San Pietro Gonzales (detto S. Telmo) ,

Della nobile famiglia spagnola di Frómista, già molto giovane fu canonico della cattedrale di Palencia. Ma proprio la vita sfarzosa, che egli univa al disimpegno dei suoi uffici ecclesiastici, nei piani di Dio doveva condurlo al ravvedimento: a causa di una ridicola caduta da cavallo che provocò le risate degli astanti, Pietro avvertì l’inconsistenza e la vanità del successo mondano e desiderando una vita austera entrò nell’Ordine. Fu confessore di Ferdinando III di Castiglia e infaticabile apostolo tra i marinai che lo invocano come loro protettore con il nome di s. Telmo. Morì a Tuy in Spagna, nella cui cattedrale riposa il suo corpo.A Túy nella Galizia in Spagna, beato Pietro González, detto Telmo, sacerdote dell’Ordine dei Predicatori, che, divenuto tanto umile quanto in passato era stato desideroso di gloria, si adoperò nel dare aiuto ai poveri, specialmente marinai e pescatori.

Santa Giulia Billiart ,

Nacque il 12 luglio 1751 da una famiglia agiata a Cuvilly (Francia), sedici anni dopo, la miseria colpì la famiglia e Giulia fu costretta a lavorare. A 22 anni, fu colpita dalla paralisi alle gambe e, sotto la guida del suo parroco, si dedicò alle pratiche di pietà e al catechismo dei bambini. Costretta alla fuga, durante la Rivoluzione Francese, perché accusata di nascondere dei sacerdoti, si diresse ad Amiens, dove incontrò padre Varin, superiore dei Padri della Fede, il quale la convinse a fondare un’organizzazione per l’educazione cristiana delle fanciulle. Cominciò nel 1803 la vita in comune con alcune compagne, pronunciando i voti nel 1804, anno in cui avvenne la miracolosa guarigione delle sue gambe. Superiora nel 1805, allargò la sua opera fondando scuole dappertutto in Francia e Belgio, nel 1809 a causa di false calunnie fu costretta a lasciare la sua Casa, ma tutta la Comunità la seguì a Namur in Belgio. Nel frattempo cambiarono il nome in «Suore di Nostra Signora di Namur». E anche in Belgio seppe diffondere le sue fondazioni. Fervente devota al Sacro Cuore ebbe anche il dono di estasi e miracoli, morì a Namur l’8 aprile 1816. M

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San Pietro da Verona ,

Nato da genitori eretici manichei, l’innata rettitudine del cuore gli fece intuire subito da che parte si trovasse la verità. A sette anni imparò alle scuole dei cattolici il Credo, che per lui non sarà una formula qualunque, ma un principio di vita e una luce che rischiarerà per sempre il suo cammino. Entrato nell’Ordine, anelante le sante lotte per la fede, nei lunghi anni di preparazione al futuro apostolato, mise le basi di quella robusta santità che fece davvero di lui un atleta di Gesù Cristo. Un giorno confidò a un confratello che da quando era sacerdote, celebrando la S. Messa, alla elevazione del calice aveva sempre chiesto al Signore la grazia di morire martire, tale era l’ardore della sua fede e della sua carità. Nominato nel 1242 Inquisitore Generale per la Lombardia, combatté senza posa gli eretici con la spada della divina parola, finché fu ucciso per loro mano, come egli aveva predetto, sulla strada da Como a Milano.Pietro = pietra, sasso squadrato, dal latinoPugnale, Ferita al capo, PalmaPresso Milano, passione di san Pietro da Verona, sacerdote dell’Ordine dei Predicatori e martire, che, nato da genitori seguaci del manicheismo, abbracciò ancor fanciullo la fede cattolica e divenuto adolescente ricevette l’abito dallo stesso san Domenico; con ogni mezzo si impegnò nel debellare le eresie, finché fu ucciso dai suoi nemici lungo la strada per Como, proclamando fino all’ultimo respiro il simbolo della fede.

San Vincenzo Ferrer ,

«Da trent’anni il mastro Vincenzo va da una città all’altra, da un paese all’altro attraverso tutta l’Europa, montato su un semplice somarello, in inverno come in estate, il bell’abito dei domenicani lungo fino a terra a coprire i suoi piedi nudi. Come Gesù è seguito da una folla immensa di poveri, di donne, di bambini, di chierici, di contadini, di teologi, di duchi e di duchesse, tutti mescolati» (“Le meraviglie di Dio”, Mondadori 2000). Nato a Valencia intorno al 1350, Vincenzo si trovò a vivere al tempo del grande scisma d’Occidente, quando i papi erano 2 e poi addirittura 3. E, suo malgrado, egli si trova al centro della divisione che minaccia il vertice della Chiesa. Ancora giovane domenicano, era stato notato da Pietro de Luna, legato del papa avignonese. Seguendo da vicino il cardinale, si rese però conto che la Chiesa aveva più che mai bisogno del ripristino dell’unità e della riforma morale. Incominciò allora la sua attività di predicazione. Nel 1394 il suo protettore, il cardinale de Luna, divenuto papa con il nome di Benedetto XIII, lo nomina suo confessore, cappellano domestico, penitenziere apostolico. Egli intensifica la sua attività ma nel 1398 si ammala e ha una visione nella quale gli appare il Salvatore accompagnato da san Domenico e san Francesco. Il Signore tocca la guancia del malato e gli ordina di mettersi in viaggio e conquistare molte anime. Vincenzo lascia allora Avignone ed intraprende vere e proprie campagne di predicazione in Spagna, Svizzera e Francia, in cui parla dell’Anticristo e del giudizio finale. Contribuisce così in modo decisivo alla fine dello scisma e al miglioramento dei costumi. Morì a Vannes nel 1419.CostruttoriVincenzo = vittorioso, dal latinoGlobo di fuoco, StellaSan Vincenzo Ferrer, sacerdote dell’Ordine dei Predicatori, che, spagnolo di nascita, fu instancabile viaggiatore tra le città e le strade dell’Occidente, sollecito per la pace e l’unità della Chiesa; a innumerevoli popoli predicò il Vangelo della penitenza e l’avvento del Signore, finché a Vannes in Bretagna, in Francia rese lo spirito a Dio.

Beato Guglielmo di Noto

Nato a Noto (SR) nel 1309, dalla nobile famiglia Buccheri, da giovanissimo entrò a far parte della corte di Re Federico II col ruolo di paggio. Un giorno in una battuta di caccia alle falde dell’Etna un grosso cinghiale stava aggredendo il Sovrano, allorché il giovane paggio Guglielmo si gettò armato sulla bestia, salvando la vita al Re, ma riducendosi in fin di vita per un morso ricevuto dal cinghiale. Guarito per intercessione della Martire Agata, decide di darsi alla vita eremitica prima nella sua città di Noto, dopo, per ispirazione della Vergine Maria nella città di Scicli (RG) dove morirà il 4 aprile 1404. Beatificato con breve del 9 aprile 1537 da Papa Paolo III.Invocato per ottenere la pioggiaA Scicli in Sicilia, beato Guglielmo Cuffitelli, eremita, che, abbandonata la passione per la caccia, visse per cinquantasette anni in solitudine e in povertà.

Beato Enrico (Alfieri) d’Asti ,

Enrico, dei signori di Magliano, nacque ad Asti verso il 1315. Entrato tra i francescani, si mostrò subito ricco di virtù.Fu superiore della provincia minoritica genovese. Nel Capitolo Generale del 1387 celebrato a Firenze fu eletto prima Vicario Generale, poi all’unanimità Ministro di tutto l’Or-dine, che per diciassette anni governò paternamente senza diminuire penitenza e preghiere, coronate da miracoli.Presiedette sei capitoli generali, nei quali si studiò di rimettere in onore la disciplina religiosa, che lasciava a desiderare a causa degli scismi esistenti nella Chiesa e nell’interno del-l’Ordine. Ebbe il merito di favorire la riforma degli Osservanti, iniziata da fra Paoluccio Trinci da Foligno. Fu bene accetto ai papi Urbano VI (1378-1389) e Bonifacio IX (1389-1404).Morì a Ravenna in fama di santità nel 1401 e fu sepolto nella chiesa di San Francesco.La sua memoria cade al primo aprile.

San Ludovico (Arcangelo) Palmentieri da Casoria ,

Nato a Casoria, in provincia di Napoli, nel 1814, Arcangelo Palmentieri entrò a 18 anni tra i Francescani Alcantarini divenendo fra Ludovico. Per 20 anni insegnò matematica e filosofia a Napoli, tenendo anche la farmacia del convento, che trasferì con sé a Capodimonte. La sua carità si estese presto ai piccoli che vagavano per le strade di Napoli, ai giovanissimi africani condotti in Occidente come schiavi, ai ciechi e ai sordomuti. Per dare continuità alle sue opere, fondò nel 1859 i Terziari Francescani della Carità, detti Frati Bigi (ora non più esistenti) e, cinque anni dopo, le Suore Francescane Elisabettine dette Bigie. Il Vaticano gli affidò la missione di Scellal, in Sudan, che però durò poco. Morì a Napoli il 30 marzo 1885, a 71 anni. Beatificato da san Giovanni Paolo II il 18 aprile 1993, è stato canonizzato il 23 novembre 2014 da papa Francesco. I suoi resti mortali riposano presso l’Ospizio Marino a Napoli, in via Posillipo 24. La sua memoria liturgica cade il 17 giugno, giorno in cui, nel 1832, vestì per la prima volta il saio francescano.A Napoli, beato Ludovico (Arcangelo) Palmentieri da Casoria, sacerdote dell’Ordine dei Frati Minori, che, spinto da ardore di carità verso i poveri di Cristo, istituì le due Congregazioni dei Fratelli della Carità e delle Suore Francescane di Santa Elisabetta.

Beato Bertoldo

Nativo della Lombardia, fu intorno al 1230 secondo priore generale dei Carmelitani. Gli si attribuisce una visione, durante la quale vide portare in cielo dagli angeli le anime di molti carmelitani uccisi dai saraceni. Il domenicano Stefano di Salignac che attribuì erroneamente la composizione della regola carmelitana ad Aimerico di Malefaida da Salignac, patriarca di Antiochia (1142-93), disse che questo aveva tra i Carmelitani un nipote, «un uomo santo e famoso». Costui ricevette un nome ed una qualifica nella cosiddetta Epistola Cyrilli, pubblicata dopo l’anno 1378 dal carmelitano Filippo Riboti, che lo dice fratello, non più nipote, di Aimerico, di nome Bertoldo e primo priore generale dei Carmelitani. Il Papenbroeck pubblicando un testo del monaco greco Phocas che nel 1177 visitò il Carmelo, identificò Bertoldo con un vecchio monaco di Calabria. Bertoldo = famoso, illustre, splendente, dall’antico germanicoSul monte Carmelo in Palestina, beato Bertoldo, che, soldato, fu ammesso tra i fratelli che su questo monte avevano abbracciato la vita monastica e, in seguito, eletto priore, affidò la pia comunità alla Madre di Dio.

San Ludgero di Munster

Nato verso il 745 in Frisia è legato all’evangelizzazione della Germania transrenana, come discepolo di Gregorio e di Alcuino di York. Dopo l’ordinazione sacerdotale, ricevuta a Colonia nel 777, si dedicò alla evangelizzazione della regione pagana della Frisia. Nel 776, durante la prima spedizione in questa zona, Carlo Magno impose il battesimo a tutti i guerrieri vinti; ma la rivolta di Widukindo fu accompagnata da un’apostasia generale. Ludgero fuggì e raggiunse Montecassino. La rivolta di Widukindo venne domata nel 784. Lo stesso Carlo Magno andò a incontrare Ludgero a Montecassino e lo rimandò in patria, incaricandolo di riprendere la missione nella Frisia. Prese il posto dell’abate Bernardo nel territorio della Sassonia. Nel 795 Ludgero vi eresse il monastero, attorno al quale sorse l’attuale città di Munster. Il territorio apparteneva alla circoscrizione ecclesiastica di Colonia, poiché Ludgero accettò soltanto nell’804 di essere consacrato vescovo della nuova diocesi. A lui si deve anche la fondazione del monastero benedettino di Werden, dove è sepolto. Morì nell’anno 809.
Bastone pastoraleNel monastero di Werden nella Sassonia, in Germania, transito di san Liudgero, vescovo, che, istruito da Alcuino, predicò il Vangelo nelle terre di Olanda, Danimarca e Sassonia, costituì la sede episcopale di Münster e fondò molti monasteri, veri centri di propagazione della fede.

Beato Metodio Domenico Trcka ,

Beato Metodio Domenico Trcka

Nel 1902 entrò nell’educandato dei redentoristi della provincia di Praga e il 25 agosto 1904 emise la professione religiosa. A compimento degli studi fu ordinato a Praga il 17 luglio 1910. Impiegò i primi anni di sacerdozio nelle missioni popolari. Nel 1919 fu mandato a lavorare fra i greco-cattolici nella zona di Halic in Galizia, e quindi in Slovacchia, nell’eparchia di Pre_ov, dove svolse un intenso lavoro missionario. Nel marzo del 1935, dalla Congregazione per le Chiese orientali, fu nominato visitatore apostolico delle monache basiliane a Pre_ov e a U_horod. Con l’erezione della Vice-provincia redentorista greco-cattolica di Michalovce, il p. Tr_ka, fu nominato vice-provinciale (23 marzo 1946). Subito si impegnò per la fondazione di nuove case religiose e la formazione dei giovani redentoristi. Nella notte tra il 13 e il 14 aprile 1950 il governo cecoslovacco soppresse tutte le comunità religiose. Dopo un processo sommario, il 21 aprile 1952, il Beato fu condannato a 12 anni di carcere, durante i quali subì estenuanti interrogatori e terribili torture. Trasferito nell’aprile del 1958 nella prigione di Leopoldov, a seguito di una polmonite, contratta nella cella di rigore dove era stato rinchiuso per aver cantato un inno natalizio, morì il 23 marzo 1959.Sepolto nel cimitero della prigione, dopo la restaurazione della Chiesa greco-cattolica, i resti mortali del beato Tr_ka, il 17 ottobre 1969, sono stati traslati nella tomba dei redentoristi nel cimitero di Michalovce.A Leopoldov in Slovacchia, beato Metodio Domenico Trčka, sacerdote della Congregazione del Santissimo Redentore e martire, il cui pellegrinaggio terreno, in tempo di persecuzione della fede, si tramutò con il suo glorioso martirio in vita eterna.

