara due ciambelle da 23 cm di diametro.
Taglia una delle due ciambelle a metà, poi taglia il quarto in alto a sinistra della seconda ciambella. Ora, ruota entrambe le ciambelle verso sinistra e posiziona la torta a metà sopra a quella a 3/4.

Numero 4

Prepara una torta rettangolare 9×12.
Taglia la torta verticalmente in 3 fette uguali. Lascia intera quella di destra, taglia a metà quella centrale e poi taglia una metà a metà. Infine, taglia il quarto diagonale in alto e il quarto diagonale in basso della fetta di sinistra.

Ora, scarta i due tagli diagonali della fetta di sinistra e un quarto della fetta di mezzo. Prendi l’altro quarto della fetta centrale e posizionalo a destra della fetta intera, poi posiziona l’ultima metà della fetta centrale in orizzontale sulla sinistra della fetta intera. Infine, posiziona in diagonale il pezzo rimasto della fetta di sinistra, di modo da unire gli altri pezzi.

Numero 5

Prepara una torta quadrata 9×9 ed una tonda da 23 cm di diametro.
Taglia la torta quadrata in 3 fette uguali poi taglia la fetta al centro a metà e scarta la fetta intera di destra e la metà in basso della fetta al centro. Taglia e scarta il centro e il quarto in alto a sinistra della torta tonda. Ora posiziona la fetta sinistra della torta quadrata sopra al cerchio e ruota orizzontalemente il pezzo centrale unendolo a quello di sinistra.

Numero 6

Prepara una torta tonda da 23 cm di diametro e una torta quadrata.
Taglia e rimuovi il centro della torta tonda ed un pezzettino in alto a sinistra, poi posiziona una fetta rettangolare dell’altra torta in alto a sinistra della torta tonda.

Numero 7

Prepara una torta quadrata 9×9.
Taglia la torta in tre fette uguali, poi taglia la fetta al centro a metà in diagonale. Scarta la fetta intera di destra e capovolgi la fetta a sinistra in orizzontale e collega le altre due sezioni sottostanti.

Numero 8

Prepara due torte tonde.
Taglia e rimuovi il centro di entrambe le torte e taglia il bordo in alto ad una torta ed il bordo in basso all’altra e poi uniscile.

Numero 9

La preprazione è identica alla numero 6 capovolta.
Numero 0

Prepara una torta tonda ed una quadrata.
Rimuovi il centro della torta tonda, poi tagliala a metà, poi taglia in tre fette uguali la torta quadrata, due andranno scartate mentre una andrà tagliata a metà. Separa la torta tonda e inserisci una metà della fetta della torta quadrata a destra ed una sinistra.

Perché Esopo è ricordato nella letteratura greca?

Esopo fu uno scrittore greco antico che visse nel VI secolo a.C., nell’epoca di Creso e Pisistrato.
Le sue opere ebbero una grandissima influenza sulla cultura occidentale: le sue favole sono tutt’oggi estremamente popolari e note. Della sua vita si conosce pochissimo, e alcuni studiosi hanno persino messo in dubbio che il corpus di favole che gli viene attribuito sia opera di un unico autore.

Esopo è considerato l’iniziatore della favola come forma letteraria scritta. Per “Favole di Esopo” (in lingua greca: Αἰσώπου μῦθοι) si intende la raccolta di 358 favole costituite probabilmente da un nucleo primario di favole a cui nel corso dei secoli se ne sono aggiunte altre di varia origine. Le favole di Esopo hanno principalmente uno scopo didascalico ed educativo. Ciò significa che, nelle narrazioni, assistiamo di continuo a situazioni ispirate a un insegnamento pratico soprattutto con uno sfondo di deterrente morale che si riflette sulla fisicità e sull’emotività dei personaggi. Gli exempla di Esopo sono magistrali nella loro piccolezza, riflettono infatti, in situazioni elementari, tutte le caratteristiche della vita reale. L’inganno, la verità, l’apparenza, la stoltezza e l’astuzia: queste caratteristiche astratte sono esposte di frequente in Esopo, ma tutte in correlazione con la morale finale, con un fine educativo.

CURIOSITÀ SUI COMUNI

Matera: La città di pietra! Matera è universalmente nota per i suoi Sassi, Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Si tratta di un complesso ed affascinante ecosistema urbano di case-grotta, scavate nella pietra, abitate già dal neolitico, dove portali romanici, chiese bizantine o barocche si susseguono in un vortice tortuoso di vicoli, dedali, e originali ecosistemi abitativi, simboli di una socialità unica, a volte stigma di arretratezza, oggi di redenzione; dopo che i Sassi si erano spopolati, infatti, accusati di essere premoderni ed igienicamente insufficienti, sono tornati, oggi, prepotentemente in auge, grazie al Piano Urbano di Recupero (inserito nel Parco archeologico delle chiese rupestri del Materano) che ha vinto il Premio Europeo di Pianificazione Urbana nel 1995., disattivato, Nell’elenco, 49 elementi

curiosità

Scopri quale chakra hai bloccato e come riaprirlo
I chakra sono dei vortici di energia attraverso i quali fluisce la forza della vita per mezzo del nostro corpo. Questi corrispondono a differenti aspetti del nostro essere ed influiscono sul fisico, sulla mente e sulle emozioni.

Quando i chakra funzionano correttamente si prova una sensazione di benessere generale, ci sentiamo in sintonia con l’universo e rimanendo in questo stato i chakra si aprono per ricevere l’energia universale dell’amore. Al contrario, se stiamo male con noi stessi, i chakra si chiudono.

Sai come capire se hai un chakra chiuso?

Quando abbiamo dei chakra chiusi sperimentiamo come una sensazione di blocco di energia nel corpo; l’energia non arriva, non fluisce in modo adeguato e questo funziona allo stesso modo per gli organi connessi con i chakra che sono chiusi.

Le malattie, le alterazioni emotive e lo stress, possono fare in modo che il corpo perda il proprio equilibrio a livello energetico e che si blocchino uno o più chakra.

Il linguaggio dei chakra
1° chakra (Radice): io ho il diritto di essere qui, ho il diritto di avere, ho il diritto di esistere.

2° chakra (Sacrale): io ho il diritto di provare emozioni.

3° chakra (Plesso solare): io ho il diritto di agire.

4° chakra (Cuore): io ho il diritto di amare e di essere amato

5° chakra (Gola): io ho il diritto di dire e di ascoltare la verità.

6° chakra (Terzo occhio): io ho il diritto di vedere.

7° chakra (Corona): io ho il diritto di sapere.

Una volta che sappiamo cosa rappresenta ognuno dei 7 chakra, possiamo farci alcune domande per valutare in che condizioni di trova ognuno di essi.

Come sapere se abbiamo dei chakra bloccati
Chakra della radice: mi sento a casa qui? Ho un forte desiderio di vivere? Mi sento vibrante, in salute? Amo il mio corpo e lo apprezzo come fosse un tesoro? Sono una persona con molta energia?

Chakra sacrale: ho un desiderio sessuale sano? Possono esprimermi sessualmente, dare e ricevere piacere? Mi sento sessualmente soddisfatto?

Chakra del plesso solare: ho la capacità di prendere decisioni e di agire di conseguenza? Sono cosciente delle mie emozioni e posso controllarle? So quello che voglio e lo manifesto con fiducia? Sono emotivamente soddisfatto?

Chakra del cuore: amo me stesso, la mia famiglia ed i miei amici? Provo un forte sentimento di compassione nei confronti degli esseri viventi? Posso accettare gli altri per come sono? Mi aspetto il meglio dalle persone e lo cerco in loro?

Chakra della gola: posso esprimermi facilmente? So assumermi le responsabilità della mia vita senza incolpare gli altri? Faccio le cose pratiche che devo fare per essere in salute, felice, ecc.? Sento di meritarmi le ricompense per i miei sforzi? Ho fiducia in me, nell’assumermi dei rischi, nell’accettare le sfide e nel creare le basi per raggiungere dei risultati?