San Patrizio

San Patrizio
«Arrivato in Irlanda, ogni giorno portavo al pascolo il bestiame, e pregavo spesso nella giornata; fu allora che l’amore e il timore di Dio invasero sempre più il mio cuore, la mia fede crebbe e il mio spirito era portato a far circa cento preghiere al giorno e quasi altrettanto durante la notte, perché allora il mio spirito era pieno di ardore». Patrizio nasce verso il 385 in Britannia da una famiglia cristiana. Verso i 16 anni viene rapito e condotto schiavo in Irlanda, dove rimane prigioniero per 6 anni durante i quali approfondisce la sua vita di fede secondo il brano della Confessione che abbiamo letto all’inizio. Fuggito dalla schiavitù, ritorna in patria. Trascorre qualche tempo con i genitori, poi si prepara per diventare diacono e prete. In questi anni raggiunge probabilmente il continente e fa delle esperienze monastiche in Francia. Ha ormai 40 anni e sente forse la nostalgia di ritornare nell’isola verde. Qui c’è bisogno di evangelizzatori e qualcuno fa il suo nome come vescovo missionario. Egli si prepara, ma la famiglia è restia a lasciarlo partire, mentre degli oppositori gli rimproverano una scarsa preparazione. Nel 432, tuttavia, egli è di nuovo sull’isola. Accompagnato da una scorta, predica, battezza, conferma, celebra l’Eucarestia, ordina presbiteri, consacra monaci e vergini. Il successo missionario è grande, ma non mancano gli assalti di nemici e predoni, e neppure le malignità dei cristiani. Patrizio scrive allora la Confessione per respingere le accuse e celebrare l’amore di Dio che l’ha protetto e guidato nei suoi viaggi così pericolosi. Muore verso il 461. È il patrono dell’Irlanda e degli irlandesi nel mondo.IrlandaPatrizio = di nobile discendenza, dal latinoBastone pastorale, TrifoglioSan Patrizio, vescovo: da giovane fu portato prigioniero dalla Britannia in Irlanda; recuperata poi la libertà, volle entrare tra i chierici; fatto ritorno nella stessa isola ed eletto vescovo, annunciò con impegno il Vangelo al popolo e diresse con rigore la sua Chiesa, finché presso la città di Down in Irlanda si addormentò nel Signore.

Beata eva

Beata Eva
Nacque tra il 1205 e 1210 in un
ambiente certamente agiato, fu
combattuta fra la vita civile e quella di
reclusa, la sua vocazione. infatti, non
fu subito chiara, Gjuliana influi moltoo
sulla sua scelta. Entrò nel monastero
di San Martino a Liegi ove riceveva
spesso la visita di santa Giuliana di
Cornillon che le confidava le Sue
VISIOn i e il suo grande desiderio di
veder istituito un culto che glorificasse
il Sacramento dell’Eucaristia. E proprio
per questo scopo Eva si adoperò,
presso il vescovo di Liegi, Enrico de
Gueldre. affinché chiedesse a Urbano
IV un decreto in merito. Il pontefice l’8
settenmbre 1264 le inviò una Bolla in
cui le annunciava I’istituzione della
festa del Corpus Domini per tutta la
Chiesa Universale. chiedendole di
diffonderne il testo proprio della

Giovedì dopo le Ceneri Sante Perpetua e Felicita

Giovedì dopo le Ceneri
Sante Perpetua e Felicita
Chiusa in carcere aspettando la morte, una giovane tiene una sorta di diario dei suoi ultimi giorni, descrivendo la prigione affollata, il tormento della calura; annota nomi di visitatori, racconta sogni e visioni degli ultimi giorni. Siamo a Cartagine, Africa del Nord, anno 203: chi scrive è la colta gentildonna Tibia Perpetua, 22 anni, sposata e madre di un bambino. Nella folla carcerata sono accanto a lei anche la più giovane Felicita, figlia di suoi servi, e in gravidanza avanzata; e tre uomini di nome Saturnino, Revocato e Secondulo. Tutti condannati a morte perché vogliono farsi cristiani e stanno terminando il periodo di formazione; la loro «professione di fede» sarà il martirio nel nome di Cristo. Le annotazioni di Perpetua verranno poi raccolte nella «Passione di Perpetua e Felicita», opera forse di Tertulliano, testimone a Cartagine.
Perpetua = fede immutabile, dal latino – Felicita = contenta, dal latinoPalmaMemoria delle sante martiri Perpetua e Felicita, arrestate a Cartagine sotto l’imperatore Settimio Severo insieme ad altre giovani catecumene. Perpetua, matrona di circa ventidue anni, era madre di un bambino ancora lattante, mentre Felicita, sua schiava, risparmiata dalle leggi in quanto incinta affinché potesse partorire, si mostrava serena davanti alle fiere, nonostante i travagli dell’imminente parto. Entrambe avanzarono dal carcere nell’anfiteatro liete in volto, come se andassero in cielo.

Santa Coletta

Santa Coletta Boylet

E’ nata quando ormai i genitori – il carpentiere Roberto Boylet e sua moglie Caterina – non speravano più di avere figli. L’hanno chiamata Nicoletta (familiarmente Colette) in onore di Nicola di Bari, alla cui intercessione si attribuiva la sua nascita. Colette intraprende la sua complicata esperienza religiosa a 18 anni, dopo la morte dei genitori. E la conclude a 25 su consiglio del francescano Enrico di Baume, tornando fra le Clarisse, perché si sente chiamata alla riforma degli Ordini istituiti da san Francesco. Nel 1406, a Nizza, riceve il velo da Benedetto XIII, che l’autorizza a riformare i monasteri dell’Ordine e a fondarne di nuovi. Per alcuni anni, lei vede fallire gli sforzi di riforma, e solo nel 1410 ha il suo primo monastero rinnovato a Besançon, seguìto poi da altri 16. Colette muore a Gand nel 1447.
Coletta (accorc. di Nicoletta) come Nicola = vincidore del popolo, dal grecoA Gand nelle Fiandre, nell’odierno Belgio, santa Coletta Boylet, vergine, che, dopo tre anni di vita molto austera rinchiusa in una piccola casa posta accanto alla chiesa, divenuta professa sotto la regola di san Francesco, ricondusse molti monasteri di Clarisse al primitivo modello di vita, ristabilendovi in special modo lo spirito di povertà e di penitenza.

Santa Margherita da Cortona , intestazione 2

Nata a Laviano (Perugia) nel 1247, diciottenne va a convivere con un giovane nobile di Montepulciano, che non la sposa neppure quando nasce un figlio, e che muore assassinato nove anni dopo. (La tradizione racconta di un cagnolino che la guida a ritrovarlo cadavere, in un bosco). Allontanata dai parenti dell’uomo e dalla propria famiglia trova accoglienza a Cortona. Lavora come infermiera per le partorienti, educa il figlio, che si farà poi francescano, e si dedica agli ammalati poveri. Prende con sé alcune volontarie che si chiameranno «Poverelle», promuove l’assistenza gratuita a domicilio, si fa aiutare da famiglie importanti e nel 1278 fonda l’ospedale della Misericordia. Vive un periodo da contemplativa e una domenica ricompare a Laviano, per raccontare in chiesa, durante la Messa, le sue vicende giovanili, e per chiedere perdono. A Cortona spesso la gente va da lei, nella cella presso la Rocca dove si è stabilita nel 1288: chiede il suo intervento nelle contese cittadine e nelle lotte con altre città. Nel 1289 Margherita è tra coloro che danno vita alla Confraternita delle Laudi. Morirà a Cortona nel 1297.

Beati Federico Bachstein e 13 compagni , intestazione 2

Federico Bachstein, nato a Baumgarten (Boemia), era vicario e maestro dei novizi nel convento di Praga (S. Maria ad Nives); tutti i membri della stessa comunità francescana furono massacrati il 15 febb. 1611, per mano dei luterani al servizio del vescovo di Passau, Leopoldo, per il fatto di essere cattolici e in odio alla fede, denudati e martirizzati in diversi modi. Federico fu trafitto con una lancia al cuore. Giovanni Martinez, spagnolo e sacerdote, come sacrista cercava di nascondere il Santissimo, e per questo gli furono tagliate la mano destra e la testa. Simone, francese e sacerdote, ebbe il cranio spaccato con un grosso bastone e il corpo trafitto. Bartolomeo Dalmasoni, nato a Ponte San Pietro (Bergamo), sacerdote e autore di un Diario (perso), fu flagellato e ucciso a sciabolate. Girolamo dei conti Arese, nato a Milano, diacono, fu trafitto con la spada, ai piedi dell’altare della Madonna. Gaspare Daverio, nato a Bosto (Varese) il 27 apr. 1584, ordinato suddiacono nel 1610, si nascose nel campanile con Giacomo e Diego-Giovanni, ma furono buttati giù dal tetto della chiesa, alla fine del massacro. Giacomo di Augusta svevo, chierico. Clemente, svevo, chierico e novizio, ebbe la testa tagliata in due con una scure. Cristoforo Zelt, olandese, laico e cuoco, il più anziano della comunità, predisse tre giorni prima il martirio: con una mazza di ferro gli fracassarono la testa. Giovanni Bodeo (o Rode), nato a Mompiano (Brescia), laico, ucciso a sciabolate, come Emanuele (boemo, laico, cuoco), Antonio (boemo, novizio laico) e Giovanni (boemo, novizio chierico). Molti degli assassini morirono poco dopo di fame e di peste. I martiri furono sepolti nella cappella della Madonna, sotto l’altare di S. Pietro d’Alcantara (1616); esumati nel 1667. Il processo ordinario di non cultu finf nel 1677; riaperto nel 1930; nel 1947 si aprì il processo ordinario sul martirio. Il 10 maggio 2012 è stato promulgato il Decreto che riconosce il loro martirio. Il 13 ottobre 2012 sono stati beatificati solennemente a Praga.

Il santo del giorno

Venerdì della quarta settimana

Santa Giuseppina Bakhita 

Nasce nel Sudan nel 1869, rapita all’età di sette anni, venduta più volte, conosce sofferenze fisiche e morali, che la lasciano senza un’identità. Sono i suoi rapitori a darle il nome di Bakhita («fortunata»). Nel 1882 viene comprata a Kartum dal console Italiano Calisto Legnani. Nel 1885 segue quest’ultimo in Italia dove, a Genova, viene affidata alla famiglia di Augusto Michieli e diventa la bambinaia della figlia. Quando la famiglia Michieli si sposta sul Mar Rosso, Bakhita resta con la loro bambina presso le Suore Canossiane di Venezia. Qui ha la possibilità di conoscere la fede cristiana e, il 9 gennaio 1890, chiede il battesimo prendendo il nome di Giuseppina. Nel 1893, dopo un intenso cammino, decide di farsi suora canossiana per servire Dio che le aveva dato tante prove del suo amore. Divenuta suora, nel 1896 è trasferita a Schio (Vicenza) dove muore l’8 febbraio del 1947. Per cinquant’anni ha ricoperto compiti umili e semplici offerti con generosità e semplicità.  (Avv.)

 
 Santa Giuseppina Bakhita, vergine, che, nata nella regione del Darfur in Sudan, fu rapita bambina e, venduta più volte nei mercati africani di schiavi, patì una crudele schiavitù; resa, infine, libera, a Venezia divenne cristiana e religiosa presso le Figlie della Carità e passò il resto della sua vita in Cristo nella città di Schio nel territorio di Vicenza prodigandosi per tutti.

San Girolamo Emiliani (Miani) 

Fondatore della Società dei Servi dei poveri (Somaschi), Girolamo Emiliani si dedicò a malati, giovani abbandonati e al riscatto delle prostitute. Nato a Venezia nel 1486, intraprese la carriera militare. Nel 1511, in prigionia, maturò la vocazione, similmente a sant’Ignazio ferito a Pamplona. Consacratosi a Dio nel 1518, si prodigò in una carestia e in un’epidemia di peste a Verona, Brescia, Como e Bergamo. Qui, nel paesino di Somasca, nacque l’ordine di chierici regolari. Essi intuirono il ruolo di promozione sociale delle scuole e ne aprirono di gratuite con un metodo pedagogico innovativo. Il fondatore morì di peste nel 1537, mentre assisteva dei malati. Santo dal 1767, dal 1928 è patrono della gioventù abbandonata.   

Orfani, Gioventù abbandonataGirolamo = di nome sacro, dal grecoSan Girolamo Emiliani, che, dopo una giovinezza violenta e lussuriosa, gettato in carcere dai nemici, si convertì a Dio; si dedicò, quindi, appieno, insieme ai compagni radunati con lui, a tutti i miserabili, specialmente agli orfani e agli infermi; fu questo l’inizio della Congregazione dei Chierici Regolari, detti Somaschi; colpito in seguito dalla peste mentre curava i malati, morì a Somasca vicino a Bergamo.

Beati Alfonso de Riera, Francesco de Aretto, Dionisio Rugger e Francesco Donsu 

Questi quattro mercedari, Beati Alfonso de Riera, Francesco de Aretto, Dionisio Rugger e Francesco Donsu, tanto si adoperarono predicando il vangelo in Provenza (Francia), per la conversione degli infedeli e la liberazione dei cristiani. In questa regione morirono nella lode del Signore. L’Ordine li festeggia l’8 febbraio.

Santa Quinta (Cointa) d’Alessandria 

PalmaAd Alessandria d’Egitto, commemorazione di santa Cointa, martire, alla quale i pagani sotto l’imperatore Decio volevano imporre di adorare gli idoli; e poiché ella, detestandoli, si rifiutava di farlo, le legarono i piedi e così costretta la trascinarono per le piazze della città, straziandola in un orrendo supplizio.

Santo Stefano di Grandmont o di Muret 

Stefano = corona, incoronato, dal grecoPresso Muret nel territorio di Limoges in Aquitania, in Francia, santo Stefano, abate, che, fondatore dell’Ordine di Grandmont, affidò ai chierici la lode divina e la contemplazione e ai soli fratelli laici la gestione delle incombenze temporali da compiere secondo carità.

Beato Pietro Igneo 

Monaco benedettino di Vallombrosa, discepolo di San Giovanni Gualberto. Nominato da San Gregorio VII cardinale e vescovo di Albano.Ad Albano nel Lazio, beato Pietro, detto Igneo perché passato illeso nel fuoco, monaco di Vallombrosa e poi vescovo di Albano, che si dedicò senza posa al rinnovamento della disciplina ecclesiastica.

Beata Giuseppina Gabriella Bonino 

Giuseppina (come Giuseppe) = aggiunta (in famiglia), dall’ebraicoA Savigliano in Piemonte, beata Giuseppina Gabriella Bonino, vergine, fondatrice della Congregazione religiosa della Santa Famiglia di Nazareth per l’educazione degli orfani e l’assistenza ai poveri ammalati.

Santi Martiri Costantinopolitani 

Commemorazione dei santi monaci martiri del monastero di Dio a Costantinopoli, che, per difendere la fede cattolica, avendo portato una lettera del papa san Felice III contro Acacio, furono uccisi con grande crudeltà.