Chakra del terzo occhio: sono mentalmente forte e capace per risolvere le cose? Ho molte idee e prendo dei provvedimenti per cercare di realizzarle? Sono in grado di visualizzare obiettivi e sogni?

Chakra della corona: Mi sento parte di qualcosa di meraviglioso? Sono o mi sento connesso con l’universo? Sento che la mia vita ha uno scopo? Sono in grado di vedermi onestamente e di imparare dalle esperienze per sviluppare saggezza?

Cosa significano i chakra bloccati?
Quando già sappiamo qual è il chakra interessato, è importante sapere il motivo o il modo in cui ci influenza.

1° chakra: la persona si ritrova con meno voglia di videre, come devitalizzata. Sentimenti si paura.

2° chakra: difficoltà nel dare e nel ricevere amore, mancanza di potenza sessuale. Nel suo aspetto emotivo provoca isolamento.

3° chakra: difficoltà nel provare emozioni, si genera un blocco dei sentimenti, poca, o quasi nulla, accettazione di se stessi. Rifiuto personale, disinteresse per se stessi o per gli altri. A livello emotivo colpisce direttamente l’autostima.

4° chakra: problemi ad amare senza aspettarsi nulla in cambio, assenza di obiettivi o scopi. Emotivamente influisce lasciando un sentimento di disperazione.

5° chakra: la persona fatica a comunicare ed a prendersi le responsabilità della propria vita, si sente frustrata.

6° chakra: confusione, idee bloccate o completamente assenti. Provoca depressione.

7° chakra: la persona non riesce a connettersi con il proprio super io e questo provoca rabbia.

Recuperare l’equilibrio
Per riequilibrare ogni chakra, bisogna lavorare su uno alla volta per riuscire a superare in modo corretto il blocco.

Una volta che sappiamo cosa ci sta influenzando, possiamo entrare in azione e per invertirlo dovremmo cercare di concentrarci per avere o costruire dei sentimenti contrari ai blocchi, o se sentiamo che questo non è sufficiente, dovremmo metterci nelle mani di un esperto che sappia aiutarci.

Lo sapevi che il blocco dei chakra può influenzare negativamente la nostra vita?

curiosità

Scopri i benefici di immergere i piedi nell’aceto per 15 minuti

L’aceto oltre ad essere usato in cucina, può essere utilizzato per pulire e deodorare la nostra casa, inoltre, grazie alle sue proprietà, può anche essere un ottimo ingrediente per diversi rimedi casalinghi molto efficaci. Alcuni problemi dei piedi possono essere trattati con questa eccellente alternativa, in quanto si possono riscontrare benefici che vanno dall’alleviare la stanchezza dei piedi, all’eliminare le screpolature dei talloni e può anche essere un ottimo alleato per alcuni disturbi e tipi di funghi.

I benefici di immergere i tuoi piedi nell’aceto:
1 Allevia la stanchezza ai piedi

Se hai camminato molto, o se sei stato in piedi per tutto il giorno, probabilmente, i tuoi piedi saranno affaticati e doloranti. Per alleviare questo fastidio realizza il seguente pediluvio:
•Acqua
•1 tazza di aceto
•1 tazza di sale marino
•1 tazza di sali di Epsom
•1/2 tazza di fiori essiccati di lavanda

Scalda la quantità di acqua sufficiente e portala ad una temperatura sopportabile, aggiungi tutti gli ingrediendi e mescola per un minuto. Immergi i piedi per circa 15 minuti. Nel frattempo, prova a rilassarti e sentirai come il fastidio ai piedi si ridurrà in fretta.
2 Per la normale cura dei piedi

L’aceto può aiutarti ad avere dei piedi belli e ben curati, perché è in grado di ridurre ed eliminare le antiestetiche screpolature dei talloni e le callosità. Realizza il seguente pediluvio:
•1 bicchiere di aceto di vino bianco
•7 litri di acqua tiepida
•20 gocce di olio essenziale di lavanda
•pietra pomice