Sant’ Onorato di Milano 

A Milano, deposizione di sant’Onorato, vescovo, che, sotto la minaccia dell’invasione longobarda, mise in salvo gran parte della popolazione cercandole rifugio a Genova.

San Paolo di Verdun 

A Verdun in Francia, san Paolo, vescovo, che, divenuto monaco, eletto poi alla Chiesa di Verdun, promosse il decoro del culto divino e la vita comunitaria dei canonici.

San Giacuto 

In Bretagna, san Giacúto, abate, ritenuto fratello dei santi Vinvaleo e Guetnóco: fondò un monastero vicino al mare, che da lui poi prese il nome.

San Nicezio (o Niceto) di Besancon 

A Besançon in Burgundia, nell’odierna Francia, san Nicezio, vescovo.

Sant’ Invenzio (Evenzio) 

A Pavia, sant’Invenzio, vescovo, che si adoperò strenuamente per il Vangelo.

San Laureato 

Colera, Castelpoto (BN)

Santo del giorno 4 febbraio 2019

Lunedì della quarta settimana

San Giuseppe (Desideri) da Leonessa 

Nasce a Leonessa, nel Reatino, l’8 gennaio 1556. Eufranio rimane orfano da piccolo e a sedici entra entra nel convento dei cappuccini di Assisi e a diciassette anni pronuncia i voti e prende il nome di Giuseppe. Ordinato sacerdote nel 1580 si dedica alla predicazione. Ma il suo sogno è la missione, sogno che si avvera quando, a trentun’anni, viene mandato a Costantinopoli dove i vescovi cattolici sono stati allontanati e i fedeli rimasti sono emarginati: a costoro i cappuccini danno assistenza. Ma Giuseppe si spinge oltre, cerca di parlare al sultano Murad III, prova a penetrare nel suo palazzo ma viene arrestato: Dopo essere stato legato ad una trave sotto la quale arde un fuoco per tre giorni, viene espulso dal Paese. Torna in Italia e riprende a fare il predicatore. In ogni paese che attraversa lascia un segno indelebile: a tal punto che nascono molte confraternite intitolate al suo nome. Muore ad Amatrice il 4 febbraio 1612 a seguito di una dolorosa malattia. È stato proclamato santo da Benedetto XIV nel 1746.    

Ad Amatrice nel Lazio, san Giuseppe da Leonessa, sacerdote dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini, che a Costantinopoli aiutò i prigionieri cristiani e, dopo aver duramente patito per aver predicato il Vangelo fin nel palazzo del Sultano, tornato in patria rifulse nella cura dei poveri.

Sant’ Aventino di Troyes 

Nasce in Gallia, nella seconda metà del V secolo, a Bourges. Grazie all’educazione cristiana ricevuta, fin da giovane Aventino viene additato come modello. Da adolescente fa visita al vescovo san Lupo di Troyes che nell’anno 451 ha salvato la città dall’invasione di Attila offrendosi come ostaggio. Il presule lo tiene con sé come collaboratore. Insieme i due santi riscattano quanti più prigionieri stranieri di guerra possono, prendendosi cura di questi uomini resi schiavi. Lupo muore nel 479 e gli succede san Cameliano, che nomina Aventino economo. Questi però decide di ritirarsi a vita eremitica. Sebbene non sia incline alle cariche di comando, dopo poco tempo viene eletto superiore della comunità dove è stato accolto. La sua fama, però, va nuovamente diffondendosi tra la gente che spesso lo visita. Decide così di ritirarsi in un luogo solitario lungo la Senna, a sette miglia da Troyes. È il vescovo Cameliano a conferirgli gli ordini sacri. Vive l’ultimo periodo della vita celebrando la Messa nei pressi della sua capanna, per gli abitanti del posto. Muore nel 538.  

A Troyes nella Gallia lugdunense, ora in Francia, sant’Aventino, che si ritiene sia stato al servizio del vescovo san Lupo.

Santa Giovanna di Valois 

Giovanna di Valois, o di Francia, fu prima Regina di Francia e poi monaca e fondatrice di un Ordine religioso; è venerata come santa dalla Chiesa cattolica. Era figlia di Luigi XI e di Carlotta di Savoia e sposò nel 1476 il cugino Luigi d’Orléans (il futuro Luigi XII). Dopo l’annullamento del suo matrimonio (1498), ottenne il titolo di duchessa di Berry. Nel 1502 fondò a Bourges l’ordine delle monache Annunziate. Sin dal 1514 papa Leone X consentì alle monache dell’ordine da lei fondato di celebrarne la memoria; papa Benedetto XIV l’ha proclamata beata il 21 aprile del 1742 ed è stata canonizzata il 28 maggio del 1950 da papa Pio XII.Giovanna = il Signore è benefico, dono del Signore, dall’ebraicoA Bourges in Aquitania, santa Giovanna di Valois, regina di Francia: essendo stato dichiarato nullo il vincolo di matrimonio con il re Luigi XII, si rifugiò in Dio, venerò con particolare devozione la Croce e fondò l’Ordine della Santissima Annunciazione della beata Vergine Maria.

San Rabano Mauro 

Rabano Mauro fu uno dei protagonisti della cultura carolingia. Nato a Magonza, in Germania nel 780, studiò nella celebre scuola del monastero benedettino di Fulda. Si recò poi a Tours, dove gli fu maestro Alcuino. Ritornato all’abbazia di Fulda, ne divenne la guida e la portò al suo massimo splendore. Nell’847 diventò arcivescovo di Magonza fino alla morte, avvenuta nell’856. Noto come «Magister Germaniae», è considerato il teologo occidentale più erudito del suo tempo. Fine poeta, è autore del «De laudibus sanctae Crucis» e alcuni gli attribuiscono anche l’inno «Veni creator».  

A Magonza nella Franconia in Germania, san Rabáno, detto Mauro, vescovo, che, da monaco di Fulda eletto alla sede di Magonza, prelato di provata dottrina, di ricca eloquenza e accetto a Dio, nulla trascurò di quanto potesse fare a gloria di Dio.

Beati Alfonso de Meneses e Dionisio de Vilaregut 

Nel convento di S. Eulalia in Monpellier (Francia), i due mercedari, Beati Alfonso de Meneses e Dionisio de Vilaregut, testimoniarono la fede in Cristo con il loro esempio di vita dedita alle cose divine. Chiamati anche all’opera di redenzione a Jàtiva e Granada, liberarono 316 schiavi dalle mani dei mori. Infine con la stessa età e stessa santità andarono in cielò.L’Ordine li festeggia il 4 febbraio.

Beato Giovanni Speed 

Il laico John Speed, martire inglese,  fu condannato durante la persecuzione di Elisabetta I per aver aiutato i sacerdoti cattolici. Fu beatificato nel 1929 da Papa Pio XI.A Durham in Inghilterra, beato Giovanni Speed, martire, che, condannato a morte sotto la regina Elisabetta I per aver prestato aiuto ai sacerdoti, meritò la corona del martirio.

San Gilberto di Sempringham 

Gilberto = nobile ostaggio, dardo brillante, dal tedescoA Sempringham in Inghilterra, san Gilberto, sacerdote, che, con l’approvazione di papa Eugenio III, fondò un Ordine monastico, in cui impose una doppia disciplina di vita: alle monache la regola di san Benedetto, ai chierici quella di sant’Agostino.

Santi Filea e Filoromo 

Ad Alessandria d’Egitto, passione dei santi martiri Filea, vescovo, e Filorómo, tribuno militare, che, durante la persecuzione dell’imperatore Diocleziano, non persuasi da parenti e amici a salvarsi la vita, porgendo il collo alla decapitazione, guadagnarono entrambi la palma dal Signore.

San Giovanni de Britto 

PalmaIn località Oriur nel regno di Maravá in India, san Giovanni de Britto, sacerdote della Compagnia di Gesù e martire, che, dopo aver convertito molti alla fede imitando la vita e la condotta degli asceti di quella regione, coronò la sua vita con un glorioso martirio.

Sant’ Eutichio di Roma 

A Roma ad Catacumbas sulla via Appia, sant’Eutichio, martire, che, per lungo tempo condannato all’insonnia e alla fame, gettato infine in un baratro, per la fede in Cristo riportò la vittoria su tutti i crudeli ordini del tiranno.

Sant’ Isidoro di Pelusio 

A Pelusio sempre in Egitto, sant’Isidoro, sacerdote, che, illustre per dottrina, disdegnando il mondo e le sue ricchezze, preferì imitare la vita di Giovanni Battista nel deserto indossando l’abito monastico.

San Nicola Studita 

IconaA Costantinopoli, san Nicola Studita, monaco, che, più volte scacciato in esilio a motivo della venerazione delle sacre immagini, divenuto infine egúmeno del monastero di Studio, morì in pace.

Sant’ Aventino di Chartres 

A Châteaudun vicino a Chartres in Francia, transito di sant’Aventino, vescovo, che aveva prima retto la sede di Chartres.

Santi Papia, Diodoro e Claudiano 

A Perge in Panfilia, nell’odierna Turchia, santi Pápia, Diodoro e Claudiano, martiri.

San Gilberto di Limerick 

Gilberto = nobile ostaggio, dardo brillante, dal tedescoBastone pastorale

Santo del giorno

Martedì della terza settimana intestazione 1, San Gelasio II intestazionenotizieiamo scarse notizie sull’infanzia di Giovanni di Gaeta, figlio del duca di Fondi Crescenzio. Affidato all’abbazia di Montecassino, fu uno dei grandi sostenitori della riforma gregoriana e dallo stesso Gregorio VII venne nominato nel 1082 cardinale diacono di Santa Maria in Cosmedin. Autore di opere storiche, per quasi 30 anni fu a capo della cancelleria pontificia. Introdusse nei documenti pontifici il cursus leonino, un nuovo tipo di scrittura, operando una riforma fondamentale nei documenti papali. Egli rappresenta la fase conclusiva dell’epoca d’oro di Montecassino, quando i Papi ricorrevano spesso ai monaci cassinesi per il cardinalato e l’amministrazione. Il contributo di pensiero dei cassinesi è quello della Renovatio. Era necessario recuperare con rinnovata vitalità quello che si era dimostrato eccellente nel passato ideale degli imperatori romani passati al cristianesimo. Con il trasferimento della sede temporale a Costantinopoli e la cessione di Roma al successore di Pietro, Costantino aveva permesso al Papa di svolgere l’incarico divino in perfetta libertà. Con questi pensieri, il cancelliere Giovanni accettava nel 1118 l’elezione a pontefice con il nome di Gelasio II. La realtà, tuttavia, si presentava molto complessa. Eletto a gennaio, in marzo fu costretto a rifugiarsi a Gaeta perché l’imperatore Enrico V minacciava di farlo prigioniero. Ritornato per breve tempo a Roma, dovette nuovamente fuggire, via mare, a Pisa e Genova, dove consacrò le rispettive basiliche. Si diresse infine in Francia dove si ammalò e morì santamente a Cluny, l’altro monastero che, come Montecassino, era stato baluardo della riforma gregoriana. San Gildas di Rhuys intestazione 2, Nacque verso la fine del V sec, sulle rive della Clyde, in Gran Bretagna, da una famiglia principesca. Fin dalla prima infanzia fu affidato al santo abate Iltud e fu condiscepolo dei santi Paolo di Lèon, Sansone di Dol e Lunario. Ordinato prete verso il 518, decise di ricondurre alla fede, attraverso la sua predicazione, le regioni settentrionali della Gran Bretagna in cui il Cristianesimo era quasi scomparso. Poco più tardi, chiamato da S. Brigida, passò in Irlanda, dove la Chiesa era in piena decadenza dopo la morte di san Patrizio. Gildas ristabilisce la disciplina nei monasteri, opera numerose conversioni. Terminata la sua missione torna in Inghilterra e si ritira in solitudine nell’isola di Houat, in pieno Oceano. Ma i pescatori dei dintorni non tardano a scoprirlo e così circondato da una numerosa schiera di discepoli egli deve ben presto stabilirsi nella vicina penisola di Rhuys dove fonda un monastero. In quello stesso luogo avrebbe risuscitato S. Trifida, madre di S. Tremoro, assassinata dal marito, il tiranno di Conomor. In seguito percorre la Cornovaglia predicando e fondando monasteri. Ritorna a Rhuys, ma muore ad Houat, dove amava isolarsi, il 29 gennaio del 570. Il corpo, per suo espresso desiderio, affidato al mare in una barca, fu ritrovato sulle coste di Rhuys l’11 maggio seguente e inumato nella chiesa del monastero.Bastone abbaziale, campanella, Beata Villana Delle Botti intestazione 2, Nata a Firenze nel 1332 da nobile famiglia, Villana Delle Botti col matrimonio dimenticò i suoi doveri cristiani, conducendo una vita dissipata nel fasto e frivolo ambiente dei mercanti fiorentini. La terrificante visione del demonio sullo specchio davanti al quale si pavoneggiava prima di partecipare a una festa mondana, segnò l’inizio della sua profonda conversione. Entrata nel Terz’Ordine della penitenza di san Domenico, condusse una vita di straordinaria austerità, di preghiera e di assistenza ai bisognosi, senza dimenticare i suoi doveri matrimoniali. Sopportò penose prove e, il 29 gennaio 1361 prima di morire, pur essendo agonizzante nel letto, volle indossare il bianco abito domenicano. È sepolta nella Basilica di Santa Maria Novella a Firenze ed é stata beatificata da, Leone XII il 27 marzo 1824.A Firenze, beata Villana de Bottis, madre di famiglia, che, abbandonata la vita mondana, prese l’abito delle Suore della Penitenza di San Domenico e rifulse nella meditazione sulla passione di Cristo e nell’austera condotta di vita, mendicando anche per le strade l’elemosina per i poveri. Sant’ Aquilino intestazione 2, Nacque a Würzburg, in Germania, da una famiglia nobile. Presto si avvicinò alla fede cattolica compiendo gli studi teologici a Colonia, dove diventò prete. Rifiutò, però, la carica di vescovo che gli fu proposta, perché desiderava dedicarsi interamente al ministero e alla preghiera. Per questo fuggì a Parigi, dove curò gli ammalati di colera, guarendoli miracolosamente e, anche qui, gli fu offerto l’incarico di vescovo, che rifiutò nuovamente scappando a Pavia. La città, però, era in mano a seguaci dell’arianesimo e del catarismo, eresie contro cui Aquilino predicava e che gli costarono la vita nel momento in cui si recò a Milano, dove, in una notte del 1015, venne accoltellato da un gruppo di eretici. Il suo cadavere fu tratto da una fogna, nei pressi di Porta Ticinese da alcuni facchini, che lo portarono nell’oratorio della vicina basilica di San Lorenzo. Il suo corpo fu poi sepolto nella Cappella della Regina, che fu subito intitolata al santo. In questa cappella, a tutt’oggi, si può vedere l’urna che ne conserva le reliquie. FacchiniPalma, Beato Simone Kim Gye-wan intestazione 2, Simone Kim Gye-wan, come numerosi coreani sul finire del diciottesimo secolo, entrò in contatto col cattolicesimo tramite la lettura di alcuni libri. Arrestato una prima volta, venne liberato perché ritrattò le sue posizioni, ma, pentitosi, decise di darsi a una vita di fede più intensa. Fece quindi da ministrante al primo sacerdote missionario in Corea, padre Giacomo Zhou Wen-mo. Nuovamente arrestato nel 1801, rimase saldamente convinto che ciò in cui credeva fosse vero. Morì per decapitazione il 29 gennaio 1802, insieme al catechista Gervaso Son Gyeong-yun e a Carlo Yi Gyeong-do, Barnaba Jeong Gwang-su e Antonio Hong Ik-man. Inseriti tutti nel gruppo di martiri capeggiato da Paolo Yun Ji-chung, sono stati beatificati da papa Francesco il 16 agosto 2014, nel corso del viaggio apostolico in Corea del Sud. Beata Boleslava Maria Lament intestazione 2, La beata polacca Boleslava Maria Lament, vergine, cogliendo i segni dei tempi, fondò la Congregazione delle Suore Missionarie della Sacra Famiglia, per favorire l’unità dei cristiani, per aiutare gli ultimi e per formare cristianamente la gioventù femminile. Giovanni Paolo II la beatificò.Nella città di Białystok in Polonia, beata Boleslava Maria Lament, vergine, che in mezzo ai rivolgimenti politici fondò la Congregazione delle Suore Missionarie della Sacra Famiglia per promuovere l’unità dei cristiani, aiutare i derelitti e formare le ragazze alla vita cristiana. San Valerio di Treviri intestazione 2, Valerio vescovo di Treviri, visse tra il III e il IV secolo. Poco si sa di lui. La tradizione lo descrive come un uomo buono, eloquente ed evangelizzatore. La sua esistenza è attestata da un’iscrizione che un tempo era nella chiesa di S. Mattia di Treviri, dove in un sarcofago di tardo stile romanico, sono conservate oggi le sue reliquie.Valerio = che sta bene, forte, robusto, dal latinoBastone pastoraleA Treviri nella Gallia belgica, ora in Germania, san Valerio, vescovo, che resse per secondo questa sede. Santi Papia e Mauro intestazione 2, I santi Martiri Papia e Mauro furono soldati al tempo dell’Imperatore Diocleziano. Alla prima confessione di Cristo, Laodicio, Prefetto della città, fece percuotere loro la bocca con sassi, poi li fece gettare in prigione, e quindi percuotere con bastoni, e da ultimo con flagelli, finchè ne morirono.Congregazione dell’Oratorio di San Filippo NeriA Roma sulla via Nomentana nel cimitero Maggiore, santi martiri Pápia e Mauro, soldati. Sant’ Afraate intestazione 2, Afraate = Afra = originario dell’africa, dal, latinoVicino ad Antiochia di Siria, oggi in Turchia, sant’Afraate, anacoreta, che, nato ed educato tra i Persiani, seguendo le orme dei magi, a Betlemme si convertì al Signore e, raggiunta Edessa, si ritirò in una piccola abitazione fuori le mura; ad Antiochia, infine, difese la fede cattolica dagli ariani con la predicazione e con gli scritti. Santi Sarbelio e Bebaia intestazione 2, A Edessa nell’Osroene, oggi in Turchia, santi martiri Charbel, sacerdote, e Bebáia, sua sorella, che si tramanda siano stati condotti al battesimo dal vescovo san Barsimeo e abbiano subito il martirio per Cristo. San Sulpizio Severo intestazione 2, Presso Bourges in Aquitania, in Francia, san Sulpicio Severo, vescovo, senatore delle Gallie, di cui san Gregorio di Tours lodò la saggezza, la cura pastorale e lo zelo nel restaurare la disciplina. Santi Gioventino e Massimino intestazione 2, Ad Antiochia di Siria, oggi in Turchia, santi martiri Gioventino e Massimino, coronati dal martirio sotto l’imperatore Giuliano l’Apostata. Sant’ Agnese da Bagno di Romagna intestazione 2, Agnese da Bagno di Romagna, camaldolese. Originaria di Sarsina, visse nel XII secolo.Agnese = pura, casta, dal greco, San Giuliano l’ospitaliere intestazione 2, Albergatori, Viaggiatori, MacerataGiuliano = appartenente alla ‘gens Julia’, illustre famiglia romana, dal latino, San Costanzo di Perugia intestazione 2, Costanzo = che ha fermezza, tenace, dal latinoBastone pastorale, PalmaA Perugia, san Costanzo, vescovo. San Valerio di Ravenna intestazione 2, Valerio = che sta bene, forte, robusto, dal latinoBastone pastorale, Santa Sabrina (Savina, Sabina) intestazione 2, Sabrina = affilata, pungente, dall’ebraicoPalma

Il santo del giorno

Terza domenica del Tempo Ordinario intestazione 1, Santa Devota intestazione 2, Nacque nel 283, in un luogo detto Quercio in Corsica. Giovane vergine, aveva deciso di votare la propria vita al completo servizio di Dio. Vittima della delazione, verso l’inizio del 304 d.C. fu arrestata, imprigionata e torturata. Dopo la sua morte, il governatore della provincia ordinò di bruciare il suo corpo, ma alcuni cristiani lo salvarono dalle fiamme e lo deposero su una barca, condotta dal pilota Graziano e dal prete Benenato, in partenza per l’Africa dove, pensarono, qualcuno le avrebbe donato una sepoltura cristiana. Ma nelle prime ore della traversata si levò una tempesta. Dalla bocca del cadavere inanimato di Devota uscì una colomba, che guidò la barca alla piccola valle di Les Gaumates, oggi parte del Principato di Monaco, dove secondo la leggenda sorgeva già una cappella dedicata a San Giorgio. Qui s’incaglio secondo la tradizione il 27 gennaio su un cespuglio di fiori assai precoce per la fredda stagione. Il corpo mutilato della giovane martire venne dunque scoperto dai pescatori ed in suo onore fu eretta una cappella dove ancora oggi sorge la chiesa parrocchiale a lei dedicata, vicino al porto monegasco. Corsica, Mariana (Corsica), Principato di Monaco e Famiglia GrimaldiPalma, Corona di rose, Colomba, Barca, Stemma del Principato di MonacoA Biguglia in Corsica, commemorazione di santa Devota, vergine e martire. Sant’ Angela Merici intestazione 2, Angela Merici fondò nel 1535 la Compagnia di Sant’Orsola, congregazione le cui suore sono ovunque note come Orsoline. Le sua idea di aprire scuole per le ragazze era rivoluzionaria per un’epoca in cui l’educazione era privilegio quasi solo maschile. Nata nel 1474 a Desenzano del Garda (Brescia) in una povera famiglia contadina, entrò giovanissima tra le Terziarie francescane. Rimasta orfana di entrambi i genitori a 15 anni, partì per la Terra Santa. Qui avvenne un fatto insolito. Giunta per vedere i luoghi di Gesù, rimase colpita da cecità temporanea. Dentro di sé, però, vide una luce e una scala che saliva in cielo, dove la attendevano schiere di fanciulle. Capì allora la sua missione. Tornata in patria, diede vita alla nuova congregazione, le cui prime aderenti vestivano come le altre ragazze di campagna. La regola venne stampata dopo la morte, avvenuta a Brescia il 27 gennaio del 1540. E’ santa dal 1807. Angela = messaggero, nunzio, dal grecoGiglioSant’Angela Merici, vergine, che dapprima prese l’abito del Terz’Ordine di San Francesco e radunò delle giovani da formare alle opere di carità; quindi, istituì sotto il nome di sant’Orsola un Ordine femminile, cui affidò il compito di cercare la perfezione di vita nel mondo e di educare le adolescenti nelle vie del Signore; infine, a Brescia rese l’anima a Dio. Sant’ Enrico de Osso y Cervello intestazione 2, Sacerdote catalano canonizzato da Giovanni Paolo II il 16 giugno 1993 a Madrid. Nato a Vinebre (diocesi di Tortosa, provincia di Tarragona) il 16 ottobre 1840), sin dagli anni del seminario si dimostrò «catechista geniale». Promosse in tutta la Spagna la devozione a Santa Teresa d’Avila, fondando l’Arciconfraternita Teresiana. Pubblicò diversi libri di pietà e di pedagogia, subito diventati celebri, fra cui «Il quarto d’ora d’orazione» e la «Guida pratica del Catechista». Fu il fondatore, inoltre, della rivista Santa Teresa di Gesù , periodico che si diffuse rapidamente non solo in Spagna, ma anche in Europa e in America. A Tarragona, nella Catalogna, fondò la Compagnia di Santa Teresa di Gesù, congregazione religiosa femminile dedita alla preghiera ed all’educazione e oggi estesa in tutta la Spagna, in Portogallo, in Italia, in Francia, nelle Americhe e in alcuni luoghi dell’Africa e dell’Asia. Morì nel convento francescano di Santo Spirito, a Gilet (Valencia), nel 1896. Nella cittadina di Gilet nella provincia di Valencia in Spagna, sant’Enrico de Ossó y Cervelló, sacerdote, che per provvedere alla formazione delle fanciulle, fondò la Società di Santa Teresa di Gesù; rimosso in seguito da essa, trascorse i restanti anni della sua vita in un convento dei Frati Minori. Sant’Angela Merici intestazione 2, Angela Merici fondò nel 1535 la Compagnia di Sant’Orsola, congregazione le cui suore sono ovunque note come Orsoline. Le sua idea di aprire scuole per le ragazze era rivoluzionaria per un’epoca in cui l’educazione era privilegio quasi solo maschile. Nata nel 1474 a Desenzano del Garda (Brescia) in una povera famiglia contadina, entrò giovanissima tra le Terziarie francescane. Rimasta orfana di entrambi i genitori a 15 anni, partì per la Terra Santa. Qui avvenne un fatto insolito. Giunta per vedere i luoghi di Gesù, rimase colpita da cecità temporanea. Dentro di sé, però, vide una luce e una scala che saliva in cielo, dove la attendevano schiere di fanciulle. Capì allora la sua missione. Tornata in patria, diede vita alla nuova congregazione, le cui prime aderenti vestivano come le altre ragazze di campagna. La regola venne stampata dopo la morte, avvenuta a Brescia il 27 gennaio del 1540. E’ santa dal 1807. Angela = messaggero, nunzio, dal greco. Emblemi: Giglio, Beato Gonzalo Diaz di Amarante intestazione 2, Chiamato all’Ordine Mercedario dalla Beata Vergine, il Beato Gonzalo Diaz, era nato in Amarante (Portogallo) nel 1540. Trasferitosi in Perù come marinaio, nell’anno 1603 divenne religioso nel convento della Mercede di Lima. Si distinse per la sua dedizione alla vita di preghiera e per la sua carità verso gli indigeni ed i bisognosi. Svolse con impegno e umiltà, l’ufficio di portinaio, dando esempio di virtù a quanti lo avvicinavano. Passò poi al convento di Callao dove esercitò la funzione di elemosiniere. Durante la sua vita fu favorito da frequenti apparizioni della Vergine e illustre per la grazia di avere guarito molte persone, morì santamente a Callao il 27 gennaio 1618, il suo corpo riposa nella chiesa mercedaria di Lima.L’Ordine lo festeggia il 27 gennaio. Beata Rosalia du Verdier de la Soriniere intestazione 2, In religione “Suor Celeste”, religiosa professa delle Monache Benedettina di Notre-Dame du Calvaire, ghigliottinata durante la Rivoluzione Francese. Fu beatificata il 19 febbraio 1984 da Papa Giovanni Paolo II insieme con altri martiri della diocesi di Angers.Ad Angers in Francia, beata Rosalía du Verdier de la Sorinière, vergine nel monastero del Calvario di questa città e martire, condannata a morte mentre infuriava la rivoluzione francese in odio alla fede cristiana. Beato Paolo Giuseppe Nardini intestazione 2, Paolo Giuseppe Nardini, sacerdote della diocesi di Speyer, di origini italiane, fondò in Germania le Suore Francescane della Sacra Famiglia. Dichiarato “venerabile” il 19 dicembre 2005, Benedetto XVI ha riconosciuto un miracolo attribuito alla sua intercessione il 26 giugno 2006. E’ stato beatificato il 22 ottobre 2006 nella cattedrale di Speyer (Germania). Beato Antonio Mascaró Colomina intestazione 2, Studente religioso al terzo anno di teologia. Molto pio, allegro e di buon cuore. Nel 1935-36 stava facendo il servizio militare nel decimo battaglione presso la caserma Pedraldes Bruch. Il 27 gennaio 1937 venne arrestato, incarcerato in S. Elia con lo zio, Fernando Mascaro e ucciso a Montcada lo stesso giorno. Il suo corpo non è stato individuato. San Giovanni Maria, detto Muzei intestazione 2, Vicino a Mengo in Uganda, passione di san Giovanni Maria, detto per la maturità d’animo Muzei, l’Anziano: domestico del re, una volta divenuto cristiano non volle sottrarsi alla persecuzione, ma professò spontaneamente davanti al primo ministro del re Mwenga la sua fede in Cristo e fu perciò decapitato, ultima vittima di quella persecuzione. San Gilduino intestazione 2, A Chartres in Francia, transito di san Gilduino, diacono di Dôle in Bretagna: eletto vescovo ancora molto giovane, rifiutò al cospetto del papa san Gregorio VII un così grande onore ritenendosene indegno e, nel far ritorno da Roma, assalito dalle, febbri pose termine in questa regione al suo pellegrinaggio terreno. Beato Giorgio Matulaitis (o Matulewicz) intestazione 2, A Kaunas in Lituania, beato Giorgio Matulewicz, vescovo di Vilnius e poi Nunzio apostolico in Lituania, fondatore della Congregazione dei Chierici Mariani e della Congregazione delle Suore Povere dell’Immacolata Concezione della Beata Maria Vergine. Beato Giovanni di Warneton intestazione 2, A Thérouanne sempre in Francia, beato Giovanni, vescovo: canonico regolare, occupò la sede episcopale di Maurienne, nella quale per oltre trent’anni lottò contro i simoniaci e fondò otto monasteri sia di canonici sia di monaci. San Giuliano di Le Mans intestazione 2, Giuliano = appartenente alla ‘gens Julia’, illustre famiglia romana, dal latinoBastone pastoraleA Le Mans nella Gallia lugdunense, nell’odierna Francia, san Giuliano, che si ritiene primo vescovo di questa città. San Giuliano intestazione 2, Giuliano = appartenente alla ‘gens Julia’, illustre famiglia romana, dal latinoA Sora nel Lazio, commemorazione di san Giuliano, martire, che si tramanda abbia subito il martirio al tempo dell’imperatore Antonino. San Teodorico di Orleans intestazione 2, A Tonnerre in Burgundia, in Francia, transito di san Teodorico, vescovo di Orléans, che terminò la sua vita mentre si recava in visita alle basiliche degli Apostoli. Beato Manfredo Settala intestazione 2, Di origine milanese, eremita sul Monte San Giorgio, nei pressi del Lago di Lugano.A Riva San Vitale vicino a Como, beato Manfredo Settala, sacerdote ed eremita. San Marino (Mario) intestazione 2, Nel monastero di Beuvoux nel territorio di Sisteron in Francia, san Mario, abate.