Aggiungi tutti gli ingredienti in un recipiente ed immergi i piedi per circa 15 minuti. Usa la pietra pomice per rimuovere la pelle morta dai talloni e dalle zone callose dei piedi. Asciuga bene i piedi, dopodiché applica una crema idratante massaggiandoli delicatamente. Questo pediluvio, fatto una volta alla settimana, aiuta ad eliminare anche i cattivi odori.
3 Aiuta ad alleviare i fastidi del piede d’atleta

Oltre a consultare un medico ed a seguire i suoi consigli, per alleviare i fastidi del piede d’atleta è possibile fare questo pediluvio.
•1/2 tazza di aceto di vino bianco distillato
•1 cucchiaio di sale
•Acqua tiepida sufficiente per immergere i piedi

Scalda l’acqua fino a quando non è tiepida e immergi i piedi per circa 15 minuti. Dopodiché, asciugali molto bene, poi strofina la zona interessata con un batuffolo di cotone imbevuto di aceto, in seguito lascia asciugare all’aria. Questo pediluvio aiuterà a ridurre il prurito e la desquamazione della pelle.

4 Aiuta ad eliminare i funghi alle unghie delle dita dei piedi

Dopo aver consultato un medico e seguito i suoi consigli, è anche possibile cercare di ridurre i fastidi con questo rimedio naturale.
•1 tazza di aceto di vino bianco
•acqua a sufficienza per immergere i piedi

Scalda l’acqua fino a quando non diventa tiepida ed aggiungi la tazza di aceto. Immergi i piedi per circa 15 minuti. Per una maggiore efficacia sarebbe bene ripetere il pediluvio un paio di volte al giorno.

Perché il sistema binario è denominato tale?

Il sistema numerico binario è un sistema numerico posizionale in base 2, cioè che utilizza 2 simboli, tipicamente 0 e 1, invece dei 10 del sistema numerico decimale tradizionale.
Il sistema numerico binario è usato in informatica per la rappresentazione interna dei numeri, grazie alla semplicità di realizzare fisicamente un elemento con due stati anziché un numero di stati superiore, ma anche per la corrispondenza con i valori logici di vero e falso.

Il matematico tedesco Gottfried Wilhelm Leibniz ne studiò per primo l’aritmetica. Questa è la ragione per cui questo sistema di numerazione è considerato tra le sue più grandi invenzioni. Però non ebbe un seguito immediato. L’aritmetica binaria venne ben presto dimenticata e riscoperta solo nel 1847 grazie al matematico inglese George Boole che aprirà l’orizzonte alle grandi scuole di logica matematica del ‘900 e soprattutto alla nascita del calcolatore elettronico.

L’aura di un gatto protegge te e la tua casa da entità negative

L’aura di un gatto protegge te e la tua casa da entità negative

Fino a poco tempo fa, la compagnia di un gatto non era ben apprezzata o compresa da tutti, a differenza da quella di un cane, molto più diffusa nel corso della storia. L’aura di un gatto, tuttavia, protegge noi e le nostre case dalle entità negative.

I gatti vengono associati alla magia, agli incantesimi e ad altre pratiche sovrannaturali da secoli. Si tratta sicuramente di uno degli animali più misteriosi della terra, e la loro presenza è capace di allontanare le entità negative che ci circondano.

Si dice, ad esempio, che quando il gatto assume e mantiene una postura tesa in qualche angolo della casa, è perché sta cercando di allontanare con la sua prescienza una qualche entità maligna. Tale comportamento potrebbe essere il segnale della presenza di una entità negativa.

Un altro aspetto interessante della presenza dei gatti è la loro capacità di cura. La presenza di gatti nella nostra casa, secondo la tradizione popolare, allontanerebbe anche malocchio e maledizioni.

I gatti sono conduttori di energia cosmica, e possono portare molta energia positiva nelle nostre case. Una semplice carezza permette di liberare le persone dalla tensione mentale ed emotiva, e questo è senza dubbio uno dei maggiori benefici della compagnia di un gatto.

Certo, non esiste alcuno studio scientifico che dimostri tutto ciò, ma è sicuramente un motivo in più per arricchire la nostra vita con la compagnia di un gatto.