Vari santi del giorno

Seconda domenica del Tempo Ordinario intestazione 1, Beato Cipriano Michele Iwene Tansi intestazione 2, Primo beato della Nigeria, è stato beatificato da papa Giovanni Paolo II il 22 marzo 1998 ad Onitsha. Nacque nel 1903 ad Igboezunu nel Sud della Nigeria nella tribù degli Igbo, protagonisti negli anni 1967-70 della guerra civile del Biafra. Iwene (questo il suo primo nome) fu mandato a scuola dai missionari, che erano in Nigeria dal 1890. A nove anni venne battezzato col nome di Michele. Vincendo l’opposizione dei genitori nel 1925 entrò in seminario a Igbarian, diventando sacerdote nel 1937 nella cattedrale di Onitsha. Nominato parroco a Dunukofia, si impegnò in una vasta opera di evangelizzazione permettendo a molti di superare superstizioni e ingiustizie vissute nel nome della religione tradizionale. Dal 1945 al 1949 fu parroco ad Aguleri. Seguendo il desiderio del vescovo di avere in diocesi un’esperienza monastica, padre Tansi si recò in Inghilterra, entrando nel 1950 nell’abbazia trappista di Mount St. Bernard. Nel 1952 fu ammesso al noviziato, diventando fra’ Cipriano ed emettendo nel 1956 i voti perpetui. Nel 1964, al momento di recarsi in Camerun per guidare la nuova comunità monastica, fu colpito da un aneurisma aortico che il 20 gennaio lo portò al decesso nell’ospedale di Leicester. (Avv.)Nel monastero di Mount Saint Bernard presso Leicester in Inghilterra, beato Cipriano (Michele) Iwene Tansi, sacerdote dell’Ordine cistercense: nato nella regione di Onitsha in Nigeria, ancora fanciullo professò, contro la volontà della famiglia, la fede cristiana e, ordinato sacerdote, con grande zelo si dedicò alla cura pastorale, finché fattosi monaco meritò di coronare la sua santa vita con una morte santa. San Sebastiano intestazione 2, Le notizie storiche su san Sebastiano sono davvero poche, ma la diffusione del suo culto ha resistito ai millenni, ed è tuttora molto vivo. Ben tre Comuni in Italia portano il suo nome, e tanti altri lo venerano come santo patrono. San Sebastiano fu sepolto nelle catacombe che ne hanno preso il nome. Il suo martirio avvenne sotto Diocleziano. Secondo i racconti della sua vita sarebbe stato un cavaliere valsosi dell’amicizia con l’imperatore per recare soccorso ai cristiani incarcerati e condotti al supplizio. Avrebbe fatto anche opera missionaria convertendo soldati e prigionieri. Lo stesso governatore di Roma, Cromazio, e suo figlio Tiburzio, da lui convertiti, avrebbero affrontato il martirio. Tutto ciò non poteva passare inosservato a corte, tanto che Diocleziano stesso convocò Sebastiano. Inizialmente si appellò alla vecchia familiarità: «Ti avevo aperto le porte del mio palazzo e spianato la strada per una promettente carriera e tu attentavi alla mia salute». Poi passò alle minacce e infine alla condanna. Venne legato al tronco di un albero, in aperta campagna, e saettato da alcuni commilitoni. Atleti, Arcieri, Vigili urbani, TappezzieriSebastiano = venerabile, dal grecoFreccia, PalmaSan Sebastiano, martire, che, originario di Milano, venne a Roma, come riferisce sant’Ambrogio, al tempo in cui infuriavano violente persecuzioni e vi subì la passione; a Roma, pertanto, dove era giunto come ospite straniero, ebbe il domicilio della perpetua immortalità; la sua deposizione avvenne sempre a Roma ad Catacumbas in questo stesso giorno. Santa Maria Cristina dell’Immacolata Concezione (Adelaide Brando) intestazione 2, Adelaide Brando, originaria di Napoli, sentì dall’adolescenza la chiamata ad essere interamente del Signore. Entrata inizialmente nel monastero delle Clarisse dette Fiorentine, poi in quello delle Sacramentine di Napoli, prese il nome di suor Maria Cristina dell’Immacolata Concezione, ma dovette lasciare la clausura per motivi di salute. Trasferitasi a Casoria, fondò le Suore Vittime Espiatrici di Gesù Sacramentato, dedite all’adorazione perpetua, all’insegnamento catechistico e scolastico e a varie opere di carità. Morì a Casoria il 20 gennaio 1906, a 49 anni. Beatificata da, san Giovanni Paolo II a Roma il 27 aprile 2003, è stata canonizzata da papa Francesco, ancora a Roma, il 17 maggio 2015. I suoi resti mortali riposano nella chiesa adiacente alla Casa madre delle Vittime Espiatrici di Gesù Sacramentato a Casoria, in via Gioacchino D’Anna.A Casoria vicino a Napoli, beata Maria Cristina dell’Immacolata (Adelaide) Brando, vergine, che dedicò la sua vita alla formazione cristiana dei fanciulli e attraverso la Congregazione delle Suore Vittime Espiatrici di Gesù Sacramento da lei fondata promosse fortemente l’adorazione della santa Eucaristia. Santa Eustochia (Smeralda) Calafato di Messina intestazione 2, Di famiglia agiata, figlia di un ricco mercante nacque il giovedì santo del 1434 nel villaggio di Annunziata. Venne battezzata Smeralda. Entrò tra le clarisse a 15 anni prendendo il nome di suor Eustochia. La sua scelta religiosa fu contrastata dalla famiglia tanto che i fratelli minacciarono di dar fuoco al convento che doveva ospitarla. Tuttavia le insistenze della giovane convinsero le consorelle ad accoglierla. Fu sempre animata da un profondo amore alla povertà. Nel convento di San Maria di Basicò, sceltasi per cella un sottoscala, visse penitente, dormendo sulla nuda terra e portando il cilicio. In seguito maturò il desiderio di fondare un nuovo monastero. Così nel 1464 nacque il monastero di Montevergine che alla morte di Eustochia, il 20 gennaio 1491 contava 50 suore. È stata canonizzata da Giovanni Paolo II l’11 giugno 1988. A Messina, santa Eustochio Calafato, vergine, badessa dell’Ordine di Santa Chiara, che si dedicò con grande ardore a ripristinare l’antica disciplina della vita religiosa e a promuovere la sequela di Cristo sul modello di san Francesco. San Fabiano intestazione 2, Fabiano, pontefice a Roma per quattordici anni (dal 10 gennaio del 236 al 20 gennaio del 250), promosse il consolidamento e lo sviluppo della Chiesa. Divise Roma in sette diaconie per l’assistenza dei poveri. Con lui la figura del vescovo di Roma assunse tale prestigio da destare preoccupazione nell’imperatore Decio, sotto il quale subì il martirio. Fu sepolto nel cimitero di Callisto. (Mess. Rom.)IdrauliciFabiano = dalla romana gens FabiaPalmaSan Fabiano, papa e martire, che da laico fu chiamato per grazia divina al pontificato e, offrendo un glorioso esempio di fede e di virtù, subì il martirio durante la persecuzione dell’imperatore Decio; san Cipriano si felicita del suo combattimento, perché diede una testimonianza irreprensibile e insigne nel governo della Chiesa; il suo corpo in questo giorno fu deposto a Roma sulla via Appia nel cimitero di Callisto. San Vulstano di Worcester intestazione 2, San Vulfstano, vescovo della città inglese di Worcester, in Inghilterra, seppe far convivere i costumi monastici che lo avevano distinto da monaco con lo zelo pastorale, impegnandosi a visitare le parrocchie, a costruire chiese, a favorire la cultura e a contrastare il mercato degli schiavi.Bastone pastorale, MitraA Worcester in Inghilterra, san Vulfstano, vescovo, che elevato dal chiostro a questa sede episcopale, unì i costumi monastici allo zelo pastorale, dedicandosi con impegno a visitare le parrocchie, promuovere la costruzione di chiese, favorire le lettere e condannare la venalità. Sant’ Eutimio intestazione 2, Il santo abate Eutimio, armeno di nascita, sin da piccolo fu consacrato a Dio, si recò a Gerusalemme e, dopo parecchi anni trascorsi in solitudine, morì celebre per la sua umiltà, la sua carità e la perfetta osservanza della disciplina monastica. Il Martyrologium Romanum lo commemora in data odierna.In Palestina, sant’Eutimio, abate: di origine armena e consacrato a Dio fin dall’infanzia, giunse a Gerusalemme e, trascorsi molti anni in solitudine, fu fino alla morte saldo e solerte nell’umiltà e nella carità, insigne nell’osservanza della disciplina. Beato Basilio Antonio Maria Moreau intestazione 2, Basile- Antoine-Marie Moreau nacque l’11 febbraio 1799 a Laigné-en-Belin (Francia) e morì, il 27 gennaio 1873 a Le Mans (Francia). Sacerdote diocesano, fondò la Congregazione della Santa Croce. La sua causa di canonizzazione, introdotta il 12 maggio 1955, ha portato al riconoscimento delle sue virtù eroiche il 12 aprile 2003 ed al riconoscimento di un miracolo avvenuto per sua intercessione il 28 aprile 2006. E’ stato beatificato il 15 settembre 2007. San Fechin di Fobhar intestazione 2, Nato a Luighne, in Irlanda, ricevette la sua formazione da S. Nathi. I suoi biografi gli attribuiscono numerosi miracoli assai stravaganti. Fondo varie chiese e monasteri, fra cui uno situato a Fobhar, dove riunì oltre trecento monaci. E’ l’autore presunto di un poema in onore di S. Maeldub. Morì durante la peste del 664. Ancora ricordato in Irlanda, è assai poco conosciuto fuori dall’isola.L’Ordine Benedettino lo festeggia il 20 gennaio. Beato Bernardo di Poncelli intestazione 2, Commendatore dei mercedari di Tolosa (Francia), il Beato Bernardo di Poncelli, si distinse per la sua santità. Nel 1333, innanzi a lui Santa Natalia fece la professione solenne, il Beato le consigliò di ricevere l’abito di terziaria per non lasciare soli i genitori e fu per lei grande guida verso la perfezione. Pieno di meriti, spirò santamente nella città di Tolosa.L’Ordine lo festeggia il 20 gennaio. Sant’ Enrico di Uppsala intestazione 2, In Finlandia, sant’Enrico, vescovo e martire, che, nato in Inghilterra, ebbe l’incarico di reggere la Chiesa di Uppsala, adoperandosi con grande zelo nell’evangelizzazione dei Finni; fu, infine, crudelmente trucidato da un omicida, che egli aveva cercato di correggere secondo la disciplina ecclesiastica. Sant’ Ascla intestazione 2, Ad Antinoe nella Tebaide, in Egitto, sant’Ascla, martire, che al cospetto del governatore non temette le minacce, perché la sua più grande preoccupazione era quella di non rinnegare Cristo, e dopo torture di vario genere fu gettato nel fiume. Beato Benedetto Ricasoli da Coltibuono intestazione 2, Il beato Benedetto Ricasoli fu monaco ed eremita vallombrosano della Badia di Coltibuono.A Coltibuono in Toscana, beato Benedetto Ricásoli, eremita della Congregazione di Vallombrosa. Santo Stefano Min Kuk-ka intestazione 2, Canonizzato da Papa Giovanni Paolo II il 6 maggio 1984.A Seul in Corea, santo Stefano Min Kŭk-ka, martire, che, catechista, fu sgozzato in carcere per la sua fede cristiana. San Neofito di Nicea intestazione 2, A Nicea in Bitinia, nell’odierna Turchia, san Neófito, martire.

Bassiano

Nato a Siracusa verso il 320 da Sergio, prefetto della città, fu mandato a Roma per completarvi gli studi. Qui, convertito alla religione cristiana da un sacerdote di nome Giordano, ricevette il battesimo. Richiamato in patria dal padre che lo voleva far apostatare, si rifugiò a Ravenna, dove fu ordinato sacerdote. Verso il 373, essendo morto il vescovo di Lodi, fu scelto a succedergli. Bassiano fece edificare una chiesa dedicata ai Santi Apostoli, consacrandola nel 380 alla presenza di sant’Ambrogio di Milano e di san Felice di Como, e che piu tardi prese il suo nome. Partecipò nel 381 al concilio di Aquileia e, probabilmente, nel 390 a quello di Milano, nel quale fu condannato Gioviniano. La sua firma si trova insieme con quella di sant’Ambrogio nella lettera sinodica inviata al papa Siricio. Nel 397 assisté alla morte e ai funerali dello stesso sant’Ambrogio, del quale era amico. Morì nel 409, forse il 19 febbraio, e fu sepolto nella sua cattedrale. Nel 1158, quando i milanesi distrussero Lodi, le sue reliquie furono portate a Milano, dove rimasero fino al 1163, anno in cui tornarono a Lodi ricostruita dal Barbarossa.

Beato Enrico da Comentina ,

La famiglia Comentina (o dei Comentini) nei secoli XII-XIV possedeva ad Asti varie case ed un palazzo, di cui esiste ancora la torre, oggi detta di san Bernardino, in stile gotico con merlatura ghibellina a coda di rondine, forse la più alta torre del Piemonte.Enrico dapprima fu presso la corte papale di Avignone – residenza dei papi dal 1309 al 1376 – con l’incarico di “Uditore” pontificio, poi ebbe l’incarico di Legato papale in Asia Minore e Patriarca di Costantinopoli. Fu decapitato a Smirne dai Turchi il 17 gennaio 1345, mentre celebrava la santa messa.Il suo corpo fu traslato ad Asti nel 1392. Oggi riposa nella cattedrale, sotto l’altare del Santissimo Sacramento, dove fu traslato dalla chiesa di San Francesco nel 1801.Viene esposto alla pubblica venerazione nei tempi di calamità atmosferica (siccità o inondazioni), perché secondo la tradizione (che ha recepito elementi leggendari), l’urna con il suo corpo sarebbe stata salvata dalle acque in burrasca nel trasporto dall’Oriente nella città di Asti. Per questo è popolarmente invocato come il “santo dell’acqua”.

Beato Francesco Maria Greco ,

Francesco Maria Greco nacque ad Acri in provincia di Cosenza il 26 luglio 1857. Vincendo le resistenze del padre, che sperava di fargli ereditare la professione di farmacista, decise di diventare sacerdote. Dopo l’ordinazione, avvenuta il 17 dicembre 1881, completò gli studi di teologia a Napoli. Nel settembre 1887 divenne parroco della chiesa di San Nicola di Bari ad Acri e l’anno successivo fu nominato arciprete. Da subito s’impegnò nell’organizzazione della catechesi, aiutato dalla sorella Maria Teresa, che morì non molto tempo dopo, e da altre ragazze, tra le quali spiccava Raffaella De Vincenti, che le subentrò alla guida e fu la prima consacrata delle suore “Piccole Operaie dei Sacri Cuori” col nome di suor Maria Teresa dei Sacri Cuori (per la quale è in corso il processo di beatificazione). Persuaso che è «educando alla fede che si educa alla vita», monsignor Greco guidò le suore al servizio verso i poveri dell’altopiano della Sila e in numerose altre opere, sorte tutte dalla sua intensa preghiera. Morì ad Acri il 13 gennaio 1931. Papa Francesco ha autorizzato la promulgazione del decreto con cui è stato approvato un miracolo per sua intercessione il 21 gennaio 2016. La cerimonia di beatificazione è stata fissata per il 21 maggio 2016 nello stadio di Cosenza. I suoi resti mortali riposano dal 1961 nella chiesa di San Francesco di Paola ad Atri, annessa alla Casa madre, in un loculo alla destra dell’altare maggiore, accanto a quelli di madre Maria Teresa dei Sacri Cuori.

San Paolino d’Aquileia ,

La storia di Paolino, nato a Cividale, nel ducato longobardo del Friuli, verso l’anno 730, è strettamente legata al progetto coltivato da Carlo Magno di unificare l’Europa (con l’appoggio del Papa e sotto il segno della Croce di Cristo): fu nella storia il primo vero progetto di Unità europea, intesa anche in senso culturale. A tale scopo il sovrano aveva riunito ad Aquisgrana, nell’’Accademia Palatina’ (il prototipo delle future università), un gruppo di sette saggi (il nome più celebre è quello di Alcuino di York) che dovevano aiutarlo nell’impresa, stringendo fra loro una forte amicizia ed elaborando assieme le linee culturali del progetto. E Paolino fu chiamato a farne parte. Gli amici lo definirono «Luce di Ausonia» (cioè d’Italia). Nel 787 fu nominato patriarca di Aquileia (il cui governo abbracciava l’Istria, il Friuli, Padova, Vicenza, Verona, Trento) e si dedicò subito alla riforma della sua Chiesa, riportandone la liturgia all’antica bellezza. Partecipò ai concili del tempo per combattere le sempre insidiose eresie, e intraprese un’ampia attività missionaria verso la Slovenia. Era di ingegno ampio e versatile: s’intendeva di teologia (e ci ha lasciato importanti trattati dottrinali), di letteratura e perfino di musica. Ma le sue composizioni poetico-musicali, che piaceranno perfino a Manzoni e Carducci, avevano sempre un intento didattico. E non c’è quasi comunità cristiana che non abbia una volta o l’altra cantato quell’inno Ubi Caritas et Amor («Dov’è carità e Amore») che ci è stato appunto regalato da san Paolino.A Cividale del Friuli, san Paolino, vescovo di Aquileia, che si adoperò nel convertire alla fede gli Avari e gli Sloveni e dedicò al re Carlo Magno un celebre poema sulla regola di fede.

Santa Genoveffa (Genevieve) ,

La vita della vergine parigina Genèvieve (in italiano Genoveffa) è narrata nella «Vita Genovefae», scritta circa venti anni dopo la sua morte. Nasce a Nanterre, nei dintorni di Parigi, intorno al 422. A 15 anni Genoveffa si consacra a Dio, entrando a far parte di un gruppo di vergini votate a Dio che, pur vestendo un abito che le distingue dalle altre donne, non vivono in convento, ma nelle loro case, dedicandosi ad opere di carità e penitenze. Nel 451 Parigi è sotto la minaccia degli Unni di Attila ed i parigini si apprestano alla fuga. Genoveffa li convince a restare in città, confidando nella protezione del cielo. Non tutti però sono d’accordo con Genoveffa, al punto che la vergine rischia di essere linciata. Passata la minaccia degli Unni, Genoveffa si trova ad affrontare la piaga della carestia. Salita su un battello, lungo la Senna si procura le granaglie presso i contadini, distribuendole poi generosamente. Entrata in amicizia con i re Childerico e Clodoveo, sfrutterà la sua posizione per ottenere la grazia per numerosi prigionieri politici. Muore intorno al 502. Sulla sua tomba viene eretto un modesto oratorio di legno, che è stato il primo nucleo di una celebre abbazia, trasformata in basilica da re Luigi XV. È patrona di Parigi. (Avv.)ParigiGenoveffa = dalle bianche guance, dal celticoCandela, GiglioA Parigi, in Francia, deposizione di santa Genoveffa, vergine di Nanterre, che a quindici anni, su invito di san Germano vescovo di Auxerre, prese il velo delle vergini, confortò gli abitanti della città atterriti dalle incursioni degli Unni e soccorse i suoi concittadini in tempo di carestia.

Santa Francesca Saverio Cabrini ,

Una fragile quanto straordinaria maestrina di Sant’Angelo Lodigiano. In questo ritratto si colloca la figura di Francesca Saverio Cabrini. Nata nella cittadina lombarda nel 1850 e morta negli Stati Uniti in terra di missione, a Chicago. Orfana di padre e di madre, Francesca avrebbe voluto chiudersi in convento, ma non fu accettata a causa della sua malferma salute. Prese allora l’incarico di accudire a un orfanotrofio, affidatole dal parroco di Codogno. La giovane, da poco diplomata maestra, fece molto di più: invogliò alcune compagne a unirsi a lei, costituendo il primo nucleo delle Suore missionarie del Sacro Cuore, poste sotto la protezione di un intrepido missionario, san Francesco Saverio, di cui ella stessa, pronunciando i voti religiosi, assunse il nome. Portò il suo carisma missionario negli Stati Uniti, tra gli italiani che vi avevano cercato fortuna. Per questo divenne la patrona dei migranti. Nel giorno della morte il suo corpo venne traslato a New York alla «Mother Cabrini High School», vicino ai suoi «figli».EmigrantiFrancesca = libera, dall’antico tedescoGiglioA Chicago in Illinois negli Stati Uniti d’America, santa Francesca Saverio Cabrini, vergine, che fondò l’Istituto delle Missionarie del Sacratissimo Cuore di Gesù e si adoperò in tutti i modi nell’assistere gli emigrati con insigne carità.

Beato Filippo Siphong Onphitak ,

Filippo Siphong Onphitak, padre di famiglia, essendo stato espulso il sacerdote del paese di Songkhon fu nominato guida della comunità cristiana e, allo scatenarsi della persecuzione contro i cristiani, fu attirato con l’inganno vicino al fiume Tum Nok e quindi ucciso a colpi d’arma da fuoco il 16 dicembre 1940. Dieci giorni dopo subirono medesima sorte le religiose Agnese Phila e Lucia Khambang, nonché le laiche Agata Putta, Cecilia Butsi, Bibiana Hampai e Maria Phon, che vennero fucilate nel cimitero del villaggio di Songkhon. La beatificazione di questo gruppo complessivo di sette martiri tailandesi, sepolti nel cimitero del villaggio di Songkhon, è stata celebrata a Roma da Giovanni Paolo II il 22 ottobre 1989, in seguito al riconoscimento del loro eroico martirio avvenuto il 1° settembre dell’anno precedente. Il Martyrologium Romanum, che commemora i santi ed i beati nell’anniversario della nascita al cielo, cita in data odierna solo il beato Filippo Siphong Onphitak in data odierna, 16 dicembre.PalmaVicino alla città di Mukdahan in Thailandia, beato Filippo Siphong Onphitak, martire, che, padre di famiglia, dopo l’allontanamento del sacerdote dal villaggio di Song-Khon fu nominato capo della comunità cristiana e, alle prime avvisaglie della persecuzione contro i cristiani, fu condotto con l’inganno presso il fiume Tum Nok e fucilato.

San Giovanni della Croce , intestazione 2

Sembra sia nato nel 1540, a Fontiveros (Avila, Spagna). Rimase orfano di padre e dovette trasferirsi con la mamma da un luogo all’altro, mentre portava avanti come poteva i suoi studi. A Medina, nel 1563, vestì l’abito dei Carmelitani. Ordinato sacerdote nel 1567 dopo gli studi di filosofia e teologia fatti a Salamanca, lo stesso anno si incontrò con santa Teresa di Gesù, la quale da poco aveva ottenuto dal priore generale Rossi il permesso per la fondazione di due conventi di Carmelitani contemplativi (poi detti Scalzi), perchè fossero di aiuto alle monache da lei istituite. Il 28 novembre 1568 Giovanni fece parte del primo nucleo di riformati a Duruelo, cambiando il nome di Giovanni di San Mattia in quello di Giovanni della Croce. Vari furono gli incarichi entro la riforma. Dal 1572 al 1577 fu anche confessore-governatore del monastero dell’Incarnazione di Avila. Venne erroneamente incolpato e incarcerato per otto mesi per un incidente interno al monastero. Fu in carcere che scrisse molte delle sue poesie. Morì a 49 anni tra il 13 e il 14 dicembre 1591 a Ubeda.  

Santa Lucia

La vergine e martire Lucia è una delle figure più care alla devozione cristiana. Come ricorda il Messale Romano è una delle sette donne menzionate nel Canone Romano. Vissuta a Siracusa, sarebbe morta martire sotto la persecuzione di Diocleziano (intorno all’anno 304). Gli atti del suo martirio raccontano di torture atroci inflittele dal prefetto Pascasio, che non voleva piegarsi ai segni straordinari che attraverso di lei Dio stava mostrando. Proprio nelle catacombe di Siracusa, le più estese al mondo dopo di Roma, è stata ritrovata un’epigrafe marmorea del IV secolo che è la testimonianza più antica del culto di Lucia. Una devozione diffusasi molto rapidamente: già nel 384 sant’Orso le dedicava una chiesa a Ravenna, papa Onorio I poco dopo un’altra a Roma. Oggi in tutto il mondo si trovano reliquie di Lucia e opere d’arte a lei ispirate.  

Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria ,

Già celebrata dal sec. XI, questa solennità si inserisce nel contesto dell’Avvento-Natale, congiungendo l’attesa messianica e il ritorno glorioso di Cristo con l’ammirata memoria della Madre. In tal senso questo periodo liturgico deve essere considerato un tempo particolarmente adatto per il culto della Madre del Signore. Maria è la tutta santa, immune da ogni macchia di peccato, dallo Spirito Santo quasi plasmata e resa nuova creatura. Già profeticamente adombrata nella promessa fatta ai progenitori della vittoria sul serpente, Maria è la Vergine che concepirà e partorirà un figlio il cui nome sarà Emmanuele. Il dogma dell’Immacolata Concezione fu proclamato da Pio IX nel 1854. (Mess. Rom.)Patrona e Regina dell’ordine francescanoSolennità dell’Immacolata Concezione della beata Vergine Maria, che veramente piena di grazia e benedetta tra le donne, in vista della nascita e della morte salvifica del Figlio di Dio, fu sin dal primo momento della sua concezione, per singolare privilegio di Dio, preservata immune da ogni macchia della colpa originale, come solennemente definito da papa Pio IX, sulla base di una dottrina di antica tradizione, come dogma di fede, proprio nel giorno che oggi ricorre.

Sant’ Ambrogio ,

Aveva scelto la carriera di magistrato – seguendo le orme del papà, prefetto romano della Gallia – e a trent’anni si trovava già ad essere Console di Milano, città che era allora capitale dell’Impero. Così, quel 7 dicembre dell’anno 374, in cui cattolici e ariani si contendevano il diritto di nominare il nuovo Vescovo, toccava a lui garantire in città l’ordine pubblico, e impedire che scoppiassero tumulti. L’imprevedibile accadde quando egli parlò alla folla con tanto buon senso e autorevolezza che si levò un grido: «Ambrogio Vescovo!». E pensare che era soltanto un catecumeno in attesa del Battesimo! Cedette, quando comprese che quella era anche la volontà di Dio che lo voleva al suo servizio. Cominciò distribuendo i suoi beni ai poveri e dedicandosi a uno studio sistematico della Sacra Scrittura. Imparò a predicare, divenendo uno dei più celebri oratori del suo tempo, capace di incantare perfino un intellettuale raffinato come Agostino di Tagaste, che si convertì grazie a lui. Da Ambrogio la Chiesa di Milano ricevette un’impronta che si conserva ancor oggi, anche nel campo liturgico e musicale. Mantenne stretti e buoni rapporti con l’imperatore, ma era capace di resistergli quand’era necessario, ricordando a tutti che «l’imperatore è dentro la Chiesa, non sopra la Chiesa». E quando seppe che Teodosio il Grande aveva ordinato una violenta e ingiusta repressione a Tessalonica, non temette di esigere dal sovrano una pubblica espiazione. Dicono che al termine della sua vita abbia confidato: «Non ho paura di morire, perché abbiamo un Signore buono!». Alla sua Chiesa lasciava un ricco tesoro di insegnamenti soprattutto nel campo della vita morale e sociale.Apicoltori, Vescovi, Lombardia, Milano e VigevanoAmbrogio = immortale, dal grecoApi, Bastone pastorale, GabbianoMemoria di sant’Ambrogio, vescovo di Milano e dottore della Chiesa, che si addormentò nel Signore il 4 aprile, ma è venerato in particolare in questo giorno, nel quale ricevette, ancora catecumeno, l’episcopato di questa celebre sede, mentre era prefetto della città. Vero pastore e maestro dei fedeli, fu pieno di carità verso tutti, difese strenuamente la libertà della Chiesa e la retta dottrina della fede contro l’arianesimo e istruì nella devozione il popolo con commentari e inni per il canto.

Beato Berengario Cantull ,

Prinipe di Montpellier in Francia, il Beato Berengario Cantilli, studiò a Parigi dove riuscì molto bene. Entrò in seguito nell’Ordine Mercedario a Barcellona in Spagna e qui arrivò ad un alta perfezione per il suo bello spirito, la mansuetudine, la prudenza e lo zelo. Eletto Maestro Generale il 27 gennaio 1331, il suo primo desiderio fu quello di visitare tutti i conventi ed occuparsi della redenzione degli schiavi. Trasferì onorevolmente i resti mortali di San Raimondo Albert, da Valenza a El Puig. Eletto vescovo, prima di essere consacrato raggiunse la pace del Signore il 2 dicembre 1343, il suo corpo fu sepolto presso l’aitar maggiore nella chiesa del convento di Sant’Eulalia in Barcellona.L’Ordine lo festeggia il 2 dicembre.

Santo del giorno

Beata Francesca Siedliska (Maria di Gesù Buon Pastore) 

Nacque presso Varsavia in Polonia il 12 novembre 1842. Attorno al 1860 prese piena coscienza della sua vocazione alla vita religiosa. Una chiamata che non trovò il favore della famiglia. Nonostante fosse di salute cagionevole dovette seguire i genitori in diverse località europee. Nel 1873 padre Leandro Lendzian, sua guida spirituale, disse a Francesca che scorgeva in lei la chiamata a fondare una famiglia religiosa. Progetto al quale la giovane si mise subito a lavorare. Il 1° ottobre 1873, fu ricevuta dal Papa che approvò l’idea della fondazione delle «Suore della Sacra Famiglia di Nazareth», la cui casa madre fu stabilita a Roma. Il 1° maggio 1884 la fondatrice e le prime compagne fecero la professione religiosa; Francesca prese il nome di suor Maria di Gesù Buon Pastore. Ebbe inizio così un’intensa attività di evangelizzazione che portò la fondatrice anche in America, Inghilterra, Francia, Polonia. Morì il 21 novembre 1902 morì. È stata beatificata a Roma il 23 aprile 1989.  

A Roma, beata Maria di Gesù Buon Pastore (Francesca) de Siedliska, vergine, che, partita dalla Polonia per motivi politici, fondò l’Istituto delle Suore della Santa Famiglia di Nazareth per provvedere agli emigrati dalla sua patria.

Beato José Vila Barri 

Appena ordinato sacerdote, andò con 13 giovani religiosi nella residenza estiva a Mosqueroles (Barcellona) nel corso del mese di luglio 1936. Li disperse nei boschi per salvarli e due di loro si recò a Vic in casa della sorella, dove si era rifugiato anche qui uno zio religioso scolopio. Insieme hanno pregato il breviario e il rosario ogni giorno. Il 20 settembre 1936, lo zio scolopio cercato di partire per Roma, ma è stato fermato. E al tramonto dello stesso giorno sono stati anche sulle tracce del servo di Dio, che imprigionato, fu ucciso a Gurb de la Plana, la sera del 21 novembre. I suoi resti giaceva nel cimitero parrocchiale Granollers de la Plana fino al 2007 furono trasferite nella cappella nel cimitero parrocchiale di San José Manyanet di Barcellona.

Presentazione della Beata Vergine Maria 

Memoria mariana di origine devozionale, si collega a una pia tradizione attestata dal protovangelo di Giacomo. La celebrazione liturgica, che risale al secolo VI in Oriente e al secolo XIV in Occidente, dà risalto alla prima donazione totale che Maria fece di sé, divenendo modello di ogni anima che si consacra al Signore. (Mess. Rom.)Memoria della Presentazione della beata Vergine Maria. Il giorno dopo la dedicazione della basilica di Santa Maria Nuova costruita presso il muro del tempio di Gerusalemme, si celebra la dedicazione che fece di se stessa a Dio fin dall’infanzia colei che, sotto l’azione dello Spirito Santo, della cui grazia era stata riempita già nella sua immacolata concezione, sarebbe poi divenuta la Madre di Dio.

San Mauro di Cesena 

Nel giorno in cui si celebra la Presentazione di Maria viene ricordato anche Mauro, vescovo di Cesena a fine IX secolo. Il culto fu dovuto ai miracoli che seguirono al casuale ritrovamento della sua tomba. Narra san Pier Damiani che un pellegrino, andando in processione, per allacciarsi una scarpa posò il piede sopra la tomba nascosta dagli arbusti. Non riuscì più a staccarlo e fu necessario rompere il sarcofago, che rivelò così il prezioso contenuto poi trasferito nella vicina chiesetta che dall’inizio del secolo XI era custodita dai Benedettini. Lì sorse l’abbazia di Santa Maria del Monte. 

A Cesena, san Mauro, vescovo.

San Gelasio I 

(Papa dal 01/03/492 al 21/496)

Africano, presiedette nel 494 il sinodo nel quale fu redatto il decreto che porta il suo nome e che distingue i libri rivelati accettati dalla Chiesa cattolica da quelli considerati come apocrifi.A Roma presso san Pietro, san Gelasio I, papa, che, insigne per dottrina e santità, onde evitare che l’autorità imperiale nuocesse all’unità della Chiesa, illustrò con vera profondità di analisi le prerogative dei due poteri, temporale e spirituale, sostenendo l’esigenza di una mutua libertà; spinto dalla sua grande carità e dai bisogni degli indigenti, per soccorrere i poveri morì egli stesso poverissimo.

Sant’ Agapio di Cesarea 

Agapio = amore per il prossimo, dal grecoA Cesarea in Palestina, sant’Agapio, martire: già più volte sottoposto ai supplizi, ma sempre rinviato a più grandi combattimenti, secondo la tradizione durante i giochi dell’anfiteatro fu dato in pasto ad un orso in presenza dello stesso Massimino e, poiché respirava ancora, il giorno dopo fu affogato in mare con delle pietre legate ai suoi piedi.

San Rufo 

Commemorazione di san Rufo, che san Paolo Apostolo scrivendo ai Romani chiama prescelto nel Signore.

San Mauro di Parenzo 

Bastone pastorale, PalmaA Parenzo in Istria, san Mauro, vescovo e martire.

Il santo del giorno 20 novembre 2018

Madre Angela di San Giuseppe (al secolo Francisca Desamparados Honorata Lloret Martí) era superiora generale della Congregazione delle Suore della Dottrina Cristiana, quando si trovò coinvolta nella guerra civile spagnola. Insieme a quattordici compagne, provenienti dalla comunità di Casa Madre e da altre case filiali, visse in semiclandestinità per quattro mesi in un appartamento privato. La sera del 19 novembre 1936 le religiose vennero prelevate dal loro rifugio e condotte al maneggio di Paterna, a sei chilometri da Valencia, dove vennero fucilate all’una di notte dell’indomani. Sono state beatificate da san Giovanni Paolo II il 1° ottobre 1995, insieme alle consorelle madre Maria del Rifugio e suor Maria del Calvario,comprese in un gruppo di 45 martiri caduti durante la guerra civile spagnola, congiuntamente a 64 vittime della Rivoluzione Francese e allo scolopio padre Pietro Casani.Vicino a Valencia in Spagna, beate Angela di San Giuseppe (Francesca) Lloret Martí e quattordici compagne, vergini e martiri: superiora generale la prima, religiose della Congregazione della Dottrina Cristiana le altre, subirono il martirio per la fede in Cristo nella persecuzione contro la Chiesa scoppiata durante la guerra civile.

Nel santo del giorno 14 novembre 2018

Mercoledì della quarta settimana

San Lorenzo O’Toole 

Nato a Castledermot, contea di Kildare nel 1128, Lorenzo (Lorcan Ua Tuathail) era figlio di Murtagh, capo del clan Murray. Nel 1140 entrò nella scuola monastica di Glendalough, dove fu abate dal 1154 al 1162. Contribuí anche alla fondazione dell’abbazia di Baltinglass per i Cistercensi e di una casa per i Canonici Agostiniani a Ferns. Eletto arcivescovo di Dublino nel 1162, egli mise mano alla riforma di quella Chiesa. Ebbe un ruolo da mediatore con gli invasori normanni che nel 1170 presero la città. Quando Enrico II giunse nell’isola e convocò un sinodo a Cashel, Lorenzo accettò la Bolla papale «Laudabiliter» con cui il papa inglese Adriano II autorizzava Enrico II ad operare in Irlanda. Con l’arcivescovo di Tuam ed i vescovi di Limerick, Kildare, Waterford e Lismore, partecipò al III concilio Lateranense in Roma nel 1173. Nel 1179, Lorenzo tornò in Irlanda e convocò un sinodo a Clonfert per le regioni settentrionali dell’isola. Nel 1180, Lorenzo si recò in Inghilterra per incontrare Enrico II, che però era assai incollerito con il vescovo per i privilegi papali ricevuti e costrinse Lorenzo a vivere in esilio. Tornando dalla Normandia, dove aveva seguito il re, si ammalò e morí il 14 novembre 1180.   

Bastone pastoraleA Eu nella Normandia, in Francia, transito di san Lorenzo O’Toole (Lorcan Ua Tuathail), vescovo di Dublino, che, nonostante le difficoltà del suo tempo, promosse strenuamente l’osservanza della disciplina della Chiesa e, impegnato a riportare la concordia tra i príncipi, passò alla gioia della pace eterna mentre si recava da Enrico re d’Inghilterra.

13 novembre 2018Sant’ Abbone di Fleury

Nacque nella diocesi di Orleans verso il 945. In tenera età i genitori l’affidarono al monastero di san Benedetto di Fleury sulla Loira. Conseguì presto una buona formazione letteraria e artistica al punto che già da giovane ebbe l’incarico di insegnare. Approfondì poi le sue conoscenze di filosofia e astronomia a Parigi e a Reims. Ritornato a Fleury, riprese l’insegnamento e scrisse un’opera contro i millenaristi. La sua fama giunse fino in Inghilterra dove il vescovo di Worcester lo invitò a dirigere la scuola monastica di Ramsey. Eletto abate di Fleury, mise la sua influenza al servizio del monastero. Contro il vescovo Arnoldo, che minacciava i diritti dell’abbazia, rivendicò l’autonomia dei monaci. Il re Ugo Capeto lo inviò dal Papa a Roma per evitare l’interdetto a causa di un matrimonio illecito. Abbone, tuttavia, conquistato dalle nuove idee di riforma della Chiesa, si schierò dalla parte del Papa. Da questo momento si adoperò con entusiasmo per accrescere il fervore spirituale della sua abbazia e dei monasteri ad essa soggetti. In viaggio verso il monastero di Réole, cercò di fare da paciere in un scontro tra Franchi e Guasconi. Ferito, uno dei primi esponenti dell’umanesimo monastico, morì nel 1004 e fu subito venerato come santo.Nel monastero di La Réole nella Guascogna in Francia, transito di sant’Abbone, abate di Fleury, uomo mirabilmente versato nella Sacra Scrittura e nelle lettere, che, difensore della disciplina monastica e coraggioso promotore di pace, morì trafitto da una lancia. punto di inserimento alla fine

11 novembre 2018 santo del giorno

San Martino di Tours 

Nasce in Pannonia (oggi in Ungheria) a Sabaria da pagani. Viene istruito sulla dottrina cristiana ma non viene battezzato. Figlio di un ufficiale dell’esercito romano, si arruola a sua volta, giovanissimo, nella cavalleria imperiale, prestando poi servizio in Gallia. È in quest’epoca che si colloca l’episodio famosissimo di Martino a cavallo, che con la spada taglia in due il suo mantello militare, per difendere un mendicante dal freddo. Lasciato l’esercito nel 356, già battezzato forse ad Amiens, raggiunge a Poitiers il vescovo Ilario che lo ordina esorcista (un passo verso il sacerdozio). Dopo alcuni viaggi Martino torna in Gallia, dove viene ordinato prete da Ilario. Nel 361 fonda a Ligugé una comunità di asceti, che è considerata il primo monastero databile in Europa. Nel 371 viene eletto vescovo di Tours. Per qualche tempo, tuttavia, risiede nell’altro monastero da lui fondato a quattro chilometri dalla città, e chiamato Marmoutier. Si impegna a fondo per la cristianizzazione delle campagne. Muore a Candes nel 397.    

MendicantiMartino = dedicato a MarteBastone pastorale, Globo di fuoco, MantelloMemoria di san Martino, vescovo, nel giorno della sua deposizione: nato da genitori pagani in Pannonia, nel territorio dell’odierna Ungheria, e chiamato al servizio militare in Francia, quando era ancora catecumeno coprì con il suo mantello Cristo stesso celato nelle sembianze di un povero. Ricevuto il battesimo, lasciò le armi e condusse presso Ligugé vita monastica in un cenobio da lui stesso fondato, sotto la guida di sant’Ilario di Poitiers. Ordinato infine sacerdote ed eletto vescovo di Tours, manifestò in sé il modello del buon pastore, fondando altri monasteri e parrocchie nei villaggi, istruendo e riconciliando il clero ed evangelizzando i contadini, finché a Candes fece ritorno al Signore.

Beato Vincenzo Eugenio Bossilkov 

Vincenzo nasce a Belene (Bulgaria) nel 1900. La sua famiglia apparteine alla minoranza cattolica di rito latino nella diocesi di Nicopoli. A 11 anni viene mandato a Ores, nella scuola dei Padri Passionisti. Qui nasce la sua vocazione che verrà coltivata con dieci anni di studio in Belgio e Olanda. Entra nella congregazione con il nome di Eugenio e diventa prete in Bulgaria. Studia poi ancora a Roma. Tornato in patria rinuncia a tutti i compiti diocesani per dedicarsi a ciò che sente come la propria vera missione: spiegare la Croce ai contadini nella loro lingua. Nel 1944 viene nominato vescovo di Nicopoli, in uno Stato (la neonata repubblica popolare di obbedienza staliniana) avverso alla religione. Riesce ancora nel 1948 a recarsi a Roma da Pio XII. Poi si avvia il meccanismo di confische, espulsioni, ordine di allinearsi a una «Chiesa nazionale» vassalla del regime, di rinnegare il Papa. Ma Eugenio si oppone. Questo causerà l’arresto nel luglio 1952, la tortura, il processo-farsa, la condanna a morte e l’uccisione nel carcere di Sofia, in segreto. Il suo corpo viene gettato in una fossa comune. Papa Giovanni Paolo II lo ha proclamato beato il 15 marzo 1998.  

PalmaA Sofia in Bulgaria, passione del beato Vincenzo Eugenio Bossilkov, vescovo di Nicopol’ e martire, della Congregazione della Passione di Gesù, che, sotto un regime tirannico, condotto in carcere per essersi rifiutato di rinnegare la comunione con Roma e crudelmente torturato, fu condannato a morte sotto l’accusa di alto tradimento e infine fucilato.

San Bartolomeo il Giovane di Grottaferrata (o di Rossano) 

Nacque a Rossano (Cs) nel 980 circa da una nobile famiglia, originaria di Costantinopoli. Fu battezzato con il nome di Basilio e fu istruito ed educato dai monaci del monastero di san Giovanni Calibita di Caloveto. Da qui si spostò da giovane nel monastero di Vallelucio, presso Montecassino, dove si trovava san Nilo, dal quale non si separò più. Nel 994 lo seguì a Serperi (Gaeta) dimorandovi per dieci anni. Sei anni dopo Bartolomeo e Nilo si recarono a Roma per ottenere pietà dal papa Gregorio V nei confronti di Giovanni XVI autoproclamatosi Papa, nato a Rossano; la missione non ebbe però non ebbe successo. Dopo la morte a Grottaferrata di Nilo, nel 1004, Bartolomeo fece costruire in quel luogo il monastero e la chiesa dedicata alla Madonna. Nel 1044 fu presente al Concilio lateranense, mostrando doti di saggezza e di diplomazia. Morì forse nel 1055 e venne sepolto accanto a san Nilo nella cappella a loro intitolata nel monastero laziale. I loro resti rimasero a Grottaferrata fino al 1300; dopo questa data è scomparsa ogni traccia delle loro reliquie.   

Nel monastero di Grottaferrata nei pressi di Frascati, vicino a Roma, san Bartolomeo, abate, che, nato in Calabria, fu compagno di san Nilo, del quale avrebbe in seguito composto la Vita, e gli fu accanto quando, ormai prossimo alla morte, fondò nel territorio di Frascati un monastero organizzato secondo la disciplina ascetica dei Padri orientali, che egli consolidò durante il suo governo facendone una scuola di scienza e arte.

San Giovanni l’Elemosiniere 

San Giovanni Elemosiniere nasce intorno al 556 nell’isola di Cipro, ad Amatonte. Sin dall’infanzia si manifestarono nel piccolo Giovanni i segni della santità. Ma ubbidendo alle volontà dei suoi genitori, venne avviato agli studi e al matrimonio, sebbene egli fosse riluttante. Ebbe due figli che, però, prematuramente morirono insieme alla moglie. Libero da ogni legame terreno, Giovanni si dedicò a Dio e ai poveri, «i miei padroni e signori». Alla morte del Patriarca di Alessandria d’Egitto, Giovanni, per acclamazione del popolo, salì sulla cattedra vescovile, trasformando la città in un centro di studi e di virtù cristiane.  

Casarano (LE)Bastone pastoraleAd Limassol nell’isola di Cipro, transito di san Giovanni l’Elemosiniere, vescovo di Alessandria, insigne per la misericordia verso i poveri: pieno di carità verso tutti, fece costruire in gran numero chiese, ospedali e orfanotrofi e si adoperò con somma sollecitudine per alleviare il popolo da ogni miseria, facendo a tal fine uso dei beni della Chiesa ed esortando assiduamente i ricchi alla beneficenza.

San Menna d’Egitto 

Nonostante la sua figura sia storicamente discussa, Menna è tuttora il santo più popolare in Egitto. Sul suo sepolcro si sviluppò una città (in arabo Karm Abu Mina), detta per i miracoli «la Lourdes paleocristiana». Secondo alcune fonti fu un militare del III secolo, che rinunciò alla carriera per farsi eremita e fu martirizzato sotto Diocleziano. Per altre in Egitto arrivarono le reliquie di un martire della Frigia (Turchia). Altre ancora lo ritengono del secolo IX. Un santo omonimo, eremita del VI secolo, si festeggia, sempre oggi, a Sant’Agata dei Goti, nel Sannio.   

Pellegrini, Mercanti, Carovanieri del desertoCammelloOltre il lago Mareotide in Egitto, san Menna, martire.

Beata Alice (Maria Jadwiga) Kotowska 

La beata Alice (al secolo Maria Jadwiga Kotowska), professa della Congregazione delle Suore della Resurrezione di Nostro Signore Gesu’ Cristo, nacque a Varsavia, Polonia, il 20 novembre 1899 e morì a Piasnica presso Wejherowo l’11 novembre 1939. Fu beatificata da Giovanni Paolo II a Varsavia (Polonia) il 13 giugno 1999 con altri 107 martiri polacchi.Alice = nobile di aspetto, dal germanicoNella cittadina di Laski Piasnica presso la città di Wejherowo in Polonia, beata Alicia Kotowska, vergine della Congregazione delle Suore della Risurrezione del Signore e martire, che durante la guerra morì fucilata per avere strenuamente difeso la sua fede in Cristo.

San Teodoro Studita 

San Teodoro Studita fu un monaco cristiano divenuto famoso per la sua zelante opposizione all’iconoclastia, per la regola monastica da lui introdotta e per il gran numero di liturgie da lui composte, in particolare la “Lenten Triodion” che è ancora oggi molto usata nella Chiesa ortodossa.A Costantinopoli, san Teodoro Studita, abate, che fece del suo monastero una scuola di sapienti, di santi e di martiri vittime delle persecuzioni degli iconoclasti; mandato per tre volte in esilio, ebbe in grande onore le tradizioni dei Padri della Chiesa e per esporre la fede cattolica scrisse alcune celebri opere su temi fondamentali della dottrina cristiana.

Santa Marina di Omura 

Giapponese di nascita, già giovanissima divenne terziaria con voti privati religiosi. Fu accusata di collaborazionismo con i missionari occidentali, venne così arrestata e bruciata viva sulla santa collina di Nagasaki l’11 novembre 1634.PalmaA Nagasaki in Giappone, santa Marina di Omura, vergine e martire, che, gettata in prigione, fu pubblicamente esposta alla derisione della sua castità e infine bruciata sul rogo.

San Verano di Vence 

Bastone pastoraleA Vence in Provenza, commemorazione di san Verano, vescovo, che, figlio di sant’Eucherio vescovo di Lione, fu educato nel monastero di Lérins e scrisse una lettera al papa san Leone Magno, ringraziandolo per la fede nel Verbo incarnato da lui difesa nella lettera a Flaviano.

San Bertuino di Malonne 

Nel monastero di Malonne in Brabante, nell’odierno Belgio, san Bertuino, venerato come vescovo e abate.

San Menna del Sannio 

Nel Molise, commemorazione di san Menna, eremita, le cui virtù sono ricordate dal papa san Gregorio Magno.

Venerdì 9 Novembre 2018 Il Santo del giorno: oggi si celebra la consacrazione della Basilica del Laterano

Venerdì 9 Novembre 2018 Il Santo del giorno: oggi si celebra la consacrazione della Basilica del Laterano

La basilica di San Giovanni in Laterano o cattedrale di Roma (nome completo: Arcibasilica Papale del Santissimo Salvatore e dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista in Laterano) è la cattedrale della diocesi di Roma, attualmente retta da papa Francesco tramite il cardinale Angelo De Donatis
È la prima delle quattro basiliche papali maggiori e la più antica e importante basilica d’Occidente. Sita sul colle del Celio, la basilica e il vasto complesso circostante (comprendente il Palazzo Pontificio del Laterano, il Palazzo dei Canonici, il Pontificio Seminario Romano Maggiore e la Pontificia Università Lateranense) godono dei privilegi di extraterritorialità riconosciuti dallo Stato italiano alla Santa Sede che pertanto ne ha la piena ed esclusiva giurisdizione.

La denominazione ufficiale è “Arcibasilica Papale del Santissimo Salvatore e dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista in Laterano”. Papa Silvestro I, nel IV secolo, la dedicò al Santissimo Salvatore; poi papa Sergio III, nel IX secolo, aggiunse la dedica a San Giovanni Battista; infine papa Lucio II, nel XII secolo, incluse anche San Giovanni Evangelista. È detta “arcibasilica” perché è la più importante delle quattro basiliche papali maggiori; più precisamente, ha il titolo onorifico di Omnium Urbis et Orbis Ecclesiarum Mater et Caput, ovvero Madre e Capo di tutte le chiese nella città e nel mondo. È detta infine “in Laterano”, o “lateranense”; Lateranus era un cognomen della gens Claudia, e nella zona dove sorse la basilica si trovavano dei possedimenti (horti) di quella famiglia.

La basilica sorse nel IV secolo nella zona allora nota come Horti Laterani, un antico possedimento fondiario della famiglia dei Laterani confiscato ed entrato a far parte delle proprietà imperiali al tempo di Nerone. Nel 161 Marco Aurelio costruì un palazzo nella zona. Alla fine del II secolo Settimio Severo fece costruire su una parte del fondo una fortificazione (i Castra Nova equitum singularium); successivamente gli Horti ritornarono di proprietà della famiglia Laterani. Il terreno e il palazzo che vi sorgeva pervennero all’imperatore Costantino quando questi sposò nel 307 la sua seconda moglie, Fausta, figlia dell’ex-imperatore Massimiano e sorella dell’usurpatore Massenzio. La residenza era dunque nota, a quell’epoca, con il nome di Domus Faustae e Costantino ne disponeva come proprietà personale quando vinse Massenzio alla battaglia di Ponte Milvio, nel 312.

La tradizione cristiana aulica fa risalire la vittoria a una visione premonitrice che nel motto in hoc signo vinces avrebbe spinto l’Imperatore a dipingere il simbolo cristiano della croce sugli scudi dei propri soldati. Vittorioso, Costantino avrebbe donato, in segno di gratitudine a Cristo, gli antichi terreni e la residenza dei Laterani al vescovo di Roma, in una data incerta, ma associabile al papato di Milziade (310-314). Sul luogo degli antichi castra venne edificata dunque la primitiva basilica, consacrata da Milziade al Redentore, all’indomani dell’editto di Milano dell’anno 313 che legalizzava il Cristianesimo. Nella domus, divenuta sede papale, si tenne in quello stesso anno il concilio con cui venne dichiarato eresia il donatismo.

La dedicazione ufficiale della basilica al Santissimo Salvatore fu compiuta però da papa Silvestro I nel 324, che dichiarò la chiesa e l’annesso Palazzo del Laterano Domus Dei (“casa di Dio”).

SANTI DEL GIORNO

Commemorazione di Tutti i Santi
San Maturino (Sacerdote)
San Vigor (Vescovo)
Sant’Austremonio (Vescovo), disattivato

OGGI È…

Ognissanti: La festa di Ognissanti (Tutti i Santi) è una solennità religiosa che si è tramutata in festa anche civile. Per il cattolicesimo è festa di precetto (ossia, è obbligo partecipare alla celebrazione eucaristica) ed è seguita dal giorno dedicato ai defunti, in linea con un’antica tradizione che immagina che essi ritornassero nei luoghi che avevano frequentato in vita.

ACCADDE OGGI

1993 – Nasce l’Unione Europea (25 anni fa): Con l’entrata in vigore del Trattato di Maastricht inizia un percorso politico cruciale per il Vecchio Continente, che ha come obiettivo il raggiungimento, avvenuto nel 1999, dell’unificazione economica-monetaria: è l’atto di nascita formale dell’Unione Europea.

È un passaggio storico che porta a maturazione quel processo unitario iniziato con il Trattato di Roma del 1957, che aveva dato vita alla Comunità Economica Europea. Il trattato prende nome dalla città olandese dov’è stato sottoscritto il 7 febbraio del 1992, dai dodici paesi membri della CEE (Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Olanda, Portogallo, Spagna).

Dopo la firma è stato ratificato dai vari parlamenti nazionali (in Italia nell’ottobre del 1992), il cui assenso ne ha consentito l’entrata in vigore. Tra i nove punti dell’accordo, oltre all’unione economica-monetaria, si stabiliscono i criteri di una Politica estera e di sicurezza comune, si definiscono i poteri dell’europarlamento e si stabiliscono regole comuni in materia di visti e permessi di soggiorno.

In questo e nei successivi trattati si parlerà di Ecu (dall’acronimo inglese European Currency Unit, o “Unità di conto europea”) per indicare la futura moneta unica. A partire dal Consiglio europeo di Madrid del 1995 si opterà per il nome Euro, come forma abbreviata di Europa.

Una scelta motivata dal fatto che il termine “ecu” ha un significato preciso sia in inglese che in francese (in questo secondo caso traduce “scudo”). Al contempo si scoprirà che nella lingua tedesca l’espressione “ein ecu”, cioè un ecu, genera lo stesso suono di eine kuh, ossia “una mucca”.

Nel 2013, dopo l’adesione della Croazia, l’Unione Europea arriva a contare 28 stati membri. Altre sei nazioni sono candidate ad entrarvi, l’ultima in ordine cronologico è l’Albania (con domanda approvata nel giugno del 2014). Nel referendum del 23 giugno 2016 il 52% dei votanti decide l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, da allora comincia il lungo percorso politico-istituzionale denominato Brexit.

1962 – Primo numero di Diabolik (56 anni fa): Un misterioso caso di omicidio in un castello porta l’ispettore Ginko sulle tracce di un ladro senza scrupoli, in grado di assumere qualsiasi sembianza grazie a sofisticate maschere.

È la prima apparizione di Diabolik, protagonista dell’albo a fumetti Il re del terrore, pubblicato dall’Astorina al prezzo di 150 lire. Nelle edizioni successive apparirà anche Eva Kant, con cui il furfante in calzamaglia nera farà coppia fissa in tutte le sue avventure.

Diabolik è frutto della fantasia delle sorelle Angela e Luciana Giussani, che nella scelta del nome si sono ispirate a un fatto di cronaca nera avvenuto a Torino nel 1954: in seguito al ritrovamento del cadavere di un operaio della Fiat, al quotidiano La Stampa erano giunte una serie di lettere che rivendicavano l’omicidio, firmate con lo pseudonimo Diabolich. Di qui si è arrivati alla versione con la “k” finale.

La prima scintilla creativa è scattata in Angela osservando il fiume di pendolari che ogni mattina usciva dalla stazione di Cadorna a Milano. Questa immagine le ha suggerito l’idea di dar vita a un fumetto in un formato tascabile, facilmente trasportabile e che agevolasse la lettura durante gli spostamenti.

Tradotto in diversi paesi, Diabolik diverrà un cult per i collezionisti di fumetti e ispirerà un omonimo film nel 1968 diretto da Mario Bava, la cui colonna sonora sarà realizzata dal grande Ennio Morricone.

1604 – L’Otello di Shakespeare debutta a Londra (414 anni fa): Negli splendidi saloni del Whitehall Palace di Londra (con le sue 1500 stanze considerato il più grande palazzo d’Europa, e forse del mondo, fino al 1698, quando un incendio lo distrusse completamente), la corte al completo di re Giacomo I assistette alla prima rappresentazione dell’Otello.

La tragedia, scritta intorno al 1603, fu ispirata a William Shakespeare dalla lettura di Hecatommiti, una raccolta di novelle del poeta ferrarese Giambattista Giraldi Cinzio (attivo nel XVI secolo). Lo scrittore inglese riprese il dramma della storia d’amore tra il protagonista e Desdemona, finita in tragedia per via dell’infido Iago, adattandola al teatro in forma di tragedia, divisa in cinque atti.

Tra le più celebri opere di Shakespeare, entrata nel linguaggio comune per indicare una persona presa da “gelosia folle”, l’Otello ebbe due celebri versioni liriche, firmate da due “grandi” come Gioacchino Rossini e Giuseppe Verdi, oltre a numerose trasposizioni cinematografiche.